{"id":590668,"date":"2026-07-18T10:00:19","date_gmt":"2026-07-18T10:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/590668\/"},"modified":"2026-07-18T10:00:19","modified_gmt":"2026-07-18T10:00:19","slug":"medici-e-intelligenza-artificiale-piu-del-60-la-usa-gia-ma-non-ci-togliera-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/590668\/","title":{"rendered":"Medici e intelligenza artificiale. \u00abPi\u00f9 del 60% la usa gi\u00e0, ma non ci toglier\u00e0 il lavoro\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Mario Garofalo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Diagnosi, ricerca e cura: la maggioranza degli specialisti italiani si fa assistere da un sistema di AI (un anno fa erano meno della met\u00e0). I radiologi sono quelli che hanno vissuto l\u2019acceletazione pi\u00f9 evidente. I chatbot faranno quindi tutto da soli? Non \u00e8 proprio cos\u00ec<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019immagine del femore compare sullo schermo con una scritta: \u00abFrattura\u00bb. Il quadratino giallo indica il punto esatto in cui osservare. Il radiologo conferma e la diagnosi \u00e8 fatta, perfino spesso gi\u00e0 scritta: basta ricontrollare e mettere la firma. Avviene quotidianamente nei pronto soccorso, anche se non tutti lo sanno. \u00c8 la prova tangibile che l\u2019intelligenza artificiale ha gi\u00e0 modificato un pezzo importante della nostra vita: quello che riguarda la salute. E con essa il lavoro del medico, uno dei pi\u00f9 antichi dell\u2019umanit\u00e0. <b>Oggi il 61 per cento degli specialisti italiani si fa assistere da un sistema basato su AI: un anno fa era meno della met\u00e0 (24 per cento)<\/b>. Negli Stati Uniti la quota sale all\u201980 per cento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I radiologi sono forse quelli che hanno vissuto l\u2019accelerazione maggiore. \u00abAll\u2019inizio, tre o quattro anni fa, c\u2019era un tasso di falsi positivi abbastanza alto. Oggi i programmi ci prendono al 98-99 per cento se la frattura c\u2019\u00e8\u00bb, spiega Andrea Laghi, responsabile del reparto all\u2019Humanitas a Rozzano. \u00abL\u2019interazione tra l\u2019uomo e la macchina \u00e8 fondamentale. <b>Un piccolo nodulo polmonare pu\u00f2 sfuggire a un occhio umano: con l\u2019aiuto dell\u2019AI le probabilit\u00e0 di errore si riducono<\/b>. Ma la responsabilit\u00e0 finale \u00e8 sempre del medico\u00bb. Matteo Della Porta, capo dell\u2019Unit\u00e0 Leucemia nello stesso ospedale aggiunge: \u00abIn alcune analisi, come le mammografie, il computer pu\u00f2 essere persino pi\u00f9 preciso dell\u2019esperto secondo alcune ricerche\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>Meno posti di lavoro?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo porter\u00e0 alla riduzione dei posti di lavoro? Nel 2016 l\u2019autorevole Geoffrey Hinton, padre delle reti neurali, immaginava scenari catastrofici: \u00abSe fai il radiologo\u00bb aveva detto \u00absei come il coyote che \u00e8 gi\u00e0 oltre il bordo del precipizio ma non ha ancora guardato gi\u00f9\u00bb. Le cose non sono andate cos\u00ec. Una ricerca del Royal College of Radiologists mostra che nel Regno Unito le strutture che utilizzano l\u2019AI sono passate dal 54 per cento del 2023 al 75 per cento del 2025. <b>Ma nel frattempo il numero di radiologi non si \u00e8 affatto ridotto, anzi: dal 2016 a oggi \u00e8 aumentato di oltre il 40 per cento<\/b>.<br \/>Diversamente da quanto accade nel mondo degli avvo<a href=\"\"> <\/a>cati (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/26_giugno_28\/ai-avvocati-38007638-5411-4f7b-ab1e-198155e37xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">vedi la prima puntata dell\u2019inchiesta su lavoro e AI<\/a>, in medicina non si temono tanto tagli occupazionali. Piuttosto ci si chiede come formare i giovani. Se \u00e8 la macchina a segnalare la frattura, come si fa esperienza? Il dottor Laghi propone una soluzione: \u00abServirebbero due livelli di accesso al sistema, uno per apprendisti e uno per membri dello staff. I primi non dovrebbero vedere il suggerimento prima di aver formulato una diagnosi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019altro problema \u00e8 la sicurezza dei pazienti. \u00abL\u2019intelligenza artificiale \u00e8 un supporto, non potr\u00e0 mai sostituire il medico\u00bb, dice Antonio Bartorelli, responsabile della Cardiologia interventistica del Galeazzi. <b>Tutti lo danno per acquisito: solo l\u2019uomo pu\u00f2 riconoscere eventuali errori del sistema e assumersi la responsabilit\u00e0 delle decisioni.