{"id":598955,"date":"2026-07-23T18:00:15","date_gmt":"2026-07-23T18:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/598955\/"},"modified":"2026-07-23T18:00:15","modified_gmt":"2026-07-23T18:00:15","slug":"oriente-occidente-di-rampini-lasse-russia-iran-rilancia-il-cambio-di-regime-a-teheran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/598955\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | L&#8217;asse Russia-Iran rilancia il cambio di regime a Teheran"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Putin in difficolt\u00e0 in Ucraina cerca di restituire il colpo agli Stati Uniti (cui non perdona il costante sostegno a Kiev) con un appoggio all&#8217;Iran. Questo contribuisce a riportare Trump di fronte a un dilemma: <b>la sua guerra del Golfo potr\u00e0 mai dirsi conclusa, se non arriva il fatidico \u00abcambio di regime\u00bb a Teheran?<br \/><\/b><br \/>Un&#8217;inchiesta della Reuters apre uno squarcio su uno degli aspetti meno visibili della guerra tra Stati Uniti e Iran: il <b>possibile coinvolgimento della Russia nelle operazioni contro installazioni americane<\/b> considerate fra le pi\u00f9 sensibili dell&#8217;intera rete di intelligence occidentale. Al centro ci sono gli attacchi compiuti con droni iraniani contro alcune strutture della Cia nel Golfo Persico, episodi che hanno indotto l\u2019intelligence americana a indagare se Mosca abbia fornito non soltanto armamenti e assistenza tecnica, ma anche informazioni di \u00abpuntamento\u00bb e capacit\u00e0 operative, senza le quali quei raid sarebbero stati molto pi\u00f9 difficili da realizzare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non esiste, allo stato attuale, una prova decisiva del coinvolgimento russo. Tuttavia <b>una serie di elementi alimentano i sospetti<\/b>. Gli attacchi hanno mostrato un <b>livello di precisione superiore<\/b> a quello abitualmente attribuito ai droni iraniani. Inoltre la cooperazione militare tra Mosca e Teheran si \u00e8 intensificata negli ultimi anni fino a trasformarsi in una vera partnership strategica, costruita inizialmente sulla guerra in Ucraina e poi estesa ad altri teatri.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La novit\u00e0 riguarda un possibile salto di qualit\u00e0: non pi\u00f9 soltanto consulenza tecnica o trasferimenti di tecnologia, ma <b>un aiuto diretto nell&#8217;individuazione di obiettivi appartenenti alla CIA<\/b>, cio\u00e8 al cuore delle attivit\u00e0 clandestine americane in Medio Oriente. Tra i bersagli figurerebbero almeno due installazioni colpite. Una era la stazione della CIA ospitata all&#8217;interno dell&#8217;ambasciata americana a Riad, in Arabia Saudita. Un&#8217;altra si trovava nell&#8217;Iraq orientale. Come \u00e8 naturale per questo tipo di installazioni, la loro esistenza e localizzazione sono coperte dal massimo riserbo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le indagini riservate descrivono quanto sarebbe avvenuto durante l&#8217;attacco contro la sede diplomatica americana a Riad. Sarebbero stati impiegati <b>due droni Shahed modificati grazie a tecnologie russe<\/b>. Il primo avrebbe aperto una breccia in un punto vulnerabile dell&#8217;edificio; il secondo avrebbe attraversato quell&#8217;apertura per esplodere all&#8217;interno, una sequenza che lascia pensare a una pianificazione accurata e a una capacit\u00e0 di guida sofisticata. L&#8217;attacco non provoc\u00f2 vittime, ma dimostr\u00f2 un&#8217;evoluzione qualitativa delle capacit\u00e0 operative iraniane.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da tempo Mosca contribuisce allo sviluppo dell&#8217;industria militare iraniana<\/b>. I droni Shahed, utilizzati in grande quantit\u00e0 anche dalla Russia contro l&#8217;Ucraina, sono diventati il simbolo di questa cooperazione. Ma di recente sarebbe andata oltre la semplice produzione congiunta. Uno dei miglioramenti riguarderebbe il sistema di navigazione satellitare installato sugli Shahed-136. La Russia avrebbe fornito all&#8217;Iran il sistema Kometa-M, considerato molto pi\u00f9 preciso e soprattutto resistente ai tentativi di disturbo elettronico, rispetto agli apparati sviluppati da Teheran.