{"id":59883,"date":"2025-08-21T08:43:11","date_gmt":"2025-08-21T08:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/59883\/"},"modified":"2025-08-21T08:43:11","modified_gmt":"2025-08-21T08:43:11","slug":"il-catalogo-di-robert-kusmirowski-al-mambo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/59883\/","title":{"rendered":"Il catalogo di Robert Ku\u015bmirowski al MAMbo"},"content":{"rendered":"<p>La scelta di invitare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2024\/08\/mostra-kusmirowski-bologna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Robert Ku\u015bmirowski<\/a>\u00a0al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/mambo-museo-darte-moderna-di-bologna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">MAMbo<\/a>\u00a0di Bologna nasce da un intreccio di intuizioni e dialoghi avvenuti a Varsavia, nella sua galleria. L\u2019artista, noto per la capacit\u00e0 di rappresentare in maniera sconcertante e sincera il diciannovesimo secolo europeo, \u00e8 stato chiamato a riflettere sulla strage di Ustica del 1980, di cui l\u2019anno scorso ricorreva il quarantaquattresimo anniversario.<\/p>\n<p>La mostra di Robert Ku\u015bmirowski a Bologna<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec\u00a0Perso[a]nomalia\u00a0(21 giugno 2024-6 gennaio 2025), una mostra capace di affrontare il nodo delicato dell\u2019immortalit\u00e0 degli oggetti, nei quali rimangono impresse verit\u00e0 e segreti da interrogare uno alla volta. Il risultato \u00e8 una monografica intensa, accompagnata non da un tradizionale catalogo antologico sul lavoro dell\u2019artista \u2013 scelta che forse avrebbe colmato un vuoto editoriale ancora presente \u2013 ma da un libro che si configura piuttosto come estensione della mostra stessa: un oggetto che, nella sua natura di libro d\u2019artista, mira a prolungare l\u2019esperienza estetica oltre il tempo e lo spazio dell\u2019esposizione.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Immagini, citazioni e frammenti nel catalogo di Robert Ku\u015bmirowski<\/p>\n<p>Il volume si apre con un testo breve ma significativo, raccontando la genesi del progetto a partire dall\u2019incontro dei curatori con Ku\u015bmirowski. \u00c8 un racconto che ne restituisce l\u2019atmosfera, il confronto sul potere degli oggetti e sulla loro capacit\u00e0 di farsi custodi di storie dimenticate: temi che sarebbero diventati il fulcro della mostra. Dopo queste prime pagine introduttive, il libro rinuncia a ulteriori testi teorici o critici; il documento si spoglia delle sue impalcature e dei suoi apparati, scegliendo una struttura semplice ma eloquente. Ogni opera \u00e8 presentata con una breve didascalia, contenente sempre anche una citazione dell\u2019artista, seguita da immagini che ne documentano dettagli e installation view. Fra le opere in mostra,\u00a0Cosmorama\u00a0(2010) si distingue come dispositivo dello sguardo: una camera delle meraviglie costruita secondo le fattezze di un ambiente cinematografico ottocentesco, da osservare attraverso spioncini che rivelano antichi mestieri impersonati dall\u2019artista.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1360\" height=\"1920\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/robert-kusmirowski-p-e-r-s-o-a-n-o-m-a-l-i-a-copertina.jpg\" alt=\"Robert Ku\u015bmirowski, P E R S O [A] N O M A L I A, copertina\" class=\"wp-image-1176350\"  \/>Robert Ku\u015bmirowski, P E R S O [A] N O M A L I A, copertinaIl senso della perdita nell\u2019opera di Ku\u015bmirowski<\/p>\n<p>Qui Ku\u015bmirowski riflette sulla perdita di conoscenze e delle tecniche artigianali, sottolineando come \u00able cose realizzate quasi 100 anni fa sono ancora in uso oggi, e quelle realizzate oggi potrebbero non aspettare fino a domani\u00bb. Un altro