{"id":60180,"date":"2025-08-21T11:54:09","date_gmt":"2025-08-21T11:54:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/60180\/"},"modified":"2025-08-21T11:54:09","modified_gmt":"2025-08-21T11:54:09","slug":"vietato-stampare-semen-vladimirov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/60180\/","title":{"rendered":"Vietato stampare &#8211; Sem\u00ebn Vladimirov"},"content":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019\u00e8 un silenzio fastidioso\u201d: cos\u00ec Stanislav Gajvoronskij, il proprietario della libreria russa Itaka books a Tbilisi, la capitale della Georgia, descrive quello che da mesi succede al confine russo-georgiano, dove i doganieri di Mosca bloccano i nuovi titoli degli editori russi ordinati per il negozio. Senza una spiegazione.<\/p>\n<p>Gajvoronskij \u00e8 noto ai lettori moscoviti per essere stato l\u2019ideatore della libreria Chodasevi\u010d, nel quartiere di Kitaj-Gorod, nel centro della citt\u00e0. Sei mesi prima dell\u2019inizio della guerra l\u2019ha lasciata a un gruppo di amici e si \u00e8 trasferito a Tbilisi. Nonostante la crescita della diaspora russa dopo lo scoppio della guerra e le campagne di arruolamento, nella capitale georgiana il settore librario  non si pu\u00f2 definire florido o stabile. Le novit\u00e0 arrivano in negozio con difficolt\u00e0 e per preservare la liquidit\u00e0 Itaka books ha dovuto organizzare diverse svendite promozionali. La scorsa primavera Gajvoronskij ha pensato di chiudere, perch\u00e9 non aveva i soldi per pagare l\u2019affitto, ma grazie a un crowdfunding sui social si \u00e8 rimesso in piedi. \u201c\u00c8 cos\u00ec che oggi vivono le librerie indipendenti\u201d, dice con un sorriso.<\/p>\n<p>Nel quarto anno dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina e dell\u2019emigrazione di massa dalla Russia, i problemi non riguardano solo le librerie all\u2019estero, ma anche il cosiddetto tamizdat, cio\u00e8 la pubblicazione e diffusione all\u2019estero di opere censurate in Russia.<\/p>\n<p>La censura editoriale \u00e8 andata a pieno regime nell\u2019estate del 2022, quando le proteste e le denunce dello scrittore nazionalista Zachar Prilepin e del regista Nikita Michalkov hanno portato al ritiro dalle librerie del bestseller di Katerina Silvanova ed Elena Malisova Leto v pionerskom galstuke (Un\u2019estate col fazzoletto da pionieri),  un romanzo di formazione che racconta la storia d\u2019amore tra due ragazze adolescenti. Nel novembre 2022 \u00e8 entrata in vigore una nuova versione della legge contro la \u201cpropaganda lgbt\u201d, che impone il divieto totale di opere come quella appena citata, senza per\u00f2 specificare cosa sia esplicitamente bandito e cosa debba essere semplicemente evitato.<\/p>\n<p>Nel dicembre 2022 tutti i libri sospettati di contenuti lgbt (novit\u00e0 e perfino classici) hanno cominciato a essere rimossi dagli scaffali delle biblioteche di Mosca.<\/p>\n<p>Quando la biblioteca di stato russa ha rifiutato di attenersi alle prescrizioni di questa censura non ancora ufficiale, la duma, la camera bassa del parlamento russo, si \u00e8 affrettata a vietare l\u2019esposizione nelle biblioteche dei libri scritti da \u201cagenti stranieri\u201d (dal 2012 in Russia una legge impone a individui e organizzazioni che ricevono finanziamenti dall\u2019estero, anche minimi, di registrarsi come agenti stranieri. Il provvedimento \u00e8 servito a screditare e a mettere a tacere oppositori, giornalisti indipendenti e ong). Nel 2024 la comunit\u00e0 lgbt \u00e8 stata dichiarata \u201corganizzazione estremista\u201d dalla corte suprema di Mosca, ed \u00e8 stata vietata la pubblicazione di qualsiasi libro con un accenno di contenuti queer. Allo stesso tempo la nuova censura ha cominciato ad assumere una forma istituzionale. Nell\u2019aprile 2024 \u00e8  stato creato un \u201cgruppo di esperti\u201d con il compito di verificare che i contenuti dei libri fossero conformi alla legge. Tra gli \u201cesperti\u201d ci sono rappresentanti del Roskomnadzor (il servizio federale per la supervisione delle comunicazioni), della Societ\u00e0 storica russa, della Societ\u00e0 storico-militare russa, della chiesa ortodossa, dell\u2019Istituto letterario Maksim Gorkij e di altre organizzazioni istituzionali.<\/p>\n<p>Il dipartimento \u00e8 subito entrato in azione, ritirando dalla vendita i romanzi Una vita come tante di Hanya Yanagihara, La canzone di Achille di Madeline Miller, Le ore di Michael Cunningham, La stanza di Giovanni di James Baldwin e il testo russo di Vladimir Sorokin Nasledie (Eredit\u00e0). Tutti libri molto noti e molto venduti.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo colpo inferto all\u2019editoria \u00e8 il cosiddetto processo agli editori: il 14 maggio 2025 il Comitato investigativo russo ha arrestato dieci dipendenti del gruppo editoriale Eksmo e del suo marchio Individuum. Tre di loro \u2013 il direttore Dmitrij Protopopov, l\u2019ex direttore commerciale Pavel Ivanov e il responsabile di magazzino Artem Vachljaev \u2013 sono stati accusati di estremismo e \u201ccomplicit\u00e0 con la comunit\u00e0 lgbt\u201d. Le accuse riguardano Leto v pionerskom galstuke e altri libri con personaggi queer pubblicati tra il 2019 e il 2022, cio\u00e8 prima dell\u2019adozione delle leggi sulla censura. Una fonte della testata russa Rbk sostiene che i volumi fossero distribuiti dal negozio online Kiosk, fatto chiudere il 2 novembre 2024, che vendeva i titoli delle case editrici Popcorn books e Individuum. Solo in seguito i libri degli editori in questione sono comparsi sul sito del gruppo Eksmo. Gli imputati rischiano fino a otto anni di carcere.<\/p>\n<p>pubblicit\u00e0<\/p>\n<p>A maggio le forze di sicurezza hanno fatto incursione anche in alcune librerie di San Pietroburgo, Mosca e Novosibirsk. I negozi della capitale sono stati multati per la vendita di testi sul femminismo e dei diari dell\u2019anarchico bielorusso Ihar Alinevi\u010d. A giudicare dalla solerzia delle forze di sicurezza, la repressione \u00e8 solo all\u2019inizio. Il settore \u00e8 preoccupato: gli editori adesso controllano con estrema attenzione i manoscritti, alla ricerca di contenuti che possono anche lontanamente essere considerati illegali, le librerie ritirano i libri dagli scaffali e le biblioteche mandano in archivio le pubblicazioni \u201cindesiderate\u201d o le distruggono.<\/p>\n<p><strong>Concorrenti o c0mplementari<\/strong><\/p>\n<p>La risposta a questi problemi pu\u00f2 essere, almeno in parte, il tamizdat.  Sulle orme di una pratica gi\u00e0 diffusa ai tempi dell\u2019Unione Sovietica, il tamizdat attuale ha cominciato a svilupparsi subito dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e, a differenza del samizdat (la pubblicazione in proprio dei testi, il sistema pi\u00f9 diffuso per la diffusione della letteratura proibita ai tempi dell\u2019Urss), si \u00e8 messo in moto prima che lo stato lanciasse la sua compagna repressiva.