{"id":599097,"date":"2026-07-23T20:05:20","date_gmt":"2026-07-23T20:05:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/599097\/"},"modified":"2026-07-23T20:05:20","modified_gmt":"2026-07-23T20:05:20","slug":"padova-max-pechstein-espressionismo-dellanima-la-mostra-a-palazzo-zabarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/599097\/","title":{"rendered":"Padova, \u00abMax Pechstein. Espressionismo dell\u2019anima\u00bb: la mostra a Palazzo Zabarella"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Barbara Codogno<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Dal 24 ottobre una retrospettiva di Pechstein, esponente dell\u2019espressionismo. Modernit\u00e0 e sogno, i colori della natura<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDesidero dare espressione alla mia nostalgia di esperienze felici\u00bb, questa la frase tarda e luminosa di <b>Max Pechstein<\/b> mentre guarda alla stagione estrema della propria pittura. In questa nostalgia, pi\u00f9 che nella sola furia cromatica dell\u2019<b>Espressionismo<\/b>, si nasconde la chiave della sua pittura: un\u2019arte attraversata dalla storia ma ostinatamente rivolta alla natura come promessa di salvezza. Perch\u00e9 Pechstein non cerca l\u2019esotico, cerca un paradiso perduto nella natura. A questo grande protagonista dell\u2019Espressionismo tedesco <b>Palazzo Zabarella <\/b>dedica, dal 24 ottobre al 14 marzo 2027, la <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/notizie\/padova\/cultura-e-tempo-libero\/26_luglio_18\/colli-euganei-l-arte-salva-la-natura-nasce-una-mostra-diffusa-con-opere-immerse-nel-verde-481c934e-ea9b-470b-9595-041c6f545xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mostra <\/a>\u00abMax Pechstein. Espressionismo dell\u2019anima\u00bb, retrospettiva di ampio respiro che riunisce oltre 120 opere e attraversa pi\u00f9 di cinquant\u2019anni di ricerca.<\/p>\n<p>    La ricerca del paradiso<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nato nel 1881 a Zwickau, nella Germania orientale, si forma a Dresda dove, nel 1906, entra in contatto con <b>Die Br\u00fccke<\/b>, il gruppo destinato a imprimere una svolta radicale all\u2019arte tedesca del <b>Novecento<\/b>. Con il movimento l\u2019artista condivide la volont\u00e0 di deformare lo spazio, liberare il colore dalla funzione descrittiva. Ma rispetto ad altri protagonisti dell\u2019Espressionismo, la sua pittura custodisce una vibrazione diversa: meno aspra e pi\u00f9 sensuale, pi\u00f9 attratta da una comunione originaria con la natura. Da <b>Munch <\/b>eredita l\u2019intensit\u00e0 emotiva. A <b>Gauguin <\/b>lo avvicina invece il sogno dell\u2019altrove. L\u2019ansia della modernit\u00e0 e la nostalgia del paradiso in lui convivono nella stessa esplosione cromatica. Non a caso <b>Federico Bano<\/b>, Presidente dell\u2019omonima Fondazione, legge in lui un grande creativo e riconosce nei suoi quadri la ricerca del paradiso: \u00abPechstein, osserva Bano, agogna il paradiso, lo cerca nella natura\u00bb. Una chiave preziosa per entrare nella mostra padovana, che Bano inserisce nel pi\u00f9 ampio percorso progettuale di Palazzo Zabarella: \u00abContinuiamo a organizzare grandi <b>mostre<\/b>, e il pubblico premia le nostre scelte progettuali\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Una sezione dedicata ai viaggi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La natura, dunque. Per Pechstein \u00e8 un luogo mentale, quasi una patria elettiva. Berlino \u00e8 capitale delle avanguardie, laboratorio di incontri. Ma il suo immaginario si nutre altrove: sulle coste del <b>Mar Baltico<\/b>, nei villaggi di pescatori della Pomerania, nei soggiorni italiani, e poi nei <b>Mari del Sud<\/b>, a <b>Palau<\/b>. I suoi paesaggi dell\u2019anima. La mostra lo racconta aprendo il percorso con una sezione dedicata alla fotografia. Nel 1927 Pechstein porta con s\u00e9 l\u2019obiettivo in Pomerania, nei piccoli villaggi di pescatori sulla costa baltica. Le immagini colgono uomini e donne nelle attivit\u00e0 quotidiane, pescatori e contadini al lavoro, immersi in una condizione dura, essenziale.<br \/>Da qui il percorso espositivo si articola in varie sezioni. Nella prima emergono le opere giovanili e i lavori d\u2019atelier. Pechstein guarda a Matisse e ai Fauves, ne assorbe la libert\u00e0 del colore, la purezza della linea, la semplificazione formale. Frequenta <b>Kandinskij<\/b>, <b>Klee<\/b>, <b>Picasso<\/b>, <b>Braque<\/b>, parte di quel clima europeo in cui la figurazione si apre a nuove grammatiche. La sezione dedicata ai viaggi e alla natura \u00e8 forse il cuore pi\u00f9 lirico della rassegna.<\/p>\n<p>    Il parallelo con Gaugin<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nei soggiorni sul Baltico, in Italia, nei Mari del Sud, la luce diventa materia spirituale. Palau occupa un posto centrale nella sua immaginazione: nell\u2019autobiografia dell\u2019artista, il soggiorno nei <b>Mari del Sud<\/b> assume un peso quasi mitico. In questo senso, il parallelo con <b>Gauguin <\/b>\u00e8 evidente, ma Pechstein rimane radicalmente s\u00e9 stesso: pi\u00f9 nordico nella vibrazione emotiva, pi\u00f9 espressionista nella struttura. La storia entra violentemente nella sua vita. La Grande Guerra interrompe i viaggi e lo conduce al fronte occidentale, esperienza che l\u2019artista definir\u00e0 \u00abun tratto netto che la trincea ha tracciato nella mia vita\u00bb. Durante il <b>nazismo <\/b>perde la cattedra a Berlino, ottenuta nel 1923. La modernit\u00e0 che aveva promesso liberazione si rovescia in persecuzione, censura. Eppure, Pechstein continua a dipingere. Perch\u00e9 nella pittura di Pechstein la natura non \u00e8 il luogo dell\u2019evasione, ma quello della possibilit\u00e0: l\u2019ultimo spazio in cui l\u2019uomo pu\u00f2 ancora immaginarsi\u2026 felice.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/padova\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_padova\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Padova<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-23T14:25:59+02:00\">23 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Barbara Codogno Dal 24 ottobre una retrospettiva di Pechstein, esponente dell\u2019espressionismo. 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