{"id":592840,"date":"2026-07-19T20:38:17","date_gmt":"2026-07-19T20:38:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/592840\/"},"modified":"2026-07-19T20:38:17","modified_gmt":"2026-07-19T20:38:17","slug":"il-batterio-che-apre-la-strada-al-tumore-del-colon-ora-sappiamo-come-ci-riesce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/592840\/","title":{"rendered":"Il batterio che apre la strada al tumore del colon. Ora sappiamo come ci riesce"},"content":{"rendered":"<p>Gli scienziati conoscevano da anni il batterio e la sua tossina. Mancava solo un dettaglio: capire quale porta usassero per entrare nelle cellule del colon.<\/p>\n<p>Ora quella porta ha finalmente un nome. Si chiama <strong>claudina-4<\/strong> ed \u00e8 una proteina presente sulla superficie delle cellule intestinali. Un gruppo di ricercatori del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center ha scoperto che una tossina prodotta da alcuni ceppi di <strong>Bacteroides fragilis<\/strong> deve legarsi proprio a questa proteina prima di poter danneggiare la barriera del colon e alimentare quell\u2019infiammazione cronica che pu\u00f2 favorire la formazione di un tumore.<\/p>\n<p>La scoperta, pubblicata su Nature, risolve un mistero scientifico durato oltre quindici anni. Ma soprattutto indica un possibile punto debole dell\u2019attacco batterico: dopo aver trovato la \u201cserratura\u201d, i ricercatori hanno costruito una copia artificiale capace di ingannare la tossina e neutralizzarla, almeno nei modelli animali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/grafica_colon-1784457609856.jpg\" alt=\"\" width=\"1821\" height=\"864\"\/><\/p>\n<p><strong>UN BATTERIO COMUNE CHE NON \u00c8 SEMPRE INNOCUO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bacteroides fragilis<\/strong> \u00e8 uno dei molti batteri che possono abitare normalmente nell\u2019intestino umano. Nella maggior parte delle persone non provoca alcun problema e contribuisce all\u2019equilibrio del microbiota.<\/p>\n<p>Alcuni ceppi, per\u00f2, sono diversi. Vengono definiti enterotossigeni perch\u00e9 producono una sostanza chiamata <strong>tossina di Bacteroides fragilis<\/strong>, o <strong>BFT<\/strong>. Da tempo gli scienziati sanno che questa tossina pu\u00f2 danneggiare le cellule del colon, aumentare l\u2019infiammazione e creare un ambiente favorevole alla crescita dei tumori colorettali.<\/p>\n<p>Il meccanismo generale era noto: <strong>BFT<\/strong> taglia la <strong>E-caderina<\/strong>, una proteina fondamentale per tenere unite le cellule della parete intestinale. Quando questa struttura viene danneggiata, la barriera diventa pi\u00f9 fragile, l\u2019infiammazione aumenta e le cellule possono cominciare a proliferare in modo anomalo.<\/p>\n<p>Restava per\u00f2 una domanda senza risposta: se la tossina non si legava direttamente alla E-caderina, come riusciva ad avvicinarsi abbastanza da colpirla?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Infografica_grimaldello_tumore_colon_1-1784457654001.png\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"966\"\/><\/p>\n<p><strong>LA SERRATURA NASCOSTA SULLE CELLULE DEL COLON<\/strong><\/p>\n<p>Per risolvere il mistero, i ricercatori hanno utilizzato la tecnologia <strong>CRISPR<\/strong> e hanno disattivato, uno alla volta, migliaia di geni nelle cellule del colon. L\u2019obiettivo era individuare quali proteine fossero indispensabili perch\u00e9 la tossina riuscisse ad agire.<\/p>\n<p>Tra tutti i possibili bersagli, uno \u00e8 emerso con particolare evidenza: la <strong>claudina-4<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando questa proteina veniva eliminata, <strong>BFT<\/strong> non riusciva pi\u00f9 ad aderire alle cellule intestinali e la <strong>E-caderina<\/strong> rimaneva intatta. Ulteriori analisi hanno confermato che tossina e <strong>claudina-4<\/strong> formano un legame diretto e molto stretto.<\/p>\n<p>La <strong>claudina-4<\/strong> \u00e8 dunque il passaggio iniziale dell\u2019attacco: la \u201cserratura\u201d che permette alla tossina di posizionarsi sulla superficie della cellula e raggiungere il suo vero bersaglio.<\/p>\n<p><strong>UNA FALSA SERRATURA PER INGANNARE LA TOSSINA<\/strong><\/p>\n<p>Una volta individuata la porta d\u2019ingresso, il passo successivo \u00e8 stato chiedersi se fosse possibile bloccarla.