{"id":58774,"date":"2025-08-20T18:51:10","date_gmt":"2025-08-20T18:51:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/58774\/"},"modified":"2025-08-20T18:51:10","modified_gmt":"2025-08-20T18:51:10","slug":"il-caso-nitag-che-cosa-succede-al-ministero-della-salute-qualche-dritta-per-capire-di-che-si-parla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/58774\/","title":{"rendered":"Il caso Nitag, che cosa succede al ministero della Salute. Qualche dritta per capire di che si parla"},"content":{"rendered":"<p>Da due settimane una bufera sta scuotendo il ministero della Salute. Oggetto del contendere il Nitag, un organo cosultivo di cui non avevamo mai sentito parlare o quasi. Cerchiamo di capirne qualcosa di pi\u00f9, perch\u00e9 al di l\u00e0 della sigla astrusa in gioco c&#8217;\u00e8 una questione delicata\u00a0e importante che ha a che fare con il rapporto tra scienza e politica e con la salute pubblica.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                                    Che cos\u2019\u00e8 il Nitag&#13;<\/p>\n<p><strong>Con la sigla Nitag si indica il Gruppo consultivo nazionale sulle vaccinazioni (traduzione dell\u2019acronimo della sua traduzione inglese National immunization technical advisory group) istituito con\u00a0Decreto 29 settembre 2021<\/strong>\u00a0successivamente integrato con\u00a0Decreto 15 dicembre 2021\u00a0e\u00a0Decreto 26 aprile 2022.<\/p>\n<p>Secondo il sito del ministero della Salute si presenta come \u00abOrgano indipendente col compito di supportare, dietro specifica richiesta e su problematiche specifiche, il Ministero della Salute nella formulazione di raccomandazioni\u00a0\u201cevidence-based\u201d\u00a0(basata sulle evidenze) sulle questioni relative alle vaccinazioni e alle politiche vaccinali, raccogliendo, analizzando e valutando prove scientifiche\u00bb. Il gruppo \u00e8 finito al centro del dibattito pubblico dal 5 agosto 2025 quando il ministro della Salute Orazio Schillaci, ha firmato la nomina del nuovo organico del Nitag. Tra i 22 prescelti c\u2019erano infatti due nomi che hanno acceso la reazione della comunit\u00e0 scientifica: Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle.<\/p>\n<p>                            Chi \u00e8 ribellato a queste nomine e perch\u00e9\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Dapprima Francesca Russo, dirigente del dipartimento prevenzione della Regione Veneto, aveva preso carta e penna e risposto alla nomina nel Nitag, che le era stata comunicata, con una rinuncia all\u2019incarico tramite una lettera che dava conto della decisione: \u00ab<strong>maturata a seguito della valutazione della composizione del gruppo, nella quale sono presenti componenti che, in passato, hanno pi\u00f9 volte espresso pubblicamente posizioni non coerenti con le evidenze scientifiche in materia di vaccinazioni, arrivando in alcuni casi a sostenere o diffondere messaggi contrari alle strategie vaccinali nazional<\/strong>i\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Alla sua decisione hanno fatto seguito la presa di posizione della Federazione degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (Fnomceo)<\/strong>,\u00a0il cui presidente Filippo Anelli, riprendeva in un un post pubblico i contenuti di una lettera gi\u00e0 inviata a Schillaci che chiedeva conto dell\u2019esclusione della Federazione dal Nitag: \u00abCi ha stupito\u00bb, scriveva, \u00abche le indicazioni per la composizione del Nitag da parte del ministero non rispondessero compiutamente ai\u00a0criteri di rappresentativit\u00e0\u00a0e talvolta anche di\u00a0scientificit\u00e0\u00bb. <strong>E\u00a0l\u2019appello di Patto per la scienza<\/strong>, in cui esprimendo preoccupazione \u00abper il futuro della Salute Pubblica in Italia e dell\u2019approccio scientifico alla salute\u00bb, si chiedeva con forza la revoca immediata delle due nomine contestate, spiegando: \u00abQuesti due membri sono noti per aver espresso posizioni pubblicamente critiche e spesso ideologiche contro i vaccini, in particolare contro quelli pediatrici e contro i vaccini anti-Covid. I due medici non vantano una solida produzione scientifica in