{"id":5885,"date":"2025-07-24T16:56:11","date_gmt":"2025-07-24T16:56:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/5885\/"},"modified":"2025-07-24T16:56:11","modified_gmt":"2025-07-24T16:56:11","slug":"taron-e-la-pentola-magica-il-film-che-per-poco-non-fece-fallire-la-disney","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/5885\/","title":{"rendered":"Taron e la pentola magica, il film che per poco non fece fallire la Disney"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1984, in seguito all\u2019arrivo di un nuovo gruppo di dirigenti in The Walt Disney Company, fu organizzata una proiezione del lungometraggio animato che sarebbe dovuto uscire l\u2019anno successivo, <strong>Taron e la pentola magica<\/strong>, per saggiare la situazione. Il film era in lavorazione da anni ed era diventato un progetto mitologico tra i corridoi dello studio. Terminata la proiezione, il primo commento fu: \u00abQui abbiamo un bel problema\u00bb.<\/p>\n<p>Nella Storia dello studio d\u2019animazione Disney, Taron e la pentola magica rappresenta <strong>uno dei momenti pi\u00f9 bui, se non il pi\u00f9 tragico in assoluto<\/strong>. Non per il film, che comunque all\u2019epoca era uno dei pi\u00f9 violenti e orrorifici di tutto il catalogo dello studio d\u2019animazione, quanto per la turbolenta lavorazione, protratta per pi\u00f9 di un decennio e arrivata in un momento di grande crisi, insuccessi e scarsi entusiasmi da parte della nuova dirigenza. Sembrava che Taron sarebbe diventato l\u2019ultimo film animato della Disney, quello che l\u2019avrebbe distrutta definitivamente.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"643\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/don-bluth-670x643.webp.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-359774\"  \/>Don Bluth<\/p>\n<p>Taron e la pentola magica fu <strong>il frutto della tempesta perfetta<\/strong>. Negli anni Settanta, con Walt Disney morto da tempo, a gestire lo studio d\u2019animazione erano i suoi vecchi collaboratori, <a href=\"https:\/\/fumettologica.it\/2024\/01\/nine-old-men-disney\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">i Nine Old Men<\/a>, ma anche loro, tra pensioni, dipartite e un certo irrigidimento nelle scelte creative, stavano mostrando segni di cedimento. D\u2019altra parte, le nuove leve erano inesperte, prive di una guida o, se capaci, osteggiate dalla dirigenza. Lo studio stava diventando un posto dove i mediocri avevano fatto leva sul principio di anzianit\u00e0 per scalare i ranghi.<\/p>\n<p>Come<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jALNCleCX1Y\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> ricorda<\/a> Brad Bird, \u00abinvece di rimpiazzare i grandi vecchi con i giovani talenti dello studio promuovevano quelli che erano l\u00ec da vent\u2019anni ma non erano riusciti a svettare perch\u00e9 erano mediocri, e la prima cosa che fecero questi mediocri fu mettere a tacere quelli troppo ambiziosi\u00bb. Tra gli ambiziosi c\u2019era sicuramente <strong>Don Bluth<\/strong>, un animatore talentuoso attorno a cui si stavano polarizzando gli animi, tra chi, sia colleghi che supervisori, lo ritenevano un egocentrico mitomane e chi invece ne subiva il fascino carismatico. A differenza dell\u2019amministratore delegato di Disney <strong>Ron Miller, genero di Walt Disney<\/strong>, che <strong>non riteneva i giovani animatori pronti per gestire un lungometraggio da soli<\/strong>, Bluth credeva che lui e i suoi colleghi fossero pronti per la sfida.<\/p>\n<p>Come racconta Bluth nell\u2019autobiografia <a href=\"https:\/\/amzn.to\/4f4uA6D\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Somewhere Out There<\/a>, \u00abquando, ancora ragazzo, avevo iniziato a lavorare alla Disney, le persone attorno a me spesso si chiedevano: \u201cChe cosa farebbe Walt?\u201d. Ora non pi\u00f9. I dirigenti e gli azionisti stavano prevalendo sugli autori\u00bb.