{"id":593073,"date":"2026-07-20T00:36:01","date_gmt":"2026-07-20T00:36:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/593073\/"},"modified":"2026-07-20T00:36:01","modified_gmt":"2026-07-20T00:36:01","slug":"le-nature-morte-di-giovanni-bartolena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/593073\/","title":{"rendered":"Le nature morte di Giovanni Bartolena"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2666p_jacopo-suggi.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Jacopo Suggi<\/a>, pubblicato il 10\/07\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/12c_opere-e-artisti.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Opere e artisti        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/livorno.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Livorno<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/macchiaioli.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Macchiaioli<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/novecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Novecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/ottocento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ottocento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/postmacchiaioli.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Postmacchiaioli<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/toscana.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Toscana<\/a> <\/p>\n<p>Giovanni Bartolena (Livorno, 1866 &#8211; 1942) \u00e8 oggi un nome poco noto, perlopi\u00f9 ricondotto all\u2019area dei postmacchiaioli. Eppure, la sua opera, soprattutto nelle nature morte, mostra una decisa apertura alla modernit\u00e0, talvolta persino anticipatrice. L\u2019articolo di Jacopo Suggi.<\/p>\n<p>\u201cQuasi trascurato per un certo periodo dalla critica, Giovanni Bartolena in questi ultimi tempi \u00e8 stato \u2018scoperto\u2019 da diversi studiosi che ne hanno con ragione rilevato le solide doti pittoriche\u201d. Cos\u00ec scriveva nel 1966 il giornalista Mario Lepore, recensendo una retrospettiva dedicata a <strong>Giovanni Bartolena<\/strong> nel centenario della sua nascita, e dando contezza di un processo di revisione critica che proprio in quegli anni prendeva forza. Eppure, a distanza di sessant\u2019anni, quella rivalutazione sembra non essersi conclusa, forse, \u00e8 addirittura arretrata, e Bartolena continua a occupare una <strong>posizione appartata nel panorama pittorico italiano del XX secolo<\/strong>. Ad alimentare l\u2019incomprensione, per Bartolena come per altri protagonisti dell\u2019arte toscana, che ne riduce la portata sperimentale, \u00e8 stato il tradizionale inquadramento entro quella categoria che accoglie gli <strong>artisti cresciuti all\u2019ombra della Macchia<\/strong> e nel confronto con i principali artefici di quella rivoluzione realista, ma che avrebbero poi preso ciascuno una via autonoma e originale. Bartolena appartiene alla stessa generazione di Nomellini, dei Tommasi e di Mario Puccini: tutti autori di pagine importanti dell\u2019arte italiana, e di esperienze anche molto diverse tra loro, ma troppo spesso omologate sotto l\u2019etichetta di <strong>\u201cpostmacchiaioli\u201d,<\/strong> che ne annulla le energie innovative ridimensionandole nel solco dell\u2019aggiornamento della tradizione ottocentesca.<\/p>\n<p>A fugare ogni dubbio sulla <strong>qualit\u00e0 della ricerca artistica <\/strong>perseguita da Bartolena in una vita di sacrifici, e sulla sua piena appartenenza al clima culturale del Novecento, se non come avanguardista, certo non come propaggine attardata del secolo precedente, basterebbe ricordare l\u2019attenzione che gli tributarono alcuni dei maggiori protagonisti di quella stagione. <strong>Carlo Carr\u00e0,<\/strong> recensendo nel 1927 una sua esposizione milanese, lo definiva un artista capace di vedere \u201cper conto proprio e non di riflesso\u201d, riconoscendo nella sua pittura una fedelt\u00e0 alla lezione morale di Fattori ma anche una sostanziale autonomia espressiva. Non \u00e8 un dettaglio secondario che lo stesso Carr\u00e0 possedesse un\u2019opera del livornese, si dice l\u2019unica che conservasse in casa, eccettuate le sue.