{"id":590869,"date":"2026-07-18T13:10:17","date_gmt":"2026-07-18T13:10:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/590869\/"},"modified":"2026-07-18T13:10:17","modified_gmt":"2026-07-18T13:10:17","slug":"ecco-la-vera-via-duscita-per-salvare-lex-ilva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/590869\/","title":{"rendered":"Ecco la vera via d&#8217;uscita per salvare l&#8217;ex Ilva"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\">TARANTO &#8211; Riunire in un unico progetto industriale le proposte presentate da <strong>Jindal, Metinvest e Danieli<\/strong>, coinvolgendo anche lo Stato attraverso <strong>Invitalia o Cassa Depositi e Prestiti<\/strong>. \u00c8 la soluzione avanzata da <strong>Alberto Pratesi<\/strong>, gi\u00e0 manager di Arcelor e presidente dell\u2019Associazione Italiana Coil Coating, per affrontare <strong>il futuro dell\u2019ex Ilva di Taranto<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Pratesi interviene nel dibattito dopo aver espresso in precedenza <strong>la propria contrariet\u00e0 alla nazionalizzazione dell\u2019azienda<\/strong>. Secondo la sua analisi, un passaggio completo sotto il controllo dello Stato richiederebbe ingenti risorse pubbliche senza risolvere le difficolt\u00e0 strutturali, economiche e finanziarie che hanno segnato la gestione del gruppo siderurgico.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L\u2019ex manager sostiene che la nazionalizzazione rischierebbe di mantenere inalterato il disequilibrio che avrebbe gi\u00e0 contribuito alla perdita del patrimonio aziendale e alla crescita dell\u2019esposizione debitoria. Da qui la proposta di costruire un modello differente, fondato sulla <strong>collaborazione tra investitori privati e soggetti pubblici<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Il primo passaggio indicato da Pratesi consiste nella definizione di un solo piano industriale<\/strong>, capace di mettere insieme gli obiettivi e le intenzioni di investimento manifestate da <strong>Jindal, Metinvest e Danieli<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il progetto dovrebbe essere affidato a una societ\u00e0 partecipata inizialmente da <strong>4 soggetti: Jindal, Metinvest, Danieli e Invitalia oppure Cassa Depositi e Prestiti<\/strong>. La presenza pubblica avrebbe la funzione di garantire un controllo sulle scelte strategiche, sull\u2019approvvigionamento delle filiere siderurgiche e sulle conseguenze ambientali delle attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La joint venture, nelle intenzioni dell\u2019ex manager, non dovrebbe comunque rimanere limitata ai soci fondatori. Potrebbe essere successivamente aperta ad altri investitori interessati, tra i quali Pratesi cita <strong>Flacks Group, imprese associate a Federmeccanica e societ\u00e0 pubbliche riconducibili al Comune di Taranto o alla Regione Puglia<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La partecipazione e i diritti di voto di ciascun soggetto dovrebbero essere stabiliti in proporzione al capitale investito. In questo modo anche le istituzioni territoriali potrebbero avere una rappresentanza nelle decisioni riguardanti lo stabilimento e il futuro produttivo della citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Pratesi propone inoltre di programmare fin dall\u2019inizio <strong>un aumento di capitale destinato al mercato<\/strong>, riconoscendo eventualmente <strong>un diritto di prelazione ai soci gi\u00e0 presenti<\/strong>. L\u2019obiettivo finale sarebbe trasformare la societ\u00e0 in <strong>una public company quotata<\/strong>, ampliando la platea degli investitori e rafforzando la struttura finanziaria del progetto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Secondo l\u2019ex dirigente, una soluzione di questo tipo permetterebbe di contemperare le esigenze industriali delle diverse parti coinvolte. <strong>Jindal potrebbe utilizzare semilavorati importati dall\u2019Oman per alimentare le lavorazioni successive, mentre Metinvest e Danieli potrebbero sviluppare il progetto dell\u2019acciaieria elettrica<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Alla componente pubblica sarebbe invece affidato il compito di vigilare sulla continuit\u00e0 delle filiere siderurgiche e sul rispetto degli obiettivi ambientali. La presenza di enti locali o regionali potrebbe inoltre garantire ai cittadini tarantini una rappresentanza nelle scelte riguardanti Acciaierie d\u2019Italia.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00ab<strong>Questo avrebbe fornito alle parti l\u2019utilit\u00e0 ricercata<\/strong>\u00bb, afferma Pratesi, indicando come il progetto potrebbe rispondere contemporaneamente alle necessit\u00e0 degli investitori industriali, dello Stato e del territorio.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La realizzazione del piano, secondo il suo ideatore, sarebbe per\u00f2 legata a una condizione essenziale: <strong>la presenza di una guida manageriale capace di coordinare e bilanciare interessi diversi<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La convivenza tra gruppi industriali internazionali, soggetti pubblici ed eventuali investitori territoriali richiederebbe infatti una governance solida, regole chiare e una direzione in grado di evitare conflitti tra le diverse componenti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il cuore della proposta resta comunque la costruzione di una partnership industriale e finanziaria in grado di superare sia l\u2019ipotesi di una completa nazionalizzazione sia quella di un affidamento dello stabilimento a un solo investitore.<\/p>\n<p><strong>Una societ\u00e0 mista, partecipata da operatori industriali e istituzioni pubbliche<\/strong>, potrebbe rappresentare, secondo Pratesi, uno strumento per condividere investimenti, rischi e responsabilit\u00e0, mantenendo allo stesso tempo un controllo pubblico sulle attivit\u00e0 strategiche e sull\u2019impatto ambientale del polo siderurgico tarantino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"TARANTO &#8211; Riunire in un unico progetto industriale le proposte presentate da Jindal, Metinvest e Danieli, coinvolgendo anche&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":590870,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[301609,178,325739,177,88382,17950,1537,90,89,325740,325741,325742,10960],"class_list":["post-590869","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-acciaierie-ditalia","tag-affari","tag-alberto-pratesi","tag-business","tag-danieli","tag-ex-ilva","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-jindal","tag-metinvest","tag-partecipazione-pubblica","tag-taranto"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116941149056087767","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/590869","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=590869"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/590869\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/590870"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=590869"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=590869"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=590869"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}