{"id":595935,"date":"2026-07-21T20:46:14","date_gmt":"2026-07-21T20:46:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/595935\/"},"modified":"2026-07-21T20:46:14","modified_gmt":"2026-07-21T20:46:14","slug":"nasce-sala-effe-uno-spazio-per-larte-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/595935\/","title":{"rendered":"Nasce (sala effe), uno spazio per l&#8217;arte contemporanea"},"content":{"rendered":"<p>CREMONA &#8211; Non \u00e8 un museo perch\u00e9 non ha una collezione permanente, ma \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di una galleria ed \u00e8 riduttivo definirlo solo uno spazio espositivo: <strong>(sala effe)<\/strong> &#8211; in minuscolo e tra parentesi, quasi in punta di piedi &#8211; vuole essere un luogo dedicato all\u2019arte contemporanea e insieme una finestra aperta sulla citt\u00e0 e il territorio. Vedr\u00e0 luce nel padiglione Amati del <strong>Museo del Violino<\/strong> e l\u2019apertura &#8211; il <strong>19 settembre<\/strong> &#8211; sar\u00e0 impreziosita dalla mostra <strong>\u2018La terra piatta \u00e8 una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare\u2019<\/strong>. Il nome <strong>(sala effe)<\/strong> non \u00e8 ovviamente casuale: <strong>le effe<\/strong> sono i <strong>fori di risonanza<\/strong> intagliate sulla tavola armonica degli strumenti ad arco o di certe chitarre acustiche, essenziali per far uscire il suono all\u2019esterno. Il richiamo va alla sede che ospita <strong>(sala effe)<\/strong>, ma pi\u00f9 in generale a una tradizione artistico-artigiana che da oltre due secoli porta il nome di <strong>Cremona<\/strong> nel mondo.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Cassa di risonanza sperimentale per l\u2019arte contemporanea<\/strong>, (sala effe) nasce quindi con l\u2019intento di generare connessioni tra pubblici trasversali, in un dialogo virtuoso con la citt\u00e0 e con la scena contemporanea internazionale &#8211; dicono le note di presentazione -. Un segnale che ci ricorda che le cose possono accadere, anche in Italia, anche al di fuori dalle traiettorie geografiche pi\u00f9 note. Luogo pulsante e di connessioni, lontano da logiche commerciali e blockbuster, <strong>(sala effe)<\/strong> ospiter\u00e0 nel tempo progetti dai linguaggi innovativi, che si alterneranno su un duplice binario: quello delle <strong>mostre curate<\/strong>, con nuove produzioni e importanti prestiti di opere, e quello delle <strong>mostre su collezioni private<\/strong>, che rappresentano un tassello significativo \u2013 e fino ad ora in Italia pressoch\u00e9 inesplorato \u2013 della programmazione, con la finalit\u00e0 di rendere accessibile al pubblico le collezioni prescelte con un\u2019attenta curatela e selezione. L\u2019intento di mettere in mostra collezioni private solitamente nascoste al pubblico rappresenta un importante elemento di consonanza con il <strong>Museo del Violino<\/strong> stesso, con cui <strong>(sala effe)<\/strong>, pur mantenendo una programmazione indipendente, \u00e8 in dialogo. L\u2019indole di <strong>(sala effe)<\/strong> \u00e8 quella dello spazio aperto, vivo, che segue un approccio pi\u00f9 vicino alla metodologia sperimentale di un laboratorio che a un museo\u00bb.<\/p>\n<p>Uno spazio ibrido e flessibile, fluido e multidisciplinare, che guarda alla citt\u00e0 senza dimenticare una vocazione internazionale, mettendo in relazione collezionisti, galleristi, artisti, curatori, pubblico e istituzioni. E questo non in una delle grandi capitali dell\u2019arte, ma in una cittadina di provincia, all\u2019interno di <strong>Palazzo dell\u2019Arte<\/strong>, capolavoro architettonico di <strong>Carlo Cocchia<\/strong> realizzato in pieno periodo bellico e tuttora modernissimo, a testimonianza che a <strong>Cremona<\/strong> il contemporaneo \u00e8 di casa da sempre.<\/p>\n<p>Alla base del progetto di <strong>(sala effe)<\/strong> c\u2019\u00e8 il lavoro di un <strong>comitato scientifico<\/strong> al lavoro da circa due anni. Ne fanno parte i galleristi <strong>Leonardo Caldonazzo Arvedi, Claudia Ciaccio e Paolo Zani<\/strong>; i collezionisti <strong>Enea Righi e Lorenzo Paini<\/strong>; <strong>Ilaria Dal Lago<\/strong>, project manager; <strong>Antonio Scoccimarro<\/strong>, professionista del sistema culturale e della comunicazione.