<\/p>\n<p>Non meno significativo \u00e8 il caso di <strong>Arturo Tosi<\/strong>, che in occasione di una mostra a Livorno nel 1930, riconobbe l\u2019influenza esercitata dalle <strong>nature morte di Bartolena<\/strong> sulla propria pittura. \u00c8 infatti proprio nelle nature morte che si trova <strong>il contributo pi\u00f9 originale e riconoscibile della ricerca<\/strong> di Bartolena. La sua arte rifuggiva le pose e respingeva ogni appendice cerebrale, per muoversi e concludersi entro i limiti stessi della pittura. Una pittura libera nella composizione e spesso attraversata da accensioni liriche, che tuttavia si manifestano esclusivamente attraverso il colore e il disegno, senza cercare legittimazione al di fuori di questi cardini: non ricorreva al simbolo, non richiedeva costruzioni intellettualistiche o sovrastrutture narrative, ma confidava unicamente nell\u2019occhio e nell\u2019istinto del pittore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Natura morta (1927; olio su tavola, 39 \u00d7 41 cm; Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori). Foto: Emiliano Cicero\" title=\"Giovanni Bartolena, Natura morta (1927; olio su tavola, 39 \u00d7 41 cm; Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori). Foto: Emiliano Cicero\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-natura-morta-museo-fattori.jpg\" width=\"750\" height=\"694\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Natura morta (1927; olio su tavola, 39 \u00d7 41 cm; Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori). Foto: Emiliano Cicero&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Composizione (1927 circa; olio su cartone, 19 \u00d7 30 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Composizione (1927 circa; olio su cartone, 19 \u00d7 30 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-composizione.jpg\" width=\"750\" height=\"456\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Composizione (1927 circa; olio su cartone, 19 \u00d7 30 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Composizione con castagne e limone (1920 circa; olio su tavola, 48,5 \u00d7 37,5 cm; Viareggio, Societ\u00e0 di Belle Arti)\" title=\"Giovanni Bartolena, Composizione con castagne e limone (1920 circa; olio su tavola, 48,5 \u00d7 37,5 cm; Viareggio, Societ\u00e0 di Belle Arti)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-composizione-castagne-limone.jpg\" width=\"750\" height=\"999\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Composizione con castagne e limone (1920 circa; olio su tavola, 48,5 \u00d7 37,5 cm; Viareggio, Societ\u00e0 di Belle Arti)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Vaso con fiori (1920 circa; olio su cartone, 48,9 \u00d7 22 cm; Roma, Collezione Ughi)\" title=\"Giovanni Bartolena, Vaso con fiori (1920 circa; olio su cartone, 48,9 \u00d7 22 cm; Roma, Collezione Ughi)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-vaso-fiori-20.jpg\" width=\"750\" height=\"1708\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Vaso con fiori (1920 circa; olio su cartone, 48,9 \u00d7 22 cm; Roma, Collezione Ughi)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Vaso con fiori (1923 circa; olio su tavola, 53,5 \u00d7 33 cm; Collezione Fondazione Castagneto Banca 1910)\" title=\"Giovanni Bartolena, Vaso con fiori (1923 circa; olio su tavola, 53,5 \u00d7 33 cm; Collezione Fondazione Castagneto Banca 1910)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-vaso-fiori-23.jpg\" width=\"750\" height=\"1219\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Vaso con fiori (1923 circa; olio su tavola, 53,5 \u00d7 33 cm; Collezione Fondazione Castagneto Banca 1910)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Fiori nel vaso di ceramica (1923 circa; olio su tavola, 34,6 \u00d7 23,8 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Fiori nel vaso di ceramica (1923 circa; olio su tavola, 34,6 \u00d7 23,8 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-fiori-vaso-ceramica.jpg\" width=\"750\" height=\"1106\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Fiori nel vaso di ceramica (1923 circa; olio su tavola, 34,6 \u00d7 23,8 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>La parte migliore della produzione di Bartolena, maturata nel corso di una lunga carriera che lo costrinse anche a inevitabili compromessi per vivere e che comprende pagine meno felici o pi\u00f9 ripetitive, acquista una forza straordinaria proprio quando emergono quei caratteri destinati a diventare la sua cifra pi\u00f9 autentica fatta da una pittura di materia, di colori preziosi, di sintesi formale e di intensa densit\u00e0 luminosa. Ma prima di entrare a piene mani