{"id":603208,"date":"2026-07-26T13:22:26","date_gmt":"2026-07-26T13:22:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/603208\/"},"modified":"2026-07-26T13:22:26","modified_gmt":"2026-07-26T13:22:26","slug":"perche-larte-e-una-vera-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/603208\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019arte \u00e8 una vera cura"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elena Meli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Lo sport, la lettura, il contatto con la natura sono gli \u00abingredienti\u00bb capaci di rigenerarci durante le vacanze. Anche i musei, le mostre, le citt\u00e0 ricche di capolavori hanno un grande valore per il nostro benessere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E se il segreto del <b>primato di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/longevita\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">longevit\u00e0<\/a><\/b> degli italiani fosse nella \u00ab<b>grande bellezza<\/b>\u00bb che ci circonda in ogni angolo del Paese, dalle opere conservate negli innumerevoli musei alle architetture delle citt\u00e0 d\u2019arte? A giudicare da un recente studio dell\u2019University College di Londra \u00e8 possibile: stando ai dati raccolti su oltre 3.500 adulti, andare al museo o partecipare a una qualsiasi attivit\u00e0 che preveda il contatto con l\u2019arte rallenterebbe l\u2019invecchiamento quanto andare in palestra una volta a settimana.\u00a0<\/p>\n<p>    Due approcci<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019orologio della vecchiaia, ovvero i segni biologici del tempo che passa e che vanno dal grado di infiammazione al livello di stress e dei fattori di rischio cardiovascolare, ticchetterebbe del 4% pi\u00f9 lentamente in chi \u00abfrequenta\u00bb la bellezza e le attivit\u00e0 culturali, al punto da abbassare di un anno l\u2019et\u00e0 biologica dei pi\u00f9 assidui; tuttavia, <b>anche visitare solo due o tre mostre all\u2019anno basterebbe gi\u00e0 per rallentare il tasso di invecchiamento del 2%<\/b>. Non \u00e8 tantissimo e le misurazioni dell\u2019et\u00e0 biologica non sono ancora precise ma certo \u00e8 un indizio forte, che si somma a molte altre prove degli effetti positivi dell\u2019arte sulla salute, sia quella osservata come spettatori, sia quella praticata in contesti di <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/26_giugno_11\/arteterapia-che-cos-e-la-prescrizione-culturale-e-come-l-arte-puo-influenzare-il-nostro-benessere-2ee0d2fd-86a9-46fe-8fbc-d03e83837xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">arteterapia<\/a><\/b>. Due approcci diversi, accomunati dal coinvolgimento in un\u2019attivit\u00e0 culturale che \u00abfavorisce il benessere fisico e mentale, proprio come il movimento\u00bb, spiega l\u2019epidemiologa Daisy Fancourt che ha condotto lo studio inglese. \u00c8 vero al punto che perfino l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 dal 2019 sta promuovendo ricerche su interventi terapeutici in cui si utilizza il mezzo artistico, come fruitori o creando opere, per migliorare il benessere dei pazienti e la qualit\u00e0 delle cure in molti ambiti, dalla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/figli-genitori\/26_giugno_10\/piano-per-la-salute-mentale-piu-attenzione-a-giovani-e-donne-f65029ab-b23c-4698-88f1-e0983faacxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">salute mentale<\/a> a quella materna. \u00c8 arrivato il momento di prendere ogni giorno una \u00abpillola di Michelangelo\u00bb?    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La \u00abgrande bellezza\u00bb ci fa davvero stare meglio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da noi una delle esperienze pi\u00f9 recenti \u00e8 il progetto \u00abMuseo Benessere:\u00bb <b>percorsi di cura attraverso l\u2019arte e la cultura<\/b> a Torino, dove i medici di famiglia possono prescrivere una visita guidata al Castello di Rivoli o alla Reggia di Venaria a persone fragili come anziani soli, pazienti con patologie croniche, persone con disabilit\u00e0 lievi che grazie all\u2019esperienza del bello possono poi sentirsi meglio. \u00c8 accaduto lo stesso a Palazzo Maffei di Verona, dove un centinaio di persone sono state coinvolte in visite in cui si favoriva la riflessione e lo scambio di fronte alle opere: <b>al termine<\/b>, gli psichiatri dell\u2019Universit\u00e0 di Verona che hanno condotto lo studio hanno registrato un <b>miglioramento tangibile nel benessere psicologico<\/b> riferito dai partecipanti.