{"id":597452,"date":"2026-07-22T19:01:13","date_gmt":"2026-07-22T19:01:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/597452\/"},"modified":"2026-07-22T19:01:13","modified_gmt":"2026-07-22T19:01:13","slug":"oriente-occidente-di-rampini-ucraina-due-lezioni-di-realismo-e-la-fine-della-guerra-non-e-vicina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/597452\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Ucraina, due lezioni di realismo (e la fine della guerra non \u00e8 vicina)"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Guerra di logoramento, guerra di narrazioni: vi propongo<b> due letture realistiche sul futuro del conflitto russo-ucraino<\/b>. Quattro anni e mezzo dopo l&#8217;invasione, affrontano due piani: quello della <b>proiezione globale della Russia<\/b> \u2014 la sua capacit\u00e0 di resistere all&#8217;isolamento occidentale \u2014 e quello, ben pi\u00f9 crudo, dello<b> stallo sul campo di battaglia<\/b>. Due testi recenti, firmati da autori molto diversi per formazione e collocazione, permettono di <b>tenere insieme questi due piani senza confonderli<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Hanna Notte <\/b>\u00e8 un\u2019esperta presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies di Monterey, in California. Una sua analisi sul New York Times anticipa il suo prossimo libro &#8220;We Shall Outlast Them: Putin&#8217;s Global Campaign to Defeat the West&#8221;, frutto di un reportage condotto in oltre una dozzina di paesi. <b>Il valore aggiunto del testo sta nella sua dimensione empirica<\/b>, nell&#8217;aver toccato con mano gli snodi della rete globale russa. <b>La tesi \u00e8 che la previsione formulata da Joe Biden nel marzo 2022<\/b> \u2014 un Putin isolato \u00abpi\u00f9 che mai\u00bb dopo l&#8217;invasione \u2014 <b>si sia rivelata sbagliata<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lungi dal trasformarsi in un paria internazionale, <b>la Russia \u00e8 diventata<\/b>, per usare l&#8217;espressione di Notte, <b>il paese pi\u00f9 sanzionato al mondo e tuttavia resta in grado di operare sulla scena globale<\/b>. Il reportage ricostruisce questa resilienza attraverso una serie di <b>tappe geografiche<\/b>, ciascuna delle quali illumina <b>un meccanismo diverso<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dubai come hub dell&#8217;elusione delle sanzioni<\/b>. Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati, secondo l&#8217;autrice,<b> il fulcro della strategia economica di guerra di Mosca<\/b>: rifugio per i grandi capitali russi in fuga, canale per l&#8217;importazione triangolare di beni cinesi, piattaforma per pagamenti in valute diverse dal dollaro, base logistica<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_gennaio_07\/flotta-fantasma-russa-303ec69b-35ff-470c-90df-d535f8ec2xlk.shtml\" title=\"Cos\u2019\u00e8 la \u00abflotta fantasma russa\u00bb, che trasporta illegalmente petrolio e gas: \u00abIn azione tremila navi\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> per la \u00abflotta ombra\u00bb che trasporta il petrolio<\/a> russo verso acquirenti asiatici.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Alabuga e il reclutamento in Africa<\/b>. Un capitolo riguarda la zona economica speciale di Alabuga, dove un <b>programma di formazione professionale rivolto a giovani donne africane<\/b> \u2014 attirate con promesse di carriera e di una vita migliore, veicolate soprattutto sui social \u2014 <b>si \u00e8 rivelato in realt\u00e0 un canale di manodopera per l&#8217;assemblaggio di droni di derivazione iraniana<\/b> destinati al fronte ucraino. Notte lo inquadra come un tassello di una pi\u00f9 ampia campagna informativa russa in Africa, costruita sulla retorica della Russia come alternativa \u00abanticoloniale\u00bb a un Occidente presentato come egemonico e ipocrita. La diplomazia multilaterale. <b>All&#8217;ONU e nei formati BRICS<\/b> \u2014 di cui Mosca ha detenuto la presidenza nel 2024, organizzando centinaia di eventi fino al grande vertice di Kazan \u2014 <b>la diplomazia russa ha lavorato per compattare il fronte dei paesi non allineati<\/b>, anche sulle posizioni relative alla guerra in Ucraina. In Sudafrica, la memoria del sostegno sovietico alla lotta contro l&#8217;apartheid alimenta ancora oggi, all&#8217;interno dell&#8217;African National Congress, un riflesso filorusso che tende a leggere il conflitto come colpa occidentale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Georgia<\/b> il partito al governo, Sogno Georgiano, ha usato la narrativa antioccidentale \u2014 l&#8217;accusa a un fantomatico \u00abpartito della guerra globale\u00bb \u2014 per consolidare il proprio potere interno.