nell\u2019argomento di questo articolo, vale la pena dare qualche riferimento biografico dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Giovanni Bartolena nasceva a <strong>Livorno<\/strong> nel 1866, da una famiglia che aveva dato valenti pittori: un omonimo del nostro era stato pittore di pale sacre di temperie romantiche, mentre lo zio Cesare, di cui si conserva un capolavoro al Museo Fattori, lo indirizz\u00f2 verso l\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze. Qui studi\u00f2 sotto la guida di <strong>Giovanni Fattori<\/strong>, la cui lezione fu decisiva, bench\u00e9 inizialmente Bartolena vi si applicasse con scarsa convinzione, rischiando di essere cacciato. Dal maestro assimil\u00f2 soprattutto un\u2019etica della pittura: il confronto diretto con il vero, la diffidenza verso ogni compiacimento accademico e l\u2019invito a seguire la propria strada, senza cedere alle mode. Il suo percorso fu tutt\u2019altro che lineare. Le difficolt\u00e0 economiche lo condussero nel 1898 a <strong>Marsiglia<\/strong>, dove lavor\u00f2 come garzone di stalla e dipinse nelle ore serali. Tornato in Italia, visse tra Lucca, Firenze e Livorno, frequent\u00f2 il Caff\u00e8 Bardi, prese parte alle vicende del Gruppo Labronico e trov\u00f2 sostegno in collezionisti e mercanti come Luciano Cassuto, che nel 1925 favor\u00ec la sua affermazione milanese presso la Galleria \u201cL\u2019Esame\u201d di Enrico Somar\u00e9. Partecip\u00f2 poi alla Biennale di Venezia del 1930 e alla Quadriennale di Roma del 1931, senza tuttavia uscire davvero da una condizione appartata. Mor\u00ec a Livorno nel 1942, lasciando una produzione nella quale la natura morta divenne progressivamente uno dei luoghi pi\u00f9 intensi della sua ricerca.<\/p>\n<p>Se i panorami della <strong>campagna toscana<\/strong> continuavano infatti a dialogare con la tradizione macchiaiola e con il magistero di Giovanni Fattori, fu nella <strong>rappresentazione di fiori, frutti, conchiglie e semplici oggetti domestici<\/strong> che il pittore livornese elabor\u00f2 un linguaggio capace di anticipare alcune delle principali ricerche del Novecento italiano. Egli trov\u00f2 una sorta di comunione con questi umili temi, che potevano da un lato essere filtrati attraverso quel senso di conoscibilit\u00e0 del mondo esterno che ogni allievo di Fattori sviluppava secondo un approccio personale e individuale, per poi essere mediati dalla propria sensibilit\u00e0. Dal 1918 il pittore approfondisce il tema con energia: il pennello di Bartolena coagula composizioni sintetiche, semplificando le sovrastrutture descrittive e restituendo piena dignit\u00e0 agli aspetti pi\u00f9 genuini e terrigni della realt\u00e0. Questo intendimento porta alcune nature morte a essere assemblate con grande armonia ed equilibrio, epurate da ogni sovrappi\u00f9; altre volte, invece, Bartolena sembra oltrepassare il tema come semplice motivo ottico, in cui la natura morta non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un soggetto osservato, ma una materia vibratile, talvolta carnosa, che respira, trattiene umori e succhi, gronda di densit\u00e0 e accensioni cromatiche, lambisce e cesella i volumi. Senza forzare genealogie impossibili, si potrebbe quasi intravedere, in questa adesione fisica all\u2019elemento naturale, una lontana consonanza con certi esiti di Morlotti, dove la natura diviene corpo pittorico, organismo, sostanza viva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con merlo (1928 circa; olio su tavola, 61 \u00d7 44 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con merlo (1928 circa; olio su tavola, 61 \u00d7 44 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-natura-morta-merlo.jpg\" width=\"750\" height=\"1037\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Natura morta con merlo (1928 circa; olio su tavola, 61 \u00d7 44 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Garofani in vaso blu (1928 circa; olio su cartone, 27,3 \u00d7 19 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Garofani in vaso blu (1928 circa; olio su cartone, 27,3 \u00d7 19 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-garofani-vaso-blu.jpg\" width=\"750\" height=\"1099\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Garofani in vaso blu (1928 circa; olio su cartone, 27,3 \u00d7 19 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Composizione con vaso (1928 circa; olio su cartone, 33,5 \u00d7 22 