{"id":601848,"date":"2026-07-25T15:02:19","date_gmt":"2026-07-25T15:02:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/601848\/"},"modified":"2026-07-25T15:02:19","modified_gmt":"2026-07-25T15:02:19","slug":"dazi-trump-cosa-cambia-per-litalia-gli-effetti-su-vino-prosciutto-formaggi-farmaci-e-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/601848\/","title":{"rendered":"Dazi Trump, cosa cambia per l\u2019Italia? Gli effetti su vino, prosciutto, formaggi, farmaci e Made in Italy"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">I nuovi dazi introdotti dalla Casa Bianca, tra il 10 e il 12,5%, colpiscono anche l\u2019Europa. Le esenzioni, i settori italiani pi\u00f9 esposti e i rischi per l\u2019export<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel giro di 48 ore la nuova offensiva commerciale di Donald Trump \u00e8 passata dagli annunci ai fatti e\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_luglio_24\/nuovi-dazi-usa-tra-il-10-e-il-12-5-e-imposti-su-60-paesi-anche-dell-ue-56f35ef3-2d88-41b4-8c69-0638eeb3axlk.shtml\" title=\"Scattano i nuovi dazi Usa tra il 10 e il 12,5% su 60 Paesi. Greer: \u00abLa multa Ue a Google mette a rischio l&#039;accordo\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha varato il nuovo sistema di dazi contro 60 partner commerciali<\/a>, accusati di non fare abbastanza per impedire l\u2019ingresso nelle proprie filiere di prodotti realizzati con lavoro forzato; da venerd\u00ec le tariffe, comprese tra il 10 e il 12,5%, sono entrate in vigore, proprio mentre scadeva il precedente dazio globale temporaneo del 10%.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Casa Bianca ha cos\u00ec ricostruito una parte del muro tariffario abbattuto a febbraio dalla Corte Suprema, questa volta utilizzando la<b> Section 301 del Trade Act del 1974<\/b>, una base giuridica pi\u00f9 solida. La misura interessa partner che insieme rappresentano il 99,4% delle importazioni americane e comprende anche l\u2019Unione europea, pur con numerose esenzioni e nel rispetto, per ora, dei tetti concordati tra Bruxelles e Washington.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per l\u2019Italia la domanda \u00e8 soprattutto una: che cosa cambia adesso per il nostro export?<\/b><br \/>L\u2019impatto dei nuovi dazi sar\u00e0 molto diverso da settore a settore. Il vino italiano, salvo specifiche esenzioni, rientra nel nuovo regime tariffario e resta quindi tra i comparti pi\u00f9 esposti, anche perch\u00e9 gli Stati Uniti rappresentano il suo principale mercato extraeuropeo. Diversa la situazione della farmaceutica: farmaci generici e principi attivi sono tra i prodotti esentati.  Nulla cambia, invece, per il Parmigiano (il cui dazio \u00e8 gi\u00e0 al 15%), mentre resta al 10% quello per il Prosciutto di Parma Per  il resto dell\u2019agroalimentare, per moda, arredamento, macchinari  e gli altri prodotti simbolo del Made in Italy bisogna guardare alle singole categorie doganali: dove non opera un\u2019esenzione, il nuovo sistema porta il prelievo complessivo americano al 10% o al 12,5%. Secondo  Kelly Ann Shaw, ex consigliera commerciale della Casa Bianca, l\u2019impatto economico assomiglia pi\u00f9 a una conferma dello \u00abstatus quo\u00bb che a un nuovo terremoto tariffario.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto valgono gli Stati Uniti per l\u2019export italiano?<br \/><\/b>Moltissimo. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di destinazione delle merci italiane dopo la Germania e nel 2025 hanno acquistato prodotti italiani per 69,6 miliardi di euro, il valore pi\u00f9 alto mai raggiunto, con un aumento del 7,2% rispetto all\u2019anno precedente. L\u2019Italia ha inoltre chiuso il 2025 con un avanzo commerciale verso gli Usa superiore ai 34 miliardi di euro. \u00c8 proprio questa forte esposizione a rendere delicata la nuova stagione dei dazi: meccanica, farmaceutica, moda, arredamento, alimentare  hanno costruito negli anni una presenza molto importante sul mercato americano, che per molte aziende \u00e8 difficile sostituire in tempi brevi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali sono i prodotti europei colpiti e quali  quelli  esclusi?<\/b><br \/>La misura interessa il 99,4% delle importazioni degli Stati Uniti, anche se la lista delle eccezioni \u00e8 significativa. Sono esclusi, tra gli altri, petrolio e gas, fertilizzanti, alcuni prodotti alimentari, minerali critici, aeromobili e componenti aeronautiche. Come detto, per l\u2019Ue sono previste esenzioni per farmaci generici e principi attivi farmaceutici e sono state ripristinate quelle per prodotti come sughero e diamanti. Restano fuori anche le merci gi\u00e0 sottoposte ai dazi della Section 232, tra cui automobili, acciaio, alluminio e rame. Bruxelles, pur contestando la giustificazione americana, ha riconosciuto che Washington ha rispettato i tetti tariffari concordati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 l\u2019impatto sulla nostra economia?<\/b><br \/>Non ci sar\u00e0  un aumento diretto dei prezzi nei negozi i, perch\u00e9 i dazi vengono applicati alle merci che entrano negli Stati Uniti. Gli effetti possono per\u00f2 tornare in Italia attraverso l\u2019economia reale. Se le aziende vendono meno negli Usa o devono sacrificare una parte dei margini per restare competitive, possono ridurre la produzione, rinviare investimenti o rallentare le assunzioni. A pesare \u00e8 anche l\u2019incertezza: programmare investimenti, produzione e prezzi diventa pi\u00f9 difficile quando le condizioni di accesso a un mercato fondamentale come quello americano possono cambiare rapidamente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Alla fine chi paga davvero il dazio?<br \/><\/b>Formalmente a pagare \u00e8 l\u2019importatore americano, che versa il dazio alla dogana degli Stati Uniti. Ma stabilire chi ne sostenga davvero il costo \u00e8 un\u2019altra questione. L\u2019importatore pu\u00f2 aumentare il prezzo finale, trasferendo il rincaro sul consumatore americano, chiedere all\u2019esportatore italiano uno sconto oppure sacrificare una parte dei propri margini. Nella maggior parte dei casi il costo finisce per essere distribuito lungo la filiera. Un marchio italiano difficilmente sostituibile avr\u00e0 maggiori possibilit\u00e0 di difendere i propri prezzi; un produttore che compete con fornitori alternativi rischier\u00e0 di assorbire una quota del dazio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 questa volta i dazi sono pi\u00f9 difficili da fermare?<br \/><\/b>La differenza rispetto alla precedente offensiva di Trump sta nella base giuridica. Questa volta la Casa Bianca utilizza la Section 301 del Trade Act del 1974, che consente agli Usa di adottare unilateralmente misure contro pratiche giudicate scorrette. \u00c8 uno strumento utilizzato da decenni e che ha gi\u00e0 superato contestazioni giudiziarie: per questo la nuova architettura tariffaria viene considerata pi\u00f9 resistente ai ricorsi e potenzialmente pi\u00f9 duratura.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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