{"id":59851,"date":"2025-08-21T08:23:09","date_gmt":"2025-08-21T08:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/59851\/"},"modified":"2025-08-21T08:23:09","modified_gmt":"2025-08-21T08:23:09","slug":"maggioni-si-licenzia-mentre-i-dirigenti-rai-sognano-il-ritocco-allo-stipendio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/59851\/","title":{"rendered":"Maggioni si licenzia mentre i dirigenti Rai sognano il ritocco allo stipendio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ex presidente della Rai lascia ma \u00abnon per il tetto allo stipendio\u00bb. L\u2019addio riapre il dibattito sulle retribuzioni dei manager, dopo l\u2019intervento della Corte costituzionale<\/p>\n<p>Un altro posto che si libera in <a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Rai\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rai<\/a>. Ad andare via, anche se solo a met\u00e0 \u2013 rimarr\u00e0 a condurre i suoi programmi \u2013 \u00e8 Monica Maggioni. L\u2019ex presidente si \u00e8 licenziata ma rester\u00e0 in onda con un contratto esterno. La notizia, che anche nei corridoi praticamente deserti d\u2019agosto ha colto pi\u00f9 di qualcuno di sorpresa, \u00e8 arrivata con poche righe sul Corriere della sera.<\/p>\n<p>Una comunicazione che non \u00e8 passata dalla Rai, ma \u00e8 stata curata dall\u2019ormai ex direttrice dell\u2019offerta informativa. Spiccano le ultime righe: la decisione \u00abnon ha nulla a che fare con il tetto degli stipendi Rai visto che da qualche settimana lo stesso tetto retributivo \u00e8 stato eliminato da una sentenza della Corte costituzionale che vale per tutto il settore pubblico, tv di stato compresa\u00bb.<\/p>\n<p>Maggioni era effettivamente inquadrata con la retribuzione massima di 240mila euro, come molti altri dirigenti. Alcuni direttori di testata, ma anche il coordinatore dei generi, Stefano Coletta e il direttore di Rai Cinema, Paolo Del Brocco. Restano al di sotto, anche se vicini, altri volti di primo piano di TeleMeloni come i direttori di genere, Paolo Corsini e Angelo Mellone o Paolo Petrecca, alla guida di Raisport. Tutto facile da ricostruire grazie alla sezione della trasparenza del sito della Rai, che per\u00f2 non riporta la retribuzione di Giampaolo Rossi, che da amministratore delegato di una partecipata non quotata dovrebbe pure essere soggetto al vincolo.<\/p>\n<p>Certo, con il pronunciamento della Corte costituzionale tutto cambia. O potrebbe, almeno in potenza. Fin da quando \u00e8 stato introdotto dal governo Renzi nel 2014 il vincolo \u00e8 stato oggetto di pesanti critiche da parte di chi vedeva in esso un limite all\u2019appetibilit\u00e0 di un incarico in azienda per manager che altrove avrebbero potuto ottenere un compenso maggiore.<\/p>\n<p>Non sono mancate per\u00f2 soluzioni creative per aggirare il problema, come i contratti da artista che permettono, anche ai giornalisti come Bruno Vespa, di guadagnare cifre ben oltre il tetto, per non parlare dei talent, che ovviamente sono soggetti a trattative private di tutt\u2019altro livello. Ma a questo punto anche la zavorra del limite agli stipendi dei manager potrebbe venire a cadere, se i dirigenti decidessero di ritoccarsi lo stipendio. E arrivare cos\u00ec ad autoequipararsi, per esempio, ai colleghi di Raiway, che pure \u00e8 un\u2019azienda partecipata da Rai ma, essendo quotata, \u00e8 fuori dal perimetro della legge. Certo, resta il tema delle autorizzazioni.<\/p>\n<p>In azienda qualcuno scommette sul fatto che, essendo gi\u00e0 al centro dell\u2019attenzione per le quotidiane vicende che scuotono il servizio pubblico, la governance meloniana si asterr\u00e0 \u2013 almeno per il momento \u2013 da ritocchini e adeguamenti. C\u2019\u00e8 anche un tema puramente di conti: se si dovesse discutere un aumento, sarebbe necessario il via libera del principale azionista dell\u2019azienda, il ministero dell\u2019Economia. E <a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Giancarlo Giorgetti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giancarlo Giorgetti<\/a> potrebbe non essere pronto ad avallare una modifica di questo tipo, visti i conti disastrati.<\/p>\n<p>Nondimeno, che qualche dirigente abbia gi\u00e0 negli occhi un intervento a rialzo sul proprio stipendio non \u00e8 da escludere. E il rischio di un riverbero negativo in termini di immagine pubblica \u00e8 dietro l\u2019angolo: l\u2019ultima legge di Bilancio ha infatti previsto per la Rai tagli per 200 milioni di euro in due anni, proprio per uscire dal profondo rosso in cui naviga. La Lega da anni ha fatto del taglio del canone il suo cavallo di battaglia. Che impressione darebbe al paese un\u2019azienda di servizio pubblico che taglia prodotto \u2013 con annesse polemiche per esempio dal genere degli Approfondimenti \u2013 e poi spende una parte del denaro risparmiato per finanziare stipendi pi\u00f9 alti? Per altro, con tutti i problemi in termini di share ballerino e le critiche che i detrattori muovono alla qualit\u00e0 dell\u2019informazione.<\/p>\n<p><strong>Il futuro della direzione<\/strong><\/p>\n<p>Nei corridoi di via Asiago ci si chiede anche che fine far\u00e0 la poltrona di Maggioni. Sulla carta una direzione che \u00absvolge un ruolo di coordinamento finalizzato all\u2019ottimizzazione dei contenuti informativi\u00bb. Nella pratica gestisce anche autorizzazioni per interviste e assegnazioni: non esattamente un ruolo di scarso rilievo.<\/p>\n<p>E anche se c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di eliminare l\u2019incarico, per dirla con chi conosce bene la Rai, \u00abdi poltrone che scompaiono perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessun partito che vuole occuparle non ne ho ancora viste\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi gi\u00e0 partito il totosuccessore: tra i pi\u00f9 quotati l\u2019attuale direttore del Centro studi, Francesco Giorgino, ancora in attesa che riparta il suo XXI secolo in seconda serata. Fresco dimissionario dalla presidenza della scuola radiotelevisiva di Perugia c\u2019\u00e8 poi Flavio Mucciante, ma senza incarico c\u2019\u00e8 anche Simona Sala, allontanata dalla direzione di Radio 2 per fare posto a Giovanni Alibrandi.<\/p>\n<p>Giorgino, per\u00f2, nonostante un\u2019intervista in cui chiedeva a <a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Giorgia Meloni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giorgia Meloni<\/a> se le fosse piaciuto l\u2019ultimo <a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Sanremo 2025\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sanremo<\/a>, sarebbe un altro nome che piace soprattutto dalle parti del Carroccio. Pi\u00f9 di qualcuno \u00e8 perci\u00f2 pronto a scommettere che Rossi, dopo aver salutato una giornalista a lui non vicina politicamente ma di cui aveva stima, potrebbe addirittura sperare di occupare la poltrona con un dirigente di area pi\u00f9 meloniana. Una situazione win-win.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019ex presidente della Rai lascia ma \u00abnon per il tetto allo stipendio\u00bb. 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