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Composizione con vaso (1928 circa; olio su cartone, 33,5 \u00d7 22 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-composizione-con-vaso.jpg\" width=\"750\" height=\"1132\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Composizione con vaso (1928 circa; olio su cartone, 33,5 \u00d7 22 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Il merlo (s.d.; olio su tavola, 31,5 \u00d7 28 cm; Firenze, Raccolta Dott. Raffaello Cini)\" title=\"Giovanni Bartolena, Il merlo (s.d.; olio su tavola, 31,5 \u00d7 28 cm; Firenze, Raccolta Dott. Raffaello Cini)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-il-merlo.jpg\" width=\"750\" height=\"659\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Il merlo (s.d.; olio su tavola, 31,5 \u00d7 28 cm; Firenze, Raccolta Dott. Raffaello Cini)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con noci (s.d.; olio su tavola, 35 \u00d7 29 cm; Milano, Collezione Comm. Nello Bargini)\" title=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con noci (s.d.; olio su tavola, 35 \u00d7 29 cm; Milano, Collezione Comm. Nello Bargini)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-natura-morta-noci.jpg\" width=\"750\" height=\"534\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Natura morta con noci (s.d.; olio su tavola, 35 \u00d7 29 cm; Milano, Collezione Comm. Nello Bargini)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con bottiglia, tazza e garofani (1915-1920; olio su tavola, 42,5 \u00d7 26 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con bottiglia, tazza e garofani (1915-1920; olio su tavola, 42,5 \u00d7 26 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-natura-morta-bottiglia-tazza-garofani.jpg\" width=\"750\" height=\"1251\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Natura morta con bottiglia, tazza e garofani (1915-1920; olio su tavola, 42,5 \u00d7 26 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>Bartolena sembra ascoltare la voce della natura, sua amica fraterna, e lasciarla esprimere nei modi pi\u00f9 consoni. A essa sa strappare, come affermava <strong>Mario Borgiotti<\/strong>, \u201csempre nuove sensazioni di colore\u201d. Ma non vi \u00e8 magniloquenza poich\u00e9 Bartolena non si fa medium della potenza generativa e terribile della natura, al contrario dell\u2019amico Plinio Nomellini che con il suo approccio panico ne era diventato il vate. Appare piuttosto porsi accanto a essa, stabilire una sorta di solidariet\u00e0, svelare i modi in cui la natura ci vuole apparire, attraverso l\u2019utilizzo di una ricchezza cromatica capace di plasmare volumi, di farsi carne viva e palpitante, talvolta fredda, altre volte calda, sempre splendida ma, in certi casi, anche dolorante o dolorosa da vivere.<\/p>\n<p>I frutti, siano essi prodotti della terra o del mare, le gagliarde castagne, le succose ciliegie, gli eleganti e profumati fiori, i pesci sgocciolanti, le aragoste cariche di salsedine, sono una porzione minuscola del mondo che si ricollega alla totalit\u00e0 dell\u2019universo. La natura pu\u00f2 presentarsi caotica o armoniosa, ma anche in questo secondo caso finisce sempre per annullare la presenza umana, ridotta a un lumicino, forse soltanto a un riflesso. Pare che il suo principale collezionista, <strong>Luciano Cassuto,<\/strong> consigliasse all\u2019amico di impreziosire i vasi delle sue nature floreali con sontuose decorazioni, con riferimento alle porcellane di S\u00e8vres, allo scopo preciso di aumentarne la vendibilit\u00e0 e invogliarne l\u2019acquisto. Bartolena accett\u00f2 quel sacrificio con malavoglia, e soltanto per un breve periodo.<\/p>\n<p>Ogni natura morta di Bartolena possiede una propria <strong>impostazione autonoma<\/strong>, difatti lo spazio in cui gli oggetti si dispongono viene rasserenato e ordinato entro una struttura che l\u2019artista sembra geometrizzare istintivamente. Il colore non \u00e8 mai orpello o rivestimento del disegno, ma struttura dell\u2019immagine, forza esplosiva della composizione. Attraverso una sapiente calibrazione e un bilanciamento di tonalit\u00e0 spesso dissonanti, Bartolena dota gli elementi inanimati di una vita propria, di un\u2019intrinseca bellezza. Gli smalti preziosi si fanno polpa della materia, pettinata e ordinata dal pennello del maestro, o pi\u00f9 spesso affidata a pennellate pastose, polverose, quasi mai a una tenuta cristallina o lenticolare, pi\u00f9 o meno dense a seconda del caso e del singolo elemento.