{"id":594513,"date":"2026-07-20T23:18:17","date_gmt":"2026-07-20T23:18:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/594513\/"},"modified":"2026-07-20T23:18:17","modified_gmt":"2026-07-20T23:18:17","slug":"diaz-25-anni-dopo-guadagnucci-picchiati-dalla-polizia-nessuno-ha-mai-chiesto-scusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/594513\/","title":{"rendered":"Diaz, 25 anni dopo. Guadagnucci: &#8220;Picchiati dalla polizia, nessuno ha mai chiesto scusa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Una delle testimonianze simbolo di quanto accadde alla scuola Diaz di Genova nella notte tra il 21 e il 22 luglio di venticinque anni fa \u00e8 quella di Lorenzo Guadagnucci, giornalista per molti anni al Quotidiano Nazionale ed editorialista di Altreconomia. Nel 2001 era arrivato a Genova nel suo giorno libero, non come inviato del giornale, per partecipare alle iniziative organizzate in occasione del Genoa Social Forum.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/video\/video-scuola-diaz-genova-2001.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Genova 2001, il video dell&#8217;irruzione della Polizia nella scuola Diaz<\/a>\u00a0<\/p>\n<p>Guadagnucci si ritrov\u00f2 suo malgrado coinvolto nei \u201cfatti della Diaz\u201d. L\u2019irruzione della polizia, poi definita dal vicequestore Michelangelo Fournier una macelleria messicana, interess\u00f2 il complesso scolastico formato dalla Pertini, trasformata anche in dormitorio per i manifestanti, e dalla Pascoli, dove si trovavano il media center e i servizi legali e sanitari del Genoa Social Forum. Guadagnucci fu picchiato, trasportato in ospedale e arrestato sulla base di accuse che si sarebbero rivelate infondate.<\/p>\n<p>Negli anni successivi \u00e8 stato tra i protagonisti della battaglia per accertare la verit\u00e0 su quella notte. Nel 2002 pubblic\u00f2 Noi della Diaz, racconto in forma di diario dell\u2019irruzione e dei giorni successivi. Nel luglio 2026 \u00e8 uscito Chiedo scusa se vi parlo del G8 di Genova, nel quale torna sul movimento nato intorno al vertice, sulla repressione, sui processi e sull\u2019eredit\u00e0 politica di quelle giornate. La Corte europea dei diritti dell\u2019uomo ha successivamente qualificato come \u00abtortura\u00bb le violenze subite alla Diaz, rilevando anche l\u2019inadeguatezza delle norme italiane allora applicabili.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Guadagnucci, che cosa ricorda di quella sera?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPaura, panico, sgomento. Essere presi a manganellate \u00e8 un\u2019esperienza terribile\u201d.<\/p>\n<p><strong>A che ora arriv\u00f2 la polizia?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEro dentro la Diaz all\u2019incirca dalle dieci di sera. Ero arrivato quella stessa mattina da Bologna e mi sono svegliato quando, verso mezzanotte, avvenne l\u2019irruzione. Non ci fu il tempo di fare niente, perch\u00e9 iniziarono subito a colpire con i manganelli chiunque avessero davanti. Le persone avevano alzato le mani e urlavano \u201cno violence\u201d. La maggior parte erano stranieri e non capivano che cosa stesse accadendo. Ufficialmente fu una perquisizione; nella realt\u00e0 si tratt\u00f2 di una spedizione punitiva\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lei fu uno dei primi a essere preso di mira?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNo, non ero vicino alla porta. A un certo punto, per\u00f2, arrivarono anche da me, che ero in un angolo della palestra, sul sacco a pelo. Sono stato picchiato da due agenti a colpi di manganello. Qualche minuto dopo ne arriv\u00f2 un terzo, che mi colp\u00ec sulla schiena\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quanto dur\u00f2 tutto?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUn tempo che non finiva pi\u00f9. Dopo il pestaggio ci obbligarono a riunirci su un lato della palestra, sdraiati a terra, in attesa senza capire bene di che cosa. Rimanemmo per circa due ore in questo limbo terribile. C\u2019era gente che piangeva, che urlava per il dolore, che perdeva sangue, che chiamava la mamma\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fu condotto in ospedale?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVerso le due, in ambulanza. Ho passato la notte al pronto soccorso perch\u00e9 ero conciato male\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nessuno vi diede informazioni sulle ragioni di quanto stava accadendo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAssolutamente no. Entrarono e cominciarono subito a picchiare. Non ci fu alcun tipo di comunicazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Una volta arrivato in ospedale, che cosa accadde?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cMi arrestarono l\u00ec, anche se nessuno mi disse perch\u00e9. Lo chiesi a uno dei due agenti che mi piantonavano e uno di loro mi rispose che sarebbe andato a informarsi. Poco dopo torn\u00f2 e mi spieg\u00f2 che non era riuscito a capirlo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quando riusc\u00ec a conoscere le accuse a suo carico?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLeggendo il Corriere della Sera. Il giorno dopo un poliziotto mi pass\u00f2 una copia del giornale e c\u2019era un articolo che mi riguardava. Tra i giornalisti si era diffusa la notizia che ero tra gli arrestati e scrissero di me\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che cosa diceva l\u2019articolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cChe ero stato arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi da guerra. Le armi da guerra sarebbero state le due bottiglie Molotov che, come accertato successivamente dai processi, erano state portate nella scuola dalla polizia per costruire il falso quadro accusatorio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quanti giorni rimase in ospedale?