<\/b><br \/>Ma chi garantisce che il medico non diventi pigro? Adeguarsi al suggerimento della macchina pu\u00f2 essere pi\u00f9 semplice che metterlo in discussione. Tecnicamente si chiama automation bias ed \u00e8 l\u2019incubo di un sistema di cura troppo dipendente dalle nuove tecnologie. \u00abServiranno medici ancora pi\u00f9 preparati, capaci di giudizio e autonomia\u00bb, dice Laghi.<\/p>\n<p>    <b>Nessuna nostalgia<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alessandro Repici, responsabile dell\u2019Endoscopia digestiva dell\u2019Humanitas \u00e8 piuttosto tranquillo. \u00abSemplicemente ci stiamo evolvendo. Quando ci muoviamo in una citt\u00e0 sconosciuta utilizziamo il navigatore, chi rimpiange le mappe di carta? E perch\u00e9 noi medici dovremmo rinunciare all\u2019AI?\u00bb.<br \/>L\u2019endoscopia \u00e8 uno dei settori in cui l\u2019intelligenza artificiale sta dando i risultati pi\u00f9 evidenti. \u00abDurante una colonscopia\u00bb, racconta Repici, \u00abse il sistema individua una lesione sospetta fa scattare un allarme visivo e uno sonoro. Cos\u00ec siamo sicuri di rimuovere tutto il necessario. In passato qualcosa poteva sfuggire: per stanchezza o per condizioni non ideali della mucosa. <b>Queste possibilit\u00e0 di errore oggi sono state praticamente annullate<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli investimenti sono cospicui, nelle grandi organizzazioni private del Nord ma anche nel pubblico. \u00abNel Servizio sanitario nazionale la situazione \u00e8 a macchia di leopardo\u00bb, spiega Angelo Aliqu\u00f2, direttore generale del San Camillo-Forlanini di Roma, ospedale premiato da Newsweek come pi\u00f9 smart d\u2019Italia (dopo i privati Humanitas e San Raffaele). \u00abAdesso mi trovo alla guida di un\u2019azienda piuttosto avanzata, ma sono passato per strutture che erano all\u2019anno zero. Usiamo l\u2019intelligenza artificiale in radiologia e in senologia, stiamo per inserirla negli ambulatori. <b>Ma dovremmo cominciare a utilizzarla anche nella parte amministrativa: una delibera che oggi richiede un mese potrebbe essere scritta in poche ore con i modelli linguistici\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>    <b>Pubblico &amp; privato<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La differenza tra pubblico e grandi aziende private \u00e8 tracciata con un esempio da Elena Giovanna Bignami, direttrice dell\u2019Anestesia e rianimazione dell\u2019Universit\u00e0 di Parma: \u00abLoro hanno i soldi e la rapidit\u00e0: possono comprare i programmi che vogliono. Noi abbiamo i dati: creiamo le infrastrutture. <b>\u00c8 come se loro avessero le Porsche e noi l\u2019autostrada\u00bb.<\/b><br \/>La medicina \u00e8 una scienza in larga parte statistica: per questo \u00e8 il campo ideale per l\u2019intelligenza artificiale, che non ha la comprensione e la creativit\u00e0 dell\u2019essere umano ma ha una capacit\u00e0 superiore nell\u2019aggregare ed elaborare enormi quantit\u00e0 di informazioni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa marcia in pi\u00f9 fa la differenza soprattutto nell\u2019oncologia, dove bisogna considerare molte variabili per arrivare alla diagnosi e alla cura pi\u00f9 adatta. \u00abDobbiamo tener conto\u00bb, spiega Della Porta, \u00abdel profilo genetico del tumore, dello stato del paziente, delle sue altre patologie, dei medicinali che assume, stimare rischio e qualit\u00e0 della vita. Si tratta di un lavoro molto complesso, nel quale l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 