{"id":5924,"date":"2025-07-24T17:20:13","date_gmt":"2025-07-24T17:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/5924\/"},"modified":"2025-07-24T17:20:13","modified_gmt":"2025-07-24T17:20:13","slug":"dante-come-non-lo-abbiamo-mai-visto-la-divina-commedia-secondo-gianni-pittiglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/5924\/","title":{"rendered":"Dante come non lo abbiamo mai visto. La Divina Commedia secondo Gianni Pittiglio"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t Lo sguardo truce, il portamento altero, la spada levata con gesto deciso: Giuditta brandisce la testa di Oloferne, restituendo la libert\u00e0 al suo popolo. Una scena che ha affascinato schiere di artisti, da Caravaggio a Klimt, da Vasari ad Artemisia Gentileschi. Ma un dettaglio davvero sorprendente emerge osservando l\u2019immagine tratta da un prezioso manoscritto trecentesco della Divina Commedia di Dante: sui lunghi capelli biondi, l\u2019eroica assassina indossa un cappello da vescovo! \u00c8 solo una delle vicende curiose narrate nel libro <strong>La Commedia dei dettagli. \u2018Storie seconde\u2019 e deroghe iconografiche del poema dantesco tra XIV e XV secolo<\/strong> <strong>di Gianni Pittiglio<\/strong>, edito dall\u2019Istituto Storico Italiano per il Medioevo: un punto di vista insolito, colto e divertente sul testo all\u2019origine della lingua italiana.\u00a0<\/p>\n<p>Sotto la lente di Pittiglio, le miniature che hanno accompagnato il capolavoro di Dante nei primi secoli della sua esistenza: degli 850 manoscritti noti della Commedia moltissimi sono illustrati, e lo stesso pu\u00f2 dirsi degli incunaboli, i primi libri a stampa, segno del legame elettivo che si instaur\u00f2 fin dalle origini tra il poema e le immagini. Quelle analizzate nel libro, tuttavia, non sono illustrazioni canoniche, bens\u00ec deviazioni dalla norma, frutto di errori, equivoci e stranezze, che diventano indizi preziosi, tracce da seguire verso nuove, imprevedibili scoperte.<\/p>\n<p>Ad attrarre l\u2019attenzione di Pittiglio non \u00e8 tanto la bellezza delle miniature, l\u2019abilit\u00e0 o lo stile degli artisti che con pazienza e maestria hanno tradotto in immagini l\u2019universo dell\u2019Alighieri, quanto la possibilit\u00e0 di aprire finestre sulla storia e sull\u2019immaginario dei primi lettori della Commedia, il potere trasformativo dell\u2019illustrazione, che dal testo dantesco ci porta altrove, nei mondi in cui il poema, come una creatura vivente, ha viaggiato dopo aver salutato la penna del suo autore. Ed \u00e8 dalle cosiddette \u201cderoghe\u201d, dalle \u201cstorie seconde\u201d che si dipartono da quella principale, dagli interstizi e dalle periferie dell\u2019opera di Dante, che emergono le sorprese pi\u00f9 gustose: storie di unicorni e di biscioni, di tarocchi e di serpenti, di vescovi e di principesse, scene pulp o satire anticlericali, che, grazie all\u2019enorme lavoro di scavo compiuto dall\u2019autore, sollevano il sipario su personaggi e vicende mai messe a fuoco dalle tradizionali letture della Commedia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/157577-6_L_appeso.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"425\"\/><br \/>L\u2019appeso o Il traditore, Roma, Biblioteca Casa di Dante, f. 137r\u00a0(If. XXXII); Tarocchi di Francesco Sforza, New York, PML; Tarocchi di Carlo VI, Paris, BnF, Cabinet des Etampes<\/p>\n<p>\u201cDietro questo libro c\u2019\u00e8 un lavoro di anni, iniziato da un semplice incontro con gli alunni di un liceo, una lezione piuttosto generica sull\u2019iconografia della Divina Commedia\u201d, racconta Pittiglio: \u201cUn\u2019amica che insegna in Canada mi fece notare quanto sarebbe stato interessante <strong>raccontare Dante dal punto di vista della storia dell\u2019arte<\/strong>, ma senza cadere nell\u2019eccessiva attenzione per l\u2019estetica tipica della cultura italiana. Seguendo il suggerimento sono venuti fuori retroscena che erano sfuggiti anche ai letterati\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Oggi le miniature medievali colpiscono per la ricchezza dei dettagli, la bellezza dei colori, ma raramente ci soffermiamo a leggerle realmente. Come ti sei accostato alle illustrazioni della Commedia? Sei riuscito a guardarle con gli occhi di un lettore di settecento anni fa?