<\/p>\n<p>La curatela delle mostre sar\u00e0 affidata di volta in volta a un team di lavoro composta da membri del comitato, da curatori e professionisti esterni; ogni mostra \u00e8 concepita come un progetto in itinere, riconfigurabile, che continua a vivere dopo l\u2019opening anche attraverso riallestimenti, attivazioni multidisciplinari ed eventi aperti alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra inaugurale &#8211; dal titolo wertm\u00fclleriano <strong>\u2018La terra piatta \u00e8 una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare\u2019<\/strong> &#8211; \u00e8 a cura di <strong>Paolo Zani<\/strong>. Vi saranno esposte opere di Mariia Andreeva, Alighiero Boetti, Caleb Considine, Racheal Crowther, Giorgio de Chirico, Rineke Dijkstra, Jason Dodge, Peter Fischli e David Weiss, John Gerrard, Tarik Kiswanson, On Kawara, Paul Kos, Diego Perrone, Paola Pivi, Pietro Roccasalva, Hans Schabus e Damon Zucconi. <strong>Aperta fino al 14 marzo<\/strong>, la mostra \u00e8 incentrata sul concetto di <strong>spazio-tempo<\/strong>, inteso come metafora di una realt\u00e0 che non \u00e8 mai assoluta, ma sempre soggetta a interpretazione, modifica e a una continua ricerca della verit\u00e0. Il meccanismo attivato dal dialogo tra le opere d\u2019arte e le loro modalit\u00e0 di funzionamento mira a generare una sorta di tautologia esperienziale, in cui l\u2019interazione del pubblico ridefinisce l\u2019intento stesso delle opere. Questo tipo di esperienza, che va oltre la natura statica tradizionale di una mostra d\u2019arte, cerca di coinvolgere il pubblico attraverso una partecipazione dinamica, immersiva e stimolante.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 di andare oltre questa e le mostre che verranno, promuovendo laboratori e incontri dalla forte valenza <strong>partecipativa<\/strong> e legati al <strong>territorio<\/strong>, in un percorso fatto di ascolto e percorso. \u00c8, negli auspici, anche un modo per trasformare l\u2019arte contemporanea &#8211; ritenuta di nicchia, spesso \u2018incomprensibile\u2019 &#8211; in una chiave per aprirsi al mondo.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.laprovinciacr.it\/news\/cultura-e-spettacoli\/583099\/chimere-e-fiori-colorati-nel-mondo-di-lupatelli.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.laprovinciacr.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_04\/0507-CremoCul40_A012345678654%2Cph01-1783192134870.jpg--chimere_e_fiori_colorati_nel_mondo_di_lupatelli.jpg?1783192135536\"\/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"CREMONA &#8211; Non \u00e8 un museo perch\u00e9 non ha una collezione permanente, ma \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":595936,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[328486,1615,1613,1614,1611,1610,328483,5665,1612,203,82096,204,1537,90,89,328487,328485,328480,328482,328481,328484,328479],"class_list":["post-595935","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-alighiero-boetti","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-carlo-cocchia","tag-cremona","tag-design","tag-entertainment","tag-giorgio-de-chirico","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-leonardo-caldonazzo-arvedi","tag-mariia-andreeva","tag-museo-del-violino","tag-padiglione-amati","tag-palazzo-dellarte","tag-paolo-zani","tag-sala-effe"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116959929108491914","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/595935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=595935"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/595935\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/595936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=595935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=595935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=595935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}