{"id":597445,"date":"2026-07-22T18:57:19","date_gmt":"2026-07-22T18:57:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/597445\/"},"modified":"2026-07-22T18:57:19","modified_gmt":"2026-07-22T18:57:19","slug":"guardare-troppa-tv-puo-rimpicciolire-il-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/597445\/","title":{"rendered":"Guardare troppa TV pu\u00f2 &#8220;rimpicciolire&#8221; il cervello?"},"content":{"rendered":"<p>Il divano non &#8220;rimpicciolisce&#8221; automaticamente il cervello e lo studio non dimostra che la televisione provochi demenza. Ma l\u2019associazione osservata merita attenzione. I ricercatori hanno analizzato 1.712 adulti dello studio statunitense ARIC, senza demenza e con un\u2019et\u00e0 media iniziale di 53 anni. Tra il 1987 e il 1989 i partecipanti indicarono quanto spesso guardavano la TV nel tempo libero e quanto rimanevano seduti durante il lavoro. Nel 2011-2013, oltre vent\u2019anni dopo, furono sottoposti a risonanza magnetica cerebrale. <strong>Chi aveva dichiarato di guardare la televisione &#8220;molto spesso&#8221; mostrava, in media, volumi inferiori in diverse aree cerebrali e pi\u00f9 alterazioni della sostanza bianca rispetto a chi la guardava raramente o mai.<\/strong> Il gruppo dei telespettatori pi\u00f9 assidui comprendeva per\u00f2 soltanto <strong>95 persone, il 5,5%<\/strong> del campione: un dettaglio importante per interpretare i risultati con prudenza.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/104492\/tre-cose-che-facciamo-ogni-giorno-e-che-aumentano-il-rischio-di-ictus.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_21\/ChatGPT_Image_21_lug_2026%2C_21_41_47-1784663121965.jpg--tre_cose_che_facciamo_ogni_giorno_e_che_aumentano_il_rischio_di_ictus.jpg?1784663122484\"\/><\/a><\/p>\n<p>Le differenze riguardavano soprattutto i <strong>lobi frontali<\/strong>, legati a pianificazione, controllo e decisioni, i <strong>lobi occipitali<\/strong>, fondamentali per l\u2019elaborazione visiva, e un insieme di regioni considerate vulnerabili nelle prime fasi della malattia di Alzheimer, tra cui <strong>ippocampo, corteccia entorinale, giro paraippocampale e precuneo<\/strong>. Nei grandi consumatori di TV erano inoltre maggiori le <strong>iperintensit\u00e0 della sostanza bianca<\/strong>, aree pi\u00f9 luminose visibili alla risonanza che possono riflettere alterazioni dei piccoli vasi cerebrali e sono associate a declino cognitivo e demenza. <strong>Il legame rimaneva anche tenendo conto di attivit\u00e0 fisica, fumo, alcol, peso, diabete e ipertensione<\/strong>, oltre che delle dimensioni complessive del cranio. Un volume pi\u00f9 basso non equivale automaticamente a una diagnosi, ma pu\u00f2 rappresentare uno dei segnali con cui la ricerca studia l\u2019invecchiamento cerebrale.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/104509\/il-feed-che-non-scegli-lautolesionismo-arriva-senza-cercarlo.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_22\/ChatGPT_Image_22_lug_2026%2C_01_16_39-1784675810727.jpg--il_feed_che_non_scegli__l_autolesionismo_arriva_senza_cercarlo.jpg?1784675811070\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il risultato pi\u00f9 sorprendente \u00e8 il confronto con il lavoro sedentario. Le persone che riferivano di stare spesso sedute per motivi professionali non presentavano lo stesso profilo: in alcune analisi mostravano anzi volumi maggiori nelle aree frontali, occipitali e parietali e meno alterazioni della sostanza bianca. Gli autori ipotizzano che leggere, risolvere problemi, pianificare e prendere decisioni mantenga il cervello pi\u00f9 coinvolto rispetto a una fruizione prevalentemente passiva. Potrebbero contare sia la <strong>stimolazione cognitiva<\/strong> sia gli <strong>effetti vascolari<\/strong> accumulati nel tempo, ma i meccanismi non sono stati dimostrati. <strong>Il possibile messaggio, quindi, non \u00e8 soltanto &#8220;alzati dalla sedia&#8221;, ma anche &#8220;scegli con cura ci\u00f2 che fai quando sei seduto&#8221;.<\/strong> Le associazioni pi\u00f9 diffuse sono emerse soprattutto negli uomini, un dato ancora da comprendere e da confermare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_22_lug_2026,_09_03_40_(1)-1784703827048.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/p>\n<p>Lo studio non consente di dire quante ore di televisione siano &#8220;troppo&#8221;: il consumo era auto-riferito con categorie come &#8220;mai&#8221;, &#8220;a volte&#8221;, &#8220;spesso&#8221; e &#8220;molto spesso&#8221;, senza misurare le ore giornaliere, i programmi seguiti o le abitudini associate. La risonanza \u00e8 stata inoltre eseguita soltanto molti anni dopo la raccolta iniziale dei dati, quindi non \u00e8 possibile dimostrare che i volumi cerebrali si siano ridotti proprio durante il periodo di osservazione. <strong>La conclusione corretta \u00e8 che la TV frequente a mezza et\u00e0 \u00e8 un possibile indicatore di rischio, non una condanna n\u00e9 una prova di causalit\u00e0.<\/strong> In pratica, pu\u00f2 essere prudente interrompere le lunghe serate sul divano e sostituire parte dello schermo con una passeggiata, la lettura, giochi strategici o attivit\u00e0 sociali. L\u2019OMS raccomanda agli adulti almeno <strong>150\u2013300 minuti settimanali<\/strong> di attivit\u00e0 aerobica moderata e invita a limitare il tempo sedentario: muoversi resta importante, ma questa ricerca suggerisce che anche la qualit\u00e0 del tempo trascorso seduti potrebbe contare.<\/p>\n<p>Feter N, Nanda A, Hourihan S, et al. Associations of distinct sedentary behaviors with cortical, subcortical, and white matter hyperintensity volumes: Evidence from the ARIC study. Alzheimer\u2019s &amp; Dementia. DOI: 10.1002\/alz.71582.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/alz-journals.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1002\/alz.71582\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il divano non &#8220;rimpicciolisce&#8221; automaticamente il cervello e lo studio non dimostra che la televisione provochi demenza. 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