ambito vaccinale, n\u00e9 riconoscimento accademico in materia di immunizzazione. In passato, hanno pubblicato e promosso contenuti pseudoscientifici, mettendo in dubbio la sicurezza e l\u2019efficacia dei vaccini, e sostenendo teorie prive di fondamento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parole che hanno raggiunto in pochi giorni oltre 15mila firme comprese quelle del premio Nobel per la Fisica e accademico dei Lincei Giorgio Parisi, dell\u2019immunologo Matteo Bassetti, ordinario di Malattie infettive all\u2019universit\u00e0 di Genova, del farmacologo, fondatore dell\u2019Istituto di ricerca Mario Negri, Silvio Garattini. Il caso \u00e8 cos\u00ec clamoroso da finire anche sul\u00a0British Medical Journal,\u00a0una delle pi\u00f9 accreditate riviste mediche internazionali.<\/strong><\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                                    La revoca&#13;<\/p>\n<p class=\"paragraphdescription\">&#13;<br \/>\n                                    <strong>Il 17 agosto la marcia indietro: il ministro Orazio Schillaci, medico, che dalle nomine contestate si era nel frattempo<\/strong>, anche se solo dopo il decreto del 5 agosto, <strong>dissociato<\/strong>, fino a quanto pare a minacciare le dimissioni, <strong>si \u00e8 assunto la responsabilit\u00e0 di revocare la nomina dell\u2019intero Nitag<\/strong>, rimandando a nuove nomine, anche perch\u00e9 tra le critiche sollevate dai colleghi medici figurava, oltre ai due contestati, l\u2019esclusione dalla compagine degli esperti, di nomi che rappresentassero pediatri, medici di medicina generale, infermieri, ossia le figure che si occupano direttamente di attuare le politiche vaccinali e che pi\u00f9 sono a contatto diretto con la popolazione. <strong>Dopo la revoca le uniche parole pubbliche di Schillaci sono state: \u00abLa tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore. Con questo spirito abbiamo sempre lavorato e continueremo ad agire nell&#8217;esclusivo interesse dei cittadini\u00bb.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>                            Le reazioni\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>La decisione di Schillaci, accolta con un plauso dalla comunit\u00e0 scientifica,\u00a0ha prodotto nella maggioranza di Governo reazioni diverse e contrastanti<\/strong>: \u00e8 trapelato il disappunto della presidente del Consiglio che avrebbe parlato di scioglimento: \u00abNon concordato\u00bb. E poi, aggiunto: \u00abda sempre nel governo noi\u00a0crediamo nel pluralismo\u00a0e nel confronto delle opinioni\u00bb. Forza Italia ha applaudito l\u2019autonomia del ministro Schillaci, per voce della senatrice Ronzulli, mentre sono piovute critiche dai ministri dell\u2019Agricoltura Lollobrigida e da quello delle Infrastrutture Salvini che ha affermato: \u00abQui non ci sono dogmi e in un comitato consultivo di 20 persone azzerare chi non la pensa come il mainstream, non mi sembra scientificamente corretto. Il ministro ha deciso di testa sua, prima ha nominato la commissione, poi se l\u2019\u00e8 auto azzerata: evidentemente al ministero c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona perch\u00e9 o si \u00e8 distratto prima o si \u00e8 distratto dopo, delle due l\u2019una\u00bb.<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                                    Scienza e politica, dov&#8217;\u00e8 il problema&#13;<\/p>\n<p><strong>Al centro della questione c\u2019\u00e8 il criterio di selezione degli organi tecnici di nomina politica<\/strong> e, in questo caso, la reale indipendenza di un organo, che, per la sua delicatezza richiede che i prescelti abbiano un curriculum specialistico adeguato al compito, in cui le competenze scientifiche prevalgano su qualsiasi logica ideologica o di appartenenza.