{"id":589218,"date":"2026-07-17T12:14:18","date_gmt":"2026-07-17T12:14:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/589218\/"},"modified":"2026-07-17T12:14:18","modified_gmt":"2026-07-17T12:14:18","slug":"mash-la-malattia-del-fegato-diffusa-ma-poco-conosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/589218\/","title":{"rendered":"Mash: la malattia del fegato diffusa ma poco conosciuta"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Livia Gamondi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La steatoepatite associata a disfunzione metabolica, dovuta  dall&#8217;accumulo di grasso nel fegato accompagnato da infiammazione e danno cellulare, se non riconosciuta e curata precocemente, pu\u00f2 evolvere in cirrosi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non provoca sintomi evidenti nelle fasi iniziali, ma pu\u00f2 compromettere progressivamente il fegato fino a rendere necessario un trapianto. \u00c8 la MASH (steatoepatite associata a disfunzione metabolica), una patologia caratterizzata dall&#8217;accumulo di grasso nel fegato accompagnato da infiammazione e danno cellulare. Se non riconosciuta e curata precocemente, pu\u00f2 evolvere in cirrosi, insufficienza epatica ed epatocarcinoma. In Italia interessa circa 5mila pazienti con fibrosi da moderata ad avanzata, di cui circa 2mila con fibrosi avanzata. \u00c8 gi\u00e0 oggi la seconda causa di trapianto di fegato e la prima tra le donne, mentre il suo impatto economico \u00e8 destinato a raggiungere i 3 miliardi di euro entro il 2040.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per sensibilizzare un pubblico sempre pi\u00f9 ampio su questo tema e fare il punto sulla ricaduta economica, clinica e sociale della malattia, recentemente si \u00e8 tenuto a Milano l&#8217;evento \u00abConoscere per agire. Il ruolo della corretta diagnosi in una patologia epatica silenziosa e sottovalutata\u00bb, promosso da Madrigal Pharmaceuticals Italy. Durante l&#8217;incontro il tema \u00e8 stato affrontato da diversi punti di vista: dall&#8217;inquadramento nosologico all&#8217;evoluzione della ricerca, dall&#8217;analisi degli stadi avanzati con i relativi impatti economici e sociali fino al coinvolgimento dei pazienti.\u00a0<br \/>Secondo un recente studio condotto dall&#8217;Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), pur rappresentando una parte limitata della popolazione affetta da MASH, i 5mila pazienti in stadio di fibrosi da moderato ad avanzato (di cui 2mila con fibrosi avanzata) costituiscono il segmento a pi\u00f9 alto rischio di progressione rapida.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La fibrosi, il campanello d\u2019allarme della MASH<\/b><br \/>\u00abLa MASH rappresenta una sfida sanitaria silenziosa che progredisce attraverso stadi di gravit\u00e0 crescente, pur risultando asintomatica nelle fasi iniziali e moderate \u2013 spiega Luca Miele, ricercatore di Medicina Interna presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOS Clinica del Pre-trapianto di Fegato e dell&#8217;Ambulatorio Steatosi della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS di Roma. \u2013 Oggi \u00e8 la prima causa di malattia cronica del fegato nei pazienti con diagnosi di diabete, obesit\u00e0 o altri dismetabolismi. Il peso sul Sistema Sanitario Nazionale cresce esponenzialmente man mano che la malattia avanza. Per arrestare questa spirale, la chiave \u00e8 la diagnosi tempestiva della fibrosi avanzata, vera discriminante prognostica, con l&#8217;epatologo come figura centrale in un percorso multidisciplinare capace di coinvolgere medici di medicina generale e specialisti\u00bb.<br \/>La presenza di fibrosi, in particolare negli stadi da moderato ad avanzato, rappresenta uno dei principali indicatori del rischio di progressione. Proprio in questa fase, l&#8217;identificazione tempestiva dei pazienti e l&#8217;intervento terapeutico hanno l&#8217;obiettivo di modificare il decorso della malattia e ridurre il rischio di complicanze epatiche, come cirrosi, scompenso epatico ed epatocarcinoma. I pazienti con fibrosi avanzata hanno in media solo 2-3 anni prima di sviluppare la cirrosi e il rischio di eventi epatici avversi aumenta di 10-17 volte rispetto ai soggetti senza fibrosi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Impatto economico<\/b><br \/>La MASH impone significativi oneri sanitari ed economici sia ai cittadini sia ai sistemi sanitari, con costi che crescono proporzionalmente alla progressione della fibrosi. Nel 2021 l&#8217;impatto economico della patologia in Italia \u00e8 stato quantificato in 1,3 miliardi di euro, con previsioni di crescita fino a 3 miliardi entro il 2040.