{"id":600035,"date":"2026-07-24T11:07:14","date_gmt":"2026-07-24T11:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/600035\/"},"modified":"2026-07-24T11:07:14","modified_gmt":"2026-07-24T11:07:14","slug":"oriente-occidente-di-rampini-la-sorprendente-e-inquietante-ricostruzione-delliran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/600035\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | La sorprendente (e inquietante) ricostruzione dell&#8217;Iran"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo un\u2019inchiesta odierna del Wall Street Journal, <b>l\u2019Iran sta ricostruendo con una rapidit\u00e0 superiore alle attese una parte importante delle infrastrutture danneggiate dai <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/26_luglio_11\/guerra-usa-iran-oltranza-cb75f77c-0323-40cc-8489-c2fefdd6dxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">bombardamenti americani e israeliani<\/a><\/b> degli ultimi mesi. Le immagini satellitari esaminate dal quotidiano, insieme alle valutazioni di esperti governativi occidentali e israeliani, mostrano lavori in corso nelle basi missilistiche scavate dentro le montagne, nei porti, nei cantieri navali, negli impianti industriali e lungo le principali vie di comunicazione.<b> La velocit\u00e0 della ripresa preoccupa alcuni settori dell\u2019apparato militare israeliano. Non significa che l\u2019Iran abbia cancellato i danni subiti<\/b>. La devastazione \u00e8 stata ampia, e in molti casi serviranno anni e investimenti enormi per tornare ai livelli precedenti alla guerra. Tuttavia la ricostruzione gi\u00e0 visibile mette in discussione l\u2019immagine di un avversario annientato, diffusa da Donald Trump e Benjamin Netanyahu.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al culmine della campagna aerea, Stati Uniti e Israele hanno effettuato pi\u00f9 di ventimila attacchi. <b>Le operazioni continuano ancora lungo le coste iraniane, con l\u2019obiettivo di indebolire la capacit\u00e0 di Teheran di controllare lo Stretto di Hormuz<\/b>. Eppure l\u2019Iran conserva una notevole capacit\u00e0 di reazione. Continua a colpire le navi, a lanciare missili contro gli alleati arabi degli Stati Uniti e a ricostituire le strutture necessarie alla produzione e all\u2019impiego delle proprie armi.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Uno dei casi esaminati riguarda una base missilistica vicino a Kangavar, nell\u2019Iran occidentale. Nel mese di marzo, le immagini della societ\u00e0 Planet Labs mostravano due ingressi dei tunnel e una strada d\u2019accesso danneggiati dai bombardamenti. <b>L\u2019intenzione degli attaccanti era evidente: chiudere gli accessi e rendere inutilizzabile la base, anche senza distruggere tutto ci\u00f2 che si trovava nelle profondit\u00e0 della montagna<\/b>. Poche settimane dopo, per\u00f2, nuove immagini fornite hanno mostrato una strada nuovamente asfaltata e ingressi appena scavati. L\u2019Iran aveva gi\u00e0 cominciato a riaprire il sito. In diversi casi, spiegano fonti militari israeliane, <b>i bombardamenti hanno fatto crollare soltanto le entrate delle basi sotterranee, lasciando intatte le armi custodite all\u2019interno<\/b>. Le squadre iraniane hanno quindi potuto liberare gli accessi e recuperare il materiale sepolto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro episodio ha sorpreso gli israeliani. Un ponte colpito con tre bombe \u00e8 stato riparato nel giro di pochi giorni. La rapidit\u00e0 dell\u2019intervento ha indotto alcuni ufficiali a interrogarsi sull\u2019efficacia della selezione degli obiettivi. <b>Distruggere un\u2019infrastruttura non basta, se il nemico \u00e8 in grado di rimetterla in funzione quasi subito<\/b>. Anche nel porto di Bandar Anzali, sul Mar Caspio, le immagini dai cieli rilevano una ricostruzione parziale del cantiere navale legato ai Guardiani della rivoluzione. Israele aveva colpito decine di obiettivi in quella zona nel mese di marzo: n<b>avi militari, un centro di comando, il porto e gli impianti usati per la riparazione e la manutenzione delle imbarcazioni<\/b>. L\u2019offensiva mirava anche a interrompere una linea di rifornimento fra Russia e Iran ed era stata descritta dagli israeliani come una delle operazioni pi\u00f9 importanti dell\u2019intera guerra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nonostante l\u2019entit\u00e0 dell\u2019attacco, i lavori sono ricominciati<\/b>. Questo conferma, secondo Ran Kochav, ex comandante delle forze israeliane di difesa aerea e antimissile, una capacit\u00e0 che l\u2019Iran aveva gi\u00e0 dimostrato dopo la guerra dei dodici giorni con Israele del giugno 2025. Teheran aveva ripristinato le proprie infrastrutture e ricostituito le scorte di missili. <b>\u00abHanno capacit\u00e0 industriali e di ricostruzione davvero notevoli\u00bb, osserva Kochav<\/b>. La resistenza iraniana contrasta con le dichiarazioni trionfalistiche pronunciate da Trump e Netanyahu. Il presidente americano ha descritto le forze armate iraniane come sconfitte, sostenendo che la marina e l\u2019aviazione di Teheran avessero praticamente cessato di esistere. <b>Netanyahu ha affermato che la macchina produttiva dei missili iraniani era stata distrutta <\/b>e che l\u2019Iran stava consumando le ultime armi rimaste nei depositi senza essere pi\u00f9 in grado di produrne di nuove.