\u00a0<\/strong><br \/>\u201cL\u2019obiettivo di uno studio iconografico e iconologico \u00e8 calare ogni immagine nel suo contesto e per quanto possibile leggerla come si faceva a quell\u2019epoca. Seguendo il preconcetto dell\u2019estetica, invece, si perde molto dell\u2019uso quotidiano di chi leggeva libri e guardava le miniature allora. Perci\u00f2 nel mio libro ci sono illustrazioni bellissime, come quelle dei manoscritti appartenuti a <strong>Federico da Montefeltro<\/strong> o ad <strong>Alfonso d\u2019Aragona<\/strong> &#8211; quest\u2019ultimo decorato da Giovanni di Paolo &#8211; ma anche immagini francamente brutte, che possono rivelarsi ancora pi\u00f9 interessanti. \u00c8 il caso delle primissime edizioni a stampa della Divina Commedia che, proprio grazie alla loro larga diffusione, hanno influenzato le illustrazioni successive, anche quelle belle. Ne sono un esempio le decorazioni del Paradiso appartenuto a <strong>Francesco I di Francia<\/strong>, dove lo squallido castello delle origini si trasforma per assumere le fogge tipiche dell\u2019architettura francese, cos\u00ec come gli abiti dei protagonisti seguono le mode d\u2019Oltralpe. Ad animare il mio approccio all\u2019opera di Dante \u00e8 <strong>una curiosit\u00e0 multidisciplinare<\/strong>, capace di condurre oltre la stessa storia dell\u2019arte in una ricerca potenzialmente infinita\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/157576-4_Unicorno_e_biscione.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"679\"\/><br \/>Unicorno, Roma, Biblioteca Casa di Dante, C23, f. 244v\u00a0e Bibbia Borso d\u2019Este, Modena, Biblioteca Estense, ms. 422-423, f. 110r;\u00a0Biscione Visconti Sforza, Roma, Biblioteca Casa di Dante, C23, f. 280r\u00a0e Milano, Castello Sforzesco\u00a0<br \/><strong><br \/>Che cosa raccontano oggi le illustrazioni della Divina Commedia? Puoi offrirci qualche esempio delle scoperte che questa ricerca ti ha regalato?<\/strong><br \/>\u201cCi raccontano talmente tante cose che si rischia di perdersi. C\u2019\u00e8 un bellissimo incunabolo &#8211; uno dei primissimi libri a stampa &#8211; illustrato a mano da tale <strong>Antonio Grifo<\/strong>, che ai margini del testo realizz\u00f2 circa 350 miniature. Perch\u00e9? Osservandole mi sono convinto che volesse donare il libro agli Sforza di Milano per entrare tra gli umanisti stipendiati a corte. Il fatto troverebbe conferma negli appunti presi da <strong>Leonardo da Vinci<\/strong> mentre stava disegnando gli abiti per le nozze di <strong>Ludovico Sforza e Beatrice d\u2019Este<\/strong>, dove \u00e8 citato un individuo che potrebbe essere proprio Grifo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come sei arrivato a questa conclusione?<\/strong><br \/>\u201cTra i disegni di Grifo per la Commedia c\u2019\u00e8 <strong>un unicorno<\/strong> che, immergendo il corno in uno stagno, mette in fuga i serpentelli che vivono nell\u2019acqua. A prima vista non ci sarebbe nulla di strano, perch\u00e9 nel canto si parla della purezza, della quale l\u2019unicorno \u00e8 simbolo, e infatti molti commentatori si sono fermati qui. In realt\u00e0 nell\u2019insieme la scena ricorda lo stemma della famiglia d\u2019Este, il cui primo duca, Borso, \u00e8 noto per aver bonificato le paludi di Ferrara. In un altro canto, invece, riconosciamo l\u2019immagine del <strong>biscione che mangia un bambino<\/strong>, insegna dei Visconti Sforza, antenato del biscione berlusconiano. Nel canto dei traditori, infine, c\u2019\u00e8 un uomo impiccato per la caviglia, <strong>l\u2019appeso dei Tarocchi<\/strong>! Ma non tutti i tarocchi sono uguali: l\u2019appeso di Grifo \u00e8 palesemente tratto dal mazzo in uso alla corte degli Sforza. Sfortuna volle, tuttavia, che Beatrice d\u2019Este morisse prima che Grifo terminasse l\u2019opera: il libro gli rimase tra le mani, ancora incompleto e gi\u00e0 inadatto a dargli pane\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un approccio curioso che potrebbe stimolare l\u2019interesse di chi frequenta la Divina Commedia\u00a0per necessit\u00e0, ovvero gli studenti\u2026<\/strong><br \/>\u201cUltimamente sto facendo delle lezioni nelle scuole di Roma. Con i liceali funziona perch\u00e9 non li annoi: gli racconti storie, le immergi nel contesto e magari hai la fortuna di trovare dettagli divertenti\u2026 Ci sono passi della Commedia in cui non \u00e8 facile individuare il soggetto. Ce n&#8217;\u00e8 uno in cui non \u00e8 chiaro se a strappare il vestito a una donna sia Virgilio o un\u2019altra donna, \u2018santa e presta\u2019 la definisce Dante. Nemmeno gli autori delle miniature ci hanno capito granch\u00e9: con l\u2019analisi logica cambia anche l\u2019immagine!