{"id":59775,"date":"2025-08-21T07:31:09","date_gmt":"2025-08-21T07:31:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/59775\/"},"modified":"2025-08-21T07:31:09","modified_gmt":"2025-08-21T07:31:09","slug":"incognita-tassi-a-causa-dei-dazi-lavvertimento-di-lagarde-allue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/59775\/","title":{"rendered":"Incognita tassi a causa dei dazi: l&#8217;avvertimento di Lagarde all&#8217;Ue"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Europa correva pi\u00f9 del previsto a inizio anno, ma ora la corsa si \u00e8 fatta incerta. A dirlo, da Ginevra, \u00e8 <strong>Christine Lagarde, <\/strong>la presidente della Bce: i dazi americani e uno scenario globale incerto stanno <strong>raffreddando l\u2019economia dell\u2019eurozona<\/strong>, che rischia di rallentare gi\u00e0 nel terzo trimestre. Da qui partono i nodi centrali delle prossime decisioni di politica monetaria (come quello principale del prossimo taglio dei tassi) e dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti.\n<\/p>\n<p>Lagarde, dazi e fine del frontloading frenano il terzo trimestre<\/p>\n<p>Intervenendo all\u2019International Business Council del Forum economico mondiale, <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/personaggi\/christine-lagarde\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lagarde<\/a> ha ricordato che nei primi mesi del 2025 l\u2019economia europea aveva retto bene, trainata soprattutto da esportazioni accelerate in vista delle tariffe americane, con un<strong> +0,6% di Pil nel primo trimestre<\/strong>. Ha detto:<\/p>\n<blockquote>\n<p>L\u2019economia dell\u2019area euro si \u00e8 dimostrata resiliente all\u2019inizio dell\u2019anno, pur di fronte a un contesto globale sfidante<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ma con l\u2019entrata in vigore dei nuovi <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/dazi-trump-400-prodotti-accordo-ue\/925036\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dazi<\/a> questo sogno si \u00e8 rotto. Ora \u00e8 tempo di svegliarsi. Gi\u00e0 nel secondo trimestre si vedevano <strong>segnali di raffreddamento<\/strong>, destinati a consolidarsi nei mesi successivi a causa di tariffe pi\u00f9 pesanti del previsto rispetto alle stime della Bce di giugno.<\/p>\n<p>Lagarde ha spiegato che la crescita rischia di indebolirsi ulteriormente nel terzo trimestre con l\u2019esaurirsi del cosiddetto \u201cfrontloading\u201d, cio\u00e8 la corsa ad anticipare gli acquisti prima degli aumenti tariffari.<\/p>\n<p>Area euro, lavoro e consumi a sostegno<\/p>\n<p>Nell\u2019eurozona, accanto alle esportazioni, hanno inciso positivamente anche <strong>la spesa delle famiglie e gli investimenti<\/strong>. Il mercato del <strong>lavoro<\/strong> resta <strong>stabile<\/strong>: a giugno la disoccupazione era al 6,2%, praticamente in linea con l\u2019anno precedente, mentre la forza lavoro ha continuato a crescere.<\/p>\n<p>Sul fronte dei prezzi, i dati <strong>Eurostat<\/strong> indicano che a luglio l\u2019inflazione si \u00e8 fermata al 2%, con scostamenti minimi tra i Paesi membri: in Italia l\u2019indice \u00e8 sceso all\u20191,7% rispetto all\u20191,8% di giugno.<\/p>\n<p>A settembre si avranno notizie sui tassi di interesse<\/p>\n<p>A <strong>settembre la Bce aggiorner\u00e0 le proprie stime<\/strong>, includendo l\u2019impatto delle politiche tariffarie e delle trattative tra Bruxelles e Washington. Per l\u2019Europa sar\u00e0 un momento fondamentale perch\u00e9 avremo novit\u00e0\u00a0anche per quanto riguarda i <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/mercato-immobiliare\/mutui-e-prestiti\/taglio-tassi-bce-settembre\/923689\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tassi di interesse<\/a>. Le nuove valutazioni guideranno le prossime mosse di politica monetaria.<\/p>\n<p>Lagarde ha chiarito che le aliquote fissate con gli Stati Uniti risultano leggermente pi\u00f9 alte rispetto alle ipotesi di giugno e dovranno entrare nelle prossime previsioni. I <strong>dazi medi<\/strong> sulle importazioni statunitensi di beni europei si collocano ora tra il 12% e il 16%, <strong>poco sopra le ipotesi precedenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo mesi di tagli che hanno portato i tassi al 2%, i mercati considerano concreta la possibilit\u00e0 di un ulteriore allentamento entro fine anno, ipotesi resa praticabile da un\u2019inflazione che resta in linea con l\u2019obiettivo della Bce.<\/p>\n<p>Prospettive commerciali oltre gli Stati Uniti<\/p>\n<p>Lagarde ha riconosciuto che gli <strong>Stati Uniti<\/strong> restano un <strong>partner centrale,<\/strong> ma ha invitato l\u2019Europa a costruire rapporti pi\u00f9 solidi anche con altre aree del mondo, cos\u00ec da ampliare i mercati e ridurre la dipendenza dalle scelte americane. Ha aggiunto che, pur non essendo lo scenario peggiore immaginato nei mesi scorsi, l\u2019intesa raggiunta lascia ancora ombre su settori sensibili come farmaceutica e semiconduttori. Questo concetto \u00e8 chiaro anche nelle sue parole:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Anche se gli Usa sono, e rimarranno, un importante partner commerciale, l\u2019Europa dovrebbe rafforzare i suoi legami con altre giurisdizioni<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Inoltre, come riportato dal New York Times, comparti come vino e alcolici rischiano di restare fuori dall\u2019elenco dei prodotti \u201czero-for-zero\u201d in discussione tra Bruxelles e Washington, un nodo che pesa soprattutto sui produttori italiani.<\/p>\n<p>Dazi, possibili ricadute su cittadini statunitensi<\/p>\n<p>Gli occhi dei mercati sono puntati sul simposio di Jackson Hole, in Wyoming, in programma venerd\u00ec. Sar\u00e0 <strong>l\u2019ultimo intervento di Jerome Powell<\/strong> come presidente della Federal Reserve. Gli investitori attendono le sue parole per capire come si muover\u00e0 la banca centrale americana sul fronte dei tassi.<\/p>\n<p>Powell arriva all\u2019appuntamento in una fase complessa: Donald Trump insiste per un nuovo taglio, mentre i dazi rischiano di pesare presto sui consumatori, soprattutto a partire dal 2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Europa correva pi\u00f9 del previsto a inizio anno, ma ora la corsa si \u00e8 fatta incerta. 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