<\/p>\n<p>Tra le prime imprese c\u2019\u00e8 stata la Freedom letters, nata nel marzo 2022. Il suo proprietario, Georgij Uru\u0161adze, racconta che la decisione di pubblicare all\u2019estero \u00e8 arrivata spontaneamente: \u201cMi occupo di libri da una vita, cos\u00ec a un certo punto ho deciso di creare una casa editrice. Per prima cosa ho calcolato il budget e cercato i finanziamenti: sapevo che senza sponsor un progetto culturale non aveva futuro. Tutto faceva pensare che sarebbe stata un\u2019attivit\u00e0 non redditizia e forse inutile\u201d. Alla fine il progetto si \u00e8 concretizzato e oggi funziona grazie al sostegno dei lettori. Ha anche incassato ottimi successi con Springfield di Sergej Davydov, sulla vita di una coppia gay nella regione di Samara, e My\u0161 (Topo) di Ivan Filippov, un racconto distopico su un\u2019apocalisse zombie che distrugge Mosca.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni sono state almeno una decina le nuove case editrici aperte oltre i confini russi. Meduza, per esempio, si concentra sul giornalismo e sulla saggistica politica, Vidim books pubblica autori bollati come \u201cagenti stranieri\u201c o impubblicabili in Russia, come Linor Goralik, Andrej Zubov, Dmitrij Gluchovskij. Anche lo scrittore Boris Akunin ha aperto una sua casa editrice, BAbook, che diffonde, oltre alle sue opere, i testi di altri autori messi all\u2019indice, come Michail \u0160i\u0161kin.<\/p>\n<p>La concorrenza tra editori \u00e8 pressoch\u00e9 simbolica, dato che i modelli letterari e gli argomenti trattati sono molto diversi. Per fare un esempio, la Papier-M\u00e2ch\u00e9 \u00e8 specializzata in autobiografie romanzate, la cosiddetta autofiction, e prosa non canonica di autori di lingua russa, mentre la Babel offre titoli di letteratura contemporanea, come quelli di Lev Rubinstein, Evgenija Berkovi\u010d e Aleksander Delfinov.<\/p>\n<p>Nel quarto anno di guerra le librerie russe all\u2019estero continuano a moltiplicarsi: a Praga, a Lisbona, a Belgrado, in Montenegro<\/p>\n<p>Secondo Uru\u0161adze lo status di agente straniero non ha interferito molto con le vendite. Anzi, spesso gli autori inseriti nelle liste vietate guadagnano in notoriet\u00e0: \u201cPer scherzare, dico sempre che il nostro dipartimento di pubbliche relazioni \u00e8 composto dal capo del Roskomnadzor, dal ministro della giustizia e dal procuratore generale: ci fanno pi\u00f9 pubblicit\u00e0 loro di quanta ne facciamo noi\u201d<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>Gli autori bollati come \u201cagenti stranieri\u201d sono d\u2019accordo: non \u00e8 questo il problema principale dell\u2019editoria russa. \u201cIn effetti le cose non sono cambiate granch\u00e9. Non seguo le regole e sui miei scritti non applico il disclaimer che sarebbe obbligatorio. Vaffanculo al ministero della giustizia. Per\u00f2 grazie a questo status ho potuto affittare un appartamento a Berlino: il proprietario in qualche modo voleva aiutarmi\u201d, racconta lo scrittore Ivan Filippov.<\/p>\n<p>\u201cCredo che circa la met\u00e0 dei miei lettori abituali abbia lasciato il paese, e che l\u2019altra met\u00e0 riceva regolarmente i libri e legga i miei articoli. I lettori stranieri (e in particolare gli ucraini) sono aumentati in modo significativo. Da loro ricevo continui feedback. E non \u00e8 vero che il lettore russo \u00e8 diventato ostile, arrabbiato, completamente assoggettato alla propaganda\u201d, afferma Dmitrij Bykov, convinto tuttavia che esistano delle differenze tra il pubblico di lingua russa all\u2019estero e quello all\u2019interno del paese: \u201cLa maggior parte del pubblico che vive in Russia vuole ascoltare e leggere cose rassicuranti, in linea con ci\u00f2 che gi\u00e0 sa. Chi vive in Russia non accetta il fatto che nella sua forma attuale la cultura nazionale sia finita, che sia impossibile produrre qualcosa di davvero nuovo. Potr\u00e0 ripetersi, riproporre le stesse idee e gli stessi temi. Ma non all\u2019infinito, perch\u00e9 la cultura \u00e8 alimentata dallo sviluppo, e oggi i requisiti per creare sviluppo in Russia non ci sono\u201d.