{"id":593261,"date":"2026-07-20T04:12:13","date_gmt":"2026-07-20T04:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/593261\/"},"modified":"2026-07-20T04:12:13","modified_gmt":"2026-07-20T04:12:13","slug":"la-scultura-era-da-salvare-il-progetto-di-restauro-fu-ignorato-dalla-proprieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/593261\/","title":{"rendered":"&#8220;La scultura era da salvare&#8221;. Il progetto di restauro fu ignorato dalla propriet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Per quattro anni, in tanti hanno provato a salvare la <strong>Madonna Martinozzi<\/strong>. Prima gli appelli pubblici, poi le sollecitazioni di studiosi e cittadini, infine un progetto organico di restauro, con incontri e contatti con la propriet\u00e0. Oggi, dopo il cedimento che ha mandato in frantumi una parte della <strong>scultura cinquecentesca<\/strong>, l\u2019amarezza \u00e8 di tutta la citt\u00e0. Ma pesa soprattutto tra i <strong>Lions Fano<\/strong>, che avevano predisposto un intervento completo e si erano offerti di seguirne ogni passaggio.<\/p>\n<p>La vicenda comincia all\u2019inizio del 2022, quando Carlino Bertini, priore della Confraternita del Suffragio, richiam\u00f2 pubblicamente l\u2019attenzione sulle condizioni dell\u2019opera e sulla necessit\u00e0 di intervenire. Quell\u2019allarme venne raccolto dall\u2019allora presidente del <strong>Lions Club di Fano<\/strong>, Luca Amadori, legato a Bertini da un rapporto di amicizia e appartenenza a quel sodalizio religioso. Da l\u00ec nacque l\u2019idea di trasformare il recupero della statua in uno dei service del club. Il progetto venne formalizzato il 13 ottobre 2023 e presentato a <strong>Cr\u00e9dit Agricole<\/strong>, proprietaria dell\u2019edicola che ospita la Madonna. La proposta non riguardava soltanto la scultura: prevedeva il restauro dell\u2019edicola, della lapide e del muretto sottostante, il ripristino della lampada votiva, i dissuasori contro i piccioni e un supporto con QR code per raccontarne la storia.<\/p>\n<p>Il Lions si offriva inoltre di seguire l\u2019intero percorso, dall\u2019individuazione di un restauratore accreditato ai rapporti con la Soprintendenza, fino al controllo dei lavori e alla presentazione pubblica dell\u2019intervento. Quel progetto, per\u00f2, non \u00e8 mai partito. &#8220;Ci siamo incontrati pi\u00f9 volte con i rappresentanti della banca, anche online \u2013 racconta Cecilia Prete, che presiedeva il comitato Lions incaricato del service \u2013. Ci avevano detto che avrebbero preso seriamente in considerazione la proposta. Poi, nonostante i nostri solleciti, non abbiamo pi\u00f9 ricevuto riscontri. A quel punto abbiamo dovuto investire le nostre energie su altri progetti. Senza una risposta della propriet\u00e0 non potevamo andare avanti&#8221;. Oggi prevalgono rabbia e sconforto. &#8220;La sensazione \u2013 aggiunge Prete \u2013 \u00e8 che gli interlocutori non abbiano compreso fino in fondo il valore che quella statua aveva per il territorio. Per noi non era soltanto un\u2019opera da restaurare, ma un simbolo della storia, della devozione e dell\u2019identit\u00e0 di Fano&#8221;.<\/p>\n<p>La Madonna era stata collocata nel 1579 sotto le logge del Palazzo del Podest\u00e0, come immagine devozionale voluta dal patrizio Pietro Martinozzi. Solo nel 1849 fu trasferita nella sede attuale, sotto il voltone del Palazzo Malatestiano, oggi compreso nella propriet\u00e0 della banca. &#8220;\u00c8 un peccato \u2013 osserva Prete \u2013 perch\u00e9, se fosse stata di propriet\u00e0 comunale, probabilmente sarebbe stato tutto pi\u00f9 facile. Il Comune avrebbe avuto una percezione immediata del suo valore per la citt\u00e0 e sarebbe stato pi\u00f9 semplice costruire un percorso condiviso&#8221;.<\/p>\n<p>Adesso \u00e8 tutto troppo tardi. &#8220;Una ricostruzione o una pesante integrazione \u2013 conclude Prete \u2013 ci restituirebbero comunque qualcosa di diverso dall\u2019opera originale. Quella memoria storica \u00e8 ormai irrimediabilmente compromessa&#8221;.<\/p>\n<p>Tiziana Petrelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per quattro anni, in tanti hanno provato a salvare la Madonna Martinozzi. 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