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Casa Bianca mantiene questa versione. Una portavoce ha dichiarato che la guerra ha distrutto l\u2019arsenale e la produzione missilistica dell\u2019Iran, affondato la sua marina, indebolito le milizie alleate e impedito al regime di acquisire l\u2019arma nucleare. Secondo Washington,<b> l\u2019operazione sarebbe stata \u00abuna vittoria clamorosa secondo qualsiasi criterio oggettivo\u00bb<\/b>. Ma la realt\u00e0 osservabile appare pi\u00f9 complessa. La necessit\u00e0 di tornare negli ultimi giorni sugli stessi obiettivi indica che la capacit\u00e0 iraniana non \u00e8 stata eliminata. Teheran continua a effettuare lanci precisi. Missili iraniani hanno colpito navi e paesi alleati degli Stati Uniti, fra cui Kuwait, Bahrain e Giordania.<b> In quest\u2019ultimo paese un attacco ha ucciso tre soldati americani<\/b>. Tal Inbar, analista della Missile Defense Advocacy Alliance, osserva che le voci sulla fine o sul drastico esaurimento dell\u2019arsenale iraniano si sono rivelate infondate.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le perplessit\u00e0 pi\u00f9 significative emergono all\u2019interno dello stesso apparato israeliano. Alcuni ufficiali criticano la scelta di avere spostato troppo presto l\u2019attenzione dagli obiettivi militari alle strutture di sicurezza interna del regime. <b>Nelle prime fasi della guerra Israele aveva colpito le basi e gli impianti missilistici<\/b>. Poi aveva concentrato parte delle operazioni contro i servizi repressivi iraniani, fino ad attaccare singoli posti di blocco presidiati dalla milizia Basij. L\u2019obiettivo politico era indebolire il regime e favorirne il collasso. Questa scelta non ha prodotto il cambio di potere sperato e, secondo un ufficiale citato dal Wall Street Journal, ha sottratto risorse alla distruzione sistematica dell\u2019apparato militare.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un secondo ufficiale riconosce che Teheran conserva le competenze tecniche necessarie per rimettere in piedi quasi ogni struttura, compresi gli impianti di produzione missilistica.<b> Le conoscenze accumulate dagli ingegneri, dai militari e dall\u2019industria iraniana non possono essere eliminate con i bombardamenti<\/b>. Anche quando vengono distrutti edifici e macchinari, resta il capitale umano. Il caso della base di Dezful, nell\u2019Iran sudoccidentale, \u00e8 istruttivo. Il sito era stato colpito da Israele gi\u00e0 nel giugno 2025 e nuovamente all\u2019inizio di marzo 2026. <b>Gli attacchi avevano sepolto gli ingressi dei tunnel. Tre mesi dopo, immagini Airbus mostravano gi\u00e0 lavori di scavo per riaprire diversi accessi<\/b>. Un\u2019altra base, a nord di Kermanshah, aveva subito danni pesanti all\u2019inizio della guerra. Entro la prima settimana di giugno, per\u00f2, le squadre iraniane avevano riparato le strade. Camion e mezzi pesanti erano al lavoro per rimuovere la terra e riaprire gli ingressi crollati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La ricostruzione riguarda anche gli impianti industriali. Nei pressi di Teheran, le immagini di Planet Labs mostrano nuove strutture all\u2019interno della Raja Shimi Industries, un\u2019azienda coinvolta nella produzione di componenti missilistici. Non tutto \u00e8 facilmente sostituibile. <b>Jim Lamson, ex analista della Cia e oggi ricercatore al King\u2019s College di Londra<\/b>, osserva che alcuni impianti per la produzione di materiali avanzati, come la fibra di carbonio, potrebbero richiedere mesi o anni per essere ricostruiti. Questi componenti sono indispensabili per i missili pi\u00f9 sofisticati. <b>L\u2019Iran, tuttavia, potrebbe averne accumulato grandi quantit\u00e0 in depositi e impianti sotterranei<\/b>. Se le scorte esistono, Teheran pu\u00f2 assemblare nel breve periodo decine o centinaia di nuovi missili e droni, anche senza avere ancora ricostruito l\u2019intera filiera industriale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019incognita ancora pi\u00f9 grave riguarda il programma nucleare.<b> I servizi israeliani ritengono che l\u2019Iran possa avere trasferito migliaia di centrifughe nei tunnel della cosiddetta Pickaxe Mountain<\/b>. Se questa informazione fosse confermata, la capacit\u00e0 iraniana di ricostituire il programma nucleare sarebbe superiore a quanto sostengono le dichiarazioni ufficiali americane e israeliane.