<\/p>\n<p>Tra gli editori russi in patria e all\u2019estero non c\u2019\u00e8 concorrenza. Piuttosto gli uni sono complementari agli altri. \u201cSi fa quello che si pu\u00f2. Quando un\u2019opera non pu\u00f2 essere pubblicata in Russia, si stampa all\u2019estero. Per esempio in Armenia\u201d, spiega Vladimir Charitonov, direttore tecnico di Freedom letters.<\/p>\n<p>Secondo Maksim Mamlyga, caporedattore del progetto editoriale Billi, misurare l\u2019impatto del tamizdat sui russi che vivono in Russia non \u00e8 facile: \u201cI rischi evidenti e la criminalizzazione della libert\u00e0 di parola, sui blog e sui mezzi d\u2019informazione all\u2019interno della Russia non troviamo riscontri sulla diffusione del fenomeno. Non sappiamo se il tamizdat \u00e8 scaricato illegalmente online o se \u00e8 trasportato fisicamente in zaini e valigie\u201d. Inoltre, continua Mamlyga, a causa dei divieti e dell\u2019emigrazione forzata di scrittori e lettori, il pubblico non sta aumentando: \u201cPer trovare un tamizdat di tuo gradimento, ti devi impegnare e questo, in un mondo dove tutto deve essere facile e a portata di mano, sembra quasi una follia. Infine va detto che i mezzi d\u2019informazione fuori della Russia dovrebbero dedicare al tamizdat pi\u00f9 tempo e pi\u00f9 spazio. Per adesso non si sta facendo abbastanza.\u201d<\/p>\n<p>            Nello studio della tv indipendente Do\u017ed (pioggia), a Mosca, 26 febbraio 2024\u00a0<\/p>\n<p>            (Nanna Heitmann , Magnum\/Contrasto)<\/p>\n<p>Anche secondo Charitonov la crescita del tamizdat e l\u2019interesse dei lettori sono ancora limitati: \u201cNella diaspora l\u2019editoria in lingua russa \u00e8 frenata dalla mancanza di pubblico e da questioni logistiche. Per i lettori stranieri di lingua russa il tamizdat offre troppo poco, mentre per chi vive in Russia \u00e8 troppo rischioso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 dei librai<\/strong><\/p>\n<p>Nel quarto anno di guerra le librerie russe all\u2019estero continuano a funzionare e a moltiplicarsi: a Praga, a Lisbona, in Montenegro, a Belgrado. Nel febbraio 2025 a Londra ha aperto Idiot books, con novit\u00e0 e classici. Uno dei motivi che hanno spinto i proprietari a lanciarsi in quest\u2019iniziativa \u00e8 stata la chiusura delle sezioni in russo nelle librerie Waterstones e Foyles.<\/p>\n<p>\tpubblicit\u00e0<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 aprire proprio ora un negozio di libri in russo a Londra? Forse perch\u00e9 nessuno l\u2019aveva mai fatto prima. Quanto ai margini di profitto, \u00e8 troppo presto per parlare: siamo aperti solo da pochi mesi\u201d, dice Anna Petrova, una delle proprietarie. Idiot books sta organizzando una serie di eventi per promuovere il negozio. I libri pi\u00f9 richiesti sono i classici, mentre le novit\u00e0, stampate all\u2019estero o in Russia, si vendono molto meno. \u201cI classici vanno meglio anche perch\u00e9 sono molto pi\u00f9 economici\u201d, sottolinea Gajvoronskij della Itaka books. Nel mercato librario c\u2019\u00e8 chi si lamenta che i libri sono troppo costosi e chi del contrario. Oggi un libro pubblicato in Russia che vuole accedere al mercato estero deve passare per diversi mediatori ed \u00e8 tassato pi\u00f9 volte. Cos\u00ec il prezzo finisce per aumentare sensibilmente.