{"id":587347,"date":"2026-07-16T09:31:31","date_gmt":"2026-07-16T09:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/587347\/"},"modified":"2026-07-16T09:31:31","modified_gmt":"2026-07-16T09:31:31","slug":"stardust-lucio-battisti-quel-viaggio-a-cavallo-che-ispiro-una-grande-hit-di-battisti-e-mogol-gli-speciali-di-ondarock","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/587347\/","title":{"rendered":"Stardust &#8211; Lucio Battisti &#8211; Quel viaggio a cavallo che ispir\u00f2 una grande hit di Battisti e Mogol :: Gli Speciali di OndaRock"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sodalizio tra <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/luciobattisti\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lucio Battisti<\/a> e Giulio Rapetti alias <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/interviste\/mogol\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mogol<\/a> si \u00e8 costruito negli anni anche attraverso episodi curiosi e gestazioni improbabili di brani che poi hanno fatto la storia. Uno di questi \u00e8 senza dubbio quello che port\u00f2 alla nascita di \u201cEmozioni\u201d, la canzone pubblicata il 15 ottobre del 1970, generalmente considerata uno dei vertici della loro collaborazione, con il suo racconto intimista dall\u2019afflato universale. Un viaggio interiore sospeso tra malinconia, stupore e solitudine, raccontato attraverso un testo di straordinaria forza evocativa che, nel tempo, \u00e8 entrato nell\u2019immaginario collettivo italiano. Di certo, speciale ne fu la genesi, che ebbe ripercussioni non irrilevanti anche sull\u2019esito finale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Te lo do io il Brasile<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 21 giugno 1970, nel giorno della finale dei Mondiali tra Italia e Brasile, mentre l\u2019intero paese \u00e8 incollato al teleschermo, Lucio Battisti e Mogol scelgono una strada completamente diversa: partono a cavallo da Milano diretti a Roma, alla ricerca di un contatto autentico con la natura e con s\u00e9 stessi. A raccontarne lo spirito sar\u00e0 lo stesso Battisti sulle pagine di Sorrisi e Canzoni: \u201cLo spirito \u00e8 quello di provare a noi stessi che possiamo farcela\u201d, spiega, \u201ce quello di godere, senza preoccupazioni, di un vero contatto con la natura, per curarci un po\u2019 delle malattie della nostra vita di lavoro, di fretta, di angosciosa corsa contro il tempo\u201d. <br \/>\u00c8 un\u2019esperienza che riflette perfettamente il carattere del cantautore, gi\u00e0 insofferente ai luoghi comuni e ai tentativi di incasellarlo in qualsiasi definizione. Durante il viaggio preferisce dormire all\u2019aperto, affrontare sentieri, boschi e spiagge, tanto che, come ricorder\u00e0, \u201cqualche volta, ma \u00e8 raro, incontriamo una striscia d\u2019asfalto\u2026\u201d. Da quella lunga cavalcata nascer\u00e0 l\u2019ispirazione per \u201cEmozioni\u201d. Rientrato dal viaggio, Battisti traduce quelle sensazioni in musica, spiegando di voler raccontare \u201cquella tensione intima, quei passaggi bruschi, sospesi in aria, per esprimere meglio il senso di scoperta, di stupore, di libert\u00e0 che abbiamo provato io e Giulio avventurandoci per prati, colline e fiumi, come se vedessimo la natura per la prima volta\u201d. Come d\u2019abitudine, registra la melodia su un nastro e la consegna a Mogol: prima nasce la musica, poi arriveranno le parole.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo prende forma in due momenti distinti. Una prima parte nasce di getto nella casa di campagna di Mogol a Molteno, mentre la seconda arriva durante un viaggio in auto con la famiglia. Al volante, impossibilitato a prendere appunti, il paroliere \u00e8 costretto a ripetersi mentalmente i versi per non dimenticarli, fino a quando, una volta arrivato a destinazione, li mette finalmente su carta. Da quella gestazione insolita nasce un testo dal ritmo irregolare e dalle immagini potentissime, destinato a entrare nella storia della canzone italiana. Secondo il racconto di Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik, per\u00f2, la prima stesura non convinse del tutto Battisti. Il musicista avrebbe infatti osservato: \u201cL\u2019inizio \u00e8 perfetto, ma poi si perde in parole usuali. Io vorrei che tu cambiassi il senso e provassimo a dare una vera emozione\u201d. Un suggerimento che contribu\u00ec a indirizzare Mogol verso quella versione definitiva destinata a diventare uno dei testi pi\u00f9 celebri della musica italiana.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un testo atipico<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato fu un brano che sfuggiva agli schemi tradizionali della canzone d\u2019autore. Pi\u00f9 che raccontare una storia lineare, \u201cEmozioni\u201d procede per immagini e frammenti, costruendo un vero e proprio viaggio nell\u2019interiorit\u00e0. L\u2019incipit, con l\u2019airone che vola sopra il fiume e il desiderio di \u201critrovarsi a volare\u201d, trasmette un senso di libert\u00e0 e fusione con la natura. Ma quella serenit\u00e0 viene subito incrinata dal celebre \u201csottile dispiacere\u201d, un\u2019espressione apparentemente impossibile che sintetizza il momento in cui la felicit\u00e0 lascia spazio a una malinconia inspiegabile. <br \/>L\u2019intero testo \u00e8 costruito su immagini rimaste nell\u2019immaginario collettivo: il tentativo di \u201cstringere le mani per fermare qualcosa che \u00e8 dentro me, ma nella mente