\u00a0<b>Non tutto il quadro \u00e8 favorevole al Cremlino.<\/b> In Kazakistan, Notte osserva la nascita di un movimento giovanile e urbano di <b>\u00abdecolonizzazione\u00bb dal russo<\/b>, per timore che il paese \u2014 che condivide con la Russia il secondo confine terrestre pi\u00f9 lungo al mondo \u2014 possa diventare la prossima vittima delle mire di Mosca.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Armenia<\/b>, l&#8217;abbandono russo durante la crisi del Nagorno-Karabakh nel settembre 2023 ha lasciato una traccia profonda di risentimento, <b>incrinando il prestigio del Cremlino presso una popolazione che si sentiva tutelata dall&#8217;alleanza con Mosca<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accanto a questi successi e a queste crepe, Notte <b>individua segnali pi\u00f9 generali di erosione della potenza globale russa<\/b>: la caduta di Bashar al-Assad in Siria, alla fine del 2024, ha rappresentato la perdita di un cliente storico che Mosca non \u00e8 stata in grado di proteggere; il secondo mandato di Donald Trump si \u00e8 tradotto in operazioni militari americane contro Iran e Venezuela \u2014 due partner di Mosca \u2014 senza che si materializzasse il disgelo bilaterale Washington-Mosca sperato dal Cremlino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sul fronte ucraino<\/b>, l&#8217;autrice richiama il <b>costo umano ed economico<\/b> della guerra per la Russia \u2014 circa 1,4 milioni di perdite tra i militari russi, un&#8217;economia sempre pi\u00f9 in affanno, droni ucraini capaci di colpire in profondit\u00e0 il territorio russo \u2014 per concludere che<b> l&#8217;esito del conflitto resta, agli occhi dello stesso Cremlino, la variabile decisiva per la reputazione globale futura della Russia<\/b>. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov avrebbe recentemente ricordato a un consesso di \u00e9lite a Mosca che amici, vicini e avversari osservano tutti con attenzione come la guerra si sta sviluppando. La conclusione di Notte \u00e8 che <b>Putin ha scommesso sulla capacit\u00e0 russa di \u00abresistere pi\u00f9 a lungo\u00bb dell&#8217;Occidente<\/b>, forte di una rete diffusa \u2014 per quanto eterogenea \u2014 di ammiratori, alleati opportunisti e facilitatori nel resto del mondo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il secondo testo \u00e8 di Valerii Zaluzhnyi<\/b>, attualmente ambasciatore ucraino nel Regno Unito ed <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/22_novembre_21\/zaluzhny-generale-ferro-che-vince-seguendo-soldati-baa23ff8-69d5-11ed-b919-9f19d32d2ede.shtml\" title=\"Zaluzhny, il \u00abgenerale di ferro\u00bb che vince seguendo i soldati\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ex-comandante in capo delle forze armate ucraine dal 2021 al 2024<\/a> \u2014 l&#8217;uomo che ha guidato militarmente la resistenza ucraina nella fase pi\u00f9 critica dell&#8217;invasione, dal respingimento dell&#8217;assalto iniziale su Kiev fino alla lunga fase di stallo, prima di essere sostituito da Oleksandr Syrskyi nel febbraio 2024 e destinato all&#8217;incarico diplomatico londinese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il profilo dell\u2019autore conferisce al testo autorevolezza strategica: <b>Zaluzhnyi parla da chi ha avuto accesso diretto alla catena di comando<\/b>, alla pianificazione operativa, ai rapporti reali \u2014 spesso opachi al pubblico \u2014 tra azioni tattiche, vincoli logistici dipendenti dagli alleati e obiettivi politici. \u00c8 lui stesso, nel testo, a <b>rivendicare che solo lo Stato Maggiore coglie il nesso tra un&#8217;azione tattica \u00abfotogenica\u00bb e il suo effettivo impatto strategico.