{"id":593030,"date":"2026-07-19T23:50:20","date_gmt":"2026-07-19T23:50:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/593030\/"},"modified":"2026-07-19T23:50:20","modified_gmt":"2026-07-19T23:50:20","slug":"segafredo-zanetti-sei-fondi-in-corsa-operazione-da-un-miliardo-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/593030\/","title":{"rendered":"Segafredo Zanetti, sei fondi in corsa. Operazione da un miliardo di euro"},"content":{"rendered":"<p>La crisi, il passo indietro del patron, l&#8217;ingresso di un fondo, un manager dai pieni poteri. Ed ora, la fila di contendenti che bussano alla porta. Sembra un&#8217;operazione da manuale, quella realizzata in poco pi\u00f9 di due anni dal manager Pierluigi Tosato, laurea in ingegneria e master alla Bocconi, autore di un libro il cui titolo \u00e8 gi\u00e0 un programma: &#8220;Samurai Manager&#8221;.<br \/>Una lunga esperienza nel settore food &#8211; Deoleo, Rio Mare, Acqua San Benedetto, Continental Bakeries &#8211; poi l&#8217;approdo a Massimo Zanetti Beverage Group, che risana. Morale della favola: oggi, con il fondo QuattroR pronto all&#8217;uscita, sono (almeno) sei le offerte per l&#8217;industria fondata da Massimo <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/zanetti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Zanetti<\/a>, con testa e cuore tra Bologna e Treviso. E arrivano dai maggiori private equity internazionali.<br \/>Sul tavolo, una quota di controllo (potrebbe raggiungere il 100%) del colosso della produzione, lavorazione e distribuzione di caff\u00e8 tostato. Che, nell&#8217;operazione, potrebbe arrivare a un valore d&#8217;impresa complessivo fino a 1,2 miliardi di euro. La prova (non necessaria) che la &#8220;terapia&#8221; Tosato ha funzionato. Per tali ragioni, l&#8217;amministratore delegato che ha restituito una seconda vita all&#8217;impero del caff\u00e8, \u00e8 parte integrante del pacchetto. E su questo punto, non si discute.<\/p>\n<p>    &#13;<\/p>\n<p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>                            &#13;<br \/>\n                                            &#13;<br \/>\n                            <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/nordest\/treviso\/zanetti_quattror_uscita-9402585.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">&#13;<br \/>\n                                                                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/9402585_08102444_zanetti_quattror_uscita.jpg\"\/>&#13;<br \/>\n                            <\/a>&#13;<br \/>\n                        &#13;<br \/>\n                                        &#13;<\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>Il tavolo <\/p>\n<p>I primi rumors sull&#8217;uscita di QuattroR si erano diffusi a marzo. Difficile prevedere, allora, che l&#8217;industria da 1,3 miliardi di ricavi (che possiede 40 marchi a livello globale, tra i quali il bolognese Segafredo) sarebbe stata corteggiata da primari operatori globali del private equity. E invece, eccoli i fondi (grandi favoriti come potenziali acquirenti) che hanno presentato le proprie offerte, non ancora vincolanti. Tra i nomi, ci sarebbero i britannici di Bc Partners, Capvest e Cvc, gli americani di Advent, Balckstone e One Rock Capital Partners. Il valore d&#8217;impresa complessivo, secondo le stime, dovrebbe essere superiore al miliardo di euro. Con una certezza: Pierluigi Tosato rimarr\u00e0 alla guida.<br \/>QuattroR era entrato due anni fa, nell&#8217;aprile del 2024. L&#8217;esposizione al debito aveva portato il patron a optare per l&#8217;ingresso del fondo di private equity, che oggi detiene una quota intorno al 70%. Mentre la parte rimanente \u00e8 rimasta in capo a Zanetti attraverso la sua holding. L&#8217;idea, all&#8217;epoca, era di una permanenza nel capitale per tre o quattro anni per poi uscire. L&#8217;intento del fondatore era quello di riportare il gruppo in Borsa ma non pi\u00f9 a Milano, dove era rimasto quotato fino al 2021, quando l&#8217;imprenditore trevigiano aveva optato per il delisting. Da quella primavera del 2024, che aveva visto l&#8217;ingresso di QuattroR, la &#8220;burrasca&#8221; sul fronte creditizio si \u00e8 placata. Al punto che, almeno un anno prima del previsto, il gruppo \u00e8 pronto a un nuovo riassetto azionario.<\/p>\n<p>Il risanamento <\/p>\n<p>Cosa che non stupisce, considerati gli ultimi risultati. L&#8217;industria del <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/caffe\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">caff\u00e8<\/a>, con oltre 3mila dipendenti e una ventina di stabilimenti nel mondo, ha chiuso il 2025 con ricavi a 1,3 miliardi di euro (+27%), un margine operativo lordo di 86 milioni (+39% rispetto al 2024 e +72% rispetto al 2023). Ma soprattutto, \u00e8 tornato all&#8217;utile &#8211; il risultato netto \u00e8 stato pari a 2 milioni &#8211; e ha registrato una forte generazione di cassa (22 milioni, a fronte di un assorbimento di 54 milioni di euro nel 2024). Numeri, nel complesso, che hanno portato l&#8217;azienda a incorniciare \u00abla migliore performance finanziaria nella storia del gruppo\u00bb. Soprattutto per quanto riguarda il capitolo del debito: la posizione finanziaria netta \u00e8 pari a 317 milioni di euro, in miglioramento di 38 milioni rispetto a dicembre 2024 e di 104 milioni rispetto alla primavera del 2024. Tra la prima e la seconda vita: la dismissione di alcune attivit\u00e0, la semplificazione organizzativa, l&#8217;eliminazione di inefficienze strutturali e lo snellimento della governance.<br \/>Ora, con l&#8217;uscita di QuattroR, si apre un nuovo capitolo. Il titolo sar\u00e0 &#8220;diversificazione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La crisi, il passo indietro del patron, l&#8217;ingresso di un fondo, un manager dai pieni poteri. 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