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cTre giorni, poi tornai a casa. Ero guardato a vista e mi accompagnavano anche per andare in bagno. In ambulanza avevo potuto avvertire i miei familiari, finch\u00e9 la batteria del cellulare era rimasta carica. Poi pi\u00f9 niente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Una volta tornato a casa cominci\u00f2 il suo impegno per difendere la memoria di quanto era accaduto.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCominciai a fare l\u2019attivista. Durante quell\u2019estate scrissi il mio primo libro, Noi della Diaz, in forma di diario. Negli anni successivi ho partecipato a centinaia di incontri, ho contribuito a fondare il Comitato Verit\u00e0 e Giustizia per Genova, ho seguito tutte le vicende giudiziarie e ho continuato a fare informazione su questi fatti. \u00c8 un impegno che non \u00e8 mai venuto meno\u201d.<\/p>\n<p><strong>I processi per la Diaz sono stati una pagina dolorosa.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stato un procedimento particolarmente difficile. In primo grado gli imputati erano 29 e tra loro c\u2019erano dirigenti di altissimo livello della polizia, compresi stretti collaboratori dell\u2019allora capo della Polizia Gianni De Gennaro, presenti nella gestione dell\u2019operazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>I responsabili subirono conseguenze nelle loro carriere?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cFino alla sentenza definitiva, alcuni dei funzionari di grado pi\u00f9 alto si ritrovarono con incarichi superiori rispetto a quelli che avevano nel 2001. \u00c8 una cosa che abbiamo sempre contestato. Poi intervennero le prescrizioni per buona parte dei reati e l\u2019indulto. Nessuno fin\u00ec in carcere e alcuni scontarono la pena residua ai domiciliari\u201d.<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 mai spiegato, anche a distanza di tempo, il motivo di tanta ferocia?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn due modi. Da una parte fu una vendetta per quanto era accaduto durante il pomeriggio e per il disastro nella gestione dell\u2019ordine pubblico. Dall\u2019altra credo abbia contato la certezza dell\u2019impunit\u00e0. E in effetti nessuna delle condanne definitive ha riguardato gli agenti che materialmente picchiarono le persone presenti nella scuola\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUfficialmente perch\u00e9 i singoli agenti non erano riconoscibili. Allora non c\u2019erano codici identificativi, indossavano i caschi e molti avevano un fazzoletto o un foulard sul viso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lei avrebbe riconosciuto uno degli agenti che la picchiarono?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUno, il terzo, certamente s\u00ec, perch\u00e9 non aveva il foulard. L\u2019ho visto a lungo e l\u2019ho sentito parlare. Quando mi mostrarono un video nel quale compariva una persona che corrispondeva alla mia descrizione, non fu possibile procedere a un riconoscimento personale, perch\u00e9 la polizia disse ai magistrati di non essere in grado di stabilire chi fosse. Quindi ci fu una copertura totale\u201d.<\/p>\n<p><strong>A distanza di tanti anni, che cosa le \u00e8 rimasto dentro?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cOvviamente amarezza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ha fiducia nello Stato?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cHo fatto molti sforzi per recuperare la fiducia nelle forze di polizia, ma non ci sono riuscito. Non soltanto per quello che accadde quella notte alla Diaz, che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 gravissimo, ma per quanto avvenne dopo. Abbiamo sempre incontrato un atteggiamento di totale chiusura\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che cosa le ha dato pi\u00f9 fastidio?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl fatto che non ci sia mai stata un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0, che non abbiano chiesto scusa e abbiano perseverato nel rifiuto di quello che dovrebbe essere un obbligo: rendere conto agli altri del proprio operato, anche quando si sbaglia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quando oggi vede un poliziotto, che cosa pensa?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUn poliziotto non mi fa paura. Per\u00f2, quando osservo un\u2019operazione problematica raccontata nel modo in cui le forze di polizia sono abituate a raccontarla, la mia prima reazione \u00e8 non crederci\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una delle testimonianze simbolo di quanto accadde alla scuola Diaz di Genova nella notte tra il 21 e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":594514,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[14,93,94,88564,1537,90,89,7,15,171823,11,84,91,12,85,92],"class_list":["post-594513","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-g8","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-news","tag-notizie","tag-scuola-diaz","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116954864489613158","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/594513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=594513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/594513\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/594514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=594513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=594513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=594513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}