<\/p>\n<p>Nascono cos\u00ec opere autonome, spesso originali e individuali, talvolta ancora memori di un pittoricismo descrittivo neo-ottocentesco che racconta il reale con attenzione, sebbene mediato da una sensibilit\u00e0 formatasi nella sintesi della Macchia e nelle istanze del Novecento. Altre volte, invece, Bartolena d\u00e0 vita a immagini o composizioni innanzitutto mentali. Si pensi a Composizione del 1926, che sul retro \u00e8 accompagnata da una scritta dello stesso Borgiotti: \u201cQuesto dipinto del periodo centrale prelude ed anticipa tanta pittura moderna ed \u00e8 tra le cose pi\u00f9 belle che conosco di Giovanni Bartolena\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Iris (1928-1930; olio su tavola, 81 \u00d7 78 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Iris (1928-1930; olio su tavola, 81 \u00d7 78 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-iris.jpg\" width=\"750\" height=\"798\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Iris (1928-1930; olio su tavola, 81 \u00d7 78 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Fiori in vaso (1930-1932; olio su tavola, 73 \u00d7 41 cm; Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Fiori in vaso (1930-1932; olio su tavola, 73 \u00d7 41 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-fiori-in-vaso.jpg\" width=\"750\" height=\"1344\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Fiori in vaso (1930-1932; olio su tavola, 73 \u00d7 41 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Natura morta (s.d.; olio su tavola; Firenze, Galleria d\u2019Arte Moderna, Palazzo Pitti)\" title=\"Giovanni Bartolena, Natura morta (s.d.; olio su tavola; Firenze, Galleria d\u2019Arte Moderna, Palazzo Pitti)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-natura-morta-palazzo-pitti.jpg\" width=\"750\" height=\"486\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Natura morta (s.d.; olio su tavola; Firenze, Galleria d\u2019Arte Moderna, Palazzo Pitti)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Natura morta (pesce) (s.d.; olio su tavola; Firenze, Galleria d\u2019Arte Moderna, Palazzo Pitti)\" title=\"Giovanni Bartolena, Natura morta (pesce) (s.d.; olio su tavola; Firenze, Galleria d\u2019Arte Moderna, Palazzo Pitti)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-pesce.jpg\" width=\"750\" height=\"471\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Natura morta (pesce) (s.d.; olio su tavola; Firenze, Galleria d\u2019Arte Moderna, Palazzo Pitti)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Rose (s.d.; olio su cartone (19 \u00d7 34 cm; Palermo, Collezione privata)\" title=\"Giovanni Bartolena, Rose (s.d.; olio su cartone (19 \u00d7 34 cm; Palermo, Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-rose.jpg\" width=\"750\" height=\"1363\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Rose (s.d.; olio su cartone (19 \u00d7 34 cm; Palermo, Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con asparagi, carciofi, fiori di zucca, prugne e ciliegie (1935-1940; olio su cartone, 34 \u00d7 61,5 cm; Fondazione Cariparma)\" title=\"Giovanni Bartolena, Natura morta con asparagi, carciofi, fiori di zucca, prugne e ciliegie (1935-1940; olio su cartone, 34 \u00d7 61,5 cm; Fondazione Cariparma)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/giovanni-bartolena-natura-morta-asparagi-carciofi-fiori-di-zucca-ciliegie.jpg\" width=\"750\" height=\"414\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Bartolena, Natura morta con asparagi, carciofi, fiori di zucca, prugne e ciliegie (1935-1940; olio su cartone, 34 \u00d7 61,5 cm; Fondazione Cariparma)&#13;<\/p>\n<p>In quest\u2019opera, dove il fondo \u00e8 costruito per grandi campiture grigie e ocra, quasi architettoniche, capaci di isolare ulteriormente il soggetto, si staglia l\u2019alzata, ridotta a un parallelepipedo quasi astratto, una forma geometrica conclusa, priva di qualsiasi decorativismo. A essa si contrappongono i fiori, risolti con una materia pittorica vibrante, fatta di rossi, blu, verdi e gialli che sembrano espandersi oltre il loro contorno. Pi\u00f9 che raccontare dei fiori, Bartolena sembra voler mettere in tensione due modi diversi di esistere nella pittura tra la stabilit\u00e0 della forma e l\u2019energia del colore.