<\/p>\n<p>Il trasporto e lo sdoganamento nei paesi dell\u2019Unione europea di libri pubblicati in Russia comporta un aumento del 50 per cento del prezzo, fa notare il proprietario di una delle librerie russe a Praga. Tuttavia i libri russi stampati e venduti all\u2019estero sono ancora pi\u00f9 costosi, in parte anche per la loro scarsa diffusione. Generalmente costano intorno ai 20\u201325 euro, circa il doppio dei volumi venduti in Europa nelle lingue dei singoli paesi. Ma questo non frena i lettori, che continuano a comprare la saggistica di attualit\u00e0 pubblicata da editori indipendenti: nonostante l\u2019alto prezzo, nel 2024 il libro pi\u00f9 venduto in Russia \u00e8 stato Patriot , il memoir postumo del dissidente Aleksej Navalnyj, pubblicato in russo in Lituania.<\/p>\n<p>\u201cMolte case editrici russe, per esempio Alpina, stanno scoprendo nuovi nomi interessanti, per\u00f2 il pubblico \u00e8 ancora diffidente. A comprare i classici sono soprattutto i lettori georgiani, mentre i nostri clienti principali sono russi della diaspora\u201d, spiega Aleksej Sivuchin, proprietario della catena di libri Auditorium, raccontando la sua esperienza in Georgia, dove, oltre ai problemi con la dogana, oggi ci sono anche rischi politici: a causa della legge locale sugli \u201cagenti stranieri\u201c \u00e8 sempre pi\u00f9 complicato invitare ospiti dall\u2019estero. \u201cLe autorit\u00e0 georgiane sono piuttosto ostili versi gli autori russi bollati in patria come \u2018agenti stranieri\u2019. A molti \u00e8 vietato l\u2019ingresso nel paese, altri sono costretti ad aspettare ore al confine prima di essere ammessi. I russi che arrivano in Georgia hanno lasciato il loro paese per motivi diversi. In certe circostanze fare progetti per il futuro \u00e8 difficile. Dall\u2019inizio del 2025 le vendite di libri sono diminuite in modo significativo, ma ora la situazione \u00e8 in ripresa, grazie al turismo e a chi torna a Tbilisi, soprattutto d\u2019estate, perch\u00e9 si \u00e8 innamorato del paese. Questo ci aiuta, ma non \u00e8 chiaro cosa succeder\u00e0 in futuro\u201d.<\/p>\n<p>Di recente Auditorija ha aperto punti vendita a Belgrado e a Budva, in Montenegro. Secondo Sivuchin, i nuovi clienti aiuteranno l\u2019azienda a restare a galla.<\/p>\n<p>                pubblicit\u00e0<\/p>\n<p>Il formato del tamizdat comincia ad avere i suoi festival e premi letterari. Nel settembre 2024 il Prague book tower ha avuto pi\u00f9 di 1.200 visitatori, e i titoli pi\u00f9 venduti sono stati un saggio sull\u2019emigrazione russa in Cecoslovacchia e i nuovi testi dello scrittore Viktor \u0160enderovi\u010d e del critico cinematografico Anton Dolin.<\/p>\n<p>Cultura<\/p>\n<p>I divieti negli Stati Uniti<\/p>\n<p>La messa al bando dei libri \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente negli Stati Uniti. Secondo Pen America, un\u2019associazione per la libert\u00e0 di espressione, nel 2023-24 i divieti sono stati circa diecimila, il quadruplo rispetto agli anni precedenti. Pen America definisce \u201cdivieto\u201d la rimozione dalle biblioteche scolastiche di un volume, o la limitazione al suo accesso, a causa del contenuto. Queste misure sono decise su richiesta di genitori o politici con tendenze reazionarie.