{"id":596601,"date":"2026-07-22T07:41:15","date_gmt":"2026-07-22T07:41:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/596601\/"},"modified":"2026-07-22T07:41:15","modified_gmt":"2026-07-22T07:41:15","slug":"una-bibita-zero-al-giorno-puo-far-invecchiare-prima-il-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/596601\/","title":{"rendered":"Una bibita zero al giorno pu\u00f2 far invecchiare prima il cervello?"},"content":{"rendered":"<p>Una lattina \u201czero\u201d al giorno pu\u00f2 davvero accelerare l\u2019invecchiamento del cervello? La domanda \u00e8 tornata virale oggi in occasione della Giornata Mondiale del Cervello (World Brain Day), ma nasce da una ricerca pubblicata online il 3 settembre 2025 sulla rivista scientifica Neurology. Gli studiosi hanno analizzato 12.772 adulti brasiliani, con un\u2019et\u00e0 media di circa 52 anni, seguendoli per otto anni nell\u2019ambito dello studio longitudinale ELSA-Brasil. Attraverso questionari alimentari hanno stimato il consumo di sette dolcificanti a basso o nullo contenuto calorico: aspartame, saccarina, acesulfame K, eritritolo, xilitolo, sorbitolo e tagatosio. I partecipanti hanno inoltre svolto, in tre momenti diversi, test su memoria, velocit\u00e0 di elaborazione, linguaggio e capacit\u00e0 cognitive generali. <strong>Chi assumeva le quantit\u00e0 maggiori mostrava, in media, un declino cognitivo pi\u00f9 rapido rispetto a chi ne consumava meno.<\/strong><\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/104492\/tre-cose-che-facciamo-ogni-giorno-e-che-aumentano-il-rischio-di-ictus.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_21\/ChatGPT_Image_21_lug_2026%2C_21_41_47-1784663121965.jpg--tre_cose_che_facciamo_ogni_giorno_e_che_aumentano_il_rischio_di_ictus.jpg?1784663122484\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il gruppo con il consumo pi\u00f9 elevato assumeva mediamente <strong>191 milligrammi<\/strong> di dolcificanti al giorno, contro circa <strong>20 milligrammi<\/strong> del gruppo pi\u00f9 basso. Secondo i ricercatori, nel caso dell\u2019aspartame la quantit\u00e0 superiore era paragonabile, in modo approssimativo, a quella contenuta in <strong>una lattina di bibita dietetica<\/strong>. Nel confronto statistico, il declino cognitivo globale risultava pi\u00f9 veloce del <strong>62%<\/strong>, una differenza stimata come equivalente a circa <strong>1,6 anni<\/strong> aggiuntivi di invecchiamento cognitivo; nel gruppo intermedio l\u2019accelerazione era del 35%. <strong>Quel 62%, per\u00f2, non significa perdere il 62% della memoria n\u00e9 dimostra che una singola bibita \u201cfaccia invecchiare\u201d il cervello:<\/strong> descrive la diversa velocit\u00e0 media di cambiamento nei punteggi dei test tra gruppi osservati nel tempo.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/104240\/semaglutide-non-solo-peso-nei-topi-ricuce-la-barriera-del-cervello.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_21\/ChatGPT_Image_21_lug_2026%2C_09_13_43-1784618044868.jpg--semaglutide__non_solo_peso__nei_topi__ricuce__la_barriera_del_cervello.jpg?1784618045262\"\/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019associazione appariva soprattutto tra le persone con <strong>meno di 60 anni<\/strong> ed era <strong>pi\u00f9 marcata nei partecipanti con diabete<\/strong>. Considerati separatamente, <strong>aspartame, saccarina, acesulfame K, eritritolo, xilitolo e sorbitolo<\/strong> risultavano collegati a un declino pi\u00f9 rapido in almeno alcuni domini cognitivi, mentre per il <strong>tagatosio<\/strong> non emergeva lo stesso segnale. Lo studio, per\u00f2, non ha valutato tutti i sostituti dello zucchero disponibili sul mercato: per esempio non consente conclusioni dirette su <strong>stevia e sucralosio<\/strong>. Tra i meccanismi da approfondire vengono discussi possibili effetti sul <strong>metabolismo, sull\u2019infiammazione e sull\u2019asse intestino-cervello<\/strong>, ma questa ricerca non li ha misurati e non pu\u00f2 stabilire quale, eventualmente, sia coinvolto. <strong>Il risultato pi\u00f9 interessante non \u00e8 quindi una condanna indistinta di ogni prodotto \u201csenza zucchero\u201d, ma l\u2019ipotesi che l\u2019esposizione abituale ad alcune sostanze meriti studi pi\u00f9 rigorosi.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_21_lug_2026,_22_09_06-1784664557147.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/strong><\/p>\n<p>La prudenza \u00e8 indispensabile. Si tratta di uno <strong>studio osservazionale<\/strong> condotto su dipendenti pubblici brasiliani: l\u2019alimentazione era riferita dai partecipanti e possono restare differenze non misurate tra chi usa molti dolcificanti e chi ne usa pochi, come <strong>diabete, sovrappeso, dieta complessiva<\/strong> o <strong>consumo di alimenti ultraprocessati<\/strong>. \u00c8 anche possibile che alcune persone scelgano prodotti \u201czero\u201d proprio perch\u00e9 hanno gi\u00e0 un rischio metabolico maggiore. Servono quindi <strong>studi clinici e nuove ricerche<\/strong> prima di attribuire un effetto diretto ai dolcificanti. Nel frattempo, sostituire automaticamente una bibita zero con una bibita zuccherata non \u00e8 una soluzione: anche l\u2019<strong>eccesso di zuccheri liberi<\/strong> \u00e8 sfavorevole alla salute. L\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong> invita a non usare i dolcificanti non zuccherini come strategia abituale per controllare il peso, pur precisando che questa raccomandazione non equivale a una nuova valutazione tossicologica delle singole sostanze. <strong>Il messaggio pi\u00f9 ragionevole \u00e8 ridurre l\u2019abitudine al gusto intensamente dolce, preferendo acqua e alimenti poco processati, senza allarmismi ma senza considerare \u201czero\u201d sinonimo automatico di salutare.<\/strong><\/p>\n<p>Gon\u00e7alves N.G., Martinez-Steele E., Lotufo P.A. et al., Association Between Consumption of Low- and No-Calorie Artificial Sweeteners and Cognitive Decline: An 8-Year Prospective Study, Neurology.\u00a0DOI: 10.1212\/WNL.0000000000214023.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.neurology.org\/doi\/10.1212\/WNL.0000000000214023\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una lattina \u201czero\u201d al giorno pu\u00f2 davvero accelerare l\u2019invecchiamento del cervello? 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