{"id":600813,"date":"2026-07-24T22:17:16","date_gmt":"2026-07-24T22:17:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/600813\/"},"modified":"2026-07-24T22:17:16","modified_gmt":"2026-07-24T22:17:16","slug":"pogacar-al-tour-ora-manca-solo-un-record-da-battere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/600813\/","title":{"rendered":"Pogacar al Tour, ora manca solo un record da battere"},"content":{"rendered":"<p>                                Ormai lo sloveno, totalmente privo di rivali, corre solo contro le proprie prestazioni. E dall&#8217;Alpe d&#8217;Huez 2022 ha migliorato il suo tempo di 3&#8217;41&#8221;!<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/collaboratori\/alessandra-giardini\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alessandra-giardini_avatar.png\" alt=\"Alessandra Giardini\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Collaboratore<\/p>\n<p>                    24 luglio &#8211; 20:37  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Non si \u00e8 mai alzato sui pedali, e quando \u00e8 arrivato non sembrava neanche stanco. Invece aveva appena spianato i 21 tornanti dell\u2019Alpe d\u2019Huez. Per Tadej Pogacar \u00e8 sembrato pi\u00f9 complicato togliersi di torno gli spettatori indemoniati che erano sulla salita pi\u00f9 bella da due giorni (e due notti) che andare a riprendere in fila indiana i reduci dalla fuga: uno alla volta. Fino a Sepp Kuss, Lenny Martinez e Richard Carapaz, non proprio tre scartini in salita. C\u2019\u00e8 da capirli, gli altri del gruppo: lo sloveno corre contro i record, la leggenda, i miti, e loro corrono come se lui non ci fosse, ognuno con il suo piccolo o grande obiettivo: la maglia a pois, il secondo posto, il podio, chiudere il Tour nella top10, essere il primo francese, il primo spagnolo, il pi\u00f9 giovane, il pi\u00f9 vecchio. Ognuno a rincorrere i suoi guai, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso. E ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi, direbbe Vasco Rossi. Corrono come se Pogacar non ci fosse. &#8220;Tanto lui \u00e8 irraggiungibile&#8221;, dice alzando le spalle Sepp Kuss, che preferisce concentrarsi sul mancato accordo con Carapaz e Martinez, non che se fossero andati d\u2019accordo sarebbe cambiato qualcosa. &#8220;Lui vince il Tour con una gamba sola&#8221;, chiarisce il belga Maxim Van Gils, compagno di Evenepoel alla Bora. Quanto a Remco, che \u00e8 sempre secondo ma adesso a 7\u201911\u201d dalla maglia gialla, risponde a chi lo accusa di non averci provato. &#8220;Non ho intenzione di correre rischi folli che metterebbero a repentaglio il mio secondo posto&#8221;.<\/p>\n<p>        nella leggenda\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Pogacar abbatte i record, disbosca gli albi d\u2019oro, annienta i paragoni. E allora prendiamo il pallottoliere per raccontare di quella volta &#8211; questa &#8211; che Pogacar vinse il suo quinto Tour de France (non consecutivo per\u00f2, in quella particolare disciplina Miguel Indurain \u00e8 ancora solo). Cinque vittorie di tappa, ma occhio: mancano ancora le giornate pi\u00f9 dure, domani, e a Parigi &#8211; con Montmartre &#8211; c\u2019\u00e8 quella sconfitta patita l\u2019anno scorso da van Aert da cancellare. Quanto all\u2019Alpe d\u2019Huez, allacciate le cinture. Dopo trentun anni Pogacar scalando i 21 tornanti in 35\u201927\u201d ha mandato in archivio il record di Marco Pantani che risaliva al 1995: il romagnolo deteneva anzi i primi tre tempi di