<\/p>\n<p>I temi che determinano i divieti hanno spesso a che fare con la sessualit\u00e0, anche se trattata in modo molto blando (la contea di Monroe, in Tennessee, ha proibito un\u2019opera con una statua classica a figura nuda in copertina) e i traumi dell\u2019adolescenza, che evidentemente turbano molto i genitori. Tra i libri pi\u00f9 censurati ci sono tre opere di Ellen Hopkins riguardanti droga, autolesionismo e prostituzione. Anche la rappresentazione del razzismo suscita indignazione: alcune scuole proteggono gli studenti perfino dai classici di Maya Angelou (Io so perch\u00e9 canta l\u2019uccello in gabbia) e Alice Walker (Il colore viola). Ma i volumi pi\u00f9 bersagliati sono quelli che trattano di omosessualit\u00e0 e in particolare di transessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il libro pi\u00f9 vietato in assoluto \u00e8 per\u00f2 Diciannove minuti di Jodi Picoult, un romanzo su una sparatoria in una scuola. Il motivo non \u00e8 il timore che possa spingere all\u2019emulazione, ma la descrizione di uno stupro. Un altro volume spesso preso di mira \u00e8 Il racconto dell\u2019ancella di Margaret Atwood, su un futuro dispotico in cui alle donne \u00e8 vietato leggere. Tra gli stati pi\u00f9 zelanti nell\u2019applicazione dei divieti ci sono la Florida e l\u2019Iowa.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, insomma, il dibattito su quali libri siano adatti agli studenti \u00e8 particolarmente acceso e usato per mobilitare gli elettori in campagna elettorale. Preoccupato per la diffusione della censura, nel 2023 l\u2019ex presidente Joe Biden aveva nominato all\u2019interno del dipartimento per l\u2019istruzione un \u201ccoordinatore per i divieti sui libri\u201d, incaricato di occuparsi della questione. Uno dei primi atti di Donald Trump \u00e8 stato eliminare questa figura. <strong>The Economist<\/strong><\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>Un\u2019altra importante fiera di tamizdat \u00e8 la Berlin Bebelplatz, che si \u00e8 tenuta ad aprile nella piazza dove nel 1933 i nazisti organizzarono i famigerati roghi di libri. C\u2019erano gli stand di 25 case editrici e sei riviste, oltre a quello dell\u2019ong Memorial, messa al bando in Russia. I visitatori sono stati almeno 2.500, ci sono state presentazioni di libri, una serata di poesia e letture di opere teatrali.<\/p>\n<p>Nel 2024 sono stati anche istituiti due nuovi premi letterari: Knigi svobody (i libri della libert\u00e0) di Freedom letters e Dar (dono), organizzato da \u0160i\u0161kin, che vive in esilio dall\u2019inizio degli anni duemila. L\u2019obiettivo \u00e8 far conoscere ai lettori le opere in russo che sarebbe impossibile stampare in Russia.<\/p>\n<p>Tuttavia, la prima edizione di Dar \u00e8 stata segnata da diversi problemi. La scrittrice Marija Galina ha rifiutato il riconoscimento che le era stato assegnato perch\u00e9 convinta di essere stata premiata solo per motivi politici. Ancora pi\u00f9 importante \u00e8 stato il caso della poeta di Leopoli Galina Rymbu, che ha accusato uno dei finalisti, Denis Beznosov, di \u201csostenere il genocidio in Ucraina e i rapimenti dei bambini ucraini\u201d. Rymbu ha ricordato che fino alla fine del 2022 Beznosov lavorava alla biblioteca russa di stato per l\u2019infanzia. Secondo lei, avrebbe partecipato al programma di \u201crieducazione\u201d, cio\u00e8 di russificazione, dei bambini ucraini portati illegalmente in Russia, organizzando incontri e iniziative per fargli conoscere la lingua e la cultura del paese.