{"id":598253,"date":"2026-07-23T08:28:15","date_gmt":"2026-07-23T08:28:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/598253\/"},"modified":"2026-07-23T08:28:15","modified_gmt":"2026-07-23T08:28:15","slug":"ebola-quasi-mille-morti-in-congo-quanto-rischia-litalia-secondo-lecdc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/598253\/","title":{"rendered":"Ebola, quasi mille morti in Congo: quanto rischia l\u2019Italia secondo l&#8217;ECDC?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Un\u2019epidemia che continua a crescere<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019aggiornamento pubblicato dall\u2019ECDC il 22 luglio, basato sui dati disponibili fino al 20 luglio, fotografa una crisi sempre pi\u00f9 grave nella Repubblica Democratica del Congo: <strong>2.473 casi confermati di malattia da virus Ebola Bundibugyo e 999 decessi<\/strong>. In appena ventiquattr\u2019ore si sono aggiunti 50 contagi confermati e 32 morti, mentre 737 pazienti risultavano ricoverati in isolamento. L\u2019Ituri resta l\u2019epicentro, ma l\u2019infezione ha raggiunto complessivamente 47 zone sanitarie distribuite in cinque province. <strong>Dietro le cifre c\u2019\u00e8 un\u2019epidemia ad altissima letalit\u00e0, aggravata da aree difficili da raggiungere, insicurezza, spostamenti della popolazione e strutture sanitarie sotto pressione.<\/strong> L\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha classificato l\u2019evento come <strong>emergenza di sanit\u00e0 pubblica di rilevanza internazionale<\/strong>: una decisione che serve a mobilitare cooperazione e risorse, non a indicare che ogni Paese del mondo sia esposto allo stesso pericolo.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/103745\/la-prossima-pandemia-non-sara-solo-un-virus-saranno-milioni-di-migranti-climatici-e-il-nostro-ssn-rischia-di-non-reggere.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_22\/ChatGPT_Image_22_lug_2026%2C_17_50_36-1784735464869.jpg--la_prossima_pandemia_non_sara_solo__un_virus__saranno_milioni_di_migranti_climatici__e_il_nostro_ssn_rischia_di_non_reggere.jpg?1784735465267\"\/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 arrivare in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>La risposta pi\u00f9 corretta, oggi, \u00e8 questa: <strong>un caso importato \u00e8 possibile, ma per la popolazione generale italiana la probabilit\u00e0 di infezione resta molto bassa.<\/strong> L\u2019ECDC applica questa valutazione a tutta l\u2019Unione europea e allo Spazio economico europeo, mentre anche l\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 considera basso il rischio per chi vive in Italia. <strong>Ebola non si diffonde come l\u2019influenza o il Covid: non viaggia nell\u2019aria e non si trasmette semplicemente trovandosi vicino a una persona.<\/strong> Il contagio richiede <strong>un contatto diretto con sangue, vomito, feci, saliva o altri fluidi corporei di un individuo o di un animale infetto, vivo o morto, oppure con materiali contaminati<\/strong>. Inoltre, <strong>le persone generalmente non trasmettono il virus prima della comparsa dei sintomi<\/strong>, che possono manifestarsi da due a 21 giorni dopo l\u2019esposizione. Per chi non ha viaggiato nelle zone colpite e non ha avuto contatti con persone malate, il contagio \u00e8 quindi estremamente improbabile.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/104205\/west-nile-caldo-e-zanzare-riaccendono-il-rischio-per-anziani-e-fragili.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_21\/WhatsApp_Image_2026-07-21_at_01.28.22-1784591368841.jpeg--west_nile__caldo_e_zanzare_riaccendono_il_rischio_per_anziani_e_fragili.jpeg?1784591369016\"\/><\/a><\/p>\n<p><strong>I casi europei non sono un focolaio<\/strong><\/p>\n<p>Il timore \u00e8 aumentato dopo la diagnosi, il 24 giugno, di un medico rientrato in Francia dalla Repubblica Democratica del Congo. Due cittadini statunitensi contagiati mentre si trovavano nelle aree dell\u2019epidemia sono stati invece evacuati in Germania, uno nel mese di maggio e l\u2019altro il 13 luglio, per essere curati in strutture specializzate. <strong>Questi episodi rappresentano casi importati o trasferimenti sanitari, non la prova che il virus stia circolando autonomamente tra la popolazione europea.<\/strong> <strong>Individuazione rapida, isolamento, dispositivi di protezione, tracciamento dei contatti e laboratori preparati<\/strong> sono proprio le misure che permettono di evitare che un singolo caso generi una catena di trasmissione. Secondo l\u2019ECDC, anche dopo il caso diagnosticato in Francia <strong>il rischio di una diffusione prolungata nell\u2019Unione europea resta molto basso<\/strong>, a condizione che queste procedure vengano applicate correttamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_22_lug_2026,_23_54_58-1784757309685.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 non bisogna abbassare la guardia<\/strong><\/p>\n<p>Dire che il rischio italiano \u00e8 molto basso non significa minimizzare ci\u00f2 che sta accadendo in Africa centrale. L\u2019epidemia \u00e8 causata dal <strong>virus Bundibugyo<\/strong>, per il quale <strong>non esistono ancora un vaccino autorizzato n\u00e9 una terapia specifica approvata<\/strong>. La risposta dipende soprattutto dalla diagnosi precoce, dalle cure di supporto, dall\u2019isolamento dei pazienti, dal monitoraggio dei contatti, dalle sepolture sicure e dalla collaborazione delle comunit\u00e0. <strong>La vera emergenza \u00e8 nei territori colpiti; in Europa la priorit\u00e0 \u00e8 restare preparati, non alimentare il panico.<\/strong> L\u2019attenzione riguarda principalmente chi rientra dalla Repubblica Democratica del Congo o dalle altre aree interessate: <strong>se entro 21 giorni compaiono febbre improvvisa, forte debolezza, dolori muscolari, vomito o diarrea, l\u2019ECDC raccomanda di isolarsi, contattare subito i servizi sanitari e comunicare il viaggio effettuato, senza presentarsi direttamente e senza preavviso in ambulatorio o al pronto soccorso.<\/strong> Per tutti gli altri, i numeri drammatici dell\u2019epidemia richiedono <strong>solidariet\u00e0 e vigilanza sanitaria, ma non paura.<\/strong><\/p>\n<p>European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), Ebola disease outbreak in the Democratic Republic of the Congo and Uganda.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ecdc.europa.eu\/en\/ebola-outbreak-democratic-republic-congo-and-uganda\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un\u2019epidemia che continua a crescere L\u2019aggiornamento pubblicato dall\u2019ECDC il 22 luglio, basato sui dati disponibili fino al 20&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":598254,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[275081,4178,72623,4300,239,1537,90,89,16221,9222,19703,240,329683,3713],"class_list":["post-598253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-bundibugyo","tag-ebola","tag-ecdc","tag-francia","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-ituri","tag-organizzazione-mondiale-della-sanita","tag-repubblica-democratica-del-congo","tag-salute","tag-spazio-economico-europeo","tag-unione-europea"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/598253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=598253"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/598253\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/598254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=598253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=598253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=598253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}