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>tra la vecchia guardia e le nuove generazioni di animatori non correva buon sangue<\/strong>: i primi vedevano i secondi come debosciati senza talento che passavano il tempo a drogarsi, mentre questi ritenevano, non del tutto erroneamente, che i giorni migliori degli altri fossero ormai alle spalle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"278\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/taron-pentola-magica-disney-film-04-670x278.webp.webp\" alt=\"taron e la pentola magica disney\" class=\"wp-image-359775\"  \/><\/p>\n<p>L\u2019idea per Taron e la pentola magica nacque nel 1971, quando lo studio si assicur\u00f2 i diritti di trasposizione per <strong>la serie di libri fantasy <a href=\"https:\/\/amzn.to\/4kPXiJJ\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le cronache di Prydain<\/a> di Lloyd Alexander<\/strong>. A caldeggiare il progetto c\u2019erano proprio alcuni dei Nine Old Men, che pensarono di attirare il pubblico adolescente con un film pi\u00f9 adulto e che, se fatto bene, sarebbe stato \u00abbello quanto Biancaneve\u00bb.<\/p>\n<p>Ma lo sviluppo del progetto stava procedendo a rilento e fu data priorit\u00e0 ad altri film, come Le avventure di Bianca e Bernie e Red e Toby nemiciamici. Un articolo del New York Times del 1978 afferm\u00f2 che Taron, costato fino a quel punto 15 milioni di dollari, sarebbe dovuto uscire nel 1980, ma era \u00abindietro di quattro anni sulla tabella di marcia\u00bb e che quindi non sarebbe uscito prima del Natale 1984, perch\u00e9 \u00abi nuovi animatori che Disney ha assunto negli ultimi sei anni non sono abbastanza scafati per gestire le complessit\u00e0 del film\u00bb.<\/p>\n<p>E poi arriv\u00f2 quello che sembr\u00f2 il colpo fatale per lo studio. Il 3 settembre 1979, Don Bluth lasci\u00f2 la Disney portandosi dietro una quindicina di animatori e altro personale per fondare il suo studio. Si trattava di quasi met\u00e0 della gi\u00e0 anemica forza lavoro, sfoltita da pensionamenti e mancati ricambi.<\/p>\n<p>Con Bluth e i suoi fuori da giochi, Red e Toby e gli altri progetti in lavorazione furono posticipati, mentre Taron e la pentola magica ripart\u00ec da zero. Nel 1980, John Musker (futuro co-regista de La sirenetta e Aladdin) si vide inizialmente affidata la produzione, a cui si aggiunsero <strong>i tre registi Ted Berman, Richard Rich e Art Stevens<\/strong>, reduci da Red e Toby. \u00abC\u2019erano tre registi che non si parlavano\u00bb <a href=\"https:\/\/collider.com\/the-black-cauldron-disney-why-it-flopped-controversy-explained\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ricord\u00f2<\/a> Don Hahn, produttore de Il re leone che all\u2019epoca lavorava come direttore di produzione. \u00abE cos\u00ec ogni pezzo di film aveva un\u2019atmosfera e un ritmo diversi.\u00bb<\/p>\n<p>Ma per la dirigenza quel gruppo era troppo affolato e, dopo l\u2019abbandono di Musker (<a href=\"https:\/\/variety.com\/2016\/film\/spotlight\/moana-ron-clements-john-musker-dwayne-johnson-disney-little-mermaid-1201931802\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">a detta sua<\/a> \u00abnessuno della vecchia guardia con cui lavoravo apprezzava le mie idee\u00bb), anche Art Stevens fu fatto fuori. Fu rimpiazzato, nel ruolo di produttore, da <strong>Joe Hale, decano dello studio che stava lavorando su <\/strong><strong>Taron<\/strong><strong> come storyboardista<\/strong> e aveva molta esperienza nella fase dei layout, quando cio\u00e8 bisogna stabilire le inquadrature di ogni scena.