{"id":601973,"date":"2026-07-25T16:59:13","date_gmt":"2026-07-25T16:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/601973\/"},"modified":"2026-07-25T16:59:13","modified_gmt":"2026-07-25T16:59:13","slug":"nations-championship-warburton-promuove-il-nuovo-torneo-e-indica-la-strada-allinghilterra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/601973\/","title":{"rendered":"Nations Championship: Warburton promuove il nuovo torneo e indica la strada all\u2019Inghilterra"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\">Il Nations Championship convince anche una delle voci pi\u00f9 autorevoli del rugby mondiale. Sam Warburton, ex capitano del Galles e dei British &amp; Irish Lions, ha tracciato un bilancio estremamente positivo della nuova competizione internazionale, elogiando in particolare l\u2019evoluzione del gioco offensivo emersa nel corso delle tre giornate disputate a luglio.<\/p>\n<p class=\"p2\">Nella sua analisi dalle colonne del Times, Warburton ha evidenziato come il rugby internazionale stia attraversando una fase di trasformazione, con sempre pi\u00f9 squadre capaci di produrre un gioco dinamico e spettacolare. L\u2019ex terza linea ha per\u00f2 anche rivolto un messaggio chiaro all\u2019Inghilterra di Steve Borthwick, invitandola a risolvere il problema disciplinare che continua a penalizzare la squadra.<\/p>\n<p><b>Nations Championship, Warburton: un rugby pi\u00f9 spettacolare e offensivo<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">Secondo Warburton, il Nations Championship ha confermato un cambiamento che si stava gi\u00e0 intravedendo negli ultimi anni: il ritorno di un rugby votato all\u2019attacco, molto diverso da quello pi\u00f9 conservativo visto durante il Mondiale 2019 e nel tour dei Lions in Sudafrica del 2021.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2026\/07\/24\/nigel-owens-abbandonare-il-campo-fra-gli-insulti-del-pubblico-e-il-lancio-di-oggetti-non-fa-parte-del-gioco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Nigel Owens: \u201cAbbandonare il campo fra gli insulti del pubblico e il lancio di oggetti non fa parte del gioco\u201d<\/a><\/p>\n<p class=\"p2\">L\u2019ex capitano gallese ha analizzato le dieci partite pi\u00f9 equilibrate della competizione, individuando un dato ricorrente: le squadre vincitrici sono state quasi sempre quelle capaci di guadagnare pi\u00f9 metri e soprattutto di creare pi\u00f9 linebreak. \u201cNelle dieci partite pi\u00f9 combattute, la squadra vincente ha sempre conquistato pi\u00f9 metri e realizzato pi\u00f9 break puliti. Oggi le squadre vincenti producono in media 15 linebreak a partita.\u201d<\/p>\n<p class=\"p2\">Per Warburton si tratta di una vera rivoluzione rispetto al recente passato. \u201cQuando giocavo io, se una squadra ci avesse aperto la difesa cos\u00ec tante volte, Shaun Edwards sarebbe impazzito. Oggi vedere una squadra superare i venti linebreak in una partita \u00e8 quasi normale. \u00c8 un enorme cambiamento ed \u00e8 una grande notizia per lo spettacolo.\u201d<\/p>\n<p><b>Nations Championship, Warburton: i<\/b><b>\u00a0meriti di World Rugby<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">Warburton attribuisce parte di questa evoluzione anche alle modifiche regolamentari introdotte negli ultimi anni da World Rugby. In particolare ha citato il goal-line dropout dopo un pallone tenuto alto in area di meta, ritenendolo uno degli interventi che hanno favorito un rugby pi\u00f9 continuo e offensivo.<\/p>\n<p class=\"p2\">L\u2019ex numero 7 ha inoltre osservato come le squadre siano oggi molto pi\u00f9 efficaci nei 22 metri avversari. \u201cNon sorprende che le squadre vincitrici siano state pi\u00f9 incisive nella zona di attacco e che abbiano trasformato quasi il 40% dei linebreak in mete.\u201d<\/p>\n<p class=\"p2\">Secondo Warburton questa capacit\u00e0 era storicamente uno dei marchi di fabbrica degli All Blacks, ma oggi il resto del panorama internazionale sta rapidamente colmando il divario. \u201cLa capacit\u00e0 di trasformare i break in mete era sempre stata il superpotere della Nuova Zelanda. Adesso le altre nazionali stanno recuperando terreno.\u201d<\/p>\n<p><b>Nations Championship, Warburton: d<\/b><b>ifese sempre pi\u00f9 sotto pressione<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">L\u2019altra faccia della medaglia \u00e8 rappresentata dalle difficolt\u00e0 difensive. Warburton ha ricordato come durante la sua carriera il Galles puntasse abitualmente a una percentuale di placcaggi riusciti vicina al 90%, mentre oggi persino le squadre vincenti si attestano spesso tra l\u201981 e l\u201983%.<\/p>\n<p class=\"p2\">Le sconfitte, invece, scendono frequentemente sotto il 70%. \u201cLe partite sono molto pi\u00f9 aperte e frammentate. Perfino grandi allenatori della difesa come Shaun Edwards e Andy Farrell oggi hanno enormi difficolt\u00e0.\u201d Tra gli elementi determinanti, l\u2019ex capitano dei Lions indica la velocit\u00e0 dei palloni giocati: le squadre vincenti riescono ad avere oltre la met\u00e0 dei propri ruck con un tempo inferiore ai tre secondi, mettendo costantemente in crisi l\u2019organizzazione difensiva avversaria.<\/p>\n<p><b>Nations Championship, Warburton: d<\/b><b>isciplina, il consiglio all\u2019Inghilterra<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">Warburton ha poi affrontato il tema della disciplina dell\u2019Inghilterra, reduce da una serie di otto test nei quali sono arrivati ben quattordici cartellini gialli e uno rosso. Per l\u2019ex flanker serve un cambio di approccio deciso da parte dello staff tecnico di Steve Borthwick, prendendo esempio da quanto fece Warren Gatland durante la sua esperienza alla guida del Galles.<\/p>\n<p class=\"p2\">Warburton ha ricordato infatti come Gatland fosse riuscito a eliminare il problema dei continui cartellini di Liam Williams intervenendo con fermezza e responsabilizzando il giocatore. Secondo l\u2019ex capitano gallese, anche l\u2019Inghilterra dovr\u00e0 adottare la stessa linea se vorr\u00e0 competere stabilmente ai massimi livelli.<\/p>\n<p><b>Nations Championship, Warburton: u<\/b><b>n torneo promosso, con una riserva<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">Nel complesso, il giudizio di Warburton sul Nations Championship resta ampiamente positivo. L\u2019unico vero punto critico riguarda il calendario e gli spostamenti affrontati dalle nazionali europee durante la competizione.<\/p>\n<p class=\"p3\">\u201cAlcuni viaggi sono stati estenuanti e, a tratti, privi di senso. Da questo punto di vista il torneo favorisce inevitabilmente le squadre dell\u2019emisfero sud.\u201d Una critica che per\u00f2 non cambia il suo verdetto finale: il Nations Championship ha mostrato un rugby pi\u00f9 veloce, offensivo e divertente, offrendo un segnale incoraggiante sull\u2019evoluzione del gioco internazionale.<\/p>\n<p>OnRugby.it \u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Nations Championship convince anche una delle voci pi\u00f9 autorevoli del rugby mondiale. 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