<br \/><b>Il bilancio non \u00e8 quello di un Iran indenne. Il paese ha subito perdite militari, industriali e infrastrutturali molto pesanti<\/b>. La marina \u00e8 stata indebolita. Numerose fabbriche sono state distrutte. Molte basi restano inutilizzabili o funzionano solo in parte. La ricostruzione assorbir\u00e0 risorse finanziarie che l\u2019economia iraniana fatica a trovare.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto essenziale \u00e8 un altro. I bombardamenti possono distruggere strutture; pi\u00f9 difficilmente possono eliminare la volont\u00e0 politica, le competenze tecniche e l\u2019organizzazione necessarie per ricostruirle. <b>Finch\u00e9 il regime mantiene il controllo del territorio, conserva ingegneri, operai, apparati industriali e reti di approvvigionamento, la distruzione non \u00e8 definitiva<\/b>. La campagna militare americana e israeliana non ha raggiunto i tre risultati politici su cui veniva giudicata: non ha rovesciato il regime, non ha eliminato in modo verificabile il programma nucleare e non ha riaperto stabilmente lo Stretto di Hormuz. La capacit\u00e0 iraniana di ricostruire infrastrutture e arsenali rende ancora pi\u00f9 difficile presentare la guerra come una vittoria conclusiva. <b>La conclusione dell\u2019analista Tal Inbar riassume la sfida. La ricostruzione iraniana \u00e8 una questione di volont\u00e0, tempo e denaro<\/b>. Gli attacchi possono rallentarla, renderla pi\u00f9 costosa, obbligare il regime a spostare risorse dalle esigenze civili a quelle militari. Ma, in assenza di un cambiamento politico interno o di un controllo permanente del territorio, non possono impedire all\u2019Iran di ricominciare.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-24T11:51:44+02:00\" content=\"2026-07-24\">24 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Secondo un\u2019inchiesta odierna del Wall Street Journal, l\u2019Iran sta ricostruendo con una rapidit\u00e0 superiore alle attese una parte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":475960,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[8151,1002,10473,2017,221756,330778,39318,17551,311140,7961,24989,787,765,19807,330779,330780,2333,481,920,330781,330782,39,1039,330777,1045,433,10325,330783,3857,33390,934,2575,14,164,165,92060,330784,330785,420,937,45517,1102,31239,941,2391,769,1148,4941,77,194354,12272,883,330786,4943,1174,1663,955,764,956,147510,849,72,792,281,5982,722,6408,8682,794,888,10476,55849,166,15597,21209,890,7,15,853,2508,854,892,2510,29899,3522,3741,897,979,55542,4309,75248,21393,7301,10332,3727,13099,5106,9329,993,25943,7914,11,167,12,168,338,3414,3730,3731,13100,161,162,163],"class_list":["post-600035","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-accessi","tag-aerea","tag-alleati","tag-americani","tag-americani-israeliani","tag-americani-israeliani-ultimi","tag-analista","tag-apparato","tag-apparato-militare","tag-armi","tag-arsenale","tag-attacchi","tag-attacco","tag-attese","tag-attese-importante","tag-attese-importante-infrastrutture","tag-base","tag-basi","tag-bombardamenti","tag-bombardamenti-americani","tag-bombardamenti-americani-israeliani","tag-campagna","tag-capacita","tag-capacita-iraniana","tag-casi","tag-colpito","tag-competenze","tag-competenze-tecniche","tag-componenti","tag-conserva","tag-continua","tag-controllo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-danneggiate","tag-danneggiate-bombardamenti","tag-danneggiate-bombardamenti-americani","tag-danni","tag-decine","tag-depositi","tag-dichiarazioni","tag-distruggere","tag-distruzione","tag-diversi","tag-forze","tag-giugno","tag-grado","tag-guerra","tag-hormuz","tag-immagini","tag-impianti","tag-impianti-industriali","tag-industriali","tag-infrastrutture","tag-ingressi","tag-interno","tag-iran","tag-iraniana","tag-iraniane","tag-iraniani","tag-israele","tag-israeliane","tag-israeliani","tag-journal","tag-lavori","tag-marina","tag-marzo","tag-militare","tag-militari","tag-missili","tag-missilistica","tag-mondo","tag-navi","tag-necessarie","tag-netanyahu","tag-news","tag-notizie","tag-nucleare","tag-nuove","tag-obiettivi","tag-operazioni","tag-osserva","tag-pesanti","tag-possono","tag-produzione","tag-programma","tag-programma-nucleare","tag-rapidita","tag-regime","tag-riaprire","tag-ricostruzione","tag-riguarda","tag-risorse","tag-street","tag-street-journal","tag-strutture","tag-superiore","tag-teheran","tag-tunnel","tag-ufficiali","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-ultimi","tag-uniti","tag-wall","tag-wall-street","tag-wall-street-journal","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/600035","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=600035"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/600035\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=600035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=600035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=600035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}