{"id":594054,"date":"2026-07-20T16:54:18","date_gmt":"2026-07-20T16:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/594054\/"},"modified":"2026-07-20T16:54:18","modified_gmt":"2026-07-20T16:54:18","slug":"novara-tumore-ovarico-da-15-kg-rimosso-con-la-paziente-sveglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/594054\/","title":{"rendered":"Novara, tumore ovarico da 15 kg rimosso con la paziente sveglia"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;ospedale Maggiore della Carit\u00e0 di Novara, un&#8217;\u00e9quipe di ginecologi e anestesisti ha rimosso con successo un tumore ovarico del peso record di 15 chilogrammi da una paziente di 66 anni, ricorrendo a una tecnica innovativa che ha consentito di mantenere la donna sveglia per tutta la durata dell&#8217;intervento, durato tre ore.<\/p>\n<p>La doppia sfida: il tumore gigante e la tromboembolia<\/p>\n<p>La paziente si era presentata nella struttura piemontese circa cinque settimane prima dell&#8217;intervento con un massiccio incremento del volume addominale. La tac aveva rivelato una tumefazione ovarica solido-cistica di circa 40 centimetri, che occupava interamente la cavit\u00e0 addominale, comprimendo gli organi interni e i grandi vasi sanguigni, tra cui la vena cava inferiore.<\/p>\n<p>La pressione esercitata dalla massa aveva causato una tromboembolia polmonare, che rendeva impossibile un intervento immediato, si legge in una nota del gruppo ospedaliero di qualche ora fa. L&#8217;\u00e9quipe della medicina interna 2, diretta dal professor Mauro Campanini, ha somministrato una terapia mirata per risolvere la trombosi, monitorando la paziente per individuare il momento ideale per l&#8217;operazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"aspect-ratio:504\/672;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/l-equipe-che-ha-operato.jpg\" alt=\"L'equipe che ha operato\" width=\"504\" height=\"672\" title=\"L'equipe che ha operato\"\/>L&#8217;\u00e8quipe al completoPaziente sveglia: la scelta dell&#8217;anestesia peridurale<\/p>\n<p>Una volta risolta la complicanza trombotica, l&#8217;anestesia generale restava comunque un&#8217;opzione ad alto rischio. Come spiega la dottoressa Francesca Bertoldo, anestesista dell&#8217;\u00e9quipe: \u201cL&#8217;anestesia generale avrebbe comportato un rischio cardiovascolare troppo elevato. La massa esercitava gi\u00e0 una pressione enorme sulla vena cava inferiore; addormentare completamente la paziente e sottoporla a ventilazione meccanica avrebbe potuto causare un crollo drastico e fatale della pressione sanguigna\u201d.<\/p>\n<p>La soluzione adottata dalla dottoressa Bertoldo e dagli anestesisti del polo materno-infantile, guidati dalla dottoressa Raffaella Buscaglia, \u00e8 stata l&#8217;anestesia peridurale: un catetere, simile a quello usato per l&#8217;analgesia del parto, ha addormentato solo la parte inferiore del corpo, mantenendo la stabilit\u00e0 emodinamica.<\/p>\n<p>I chirurghi hanno operato con una tecnica minimamente invasiva: tramite un piccolo taglio hanno identificato la porzione liquida della formazione e l&#8217;hanno svuotata con un ago speciale, progettato per evitare la dispersione del liquido nell&#8217;addome. Ridotto il volume del tumore, hanno poi ampliato l&#8217;incisione per asportare la massa.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo dialogato costantemente con lei\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;\u00e9quipe chirurgica della struttura di ginecologia e ostetricia, diretta dal professor Valentino Remorgida, era guidata dalla professoressa Daniela Surico, responsabile della ginecologia oncologica, con il dottor Michele Giana e le dottoresse in formazione Agnese Volpicelli e Francesca Napoli.<\/p>\n<p>La professoressa Surico ha sottolineato le difficolt\u00e0 principali dell&#8217;operazione: \u201cIl momento pi\u00f9 delicato \u00e8 stato la rimozione di tutte le aderenze che la massa aveva sviluppato con gli organi vicini, in particolare la vescica e l&#8217;intestino. Inoltre, quando si asporta un tumore di queste dimensioni, gli organi interni e i grandi vasi sanguigni subiscono un improvviso cambio di pressione che pu\u00f2 destabilizzare il cuore\u201d.<\/p>\n<p>La paziente \u00e8 rimasta vigile e cosciente per tutta la durata dell&#8217;intervento, interagendo costantemente con il team medico. \u201cDal punto di vista emotivo, la paziente \u00e8 stata straordinaria: \u00e8 rimasta vigile per tutto il tempo, avvertendo solo una sensazione di &#8216;pressione&#8217; ma nessun dolore. Abbiamo dialogato costantemente con lei per rassicurarla, trasformando una situazione di estrema tensione in un momento di grande collaborazione umana e clinica\u201d, ha dichiarato la dottoressa Bertoldo. Il decorso postoperatorio non ha presentato complicanze e la donna \u00e8 tornata a casa dopo otto giorni.<\/p>\n<p>Il contesto: i tumori ovarici in Italia<\/p>\n<p>I tumori ovarici colpiscono ogni anno oltre 5.400 donne in Italia, circa il 3% di tutte le neoplasie femminili, e rappresentano il tumore ginecologico a maggiore letalit\u00e0. Nell&#8217;80% dei casi la diagnosi \u00e8 tardiva: l&#8217;assenza di test di screening efficaci e la presenza di sintomi iniziali aspecifici \u2014 come gonfiore addominale persistente, saziet\u00e0 precoce, stipsi e disturbi urinari \u2014 portano spesso a confondere la malattia con problematiche gastroenterologiche.<\/p>\n<p>Il professor Remorgida ha commentato il risultato ottenuto: &#8220;Questo intervento rappresenta la sintesi perfetta di ci\u00f2 che la nostra struttura universitaria deve saper fare: coniugare l&#8217;assistenza medica di altissimo livello con la formazione sul campo dei giovani medici. Questo risultato conferma che l&#8217;Ospedale Maggiore della Carit\u00e0 di Novara e l&#8217;Universit\u00e0 del Piemonte Orientale sono un punto di riferimento nazionale per l&#8217;oncologia ginecologica complessa&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"All&#8217;ospedale Maggiore della Carit\u00e0 di Novara, un&#8217;\u00e9quipe di ginecologi e anestesisti ha rimosso con successo un tumore ovarico&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":594055,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[327556,9223,327557,239,1537,90,89,240,197175,2642],"class_list":["post-594054","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-anestesia-peridurale","tag-cancro","tag-ginecologia-oncologica","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-salute","tag-tumore-ovarico","tag-tumori"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116953355225929514","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/594054","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=594054"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/594054\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/594055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=594054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=594054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=594054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}