lavoro,\u00a0The Piano\u00a0(2024), nasce dall\u2019incontro fortuito dell\u2019artista con un pianoforte deteriorato dal tempo, salvato momentaneamente dall\u2019indifferenza. La musica composta per la mostra accoglie il visitatore in uno spazio intimo, bianco ed etereo, trasformando lo strumento in un fragile testimone del passato. Come racconta Ku\u015bmirowski: \u201cLa poesia di un oggetto, strappato alla natura e alla sua prima funzione\u2026 il modo migliore per dialogare con un oggetto altamente decomposto \u00e8 la musica\u201d. La parte pi\u00f9 corposa del volume \u2013 pi\u00f9 della sua met\u00e0 \u2013 \u00e8 dedicata a\u00a0Portier, l\u2019opera ambientale principale ideata per la sala delle Ciminiere. Un enorme casellario archivistico che ospita oggetti carichi di memorie, testimonianze di vite e professioni sopravvissute all\u2019oblio. L\u2019artista stesso, nei panni del portiere, si fa curatore e custode di queste tracce, consapevole che \u201calla fine dipender\u00e0 da me se li conserver\u00f2 per le generazioni future o se scompariranno con lo smaltimento\u201d.<\/p>\n<p>Robert Ku\u015bmirowski: la mostra a Napoli<\/p>\n<p>In questo lavoro \u00e8 possibile avvertire un legame antitetico con la mostra del 2010 tenutasi alla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/fondazione-morra-greco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Fondazione Morra Greco di Napoli<\/a>\u00a0\u2013\u00a0Moda \/ Museum of Deposition Art\u00a0\u2013, nella quale l\u2019archivio era pensato come un progetto aperto, pronto ad accogliere nuove memorie. Qui, invece, le testimonianze sono gi\u00e0 fissate: la strage \u00e8 ormaia avvenuta e non si pu\u00f2 interrogarla se non come fatto storico che risuona nel presente.<\/p>\n<p>Robert Ku\u015bmirowski: Il libro come esperienza<\/p>\n<p>Il volume pubblicato da\u00a0<strong>Danilo Montanari Editore<\/strong>\u00a0non \u00e8 soltanto un supporto documentativo, ma un oggetto pensato per prolungare e trasformare l\u2019esperienza della mostra. La scelta dei materiali \u2013 canapa, pelle verde e carta \u2013 dialoga con le opere esposte, suggerendo continuit\u00e0 tattile e visiva. Questa coerenza fa s\u00ec che il libro diventi parte dell\u2019opera, un\u2019estensione concreta e autonoma dell\u2019installazione. In questo senso, il catalogo \u00e8 un libro d\u2019artista, capace di evocare \u2013 e non solo descrivere \u2013 l\u2019esperienza vissuta. Un approccio che Ku\u015bmirowski aveva gi\u00e0 sperimentato in occasione della mostra del 2022 alla Kunstraum Dornbirn,\u00a0DUSTribute, nella quale veniva ricostruito uno degli ambienti dello\u00a0Stalker\u00a0di Tarkovsky. Anche allora il volume rifletteva, nella forma e nei materiali, l\u2019atmosfera dell\u2019esposizione. Cos\u00ec,\u00a0Perso[a]nomalia\u00a0dimostra che un catalogo pu\u00f2 fare molto pi\u00f9 che illustrare: pu\u00f2 prolungare la riflessione avviata in mostra, offrendo un\u2019esperienza estetica ulteriore e autonoma. Un modo per lasciare che gli oggetti \u2013 tanto quelli editoriali quanto quelli esposti \u2013 continuino a parlare oltre i confini del museo.<\/p>\n<p>Mattia Caggiano<\/p>\n<p><strong>Libri consigliati:<\/strong><\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La scelta di invitare\u00a0Robert Ku\u015bmirowski\u00a0al\u00a0MAMbo\u00a0di Bologna nasce da un intreccio di intuizioni e dialoghi avvenuti a Varsavia, nella&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":59884,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-59883","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59883","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59883"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59883\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}