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Resta aperta la questione pi\u00f9 delicata: la Russia si \u00e8 limitata a migliorare gli strumenti militari iraniani oppure ha partecipato anche alla selezione degli obiettivi? Gli analisti americani stanno cercando di capire se per l&#8217;attacco contro Riad siano stati utilizzati dati di puntamento forniti da Mosca. Daniel Hoffman, ex capo stazione della CIA, considera plausibile questa ipotesi. A suo giudizio Mosca e Teheran condividono un obiettivo strategico comune: <b>ridurre la presenza americana nelle rispettive aree di influenza<\/b>. Se queste valutazioni fossero confermate, le implicazioni andrebbero ben oltre i singoli attacchi. Significherebbe che la collaborazione tra Russia e Iran ha raggiunto un livello senza precedenti, trasformandosi da semplice cooperazione militare in una forma di coordinamento operativo contro gli Stati Uniti. Sarebbe anche <b>il segnale che il Cremlino considera ormai il confronto con Washington come un conflitto globale<\/b>, nel quale i diversi teatri \u2014 dall&#8217;Ucraina al Medio Oriente \u2014 non sono pi\u00f9 separati ma fanno parte della stessa competizione strategica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La conseguenza pi\u00f9 immediata riguarda per\u00f2 il futuro della crisi mediorientale. Ogni progresso nella qualit\u00e0 tecnologica dei droni iraniani, ogni incremento della precisione dei loro sistemi di guida e ogni eventuale condivisione di informazioni d&#8217;intelligence rendono pi\u00f9 vulnerabili le installazioni americane disseminate nel Golfo. E <b>complicano qualsiasi tentativo di Washington di chiudere rapidamente il conflitto<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A Washington riprende quota l&#8217;idea che la Repubblica islamica non possa essere costretta alla resa attraverso la sola combinazione di bombardamenti e negoziati. <b>All&#8217;inizio della guerra l&#8217;aspettativa di Washington e di Israele era ambiziosa<\/b>. La pressione militare avrebbe dovuto provocare una crisi del sistema politico iraniano, favorendo una sollevazione popolare o una frattura all&#8217;interno dell&#8217;apparato di potere. L&#8217;ipotesi era che un regime gi\u00e0 indebolito dalle sanzioni economiche, dall&#8217;isolamento internazionale e dalle tensioni sociali non avrebbe resistito a un&#8217;offensiva militare di vaste proporzioni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La realt\u00e0 \u00e8 andata diversamente.<\/b> La Repubblica islamica ha subito perdite pesanti, ma non \u00e8 crollata. Gli apparati di sicurezza hanno mantenuto il controllo del Paese, mentre le opposizioni interne non sono riuscite a trasformare il malcontento in una sfida capace di mettere in discussione il potere centrale. Di fronte a questa constatazione, <b>Washington ha accantonato almeno temporaneamente il progetto di regime change<\/b>, concentrandosi invece su un obiettivo pi\u00f9 limitato: ottenere attraverso il negoziato concessioni sul programma nucleare e la libert\u00e0 di navigazione nello Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche questa seconda strategia, tuttavia, si \u00e8 arenata. Hormuz \u00e8 diventato il principale terreno di scontro. Teheran continua a rivendicare il diritto di imporre condizioni economiche al traffico marittimo che attraversa il passaggio da cui transita una quota decisiva del petrolio mondiale, mentre Washington considera inaccettabile qualsiasi limitazione della libert\u00e0 di navigazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 da questo fallimento che nasce il ripensamento, di cui d\u00e0 conto anche Gideon Rachman sul Financial Times. Se il negoziato non \u00e8 in grado di raggiungere gli obiettivi americani, torna d&#8217;attualit\u00e0 la domanda che aveva accompagnato l&#8217;inizio della guerra: <b>\u00e8 possibile ottenere un risultato duraturo senza modificare il sistema di potere iraniano?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per il momento nessuno parla apertamente di una invasione terrestre. <\/b>L&#8217;esperienza dell&#8217;Iraq e dell&#8217;Afghanistan continua a rappresentare un potente deterrente contro qualunque progetto di occupazione militare. Le opzioni allo studio appartengono soprattutto al terreno della pressione indiretta. L&#8217;inasprimento delle sanzioni economiche, il tentativo di azzerare le esportazioni petrolifere iraniane, il sostegno clandestino alle opposizioni interne, la ricerca di interlocutori all&#8217;interno dello stesso establishment di Teheran, operazioni di intelligence volte ad accentuare le divisioni fra le diverse componenti del regime.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo alcune ricostruzioni citate da Rachman, sono state prese in considerazione iniziative controverse, come il tentativo israeliano di stabilire contatti con figure appartenenti all&#8217;\u00e9lite della Repubblica islamica oppure il rilancio dell&#8217;appoggio ad alcune minoranze etniche ostili al potere centrale. Pi\u00f9 che un piano gi\u00e0 definito,<b> si tratta di un ventaglio di strumenti destinati a logorare il regime dall&#8217;interno, evitando un coinvolgimento di forze terrestri americane.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nessuna di queste opzioni offre garanzie di successo.