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"276\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/taron-pentola-magica-disney-film-06-670x276.webp.webp\" alt=\"taron e la pentola magica disney\" class=\"wp-image-359776\"  \/><\/p>\n<p>\u00abEro molto attento a quell\u2019aspetto\u00bb <a href=\"https:\/\/animatedviews.com\/2010\/the-black-cauldron-producer-joe-hale-talks-munchings-and-crunchings\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">disse<\/a> Hale. \u00abTaron e la pentola magica \u00e8 soprattutto un film di layout. Volevo mostrare al pubblico il mondo in cui vivono i personaggi, quindi privilegiammo le inquadrature totali. Ogni scena doveva essere esteticamente piacevole, come un quadro da appendere al muro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Hale si fece carico del film insieme a Berman e Rich<\/strong>, ma ogni scelta creativa che veniva fatta plasmava il progetto con una forma sempre pi\u00f9 conservatrice. E cos\u00ec <strong>il giovane Tim Burton<\/strong>, da poco arrivato allo studio grazie a un apprendistato da animatore, <strong>vide tutte le sue idee di design per i personaggi rifiutate<\/strong> perch\u00e9 troppo strane e bizzarre e impossibili da \u00abdisneyficare\u00bb senza che perdessero il loro fascino.<\/p>\n<p>\u00abAvevano questa volont\u00e0 di muoversi in avanti, verso il futuro e la contemporaneit\u00e0, ma non sapevano come farlo\u00bb disse Burton nel libro <a href=\"https:\/\/amzn.to\/40UPbVt\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Disney\u2019s Art of Animation<\/a>. \u00abTenevano un piede nel passato e un piede nel futuro, ma nessuno dei due era saldo. Taron fu uno di quei progetti che mi allontan\u00f2 dall\u2019animazione.\u00bb<\/p>\n<p>Lo studio allora richiam\u00f2 dal pensionamento uno dei Nine Old Men, <strong>Milt Kahl, per fargli disegnare i personaggi principali<\/strong>. Kahl era un grande animatore poco abituato a immaginare personaggi dal nulla, e le sue idee finirono per assomigliare a caratteri gi\u00e0 visti: Taron assomigliava a Peter Pan e Re Cornelius a una versione maschile di Malefica. Per paura di osare, il gruppo di lavoro ripieg\u00f2 sulle proposte di Kahl, mischiate con lo stile dei fantasy che andavano di moda negli anni Ottanta.<\/p>\n<p>Dopo numerose riscritture, la trama del film, che adatta i primi due libri della saga letteraria, <strong>si discost\u00f2 molto dai romanzi<\/strong>, con personaggi minori fatti diventare principali, come nel caso dell\u2019antagonista. Nella pellicola, <strong>il giovane Taron vive con il vecchio Dallben <\/strong>e passa le giornate fantasticando su battaglie e gloria, ma il suo compito quotidiano \u00e8 ben pi\u00f9 umile: <strong>badare alla maialina Ewy, dotata del dono della visione<\/strong>, capace di rivelare immagini profetiche attraverso le acque.\u00a0<\/p>\n<p>Quando Dallben scopre che <strong>il perfido Re Cornelius, uno stregone scheletrico dai poteri necromantici, \u00e8 alla ricerca della Pentola Magica<\/strong>, un potente artefatto in grado di evocare un esercito di non-morti e piegare il mondo al proprio volere, capisce che Ewy \u00e8 in pericolo. Affida allora a Taron il compito di portarla in un luogo sicuro, lontano dagli occhi del nemico. Nel suo cammino, Taron incontrer\u00e0 <strong>Gurghi, una bizzarra creatura pelosa, il cantastorie Sospirello e la principessa Alin<\/strong>, con i quali si alleer\u00e0 per sgominare Cornelius.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"277\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/taron-pentola-magica-disney-film-01-670x277.webp.webp\" alt=\"taron e la pentola magica disney\" class=\"wp-image-359772\"  \/><\/p>\n<p>Nel frattempo, nel 1984 un cambio ai vertici sconvolse lo studio: l\u2019imprenditore Saul Steinberg, che gi\u00e0 aveva tentato la scalata della Chemical Bank, inizi\u00f2 a comprare quote su quote dell\u2019azienda, con l\u2019idea di smembrarla e venderne a peso d\u2019oro i vari cespiti. La dirigenza dovette ricorrere alla greenmail, strategia finanziaria in cui una compagnia minacciata da una scalata esterna ricompra a valore maggiorato il pacchetto azionario degli acquirenti. La vicenda cre\u00f2 una spaccatura all\u2019interno del consiglio d\u2019amministrazione: Roy E. Disney, nipote di Walt e membro del consiglio, osteggi\u00f2 l\u2019amministratore delegato Ron Miller per le decisioni prese, e quest\u2019ultimo fu costretto alle dimissioni.