scalata dell\u2019Alpe d\u2019Huez. Al terzo posto il 37\u201915\u201d del \u201894, al secondo il 36\u201953\u201d del \u201897 e al primo il 36\u201950\u201d del \u201895, un tempo considerato imbattibile. Tadej lo ha battuto di 1 minuto e 23 secondi. Lo stesso Pogacar nel 2022, quando fu Pidcock a vincere la tappa, scal\u00f2 l\u2019Alpe d\u2019Huez in 39\u201908\u201d, piazzandosi al diciottesimo posto. Davanti a lui i tre tempi di Pantani, appunto, e poi Lance Armstrong al quarto e al sesto posto (cancellati per doping), Ullrich 1997 al quinto, e a seguire Indurain, Zulle e Riis (tutti del \u201895), Virenque 1997, Laurent Madouas \u201895, Landis 2006 (anche questo cancellato per doping), e ancora Kloden 2006, Ullrich 2004, Virenque \u201894, Sastre 2006, Mayo 2003. Tutti davanti al Pogacar del 2022. Negli ultimi tre anni, dopo che nel 2022 e nel 2023 Jonas Vingegaard \u00e8 riuscito a batterlo al Tour, Pogacar ha alzato il livello in maniera clamorosa, e sono caduti uno a uno i record di scalata. Anche quelli degli anni Novanta, che sembravano immortali. Resistevano soltanto due primati: uno era quello di Pantani. Ma va detto che Pogacar si \u00e8 migliorato dal 2022 di 3 minuti e 41\u201d su una salita di 13,8 km: qualcosa di inaudito. Espugnata l\u2019Alpe d\u2019Huez, adesso rimane soltanto un record degli anni Novanta, un record molto discusso: la scalata di Hautacam di Bjarne Riis nel 1996: il danese copr\u00ec quel 13,5 km sui Pirenei al 7,8% di pendenza media in 34\u201940\u201d. Il giorno dopo L&#8217;\u00c9quipe titol\u00f2 &#8220;Questo s\u00ec che \u00e8 un campione&#8221;, perch\u00e9 era arrivato da solo in maglia gialla, cosa che Indurain non era riuscito mai a fare. Sta di fatto che nel 2007 Riis ammise di aver fatto uso di Epo dal 1993 al 1998, e quindi anche quando vinse il Tour. &#8220;Ero strafatto fino al midollo&#8221;, disse del giorno di Hautacam. Quindi diciamo che quel record resiste, ma in fondo non esiste. Preveniamo la domanda: perch\u00e9 non \u00e8 stato cancellato come quelli di Lance Armstrong? Perch\u00e9 quando Riis confess\u00f2 era ormai trascorso il periodo di prescrizione (che allora era di otto anni, adesso \u00e8 stato portato a dieci). Chiusa la parentesi.<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/gazzaplay.gazzetta.it\/?intcmp=cta_articolo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quanto ne sai di sport? Metti alla prova la tua abilit\u00e0 e gioca su GazzaPlay<\/a><\/p>\n<p>        un uomo solo al comando\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Torniamo a Pogacar e all\u2019Alpe d\u2019Huez. Partito a 11,8 km dal traguardo, senza pi\u00f9 compagni di squadra, \u00e8 andato a prendersi una salita leggendaria. Un uomo solo al comando: del Tour, della tappa, della storia. Non potendo pi\u00f9 duellare con nessuno, fa collezione di momenti come questi. I dati della sua scalata sono davvero impressionanti: siamo ai margini dei 7 watt per chilo, e a ridosso di 1890 di VAM, che vuol dire che in un\u2019ora Pogacar ha scalato 1.890 metri di dislivello. E domani c\u2019\u00e8 il tappone con tre gran premi della montagna Hors Cat\u00e9gorie: Croix de Fer, Galibier, e l\u2019inedito (per il Tour) col de Sarenne verso il nuovo traguardo all\u2019Alpe d\u2019Huez. Ci risiamo, insomma.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ormai lo sloveno, totalmente privo di rivali, corre solo contro le proprie prestazioni. 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