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno cos\u00ec prodotto una <strong>versione solubile della claudina-4<\/strong>: una proteina libera, non collegata alle cellule intestinali, ma costruita in modo da presentare alla tossina la stessa superficie che essa riconosce normalmente.<\/p>\n<p>In pratica, una <strong>falsa serratura<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019idea era semplice: offrire alla tossina un\u2019<strong>esca<\/strong> alla quale legarsi, impedendole di raggiungere la <strong>claudina-4<\/strong> autentica presente sulla parete del colon.<\/p>\n<p>Nei topi la strategia ha funzionato. La tossina \u00e8 rimasta intrappolata dalla <strong>proteina-esca<\/strong> e gli animali sono stati protetti dal danno intestinale che <strong>BFT<\/strong> avrebbe altrimenti provocato. Non si tratta ancora di un farmaco n\u00e9 della dimostrazione che sia possibile prevenire un tumore, ma \u00e8 una prova di principio importante: il meccanismo pu\u00f2 essere interrotto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Infografica_grimaldello_tumore_colon_2-1784457679880.png\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"960\"\/><\/p>\n<p><strong>DAL MICROBIOTA A NUOVE TERAPIE<\/strong><\/p>\n<p>La scoperta apre diverse prospettive.<\/p>\n<p>Conoscere il recettore utilizzato dalla tossina potrebbe consentire di sviluppare molecole capaci di impedire il legame con la <strong>claudina-4<\/strong>. Potrebbero essere <strong>proteine-esca<\/strong> pi\u00f9 stabili, <strong>anticorpi<\/strong> o <strong>piccole molecole<\/strong> pi\u00f9 facili da trasformare in farmaci.<\/p>\n<p>In futuro, questo meccanismo potrebbe anche contribuire a identificare le persone nelle quali la presenza di ceppi tossigeni di <strong>Bacteroides fragilis<\/strong> rappresenta un rischio maggiore, rendendo possibile una prevenzione pi\u00f9 mirata.<\/p>\n<p>La strada, tuttavia, \u00e8 ancora lunga. Gli esperimenti sono stati condotti soprattutto su cellule e modelli animali. Non sappiamo ancora se lo stesso approccio sar\u00e0 sicuro ed efficace nell\u2019uomo, n\u00e9 se bloccare la tossina riuscir\u00e0 davvero a ridurre l\u2019incidenza dei tumori colorettali.<\/p>\n<p>Anche la struttura precisa con cui <strong>BFT<\/strong> e la <strong>claudina-4<\/strong> si incastrano non \u00e8 stata ancora completamente ricostruita a livello atomico. \u00c8 uno dei passaggi necessari per progettare farmaci sempre pi\u00f9 selettivi.<\/p>\n<p><strong>IL BATTERIO NON BASTA, MA PU\u00d2 PREPARARE IL TERRENO<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 importante evitare una conclusione troppo semplice. La presenza di <strong>Bacteroides fragilis<\/strong> non significa che una persona svilupper\u00e0 un tumore del colon. La maggior parte dei ceppi \u00e8 innocua e il cancro colorettale nasce dall\u2019interazione di numerosi fattori: predisposizione genetica, et\u00e0, alimentazione, infiammazione, stile di vita e composizione complessiva del microbiota.<\/p>\n<p>Il nuovo studio, per\u00f2, mostra con straordinaria precisione come un singolo microrganismo possa modificare l\u2019ambiente intestinale e creare condizioni pi\u00f9 favorevoli alla malattia.<\/p>\n<p>Per anni abbiamo pensato al microbiota come a una comunit\u00e0 capace genericamente di proteggerci o danneggiarci. Ora la ricerca sta entrando molto pi\u00f9 in profondit\u00e0: identifica i <strong>singoli batteri<\/strong>, le <strong>tossine<\/strong> che producono, i <strong>recettori<\/strong> che utilizzano e i <strong>passaggi molecolari<\/strong> attraverso cui possono influenzare la salute.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che la scoperta diventa davvero importante. Non abbiamo ancora una terapia contro questo meccanismo. Ma, dopo quindici anni, conosciamo finalmente la porta attraverso cui la tossina entra in azione.<\/p>\n<p><strong>E quando la medicina trova la porta di una malattia, pu\u00f2 finalmente cominciare a cercare il modo di chiuderla.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli scienziati conoscevano da anni il batterio e la sua tossina. 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