{"id":599873,"date":"2026-07-24T09:03:18","date_gmt":"2026-07-24T09:03:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/599873\/"},"modified":"2026-07-24T09:03:18","modified_gmt":"2026-07-24T09:03:18","slug":"alpe-dhuez-storia-della-salita-del-tour-da-coppi-a-pantani-la-sfida-di-pogacar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/599873\/","title":{"rendered":"Alpe d\u2019Huez, storia della salita del Tour: da Coppi a Pantani, la sfida di Pogacar"},"content":{"rendered":"<p>                                Un&#8217;ascesa mitica torna\u00a0torna protagonista con due arrivi consecutivi. Dalla prima impresa di Coppi nel 1952 al record di Pantani ancora imbattuto, alla nuova sfida di Pogacar: storia, numeri e mito di una montagna sacra del ciclismo<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/redazione\/luca-gialanella\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/luca_gialanella_avatar.png\" alt=\"Luca Gialanella\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Giornalista<\/p>\n<p>                    24 luglio &#8211; 08:48  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Si chiama Alpe d\u2019Huez, \u00e8 la montagna stile Hollywood del ciclismo. Lo stadio a cielo aperto per la bicicletta pi\u00f9 affollato al mondo: almeno 300mila persone lungo quei leggendari 21 tornanti, numerati in ordine decrescente (da 21 a 1), e ciascuno illuminato da una targa dedicata a uno dei celebri vincitori di tappa del Tour de France. Il primo nome che i corridori incontrano \u00e8 quello di Fausto Coppi, il Campionissimo, che il 4 luglio 1952 inaugur\u00f2 questa salita: era la decima tappa del Tour, partenza da Losanna, e in maglia gialla c\u2019\u00e8 Sandrino Carrea, uno degli Angeli di Coppi. Fausto lascia il francese Robic \u201ctesta di vetro\u201d a 1\u201920\u201d e in cima si veste di giallo per poi centrare a Parigi la seconda doppietta di fila Giro-Tour dopo quella del 1949. Dal 2005 l\u2019Alpe \u00e8 gemellata con Bormio proprio nel nome di Coppi, primo in Francia nel 1952 e al debutto dello Stelvio al Giro 1953.<\/p>\n<p>    ascesa mitica\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Rispetto ad altre salite-totem del Tour come Tourmalet, Galibier e Izoard, l\u2019Alpe d\u2019Huez \u00e8 entrata soltanto nel 1952 in questo gruppo di ascese mitiche, ma da allora ha sempre avuto un posto unico nella storia del ciclismo e dei campioni che l\u2019hanno domata. Venerd\u00ec e sabato sar\u00e0 affrontata per due volte, entrambe come arrivo di tappa. Domani, venerd\u00ec, nel modo classico, con quei 13,8 km di lunghezza che partono dai 726 metri di Bourg d\u2019Oisans, e il ponticello di inizio salita all\u2019uscita del paese che diventa la porta verso il paradiso (o l\u2019inferno). Dislivello di 1124 metri, pendenza media dell\u20198,1% e punte del 14% a 2 km dalla conclusione: l\u2019arrivo si trova a 1850 metri. Sabato, invece, ci si arriver\u00e0 dalla parte opposta rispetto al versante tradizione, con la strada che dal Col de Sarenne si innesta sull\u2019Alpe d\u2019Huez a un paio di chilometri dalla conclusione. Due arrivi di tappa consecutivi in vetta non \u00e8 una novit\u00e0, era gi\u00e0 accaduto nel 1979: il 15 luglio primo il portoghese Agostinho, il 16 l\u2019olandese Zoetemelk, con Bernard Hinault sempre in maglia gialla. Da Coppi 1952 a Tom Pidcock, vincitore nel 2022: domani l\u2019Alpe sar\u00e0 traguardo per la trentaduesima volta. E sabato saranno 33.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"Slovenia's Tadej Pogacar, wearing the overall leader's yellow jersey celebrates on the podium after the eighteenth stage of the Tour de France cycling race, with start in Voiron and finish in Orcieres-Merlette, France, Thursday, July 23, 2026. (AP Photo\/Thibault Camus)     Associated Press \/ LaPresse Only italy and spain\" src=\"https:\/\/dimages2.gazzettaobjects.it\/files\/image_527_789_h\/uploads\/2026\/07\/23\/6a6254a503995.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6a6254a503995.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    l&#8217;immortale tadej\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">L\u2019Alpe d\u2019Huez regala l\u2019immortalit\u00e0. Tadej Pogacar, che nel 2024 ha centrato la doppietta Giro-Tour 26 anni dopo Pantani 1998, domani si confronta con uno dei record di scalata che resistono da pi\u00f9 tempo, e non solo: la sfida \u00e8 con lo scalatore pi\u00f9 forte di sempre. Nel 1995, Marco Pantani ha coperto i classici 13,8 km di ascesa in 36\u201940\u201d, e il Pirata detiene anche il secondo miglior tempo, nel 1997, la vittoria contraddistinta da quell\u2019urlo primordiale che scosse tutta la montagna: 36&#8217;50\u201d. Era il suo rientro dopo l\u2019incidente della Milano-Torino 1995. Complessivamente, l\u2019Italia ha trionfato sull\u2019Alpe d\u2019Huez sette volte: 1952 Coppi, 1990 e 1991 Gianni Bugno, 1994 Roberto Conti, 1995 e 1997 Marco Pantani, 1999 Giuseppe Guerini dopo lo scontro con un fotografo che si era messo in mezzo alla strada. Nel 2018, Vincenzo Nibali ha vissuto una giornata folle sulla salita, con il pubblico fuori controllo in un clima di eccitazione collettiva, tra fumogeni, birra e non solo. Lo Squalo fu scaraventato a terra dalla cinghia della macchina fotografica di un tifoso, che si attorcigli\u00f2 al manubrio della bici: frattura di una vertebra, addio al Tour e le scuse personali del direttore Prudhomme.\u00a0<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/gazzaplay.gazzetta.it\/?intcmp=cta_articolo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quanto ne sai di sport? 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In un primo tempo gli organizzatori storcono il naso, perch\u00e9 questo traguardo \u00e8 in cima a una salita senza altri sbocchi: bisognava per forza tornare indietro. Anche la stampa francese era piuttosto scettica: al Tour ci sono gi\u00e0 salite mitiche come Tourmalet, Galibier e Izoard, che bisogno c\u2019\u00e8 di questa? Gli imprenditori della zona per\u00f2 insistono e Jacques Goddet, mitico direttore del Tour, erede del fondatore Desgrange, manda sull\u2019Alpe d\u2019Huez un suo uomo di fiducia per vedere com\u2019\u00e8 la situazione: si chiama Elie Wermelinger, e decide di andarci nei primi mesi del 1952, quando la montagna \u00e8 coperta di neve. Wermelinger arriva in cima e resta allibito: a parte tre alberghi, non c\u2019\u00e8 nulla. Nessuno chalet, nessuno skilift. Comunque si decide di provarci, e quel 4 luglio 1952 Coppi diventa il migliore ambasciatore dell\u2019Alpe d\u2019Huez nel mondo. Allora non com\u2019erano pi\u00f9 di un\u2019ottantina di case, poi si sono costruiti palazzoni per gli sciatori che certamente non si sposano per nulla con il verde della montagna alpina. Ma niente scalfisce il fascino senza tempo di una salita diventata santuario laico del ciclismo.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un&#8217;ascesa mitica torna\u00a0torna protagonista con due arrivi consecutivi. 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