{"id":592257,"date":"2026-07-19T12:05:19","date_gmt":"2026-07-19T12:05:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/592257\/"},"modified":"2026-07-19T12:05:19","modified_gmt":"2026-07-19T12:05:19","slug":"social-lo-scrolling-compulsivo-lascia-il-segno-sulla-concentrazione-e-crescono-i-sintomi-adhd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/592257\/","title":{"rendered":"Social: lo scrolling compulsivo lascia il segno sulla concentrazione e crescono i sintomi ADHD"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 solo una questione di ore<\/strong><\/p>\n<p>Trascorrere molto tempo sui social non significa necessariamente aver sviluppato un rapporto problematico con le piattaforme. Il segnale pi\u00f9 importante emerge quando un adolescente non riesce a interrompere l\u2019utilizzo, pensa continuamente ai contenuti online, trascura altre attivit\u00e0 o reagisce con irritazione quando non pu\u00f2 collegarsi. \u00c8 su questa <strong>perdita di controllo<\/strong>, pi\u00f9 che sul semplice numero di ore davanti allo schermo, che si \u00e8 concentrato uno studio longitudinale condotto su 11.286 ragazzi e ragazze. I partecipanti sono stati seguiti attraverso cinque rilevazioni annuali: gli adolescenti descrivevano il proprio rapporto con i social, mentre genitori e caregiver valutavano la presenza di comportamenti riconducibili a disattenzione, impulsivit\u00e0 e iperattivit\u00e0.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/103714\/le-app-che-curano-e-poi-spariscono-una-su-due-non-si-trova-piu-negli-store.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_17\/ChatGPT_Image_17_lug_2026%2C_23_18_39-1784323286497.jpg--le_app_che_curano_e_poi_spariscono__una_su_due_non_si_trova_piu_negli_store.jpg?1784323287515\"\/><\/a><\/p>\n<p><strong>I segnali compaiono l\u2019anno successivo<\/strong><\/p>\n<p>I ricercatori non si sono limitati a confrontare gli adolescenti che utilizzavano maggiormente i social con quelli meno connessi. Hanno osservato ci\u00f2 che accadeva all\u2019interno della vita di ogni singolo partecipante. Quando, rispetto alle proprie abitudini, un ragazzo mostrava un aumento dell\u2019uso problematico \u2014 difficolt\u00e0 a smettere, tentativi falliti di ridurre l\u2019accesso e interferenze con la quotidianit\u00e0 \u2014 <strong>nell\u2019anno successivo i genitori tendevano a segnalare un lieve incremento dei sintomi compatibili con l\u2019ADHD<\/strong>. L\u2019associazione \u00e8 risultata particolarmente evidente durante la media adolescenza. La direzione opposta, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 che un aumento iniziale dei sintomi portasse in seguito a un utilizzo pi\u00f9 compulsivo dei social, \u00e8 apparsa invece meno costante.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/102346\/perche-distrazione-e-irrequietezza-non-bastano-per-parlare-di-adhd.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_13\/ChatGPT_Image_13_lug_2026%2C_21_50_37-1783972580666.jpg--perche_distrazione_e_irrequietezza_non_bastano_per_parlare_di_adhd.jpg?1783972581375\"\/><\/a><\/p>\n<p><strong>Un\u2019associazione pi\u00f9 evidente nei maschi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019analisi separata per sesso ha mostrato un legame statisticamente significativo soprattutto nei ragazzi. Il risultato non permette ancora di concludere che i maschi siano biologicamente pi\u00f9 vulnerabili, ma apre una pista da approfondire. Durante l\u2019adolescenza, infatti, i sistemi cerebrali legati alla ricerca della ricompensa maturano pi\u00f9 rapidamente delle capacit\u00e0 di pianificazione e autocontrollo. Notifiche, video brevi, messaggi, \u201clike\u201d e contenuti suggeriti dagli algoritmi offrono una sequenza quasi continua di stimoli immediati. <strong>Il passaggio costante da un contenuto all\u2019altro potrebbe rendere pi\u00f9 difficile mantenere l\u2019attenzione, tollerare la noia e controllare gli impulsi.<\/strong> Si tratta per\u00f2 di una possibile interpretazione: lo studio non ha analizzato direttamente i meccanismi cerebrali coinvolti e la differenza osservata tra maschi e femmine dovr\u00e0 essere confermata da altre ricerche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_18_lug_2026,_21_01_04-1784401348323.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/p>\n<p><strong>Un campanello d\u2019allarme, non una diagnosi<\/strong><\/p>\n<p>I risultati non dimostrano che i social causino l\u2019ADHD. Lo studio \u00e8 osservazionale e ha misurato sintomi riferiti dai genitori, non nuove diagnosi formulate da specialisti. Inoltre, sonno insufficiente, stress, difficolt\u00e0 familiari, rendimento scolastico e altri fattori potrebbero influenzare sia il rapporto con lo smartphone sia il comportamento degli adolescenti. <strong>Il messaggio per le famiglie non \u00e8 quindi vietare automaticamente il telefono, ma osservare se il suo utilizzo sta diventando incontrollabile.<\/strong> Trascurare il sonno o lo studio, isolarsi, litigare quando il dispositivo viene tolto e non riuscire a rispettare i limiti concordati sono segnali che meritano attenzione. Quando queste difficolt\u00e0 si accompagnano in modo persistente a disattenzione, irrequietezza o impulsivit\u00e0 in pi\u00f9 contesti della vita quotidiana, pu\u00f2 essere utile confrontarsi con il pediatra o con un professionista della salute mentale.<\/p>\n<p>Nagata J.M., Otmar C.D., Nayak S., et al., \u201cProblematic Social Media Use and Attention-Deficit\/Hyperactivity Disorder Symptoms in Adolescents\u201d, JAMA Network Open, 2026;9(7). DOI: 10.1001\/jamanetworkopen.2026.23748.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamanetworkopen\/fullarticle\/2851740\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non \u00e8 solo una questione di ore Trascorrere molto tempo sui social non significa necessariamente aver sviluppato un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":592258,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[85014,2101,2109,138823,2753,239,326602,108384,1537,90,89,240,8786,1718,326601],"class_list":["post-592257","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-adhd","tag-adolescenti","tag-attenzione","tag-disattenzione","tag-genitori","tag-health","tag-impulsivita","tag-iperattivita","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-salute","tag-social-media","tag-sonno","tag-uso-problematico-dei-social"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116946557503045157","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592257","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=592257"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592257\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/592258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=592257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=592257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=592257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}