tua non c\u2019\u00e8\u201d racconta l\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare davvero il proprio mondo interiore; \u201cguidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi \u00e8 tanto difficile morire\u201d non \u00e8 un invito all\u2019autodistruzione, ma la rappresentazione estrema di un disagio esistenziale e della ricerca di un limite capace di far sentire ancora vivi. Anche il celebre verso finale, \u201cTu chiamale se vuoi emozioni\u201d, sembra suggerire che la parola \u201cemozioni\u201d sia quasi insufficiente a contenere la complessit\u00e0 delle sensazioni vissute dal protagonista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A impreziosire la storia \u00e8 la musica di Battisti. La delicata introduzione di chitarra, gli archi diretti da Gian Piero Reverberi e un arrangiamento raffinato ma mai invadente accompagnano ogni sfumatura emotiva del racconto. Il brano cresce con estrema naturalezza, alternando momenti di sospensione e aperture orchestrali senza perdere la sua dimensione raccolta. Anche la registrazione entr\u00f2 nella leggenda, e non solo per il cast stellare che vi prese parte, negli studi milanesi della Ricordi in via dei Cinquecento, quartiere Corvetto, un ex cinema parrocchiale trasformato in artigianale sala di registrazione: Battisti voce e chitarra, <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/pfm\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Franco Mussida<\/a> alla seconda chitarra, Damiano Dattoli al basso, <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/pfm\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Franz Di Cioccio<\/a> alla batteria, <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/pfm\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Flavio Premoli<\/a> a tastiere e tamburello. Attorno a loro un\u2019orchestra di oltre cinquanta elementi diretta da Gian Piero Reverberi. Secondo le testimonianze dei protagonisti, la versione pubblicata fu sostanzialmente la prima esecuzione completa, tanto intensa da lasciare Battisti e i presenti profondamente commossi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A Londra con Pete Townshend degli Who<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicata il 15 ottobre 1970 come lato A del 45 giri che sul retro conteneva \u201cAnna\u201d, \u201cEmozioni\u201d divenne rapidamente uno dei simboli del repertorio battistiano. Il singolo conquist\u00f2 il primo posto nelle classifiche italiane e contribu\u00ec a consolidare definitivamente il sodalizio artistico fra Battisti e Mogol. <br \/>Il brano ebbe anche una versione internazionale, \u201cEmotions\u201d, realizzata nell\u2019ambito del progetto con cui il cantautore tent\u00f2 di affacciarsi ai mercati esteri. Celebre rimase anche l\u2019episodio raccontato da Mogol dell\u2019ascolto riservato a Pete Townshend degli <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/who\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Who<\/a>, che ne rimase entusiasta. \u201cLo incontrammo per caso \u2013 ha raccontato Mogol \u2013 Lucio lo aveva riconosciuto, me lo indic\u00f2. Gli facemmo ascoltare \u2018Emozioni\u2019, io pensavo che fosse lenta per i canoni anglosassoni e che non gli sarebbe piaciuta. E invece Townshend disse: \u2018Wait a minute\u2019, e quando torn\u00f2 c\u2019era un codazzo degli impiegati delle edizioni, tutti molto giovani, a cui chiese di ascoltare, e mentre Lucio cantava lui leggeva la versione in inglese da un foglio\u2026 Disse: \u2018\u00c8 fantastica\u2019\u201d. <br \/>Nonostante l\u2019interesse suscitato all\u2019estero, tuttavia, Battisti rinunci\u00f2 a sviluppare una vera carriera internazionale, rifiutando condizioni contrattuali che riteneva penalizzanti. Un vero peccato, considerato l\u2019interesse che il cantautore di Poggio Bustone aveva suscitato oltre Manica, a cominciare da quello del suo noto fan <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/davidbowie\/\" data-type=\"post\" data-id=\"110746\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">David Bowie<\/a>, con cui ebbe modo anche di <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/lucio-battisti-david-bowie-mick-ronson-musicislethal\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scrivere un brano<\/a>. Ma questa \u00e8 decisamente un\u2019altra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il sodalizio tra Lucio Battisti e Giulio Rapetti alias Mogol si \u00e8 costruito negli anni anche attraverso episodi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":587348,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1443],"tags":[323732,8115,2104,203,204,1537,90,89,1736,42408,1538,1539,323733],"class_list":["post-587347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-musica","tag-323732","tag-canzone","tag-emozioni","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lucio-battisti","tag-mogol","tag-music","tag-musica","tag-viaggio-a-cavallo"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116928963261039474","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/587347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=587347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/587347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/587348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=587347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=587347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=587347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}