<br \/>\u00abLa MASH \u00e8 una malattia complessa e sistemica. Identificare precocemente i pazienti con fibrosi avanzata e intervenire tempestivamente \u00e8 fondamentale per evitare l&#8217;aggravarsi della patologia e delle sue complicanze pi\u00f9 severe \u2013 spiega Salvatore Petta, professore ordinario di Gastroenterologia dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Palermo &#8211; AOUP &#8220;Paolo Giaccone&#8221;. \u2013 Oggi cerchiamo di identificare i pazienti con una vera malattia del fegato, cio\u00e8 quelli che hanno sviluppato fibrosi epatica secondaria al processo infiammatorio della steatoepatite. Dobbiamo concentrarci sui pazienti con fibrosi da fegato grasso. Si stima che rappresentino circa l&#8217;1% della popolazione generale e circa il 10% di quella diabetica. Purtroppo, abbiamo a che fare con una patologia insidiosa, nella quale i pazienti sono sostanzialmente asintomatici. Inoltre, quanto pi\u00f9 avanzata \u00e8 la fibrosi, tanto maggiore \u00e8 il rischio di andare incontro a ictus, infarto e tumori anche in altri organi. \u00c8 quindi necessario agire a 360 gradi. Per questo servono screening mirati, accesso a centri di eccellenza e team multidisciplinari, condizioni che, purtroppo, non sono ancora ottimali in Italia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una malattia sottovalutata<\/b><br \/>La patologia ha un impatto importante sulla vita dei pazienti e dei loro familiari. Tuttavia, \u00e8 ancora troppo poco conosciuta. I dati dell&#8217;Associazione pazienti EpaC ETS mostrano che il 59,8% dei pazienti non la conosce, il 43,5% non riconosce il diabete come fattore di rischio, solo il 7,8% pratica un&#8217;attivit\u00e0 fisica adeguata e il 26,1% \u00e8 completamente sedentario. A ci\u00f2 si aggiunge il carico economico legato all&#8217;assistenza e alla perdita di reddito dovuta alle giornate di lavoro perse per la gestione della malattia, che non \u00e8 ancora riconosciuta come una priorit\u00e0 di salute pubblica, con la definizione di prestazioni e percorsi nell&#8217;ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).<br \/>\u00abQuesta patologia \u00e8 ancora troppo spesso sottovalutata dai pazienti nelle sue implicazioni che, in assenza di un trattamento adeguato, possono avere conseguenze anche gravi sul benessere della persona \u2013 spiega Massimiliano Conforti, presidente di EpaC ETS. \u2013 Il paziente vive con la paura costante che possa accadergli qualcosa e ha bisogno di assistenza continua anche da parte dei familiari. Tutto questo incide anche sui costi indiretti della malattia. Per questo riteniamo fondamentali momenti di dialogo e confronto, indispensabili per accrescere la consapevolezza della popolazione. A questi deve affiancarsi il riconoscimento della patologia come priorit\u00e0 di salute pubblica e il suo inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza, cos\u00ec da garantire la tutela di tutti i pazienti e l&#8217;accesso a percorsi di cura realmente efficaci\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-17T07:18:28+02:00\">17 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Livia Gamondi La steatoepatite associata a disfunzione metabolica, dovuta dall&#8217;accumulo di grasso nel fegato accompagnato da infiammazione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":519818,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[2748,5413,324743,324744,58244,143127,324745,8711,8152,65226,183793,183794,2332,17320,324746,38245,1048,12206,324747,324748,183784,21789,8505,21705,3524,43421,324749,324750,1095,324751,324752,9548,3635,32158,183799,61222,4222,9644,26898,18896,57630,324741,15962,239,1390,97238,1537,90,89,370,33561,11229,10225,324742,976,141014,33395,47368,2441,240,272232,479,62722,201062,14922],"class_list":["post-589218","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-accesso","tag-accompagnato","tag-accompagnato-infiammazione","tag-accompagnato-infiammazione-danno","tag-accumulo","tag-accumulo-grasso","tag-accumulo-grasso-fegato","tag-agire","tag-assistenza","tag-associata","tag-associata-disfunzione","tag-associata-disfunzione-metabolica","tag-associazione","tag-avanzata","tag-avanzata-fibrosi","tag-avanzato","tag-causa","tag-cellulare","tag-cellulare-riconosciuta","tag-cellulare-riconosciuta-curata","tag-cirrosi","tag-clinica","tag-complicanze","tag-conosciuta","tag-costi","tag-curata","tag-curata-precocemente","tag-curata-precocemente-evolvere","tag-danno","tag-danno-cellulare","tag-danno-cellulare-riconosciuta","tag-diabete","tag-diagnosi","tag-disfunzione","tag-disfunzione-metabolica","tag-dovuta","tag-economici","tag-economico","tag-epatica","tag-fegato","tag-fibrosi","tag-fibrosi-avanzata","tag-grasso","tag-health","tag-impatto","tag-impatto-economico","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-malattia","tag-mash","tag-patologia","tag-pazienti","tag-pazienti-fibrosi","tag-popolazione","tag-precocemente","tag-progressione","tag-riconosciuta","tag-rischio","tag-salute","tag-sottovalutata","tag-spiega","tag-stadi","tag-steatoepatite","tag-trapianto"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/589218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=589218"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/589218\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/519818"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=589218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=589218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=589218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}