<\/p>\n<p>Il consiglio di amministrazione assegn\u00f2 il posto di Miller a Michael Eisner, che aveva mietuto successi alla Paramount con film come I predatori dell\u2019arca perduta. A gestire il reparto cinematografico (film e animazione), Eisner mise <strong>Jeffrey Katzenberg<\/strong>, che si era fatto notare proprio alla Paramount per il suo fiuto e le sue capacit\u00e0 da PR navigato.<\/p>\n<p>Ambizioso, testardo, egocentrico, Katzenberg si impose sullo studio d\u2019animazione con <strong>uno stile d\u2019assalto<\/strong> e un micromanagement sconsiderato \u2013 questo perch\u00e9 interveniva su una modalit\u00e0 di produzione, quella animata, che non conosceva. Durante la prima settimana in Disney, Katzenberg fece proiettare il film per vedere a che punto erano i lavori. Secondo l\u2019opinione di tutta la dirigenza, <strong>Taron<\/strong><strong> era troppo violento e cupo<\/strong>, ma non era un aspetto che si sarebbe risolto togliendo qualche scena, era un tratto genetico del film. Non si pot\u00e9 fare altro che togliere qualche inquadratura di troppo e spostare la data di uscita di altri sei mesi per addolcire le parti pi\u00f9 crude.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019ulteriore rinvio, gli animatori dovettero lavorare sette giorni su sette per consegnare il film in tempo per la data di uscita, il 24 luglio 1985, ricorrendo perfino a <strong>uno studio esterno in Corea, che invece di velocizzare la produzione la rallent\u00f2 <\/strong>(\u00abquando devi spedire una cassa di disegni dall\u2019altra parte del mondo, invece di risparmiare tempo ne stai perdendo in pi\u00f9\u00bb comment\u00f2 Don Hahn).<\/p>\n<p>In pi\u00f9, Katzenberg programm\u00f2 un trasferimento degli animatori dalla storica sede in cui lavoravano, la stessa in cui Walt Disney aveva realizzato tutti i suoi classici, per fare spazio agli uffici dedicati alle produzioni dal vivo. \u00abIl trasferimento avvenne dopo la fine dei lavori su Taron\u00bb, disse Hahn, \u00abma sapevamo che sarebbe successo e c\u2019era questa sensazione che, una volta finito il film, ce ne saremmo andati. E questo di certo non aiut\u00f2 il morale\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"279\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/taron-pentola-magica-disney-film-07-670x279.webp.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-359777\"  \/><\/p>\n<p>Tutto aveva<strong> un sapore crepuscolare<\/strong>, e lo stesso Taron, forse in maniera subliminare, acquis\u00ec quel gusto. Intervistato dal Chicago Tribune per un articolo sul film, Joe Hale romanz\u00f2 una lavorazione idilliaca e ricca di creativit\u00e0: \u00abLa dirigenza ci ha lasciati soli durante la produzione e ora supporta il film con una promozione importante. Siamo voluti tornare all\u2019essenza della grande animazione del passato. [\u2026] Re Cornelius sar\u00e0 un cattivo memorabile tanto quanto la regina di Biancaneve\u00bb. Era <strong>l\u2019ultimo, disperato tentativo di vendere al pubblico un film attorno a cui c\u2019era scarso interesse<\/strong>. Il profilo usc\u00ec il 3 agosto, quando ormai il destino di Taron e la pentola magica era segnato.<\/p>\n<p>Con un budget lievitato a 44 milioni di dollari (il pi\u00f9 alto per un film d\u2019animazione, anche per colpa della decisione di produrlo nel formato pi\u00f9 largo Super 70 Technirama, lo stesso con cui era stato realizzato La bella addormentata nel bosco), Taron ne port\u00f2 a casa appena 21, venendo superato al botteghino dal film de Gli orsetti del cuore, prodotto con appena 2 milioni. <strong>Uno dei pochi Paesi in cui and\u00f2 bene fu la Francia<\/strong>, dove Taron raccolse il quinto maggior incasso della stagione.<\/p>\n<p>Ciononostante, <strong>la critica non demol\u00ec il film, con giudizi che passavano dal tiepido all\u2019entusiasta<\/strong>. Roger Ebert <a href=\"https:\/\/www.rogerebert.com\/reviews\/the-black-cauldron-1985\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lo recens\u00ec<\/a> molto bene, per esempio, ma forse il sentimento generale \u00e8 riassunto dalla recensione di Maurizio Porro che sul Corriere della Sera scrisse: \u00abL\u2019originalit\u00e0 \u00e8 un po\u2019 sbiadita, i personaggi sono simpatici ma convenzionali e l\u2019atmosfera generale \u00e8 un po\u2019 troppo horror\u00bb.