{"id":587528,"date":"2026-07-16T11:54:15","date_gmt":"2026-07-16T11:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/587528\/"},"modified":"2026-07-16T11:54:15","modified_gmt":"2026-07-16T11:54:15","slug":"case-green-lue-apre-linfrazione-italia-e-i-27-nel-mirino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/587528\/","title":{"rendered":"Case green, l&#8217;Ue apre l&#8217;infrazione: Italia e i 27 nel mirino"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione Europea mette in riga tutti i 27 Stati membri, Italia inclusa, aprendo una procedura d\u2019infrazione riguardo la direttiva europea sulle \u201c<strong>Case<\/strong> <strong>Green<\/strong>\u201d. Il motivo \u00e8 il mancato recepimento entro i termini previsti della normativa sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), approvata nel 2024 e considerata uno dei capisaldi della strategia europea per la transizione ecologica.\n<\/p>\n<p>Perch\u00e9 scatta l\u2019infrazione<\/p>\n<p>La scadenza per notificare il recepimento della <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/direttiva-case-green-cambia-classi-energetiche-rischio-svalutazione\/996528\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">direttiva<\/a> era fissata al 29 maggio 2026, ma nessun Paese ha completato il processo. Bruxelles ha quindi inviato le lettere di costituzione in mora, primo passo della <strong>procedura<\/strong> <strong>d\u2019infrazione<\/strong>, concedendo due mesi di tempo per adeguarsi. Se le risposte non saranno soddisfacenti, si passer\u00e0 alla fase successiva con un parere motivato, fino ad arrivare al <strong>deferimento<\/strong> alla Corte di Giustizia dell\u2019Unione europea e a possibili sanzioni economiche.<\/p>\n<p>Quello che per\u00f2 colpisce \u00e8 che per la prima volta l\u2019intero blocco europeo si trova contemporaneamente sotto infrazione su una direttiva approvata con il consenso degli stessi governi nazionali. Seppur votata e approvata, questa non \u00e8 semplice da attuare, visti gli edifici vetusti che ci sono in Europa, Italia compresa.<\/p>\n<p>Cosa prevede la direttiva Case Green<\/p>\n<p>La normativa punta a rendere il patrimonio edilizio europeo a emissioni zero <strong>entro il<\/strong> <strong>2050<\/strong>. Tra gli obiettivi principali:<\/p>\n<ul>\n<li>stop alle caldaie a gas entro il 2040;<\/li>\n<li>installazione di pannelli solari obbligatoria sui nuovi edifici dal 2030;<\/li>\n<li>riduzione progressiva dei consumi energetici e delle emissioni;<\/li>\n<li>incremento del tasso di riqualificazione energetica degli immobili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli edifici, infatti, rappresentano oggi il principale consumatore di energia nell\u2019Unione europea, con un tasso di ristrutturazione annuo fermo intorno all\u20191%. Accelerare su questo fronte \u00e8 considerato essenziale non solo per il clima, ma anche per ridurre le bollette e la dipendenza energetica dall\u2019estero, tema tornato centrale anche alla luce delle recenti tensioni geopolitiche.<\/p>\n<p>La posizione dell\u2019Italia<\/p>\n<p>L\u2019Italia si trova in una situazione complessa. Il Paese non ha ancora presentato un piano completo di attuazione, mentre Francia, Spagna e Germania hanno gi\u00e0 avviato strumenti e programmi nazionali per l\u2019applicazione della direttiva.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 innegabile che in Italia siano stati raggiunti dei risultati negli ultimi anni grazie ai <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/catasto-bonus-edilizi-sanzioni-immobili\/975609\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">bonus edilizi<\/a>. Secondo i dati pubblicati da Nomisma nel 2025, il <strong>56%<\/strong> degli obiettivi al 2030 sarebbe gi\u00e0 stato raggiunto, mentre le emissioni di CO2 degli edifici sono diminuite del 14% in sei anni. Anche i consumi energetici hanno registrato un calo, seppur ancora insufficiente rispetto ai target europei: dal 2020 la riduzione si attesta intorno al 2%, ma sar\u00e0 necessario un ulteriore taglio dell\u20191,6% nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Nonostante questi dati positivi, resta per\u00f2 il fatto che raggiungere gli obiettivi della direttiva non \u00e8 semplice. Lo stesso ministro dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica, <strong>Gilberto Pichetto<\/strong> <strong>Fratin<\/strong>, ha sottolineato come gli obiettivi temporali della normativa, in particolare quelli per gli edifici residenziali esistenti, siano difficili da raggiungere. Il ministro, in una nota del Mase risalente a marzo 2023, spieg\u00f2:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Non mettiamo in discussione gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione e di riqualificazione del patrimonio edilizio, che restano fondamentali. Manca per\u00f2 in questo testo una seria presa in considerazione del contesto italiano, diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come \u2018bene rifugio\u2019 delle famiglie italiane<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il nodo dei costi<\/p>\n<p>Il punto critico resta quello delle <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/transizione-ecologica-lavoro-precario\/958801\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">risorse economiche<\/a>. Per centrare gli obiettivi fissati dalla direttiva, l\u2019Italia dovrebbe investire circa<strong> 17 miliardi di euro<\/strong> all\u2019anno fino al 2030. Significa una spesa media di circa 25mila euro per intervento su una quota pari al 10% degli edifici.<\/p>\n<p>Una cifra che solleva interrogativi su chi dovr\u00e0 sostenere il peso della transizione. Le opzioni sul tavolo includono:<\/p>\n<ul>\n<li>fondi europei;<\/li>\n<li>incentivi nazionali (sulla scia dei bonus edilizi);<\/li>\n<li>prestiti da ripagare con il risparmio energetico;<\/li>\n<li>misure di sostegno per le fasce pi\u00f9 vulnerabili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le prossime mosse<\/p>\n<p>Nei prossimi <strong>due mesi<\/strong> gli Stati membri dovranno quindi fornire risposte concrete alla Commissione, accelerando sul recepimento della direttiva o negoziando eventuali correttivi. Non \u00e8 escluso, alla luce del ritardo generalizzato, che Bruxelles possa valutare modifiche o maggiore flessibilit\u00e0 nell\u2019applicazione delle norme.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Da0uGaeNay6\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Commissione Europea mette in riga tutti i 27 Stati membri, Italia inclusa, aprendo una procedura d\u2019infrazione riguardo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":587529,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[2703,14,93,94,755,1537,90,89,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-587528","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-commissione-europea","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-green","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-news","tag-notizie","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116929525438722522","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/587528","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=587528"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/587528\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/587529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=587528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=587528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=587528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}