di grandissimo aiuto\u00bb. Nascono cos\u00ec i \u201cgemelli digitali\u201d, modelli che permettono di simulare l\u2019evoluzione della malattia e gli effetti delle terapie. \u00abUn tempo\u00bb, dice spiega Victor Savevski, capo dell\u2019Innovazione di Humanitas, \u00absi dava a tutti i casi simili la stessa cura, ora la strategia \u00e8 personalizzata\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Il caso risolto<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nelle leucemie, per esempio, \u00e8 delicato scegliere se ricorrere al trapianto di cellule staminali: una cura potenzialmente molto efficace, ma anche rischiosa, da riservare ai casi in cui i benefici superano i pericoli. \u00abAvevamo un paziente giovane con una forma della malattia non immediatamente aggressiva. Qualche anno fa non lo avremmo candidato al trapianto. L\u2019intelligenza artificiale ci ha segnalato che la mutazione di un gene piuttosto rara era spesso collegata a un decorso pi\u00f9 rapido. Nessuno di noi ci avrebbe pensato. Abbiamo deciso di intervenire ed \u00e8 guarito\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Molti tumori (circa il 20 per cento) sono rari o rarissimi, il che rende difficile accumulare esperienza clinica. L\u2019intelligenza artificiale, pescando da banche dati di tutto il mondo, pu\u00f2 colmare questa lacuna. <\/b>Cos\u00ec come, in virologia, \u00abpotrebbe essere utile per leggere i sintomi in base alla provenienza del paziente\u00bb, prevede Massimo Andreoni.<br \/>Tra i vantaggi pi\u00f9 citati c\u2019\u00e8 il tempo. \u00abPrendiamo le lettere di dimissione\u00bb, dice Federico Esposti, direttore dell\u2019Innovazione del San Raffaele. \u00abPrima richiedevano tra 45 e 90 minuti, oggi bastano 15-20 minuti. Inoltre possiamo fornire una versione tecnica per il medico di base e una pi\u00f9 semplice per il paziente\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Il caso risolto<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Durante le visite ambulatoriali il medico era abituato ad ascoltare il paziente spesso guardando lo schermo del pc per prendere appunti. <b>Ora \u00e8 un modello linguistico a raccogliere tutto con un microfono e ad abbozzare il testo da ricontrollare e firmare<\/b>. \u00abLe sintesi sono ottime, vengono corrette soltanto in minima parte, in media il 2,2 per cento\u00bb, spiega Savevski. Presto metteranno in piedi un meccanismo del genere, tra gli altri, anche il San Raffaele e il San Camillo di Roma.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non tutti sono entusiasti per\u00f2 della rivoluzione tecnologica in atto. Erino Rendina, ordinario di Chirurgia toracica alla Sapienza-Sant\u2019Andrea di Roma, ci vede il trionfo del nichilismo: \u00ab<b>Siete mai stati in una sala operatoria robotica? Il chirurgo, non sterile, siede alla console. Dall\u2019altro lato sta il paziente<\/b>. Se si verifica un qualsiasi tipo di emergenza, un\u2019emorragia ad esempio, il chirurgo deve correre a lavarsi e vestirsi e soltanto dopo pu\u00f2 intervenire. Ma vi sembra logico? Niente pu\u00f2 sostituire il rapporto umano tra medico e paziente. Il malato sceglie te non la macchina\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019impatto \u00e8 forte anche nella ricerca. \u00abL\u2019AI classica\u00bb, spiega Eugenio Santoro del Mario Negri, \u00abci aiuta a individuare le molecole che hanno pi\u00f9 possibilit\u00e0 di diventare farmaco. Quella generativa ci aiuta nei protocolli di studio e nel reclutamento dei pazienti. Molti la usano anche per sintetizzare gli articoli, che talvolta sono molto lunghi. Allucinazioni? Talvolta saltano i casi pi\u00f9 interessanti\u00bb. Alessandro Fiocchi, primario di Allergologia al Bambino Ges\u00f9, dirige il giornale della World Allergy Organization e rileva un grosso problema: \u00ab<b>Mentre esiste un software che ci aiuta a individuare i plagi, non ne esiste uno che individui i lavori concepiti e scritti con l\u2019AI<\/b>. Abbiamo imparato a riconoscerli da soli, ma l\u2019errore \u00e8 sempre in agguato e ci fa perdere tanto tempo\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>E i pazienti?