<\/b> Dall&#8217;altro lato, si tratta di un ex comandante la cui uscita dal vertice militare non \u00e8 stata priva di tensioni con la leadership politica ucraina. <b>Corregge un ottimismo che l&#8217;autore giudica prematuro <\/b>nel dibattito occidentale \u2014 e forse marca una distanza critica rispetto alla gestione politica della guerra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Zaluzhnyi <b>contesta la tendenza<\/b>, sempre pi\u00f9 diffusa tra gli analisti europei e statunitensi, <b>a dedurre da singoli successi tattici ucraini<\/b> \u2014 colpi alla logistica russa, attacchi alle infrastrutture critiche \u2014 <b>l&#8217;imminenza di una sconfitta strategica di Putin o la fine prossima della guerra<\/b>. A suo giudizio <b>il fronte resta bloccato<\/b> in uno stallo strutturale, lo stesso che aveva gi\u00e0 descritto alla fine del 2023. La saturazione del campo di battaglia con sistemi senza pilota di ogni tipo ha reso quasi impossibile non solo conquistare nuove posizioni, ma persino raggiungerle, rifornirle o ruotare truppe: ogni obiettivo tattico, per entrambe le parti, si ottiene a un prezzo sproporzionato rispetto al risultato. <b>Da qui la sua definizione della fase attuale come guerra di logoramento<\/b>, in cui la vera variabile decisiva non \u00e8 il movimento della linea del fronte ma la soglia di tolleranza al costo \u2014 umano, economico, tecnologico \u2014 che ciascuna delle due parti riesce a sostenere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Russia non ha raggiunto i propri obiettivi politici dichiarati, e in questo senso non ha vinto. Ma questa conclusione vale solo se Mosca accetta di porre fine alla guerra, cosa che l&#8217;autore giudica del tutto improbabile. Specularmente, <b>l&#8217;Ucraina pu\u00f2 dirsi vincitrice nella misura in cui ha impedito alla Russia di raggiungere i propri scopi<\/b>, ma resta il fatto che Mosca non \u00e8 uscita dal conflitto n\u00e9 ha riconosciuto la sconfitta, occupa tuttora ampi territori che Kiev non \u00e8 in grado di riconquistare nell&#8217;immediato, <b>qualunque futuro accordo di pace comporter\u00e0 concessioni territoriali dolorose<\/b>. A ci\u00f2 si aggiunge una dipendenza ucraina crescente dal sostegno finanziario e tecnologico occidentale, con problemi interni sempre pi\u00f9 difficili da gestire, mentre <b>la Russia<\/b> \u2014 pur colpita duramente sul piano economico \u2014 <b>dispone di maggiori riserve di risorse proprie<\/b>, comprese capacit\u00e0 spaziali autonome e una produzione di missili balistici che l&#8217;Ucraina non riesce a contrastare per mancanza di sistemi di difesa antiaerea in quantit\u00e0 sufficiente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un passaggio riguarda <b>la Crimea<\/b>: il corridoio terrestre costruito da Mosca lungo la costa settentrionale del Mar d&#8217;Azov, un tempo considerato un successo strategico russo, <b>\u00e8 inutilizzabile grazie agli attacchi dei droni ucraini<\/b>, la penisola sperimenta crescenti crisi di carburante e interruzioni negli approvvigionamenti alimentari \u2014 segno, per l&#8217;autore, che anche i guadagni territoriali apparentemente solidi possono trasformarsi in fardelli logistici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il giudizio pi\u00f9 tagliente riguarda per\u00f2 il sostegno internazionale, e in particolare la NATO<\/b>. Zaluzhnyi distingue tra una \u00abunione attorno all&#8217;Ucraina\u00bb \u2014 fatta di summit, foto ufficiali, dichiarazioni di solidariet\u00e0 \u2014 e una \u00abunione contro la Russia\u00bb, che a suo avviso non si \u00e8 mai davvero realizzata. Nata durante la Guerra Fredda con l&#8217;obiettivo primario di evitare un conflitto nucleare diretto con l&#8217;URSS, <b>secondo lui la NATO \u00e8 costruita attorno a una logica di elusione del conflitto<\/b>, non di sua gestione attiva. Una logica che l&#8217;autore giudica anacronistica di fronte a una guerra che si combatte nel cuore dell&#8217;Europa dal 2014.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La conclusione: <b>in una guerra di logoramento non ci sono vincitori, solo sconfitti in misura diversa<\/b> \u2014 categoria in cui, per ora, rientrano sia la Russia sia l&#8217;Ucraina, entrambe convinte di aver perso pi\u00f9 di quanto abbiano guadagnato. <b>L&#8217;esito finale<\/b>, per Zaluzhnyi, <b>dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 della societ\u00e0 ucraina di sopportare la prosecuzione del conflitto<\/b> e da <b>un sostegno internazionale che sappia tradursi non solo in aiuto<\/b>, ma in una limitazione fisica reale delle capacit\u00e0 russe.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-22T17:02:43+02:00\" content=\"2026-07-22\">22 luglio 2026, 17:02  &#8211; modifica il 22 luglio 2026 | 17:02<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Guerra di logoramento, guerra di narrazioni: vi propongo due letture realistiche sul futuro del conflitto russo-ucraino. 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