{"id":60283,"date":"2025-08-21T13:02:09","date_gmt":"2025-08-21T13:02:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/60283\/"},"modified":"2025-08-21T13:02:09","modified_gmt":"2025-08-21T13:02:09","slug":"ansia-da-rientro-al-lavoro-ecco-i-5-consigli-dello-psicologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/60283\/","title":{"rendered":"ansia da rientro al lavoro? Ecco i 5 consigli dello psicologo"},"content":{"rendered":"<p>Firenze, 20 agosto 2025 \u2013 Per <strong>molti toscani le ferie sono gi\u00e0 finite<\/strong> oppure sono agli sgoccioli. Il rientro al lavoro dopo un periodo di vacanza \u00e8 da sempre uno shock che tocca, o \u00e8 toccato, ad ogni lavoratore. <strong>Ansia, stress eccessivo, depressione<\/strong>: la ripresa della normale routine spesso risulta essere difficoltosa. Sebbene sia vero che ogni persona ha una propensione differente all\u2019ansia, ci sono alcune persone che patiscono maggiormente questo passaggio e altre che lo gestiscono meglio ma, in ogni caso, \u00e8 necessario allarmarsi solo quando i sintomi diventano invalidanti per lo svolgimento delle attivit\u00e0 quotidiane o se, pur senza essere troppo evidenti, si trascinano per un tempo eccessivamente lungo.<\/p>\n<p>In questi casi, il ricorso a uno specialista psicologo o psicoterapeuta \u00e8 fondamentale. Il dottor <strong>Giancarlo Caselli, psicologo clinico, <\/strong>con una lunga esperienza nel settore, e tra i 12.000 medici presenti su iDoctors &#8211; la prima piattaforma in Italia, oggi AI based, per la prenotazione online di visite specialistiche ed esami diagnostici &#8211; presenta alcuni suggerimenti concreti da attuare e indica gli aspetti medici pi\u00f9 importanti per sapere riconoscere situazioni potenzialmente critiche.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 il momento di preoccuparsi <\/p>\n<p>Il corpo e la mente sono programmati per adattarsi all\u2019ambiente in cui si vive e questo solitamente avviene in modo piuttosto rapido specie quando ci si trova a vivere in un\u2019area di maggiore comfort, come ad esempio in vacanza. <strong>Per questo motivo,<\/strong> l\u2019ansia da rientro \u00e8 un fatto assolutamente fisiologico. Attenzione per\u00f2 alla durata, se si superano 7-10 giorni, e alla gravit\u00e0 dei sintomi perch\u00e9, in qualche caso, pu\u00f2 nascondersi un disturbo pi\u00f9 importante come quello di ansia generalizzata. In questo caso, il rientro al lavoro non \u00e8 la causa del disturbo ma l\u2019elemento che rende visibile, attraverso un sintomo, un qualcosa di pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>Lo si pu\u00f2 riconoscere osservando i cambiamenti che accadono all\u2019interno della persona come pensieri invadenti, alterazioni del ritmo cardiaco, difficolt\u00e0 a prendere sonno, variazioni nelle abitudini alimentari, paura ad affrontare nuove sfide, etc. In questi casi \u00e8 importante consultare un professionista per capire<strong> come meglio affrontare le difficolt\u00e0 che stanno insorgendo.<\/strong> Le strade che possono essere seguite in terapia sono molteplici e non necessariamente di lungo periodo. Infatti, nel caso di sindromi ansiose, percorsi legati alla mindfulness, al training autogeno, alla terapia polivagale, alla meditazione o all\u2019ACT nel giro di poche settimane possono risolvere efficacemente il problema.