<\/p>\n<p>Disney fece di tutto per cancellare Taron dalla memoria collettiva. <strong>Aspett\u00f2 oltre dieci anni prima di distribuirlo in home video,<\/strong> e quando usc\u00ec la prima videocassetta, nel 1998, fu solo merito delle migliaia di lettere che chiedevano di poterlo vedere. Taron si costru\u00ec una reputazione prima da film che \u00abla Disney non vuole che vediate\u00bb e poi da cartone che \u00abquasi uccise la Disney\u00bb, come titolarono due articoli su <a href=\"https:\/\/www.slate.com\/articles\/arts\/dvdextras\/2010\/10\/the_black_cauldron.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Slate<\/a> e <a href=\"https:\/\/collider.com\/the-black-cauldron-disney-why-it-flopped-controversy-explained\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Collider<\/a>.<\/p>\n<p>Subito dopo l\u2019uscita del film, Eisner e Katzenberg presero parte a una riunione sullo stato dei lavori del successivo lungometraggio, Basil l\u2019investigatopo. Fu presentata loro tutta la storia in forma di storyboard e quando si concluse la riunione, dopo tre ore, i due si guardarono frastornati, abituati com\u2019erano a leggere sceneggiature complete. \u00abTu ci hai capito qualcosa?\u00bb chiese Eisner, ottenendo uno scoraggiato \u00abno\u00bb da Katzenberg, che poi aggiunse: \u00abMa questa gente sta venendo pagata comunque, quindi tanto vale fargli fare il film\u00bb. Tale era il grado di fiducia che era arrivata ad avere la stessa Disney nei confronti del mezzo che l\u2019aveva resa grande. A poco a poco, lo studio si sarebbe risollevato grazie a timidi successi come Basil e Oliver &amp; Company, a cui si sarebbe aggiunto poi La sirenetta, che avrebbe dato <a href=\"https:\/\/fumettologica.it\/2019\/12\/sirenetta-disney-film\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il via al Rinascimento Disney<\/a>.<\/p>\n<p>Ora <strong>di Taron e la pentola magica restano le tribolazioni dietro le quinte, la nomea e il film stesso, un prodotto imperfetto<\/strong>, privo di una visione, a tratti incerto e visivamente altalenante. Il suo interesse sta pi\u00f9 in quello che racconta, senza volerlo, sul punto pi\u00f9 basso di uno studio che \u00e8 stato anche quello da cui per\u00f2 \u00e8 cominciata una nuova era.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/fumettologica.it\/2025\/07\/i-sospiri-del-mio-cuore-studio-ghibli-film-anime\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Un capolavoro dello Studio Ghibli che non \u00e8 stato girato da Miyazaki o Takahata<\/a><\/strong><\/p>\n<p class=\"has-background\" style=\"background-color:#eeeeee\"><strong>Seguici su Instagram, <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/fumettologica\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">clicca qui<\/a>. <br \/>Entra nel canale Telegram di Fumettologica, <a href=\"https:\/\/t.me\/fumettologica\" rel=\"nofollow\">clicca qui<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p>    <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 1984, in seguito all\u2019arrivo di un nuovo gruppo di dirigenti in The Walt Disney Company, fu organizzata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5886,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[9217,9218,9219,203,454,204,1537,90,89,1521,9220],"class_list":{"0":"post-5885","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-classici-disney","9":"tag-disney","10":"tag-don-bluth","11":"tag-entertainment","12":"tag-film","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-movies","18":"tag-taron-e-la-pentola-magica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5885"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5885\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}