<\/p>\n<p>Per tutta risposta il giurato e critico letterario Michail Edel\u0161tejn ha definito l\u2019intervento di Rymbu \u201cuna ripugnante manipolazione e una trovata pubblicitaria\u201d. \u0160i\u0161kin, ha reagito con maggior moderazione, scrivendo che un premio letterario non \u00e8 un comitato investigativo e che se le parole di Rymbu avranno conferma saranno prese le misure necessarie.<\/p>\n<p>Il festival di Freedom letters \u00e8 stato risparmiato dalle polemiche, ma il suo futuro \u00e8 comunque incerto. \u201cOrganizziamo tutto a spese nostre (il montepremi ammonta a circa ventimila dollari). La prima selezione comprende 49 testi: un quarto di tutte le candidature, il che \u00e8 un ottimo indicatore. Gli esperti a breve annunceranno i titoli finalisti, poi comincer\u00e0 il lavoro della giuria. La prossima edizione dipender\u00e0 dagli sponsor: se ci saranno, ci sar\u00e0 anche il premio\u201d, afferma Uru\u0161adze.<\/p>\n<p>Un\u2019altra iniziativa \u00e8 stata lanciata dalla Straightforward foundation, fondata da ex giornalisti ed editori, che sostiene \u201cprogetti impossibili da realizzare in Russia a causa delle leggi repressive e della censura militare. Libri sulla guerra, i diritti umani, l\u2019oppressione delle minoranze, la storia politica, la corruzione, gli abusi di potere\u201d. In due anni la Straightforward ha finanziato e sostenuto la pubblicazione di 18 libri, di cui tre in russo.<\/p>\n<p>Il \u201cprocesso agli editori\u201d e l\u2019aumento delle perquisizioni nelle librerie hanno segnato la pagina pi\u00f9 buia nella storia del mercato librario russo degli ultimi trent\u2019anni. Le case editrici e i negozi fuori del paese dipendono dall\u2019andamento delle vendite, oltre che dai sussidi finanziari. Lavorare a rendita zero o in perdita non \u00e8 una novit\u00e0 per gli editori, ma in Russia erano comunque abituati a ricevere finanziamenti pubblici. Questo sostegno \u00e8 scomparso. E non si sa quali volumi saranno ritirati dagli scaffali n\u00e9 su quali autori investire per continuare a pubblicare e pagare gli stipendi.<\/p>\n<p>Intanto le autorit\u00e0 statali escogitano sempre nuovi divieti. Un piccolo esempio: il direttore del dipartimento per il sostegno statale all\u2019industria libraria del ministero delle comunicazioni, Vladimir Grigoriev, ha proposto di impedire ufficialmente l\u2019ingresso ai libri proibiti in Russia ma stampati all\u2019estero. \u25c6 ab<\/p>\n<p><strong>The Insider<\/strong> _\u00e8 un sito d\u2019informazione<br \/>indipendente russo, in esilio a Riga,<br \/>in Lettonia. _<\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/semen-vladimirov\/2025\/08\/21\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Vietato stampare\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cC\u2019\u00e8 un silenzio fastidioso\u201d: cos\u00ec Stanislav Gajvoronskij, il proprietario della libreria russa Itaka books a Tbilisi, la capitale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":60181,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,13581,13539,203,77,204,1537,90,89,1609,171,48311],"class_list":{"0":"post-60180","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-censura","10":"tag-editoria","11":"tag-entertainment","12":"tag-guerra","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-libri","18":"tag-russia","19":"tag-semen-vladimirov"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60180\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}