<\/p>\n<p>Il <strong>vaso <\/strong>diventa una presenza essenziale, quasi muta e severa, mentre il <strong>mazzo floreale<\/strong> \u00e8 organismo vivente, pulsa di colore, si addensa, rompe il rigore compositivo della struttura e oltrepassa i limiti dell\u2019oggetto. Ne nasce una <strong>dialettica sottile tra la fissit\u00e0 dell\u2019artificio e l\u2019energia della natura<\/strong>, dove il recipiente non domina il contenuto, ma lo sostiene, lasciando che sia quest\u2019ultimo a conquistare l\u2019intera superficie. Colpisce come il problema non sia pi\u00f9 descrivere un vaso con dei fiori, ma orchestrare rapporti di masse cromatiche e volumetriche. La natura morta diventa cos\u00ec un problema di equilibrio tra superfici, colore e ritmo, assai pi\u00f9 che di rappresentazione.<\/p>\n<p>A confermare la ricchezza di questa ricerca \u00e8 proprio la variet\u00e0 degli esiti. Talvolta le nature morte di Bartolena appaiono come preziosi arazzi cromatici, capaci di colpire quasi come un pugno per la forza dei colori, per gli accordi potenti e dissonanti, per la materia che si addensa e invade la superficie. Altre volte, invece, si fanno pi\u00f9 raccolte, melodiose, giocate su una tavolozza ristretta e su equilibri pi\u00f9 sommessi. \u00c8 il caso della Natura morta del Museo Civico \u201cGiovanni Fattori\u201d di Livorno, dove la concentrazione formale e il controllo del tono prevalgono sull\u2019accensione lirica, realizzando una sinfonia di toni caldi. Altrove ancora sono energiche, carnose, quasi aggressive; oppure malinconiche, povere, trattenute, percorse da una luce pi\u00f9 fredda e silenziosa.<\/p>\n<p>In un solo genere, dunque, Bartolena riusc\u00ec a sondare <strong>molte delle possibilit\u00e0 espressive della pittura<\/strong>: la costruzione, il ritmo, la materia, il timbro, la tensione tra ordine e impulso, tra oggetto e vita. \u00c8 forse qui, pi\u00f9 che altrove, che la sua opera chiede ancora di essere guardata senza il filtro riduttivo del postmacchiaiolismo, non come coda estrema di una stagione conclusa, ma come esperienza autonoma, irregolare e modernissima. Nelle sue nature morte, il mondo minimo delle cose diventa il luogo di una pittura assoluta, non racconto, non ornamento, non esercizio di genere, ma sostanza viva del colore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/viterbotuscia2033.it\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Viterbo33\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Viterbo33&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/banner_finestrearte_finestrearte_600x200.jpg\" alt=\"Viterbo Tuscia 2033 - Festa di candidatura - 12 luglio 2026\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Viterbo33', 1);\" title=\"Viterbo Tuscia 2033 - Festa di candidatura - 12 luglio 2026\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/jacopo-suggi.jpg\" title=\"Jacopo Suggi\" alt=\"Jacopo Suggi\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Jacopo Suggi<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Livorno nel 1989, dopo gli studi in storia dell&#8217;arte prima a Pisa e poi a Bologna ho avuto svariate esperienze in musei e mostre, dall&#8217;arte contemporanea alle grandi tele di Fattori, passando per le stampe giapponesi e toccando fossili e minerali, cercando sempre la maniera migliore di comunicare il nostro straordinario patrimonio. Cresciuto giornalisticamente dentro Finestre sull&#8217;Arte, nel 2025 ha vinto il Premio Margutta54 come miglior giornalista d&#8217;arte under 40 in Italia.\t\t<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Jacopo Suggi, pubblicato il 10\/07\/2026 Categorie: Opere e artisti \/ Argomenti: Livorno &#8211; Macchiaioli &#8211; Novecento &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":593074,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,8285,168718,16631,27169,327073,11922],"class_list":["post-593073","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-livorno","tag-macchiaioli","tag-novecento","tag-ottocento","tag-postmacchiaioli","tag-toscana"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116949510392533034","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/593073","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=593073"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/593073\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/593074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=593073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=593073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=593073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}