<\/p>\n<p>Un fatto non sempre e non dappertutto scontanto, <strong>capita da tempo, infatti, a livello mondiale, che i temi scientifici, dal cambiamento climatico, agli Ogm, ai vaccini siano strumentalizzati politicamente, per logiche di consenso e diventino oggetto di schieramenti ideologici che poco ha che fare con l\u2019attendibilit\u00e0 delle argomentazioni scientifiche<\/strong> sottese, semmai con l\u2019organizzazione del consenso e con l\u2019intenzione di non giocarsi i voti della minoranza che diffida di alcune conoscenze scientifiche acquisite. Una diffidenza spesso selettiva per cui si rifiutano alcune acquisizioni scientifiche e non altre, come spesso sottolinea Roberto Burioni, ordinario di immunologia al San Raffaele, che per provocazione invita chi rifiuta vaccini e terapie consolidate a rifiutare anche l\u2019anestesia per coerenza in caso di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>                            Metodo scientifico, consenso e pluralismo. Proviamo a capirne di pi\u00f9\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>I concetti come \u00abpluralismo\u00bb, \u00abdiverse opinioni\u00bb cui dar voce, talvolta anche \u00abpar condicio\u00bb, che sono spesso evocati in questo contesto, per giustificare la visibilit\u00e0 data ad affermazioni che la comunit\u00e0 scientifica disconosce, evidenziano un errore metodologico che consiste nell\u2019applicare alla comunicazione scientifica concetti nati per garantire il pluralismo delle opinioni politiche, per definizione, soggettive, che si confrontano sulla logica del consenso e del dissenso e che democratimente devono garantire un confronto e una voce anche alle posizioni pi\u00f9 marginali. \u00a0<\/p>\n<p><strong>Ma se il pluralismo, in termini di idee, \u00e8 concetto politico e segno di democrazia, in ambito scientifico funziona in modo diverso: la ricerca scientifica non contempla il \u00absecondo me\u00bb, si conferma e si smentisce sui dati duri per definizione dell\u2019evidenza<\/strong>, che \u00e8 tale in base al metodo, che deve consentire la pubblicazione trasparente dei dati, la verifica e la ripetibilit\u00e0 dei risultati. <strong>Tutto quello che non risponde al metodo non pu\u00f2 essere qualificato come scientifico. <\/strong>Questo non significa che la scienza non possa sbagliare, ma che soltanto attraverso lo stesso metodo scientifico pu\u00f2 giungere alla correzione di eventuali errori.\u00a0<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                                    Come riconoscere un confronto corretto&#13;<\/p>\n<p><strong>Un errore ricorrente consiste nel fatto che il dibattito pubblico nel mettere a confronto posizioni in ambito scientifico non ne rispecchia le reali proporzioni<\/strong>: \u00abData un\u2019affermazione scientifica\u00bb, ha spiegato il\u00a0<strong>filosofo della scienza Luca Tamboli<\/strong>, interpellato sul tema da Queryonline in occasione dell\u2019uscita del suo saggio Il mondo su misura, introduzione al negazionismo scientifico Codice edizioni, \u00ab<strong>se il consenso attorno a questa raccoglie il 97% degli esperti e il dissenso rappresenta solo il 3% della comunit\u00e0 scientifica, non pu\u00f2 accadere che in una trasmissione si invitino due persone, una a favore e una contro, poich\u00e9 il confronto sembrerebbe al 50%<\/strong>. Non \u00e8 una regola da imporre per legge, dovrebbe essere una questione di buonsenso. I canali di informazione dovrebbero rispecchiare, nell\u2019esposizione mediatica, le proporzioni che emergono dalla comunit\u00e0 scientifica, per offrire una rappresentazione pi\u00f9 accurata del consenso scientifico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chi arrivasse del resto, anche con un titolo accademico in Geologia, affermando in un dibattito che \u00abla terra \u00e8 piatta\u00bb, alla luce delle evidenze non sarebbe affatto il titolare di un\u2019idea minoritaria, cui dare spazio per par condicio, ma il portatore di un\u2019affermazione infondata<\/strong>. A meno che non porti, nelle sedi opportune, convegni scientifici e riviste scientifiche internazionali ad elevato impact factor, una prova verificabile talmente solida da rimettere in discussione tutte le conoscenze astronomiche fin qui acquisite, portando l\u2019intera comunit\u00e0 scientifica a correggerle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da due settimane una bufera sta scuotendo il ministero della Salute. 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