\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/157575-2_Holkham.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"366\"\/><br \/>Cerbero e le tre teste con i nomi dei continenti, Oxford,\u00a0Bodleian\u00a0Library, ms.\u00a0Holkham\u00a0misc. 48, p. 9<\/p>\n<p><strong>E a proposito di scuola, altre storie interessanti traggono origine dai famigerati commenti al poema dantesco\u2026<\/strong><br \/>\u201cUn corposo apparato di note e commenti accompagna la Divina Commedia praticamente da sempre. E a volte illustrazioni apparentemente inspiegabili traggono origine proprio da l\u00ec. Mi viene in mente l\u2019immagine di <strong>Cerbero<\/strong> presente in un manoscritto trecentesco illustrato a Napoli. Nelle illustrazioni della Divina Commedia il classico cane a tre teste assume le forme pi\u00f9 fantasiose, dal drago all\u2019uomo con la testa di cane. In questo caso oltre alle tre teste ha ali da pipistrello come Satana e, invece di mangiare i grandi traditori come Giuda e Bruto, divora i golosi. Accanto a ogni testa si riconoscono delle scritte rosse: la prima si legge abbastanza bene e recita \u2018Europa\u2019, le altre sono \u2018AS\u2019 e \u2018AF\u2019. Asia e Africa? La conferma \u00e8 arrivata dal famoso Ottimo Commento, scritto nel Trecento, che sottolinea come la gola sia un peccato diffuso in tutto il mondo, ovvero nei tre continenti allora noti: Europa, Asia e Africa. Naturalmente Dante non dice nulla di tutto questo!\u201d<\/p>\n<p><strong>E Giuditta? Ci sveli perch\u00e9 indossa il cappello da vescovo?<\/strong><br \/>\u201c\u00c8 una delle immagini che mi hanno affascinato maggiormente, un\u2019eccezione davvero notevole a prescindere da Dante, contenuta in un manoscritto di origine pisana oggi conservato in Germania. Colpito da questa Giuditta con la mitra, ho compiuto numerose ricerche senza venirne a capo. Infine ho preso in considerazione la fonte primaria, cio\u00e8 la Bibbia, e ho scoperto che in greco antico la mitra \u00e8 un diadema o un complesso copricapo composto da varie fasce di tessuto. La prima traduzione della Bibbia in latino risalente al IV secolo, la Vulgata di San Girolamo, riporta il termine greco cos\u00ec com\u2019\u00e8 perch\u00e9 la mitra che conosciamo noi ancora non esisteva, sarebbe stata introdotta intorno all\u2019anno Mille. Chi ha illustrato la Divina Commedia nel XIV secolo, insomma, ha letto Girolamo e ha messo in testa a Giuditta quello che era la mitra ai suoi tempi, disegnando una donna con un cappello da vescovo che uccide un uomo con tanto di fiotto di sangue\u2026 una scena pulp bellissima e divertente! Quando ho dovuto scegliere la copertina del libro non ho avuto dubbi: Giuditta!\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/157578-1_Yates_Thompson.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"325\"\/><br \/>La storia di Ugolino, London, British Library, ms. Yates Thompson 36, f. 61r<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo sguardo truce, il portamento altero, la spada levata con gesto deciso: Giuditta brandisce la testa di Oloferne,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5925,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,9243,9244,203,9245,9241,9242,204,1537,90,89,9246,1609,9247],"class_list":{"0":"post-5924","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-dante-alighieri","10":"tag-divina-commedia","11":"tag-entertainment","12":"tag-gianni-pittiglio","13":"tag-iconografia","14":"tag-iconologia","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-la-commedia-dei-dettagli","20":"tag-libri","21":"tag-miniature"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5924","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5924"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5924\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5925"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}