<\/p>\n<p>Il ruolo del sonno e dell\u2019alimentazione <\/p>\n<p>Sonno e alimentazione sono due indicatori molto importanti per riconoscere ci\u00f2 che sta accadendo all\u2019interno di una persona. <strong>E\u2019 normale sentirsi un po\u2019 spaesati<\/strong> nei primi giorni e notti di rientro, perch\u00e8 occorre un po\u2019 di tempo per adattarsi a nuovi ritmi, ma se sintomi come la fatica ad addormentarsi dopo una settimana persistono pu\u00f2 essere il segnale di un disturbo d\u2019ansia. Mentre se si tende ad addormentarsi in modo inusuale molto presto la sera e poi avere dei risvegli notturni pu\u00f2 essere il sintomo di una deflessione del tono dell\u2019umore. Analogamente un\u2019alterazione del rapporto col cibo come <strong>una certa compulsione<\/strong> nel mangiare pu\u00f2 essere indice di una forma ansiosa, mentre la perdita di appetito \u00e8 pi\u00f9 spesso legata al calo del tono dell\u2019umore e quindi ad una sintomatologia pi\u00f9 di tipo depressivo.<\/p>\n<p>Le categorie di lavoratori pi\u00f9 colpiti <\/p>\n<p>L\u2019ansia da rientro pu\u00f2 interessare tutte le categorie in modo trasversale ma, solitamente, \u00e8 pi\u00f9 intensa in chi si trova a vivere gi\u00e0 altre difficolt\u00e0 di tipo lavorativo o relazionale e in chi ha ancora poca esperienza nel ruolo che ricopre, quindi neoassunti o soggetti a cui \u00e8 stata cambiata la mansione da poco. Poich\u00e9 proprio<strong> la poca esperienza nel ruolo<\/strong> \u00e8 uno dei fattori che aumentano l\u2019ansia, risulta chiaro che sono spesso i giovani adulti la coorte di popolazione pi\u00f9 soggetta ai sintomi mancando ancora dei necessari strumenti interni per gestire al meglio le responsabilit\u00e0. Naturalmente, per\u00f2, la capacit\u00e0 di affrontare le sfide senza cadere nel panico \u00e8 una caratteristica individuale per cui a volte anche persone con notevole anzianit\u00e0 si trovano in difficolt\u00e0 in questi stessi momenti.<\/p>\n<p>Come sta peggiorando il fenomeno <\/p>\n<p>Negli ultimi anni sono sempre pi\u00f9 in aumento casi di sintomatologie che riguardano ansia e\/o depressione, <strong>due facce della stessa medaglia, <\/strong>cos\u00ec come le somatizzazioni che spesso accompagnano l\u2019ansia. Da un lato i motivi sono di tipo sociale e derivanti da richieste di performance sempre pi\u00f9 importanti ma, dall\u2019altro lato, si registra anche a livello psicologico una minor capacit\u00e0 di affrontare le sfide e, conseguentemente, una crescita dei disturbi. Fortunatamente, si registra allo stesso tempo un aumento del numero di persone che tempestivamente richiedono l\u2019aiuto di uno psicologo.<\/p>\n<p>Come comportarsi quando una persona vicina soffre <\/p>\n<p>Sebbene si tratti di un tema delicato, soprattutto dal punto di vista della privacy, esistono diversi modi per andare in soccorso di un collega di lavoro in difficolt\u00e0 che manifesta ansia da rientro dalle ferie. In primo luogo lo si pu\u00f2 aiutare a riconoscere i sintomi, ad accettarli come normali se sono presenti nei primi giorni successivi al rientro e fare ci\u00f2 che \u00e8 in suo potere per rendere pi\u00f9 dolce questo periodo di assestamento. Se per\u00f2 ci si accorge che i sintomi non passano o magari peggiorano non bisogna banalizzare il fenomeno, <strong>ma suggerire di rivolgersi a uno specialista <\/strong>che possa aiutare a risolvere la questione.In definitiva, come in tutte le cose la gradualit\u00e0 \u00e8 meglio dello stacco repentino: per cui sarebbe importante non rientrare dalle vacanze la sera prima di ricominciare il lavoro ma lasciarsi almeno un breve periodo di \u201cacclimatazione\u201d per riprendere dei ritmi pi\u00f9 regolari rispetto a <strong>quelli adottati in vacanza<\/strong>. E\u2019 importante poi mantenere alcune delle attivit\u00e0 pi\u00f9 gratificanti iniziate durante il periodo di riposo in modo da avvertire il distacco in modo meno significativo. Non solo, \u00e8 importante anche non archiviare le vacanze, specie se particolarmente belle, come un qualcosa di passato ma riassaporarne i ricordi.<\/p>\n<p><b>Maurizio Costanzo\u00a0<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Firenze, 20 agosto 2025 \u2013 Per molti toscani le ferie sono gi\u00e0 finite oppure sono agli sgoccioli. 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