<b> La Repubblica islamica ha dimostrato in oltre quarant&#8217;anni una notevole capacit\u00e0 di sopravvivenza<\/b>. Ha attraversato guerre, rivolte popolari, sanzioni economiche, isolamento internazionale, operazioni clandestine e assassinii mirati dei propri dirigenti senza perdere il controllo dell&#8217;apparato statale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche sul piano militare gli interrogativi sono numerosi. L&#8217;ipotesi di conquistare aree strategiche dello Stretto di Hormuz richiederebbe un impegno enorme. L&#8217;ex comandante americano Barry McCaffrey ha stimato che un&#8217;operazione terrestre di questo tipo potrebbe richiedere fino a seicentomila soldati e protrarsi per circa un anno. Una prospettiva che appare incompatibile con la volont\u00e0 politica dell&#8217;attuale Amministrazione e con la stanchezza dell&#8217;opinione pubblica americana verso le grandi guerre mediorientali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro fattore di preoccupazione riguarda arsenali americani.<b> I mesi di guerra hanno consumato quantit\u00e0 ingenti di missili Patriot e Tomahawk, al punto che la ricostituzione delle scorte potrebbe richiedere da tre a cinque anni. <\/b>Un conflitto prolungato con l&#8217;Iran pu\u00f2 ridurre la capacit\u00e0 di deterrenza degli Stati Uniti in altri teatri, a cominciare dall&#8217;Indo-Pacifico, dove Washington continua a considerare la competizione con la Cina la priorit\u00e0 strategica di lungo periodo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 proprio il paradosso che emerge dall&#8217;analisi del Financial Times. Pi\u00f9 la guerra si prolunga, pi\u00f9 diventa difficile accontentarsi di un semplice cessate il fuoco che lasci intatto il sistema politico iraniano. Ma<b> perseguire l\u2019obiettivo di cambiamento del regime pu\u00f2 trasformare il conflitto in un confronto ancora pi\u00f9 lungo, costoso e imprevedibile<\/b>. \u00c8 il vero dilemma strategico che domina il dibattito di Washington.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-23T16:57:07+02:00\" content=\"2026-07-23\">23 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Putin in difficolt\u00e0 in Ucraina cerca di restituire il colpo agli Stati Uniti (cui non perdona il costante&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":475960,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[3960,245422,330092,839,4717,330093,6508,2017,1961,183684,17551,84391,46757,1018,787,765,57926,1963,330094,330095,6099,110457,330096,1039,330097,925,48722,34433,9066,330098,330099,5002,394,2491,2574,934,38903,2575,1089,167248,7714,14,164,165,7116,330100,330101,54671,4467,218178,51789,4937,330102,330103,3592,330104,1149,77,194354,110100,952,955,2460,764,849,808,885,794,166,382,17755,7,15,854,809,892,4565,2428,4309,981,982,57550,7301,171,4484,212326,14493,2099,4844,132629,993,6801,170,11,167,12,168,3414,3714,161,162,163],"class_list":["post-598955","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-alcune","tag-alimentano","tag-alimentano-sospetti","tag-almeno","tag-americana","tag-americana-riad","tag-americane","tag-americani","tag-andata","tag-apparati","tag-apparato","tag-appartenenti","tag-appoggio","tag-aree","tag-attacchi","tag-attacco","tag-attraversato","tag-attuale","tag-attuale-prova","tag-attuale-prova-decisiva","tag-cambio","tag-cambio-regime","tag-cambio-regime-teheran","tag-capacita","tag-capacita-operative","tag-centrale","tag-cia","tag-clandestine","tag-coinvolgimento","tag-coinvolgimento-russo","tag-coinvolgimento-russo-serie","tag-competizione","tag-conflitto","tag-confronto","tag-considera","tag-continua","tag-contribuisce","tag-controllo","tag-cooperazione","tag-cooperazione-militare","tag-crisi","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-decisiva","tag-decisiva-coinvolgimento","tag-decisiva-coinvolgimento-russo","tag-dilemma","tag-droni","tag-droni-iraniani","tag-droni-shahed","tag-economiche","tag-economiche-isolamento","tag-economiche-isolamento-internazionale","tag-elementi","tag-elementi-alimentano","tag-golfo","tag-guerra","tag-hormuz","tag-installazioni","tag-intelligence","tag-interno","tag-ipotesi","tag-iran","tag-iraniani","tag-iraniano","tag-islamica","tag-militare","tag-mondo","tag-mosca","tag-navigazione","tag-news","tag-notizie","tag-obiettivi","tag-obiettivo","tag-operazioni","tag-possibile","tag-potere","tag-regime","tag-repubblica","tag-repubblica-islamica","tag-riad","tag-riguarda","tag-russia","tag-sanzioni","tag-sanzioni-economiche","tag-semplice","tag-sistema","tag-strategica","tag-teatri","tag-teheran","tag-tentativo","tag-ucraina","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-washington","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/598955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=598955"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/598955\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=598955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=598955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=598955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}