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intanto l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 entrata anche nelle abitudini dei pazienti. <b>Il 36 per cento la utilizza per informarsi sulla salute: il 47% per interpretare dei sintomi, il 41% per ottenere spiegazioni pi\u00f9 semplici di termini medici difficili, il 40 per cento per interpretare i risultati di esami di laboratorio<\/b>. Ma una macchina pu\u00f2 sostituire il medico nelle situazioni pi\u00f9 banali? \u00abI sistemi generalisti non sono ancora affidabili\u00bb, risponde Della Porta. \u00abIn futuro per\u00f2 potremmo avere chatbot sanitari capaci di gestire le richieste di base e alleggerire i pronto soccorso\u00bb. Di sicuro dei passi in avanti li far\u00e0 la telemedicina. \u00abStiamo sviluppando dispositivi indossabili (orologi, anelli, sensori) le cui informazioni saranno analizzate dall\u2019AI\u00bb, spiega Bignami. \u00abLa sfida \u00e8 individuare i parametri pi\u00f9 utili per i pazienti fragili\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al San Raffaele dopo una visita in ambulatorio, l\u2019intelligenza artificiale legge il referto e invia un messaggio al paziente con tutti gli esami da fare e il link per effettuare le prenotazioni. Il futuro, spiega Federico Esposti, \u00e8 il patient navigator, che ricorda al paziente quando fare accertamenti e prendere medicine. \u00abIl problema della sanit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 divisa in compartimenti verticali: l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 essere il legame orizzontale che mancava. Potrebbe essere la mappa della sanit\u00e0 di cui avremmo bisogno per prenderci cura di noi \u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-15T12:37:07+02:00\">18 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mario Garofalo Diagnosi, ricerca e cura: la maggioranza degli specialisti italiani si fa assistere da un sistema&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":590669,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[5599,325651,325652,178,3960,666,21483,325643,17681,177,1297,2664,3635,184996,6196,5830,20504,1173,667,668,25511,1537,90,627,325644,325645,89,4044,1222,452,3334,6224,10225,98,9008,1917,5133,179,27700,325646,325647,983,325648,29059,5389,240,532,2179,22933,103726,2099,11115,28732,325649,325650,479,14922,7604,5490],"class_list":["post-590668","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-abbozzare","tag-abbozzare-testo","tag-abbozzare-testo-ricontrollare","tag-affari","tag-alcune","tag-artificiale","tag-assistere","tag-assistere-sistema","tag-bignami","tag-business","tag-chatbot","tag-cura","tag-diagnosi","tag-endoscopia","tag-errore","tag-frattura","tag-humanitas","tag-informazioni","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-interpretare","tag-it","tag-italia","tag-italiani","tag-italiani-assistere","tag-italiani-assistere-sistema","tag-italy","tag-macchina","tag-medici","tag-medico","tag-meta","tag-paziente","tag-pazienti","tag-porta","tag-programmi","tag-pronto","tag-pronto-soccorso","tag-pubblico","tag-radiologi","tag-radiologi-vissuto","tag-repici","tag-responsabile","tag-ricontrollare","tag-risolto","tag-risultati","tag-salute","tag-san","tag-schermo","tag-scritta","tag-sfuggire","tag-sistema","tag-soccorso","tag-specialisti","tag-specialisti-italiani","tag-specialisti-italiani-assistere","tag-spiega","tag-trapianto","tag-umano","tag-vissuto"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/590668","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=590668"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/590668\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/590669"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=590668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=590668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=590668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}