{"id":588035,"date":"2026-07-16T18:38:14","date_gmt":"2026-07-16T18:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/588035\/"},"modified":"2026-07-16T18:38:14","modified_gmt":"2026-07-16T18:38:14","slug":"lue-google-deve-aprire-android-ai-sistemi-di-ai-concorrenti-e-condividere-i-dati-delle-ricerche-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/588035\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ue: \u00abGoogle deve aprire Android ai sistemi di AI concorrenti e condividere i dati delle ricerche online\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">La decisione vincolante della Commissione europea si basa sul Digital Markets Act in vigore dal 2027.  La replica della societ\u00e0: \u00abRischio per la privacy e la sicurezza di milioni di europei\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci\u00f2 che \u00e8 permesso a <b>Gemini <\/b>deve essere permesso a qualunque altro tipo di intelligenza artificiale generativa sul sistema operativo <b>Android<\/b>. I dati raccolti attraverso la <b>Search <\/b>online devono essere messi a disposizione di tutti gli altri motori di ricerca: sono le due<b> decisioni vincolanti raggiunte dalla Commissione europea <\/b>e che devono essere messe in pratica da Google a partire dal 2027. Entrambe si basano sul <b>Digital Markets Act<\/b>, regolamento che ha l&#8217;obiettivo di creare un mercato digitale equo e dove tutti possano partire dalle stesse opportunit\u00e0. Proprio per questo Google &#8211; un\u00a0\u00abgatekeeper\u00bb in quanto fornitore di un servizio usato dalla maggioranza dei consumatori europei &#8211; <b>non pu\u00f2 favorire le sue funzionalit\u00e0 rispetto a quelle dei rivali<\/b>. Deve concedere a questi ultimi le stesse condizioni di partenza.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gemini, l&#8217;AI generativa di Google, \u00e8 al momento l&#8217;unica a essere preinstallata sugli smartphone Android (sistema operativo di propriet\u00e0 della stessa azienda e che viene utilizzato dal 60 per cento degli europei). Non solo: cos\u00ec come Gemini pu\u00f2 essere attivato semplicemente pronunciando le parole\u00a0\u00abHey, Google\u00bb, anche altri chatbot devono poter funzionare nello stesso modo. Cos\u00ec come devono poter accedere agli stessi dati dell&#8217;AI proprietaria. L&#8217;obiettivo non \u00e8 solo quello di permettere anche ad altre aziende di farsi conoscere dagli utenti, ma anche quello di <b>permettere all&#8217;utente di scegliere il suo sistema di AI preferito<\/b>. Il pi\u00f9 ampio\u00a0\u00abportafoglio\u00bb di chatbot deve comparire su Android entro luglio 2027.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel caso della Search, Google ha il monopolio assoluto sulle ricerche online. I dati raccolti sugli utenti e sulle loro preferenze devono dunque, secondo la Commissione europea, essere condivisi con gli altri motori di ricerca. <b>Google deve anche costruire alternative<\/b> per quegli utenti che vogliano proteggere la propria privacy e non regalare informazioni sulla loro navigazione online. Questa misura entrer\u00e0 in vigore il prossimo gennaio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLe decisioni di oggi <b>rischiano di compromettere misure di salvaguardia vitali per la privacy e la sicurezza di milioni di europei<\/b> &#8211; ha dichiarato Kent Walker, presidente degli affari globali di Alphabet, holding di Google &#8211; Abbiamo ripetutamente offerto soluzioni per tutelare gli utenti e soddisfare al contempo gli obiettivi del Dma, ma queste disposizioni ignorano le ampie prove di potenziali danni per gli utenti stessi. Questa decisione su Android minaccia la sicurezza dei dispositivi concedendo ad app esterne autorizzazioni sensibili e molto importanti, senza prevedere tali tutele\u00bb. Privacy e sicurezza sono le preoccupazioni che hanno portato <b>Apple <\/b>a decidere di <b>rimandare il rilascio di Siri AI<\/b> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_giugno_09\/ecco-la-nuova-siri-ai-ma-su-iphone-e-ipad-in-europa-non-arrivera-apple-attacca-tutta-colpa-del-digital-markets-act-e775ddb9-5696-462a-a76c-c8b68be72xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">in Europea sugli iPhone<\/a>, che occupano il restante 40 per cento del mercato mobile. In una serie di<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_giugno_09\/lo-scontro-tra-apple-e-ue-su-siri-ai-le-nostre-soluzioni-rifiutate-e-la-risposta-le-leggi-europee-non-sono-negoziabili-b2f00613-002a-45a4-a1c4-464b21f1fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> discussioni preventive<\/a>, la Commissione europea ha chiesto al colosso di Cupertino di rendere disponibili a tutti i rivali le stesse informazioni con cui avrebbe lavorato la sua AI. <b>Sono dati sensibili, che la societ\u00e0 rifiuta di cedere a terzi<\/b>, cos\u00ec come rifiuta di memorizzare lei stessa nei server: i dati da loro raccolti restano sul dispositivo o vengono criptati. Siri AI non arriver\u00e0 dunque in Europa, con il prossimo sistema operativo. Tutto \u00e8 sospeso fino a quando non verr\u00e0 trovata una <b>soluzione<\/b>. Su cui ora deve lavorare anche Google.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma i fronti aperti in Ue, per le Big Tech, sono tanti e complessi. A distanza di poche ore dalle decisioni della Commissione europea, <b>la Corte europea ha raggiunto un altro verdetto<\/b> che va a colpire <b>YouTube<\/b>. Analizzando, sotto richiesta del Consiglio di Stato, una sanzione da 750mila euro inflitta dall&#8217;Agcom italiana nel 2022, il tribunale ha concordato che la piattaforma di propriet\u00e0 di Google deve essere ritenuta <b>responsabile per i video che l\u00ec vengono pubblicati, <\/b>se colui che li pubblica viene pagato dalla societ\u00e0. Se insomma \u00e8 uno YouTuber con sufficienti visualizzazioni da ottenere una remunerazione. Nel caso specifico, si era contestato alla piattaforma di non aver oscurato contenuti che promuovevano il gioco d&#8217;azzardo online.\u00a0<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-16T15:58:54+02:00\">16 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La decisione vincolante della Commissione europea si basa sul Digital Markets Act in vigore dal 2027. 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