\u00a0<\/p>\n<p>    Benessere provato dalla scienza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019arte prescritta dal medico<\/b> \u00e8 da tempo una realt\u00e0 in Canada, Stati Uniti e Regno Unito e nasce anche da un\u2019esigenza sociale: l\u2019epidemiologa inglese Daisy Fancourt, che ha dimostrato l\u2019<b>effetto anti-age dei musei<\/b>, ha sottolineato come almeno oltremanica molti vadano dal medico per la <b>solitudine<\/b> o <b>piccoli disagi psicologici<\/b> che possono essere gestiti anche con \u00ab<b>prescrizioni sociali<\/b>\u00bb come appunto le visite ai musei, occasioni per stare con gli altri e per trarre i non pochi vantaggi dell\u2019essere esposti al bello. <br \/>Lo sanno bene i pazienti con<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/reumatologia\/25_maggio_12\/fibromialgia-cos-e-sintomi-trattamenti-in-italia-2-milioni-di-malati-invisibili-71d44260-3e35-42b0-bba3-ee8c306eaxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> fibromialgia<\/a> che partecipano a un progetto di museoterapia allo Stibbert di Firenze: un\u2019esperienza immersiva in cui le opere sono uno stimolo emotivo di cui viene studiato per\u00f2 anche l\u2019effetto oggettivo su parametri come i livelli di stress e le variazioni del battito cardiaco, attraverso specifiche registrazioni durante il percorso guidato di visita. Perch\u00e9 il <b>benessere <\/b>che sentiamo <b>davanti a un\u2019opera d\u2019arte<\/b> non \u00e8 immaginario, ma <b>provato dalla scienza <\/b>e mediato da una sorta di innata capacit\u00e0 dell\u2019essere umano di riconoscere la bellezza e viverla come fosse un balsamo per il cervello.\u00a0<\/p>\n<p>    Antinfiammatorio naturale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I <b>musei<\/b> hanno effetti benefici simili a quelli degli ambienti naturali, che <b>rinvigoriscono le risorse cognitive<\/b> <b>attraverso la<\/b> cosiddetta <b>attenzione senza sforzo<\/b>, il fenomeno per cui grazie alla fascinazione indotta dalla bellezza della natura <b>il cervello si rilassa e si ricarica<\/b>: i primi studi sulle esperienze nei musei, anni fa, hanno dimostrato che osservare un dipinto provoca le stesse conseguenze, su mente e fisico. Una ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Berkeley, per esempio, ha verificato che <b>ammirare il panorama del Grand Canyon <\/b>o stare a naso in su nella <b>Cappella Sistina<\/b> suscita lo stesso senso di meraviglia e, grazie a questo, funzionerebbe da <b>antinfiammatorio naturale<\/b>, abbassando i livelli di diverse molecole pro-infiammatorie e ristabilendo un buon equilibrio nel sistema immunitario, per renderci pi\u00f9 forti contro le malattie.\u00a0<b>Nel cervello<\/b>, poi, l\u2019esposizione alla bellezza induce un <b>maggior rilascio di dopamina<\/b>, la molecola del piacere e della gratificazione: davanti a un\u2019opera d\u2019arte se ne produce di pi\u00f9, la scarica di emozioni positive \u00e8 simile a quando ci si innamora. Non solo: numerose ricerche di neuroestetica, la disciplina che unisce le scienze cognitive all\u2019estetica proprio per capire che cosa succede nella mente quando siamo esposti all\u2019arte o al bello in generale, analizzando le risonanze magnetiche di persone messe di fronte a opere d\u2019arte hanno dimostrato che ammirarle <b>aumenta l\u2019efficienza di alcune funzioni cerebrali<\/b>, per esempio la regolazione delle emozioni, contribuendo cos\u00ec alla sensazione di benessere post-museo.\u00a0<\/p>\n<p>    L\u2019area del cervello che si \u00abaccende\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La bellezza<\/b> indiscutibile <b>dei capolavori<\/b> poi ha una perfezione intrinseca che il cervello riconosce: <b>attiva<\/b>, infatti, sempre la stessa area, l\u2019<b>area orbitofrontale mediale che <\/b>sta pi\u00f9 o meno sopra agli occhi, in mezzo alla fronte, e che \u00e8 stata scoperta dal neurobiologo Semir Zeki, docente all\u2019University College di Londra e padre della neuroestetica. Questa zona si accende a prescindere dal tipo di opera che abbiamo di fronte e indipendentemente da cultura e contesto, come se avessimo un sensore per il bello, che lo individua e ne gode per stare meglio: la bellezza quindi \u00e8 una qualit\u00e0 oggettiva che tutti siamo in grado di riconoscere e non \u00e8 negli occhi di chi guarda, semmai nel suo cervello. E <b>il piacere <\/b>di fronte alle opere \u00e8<b> quasi indipendente dalla nostra volont\u00e0<\/b>, a giudicare dai dati raccolti dall\u2019universit\u00e0 dell\u2019Arkansas su oltre 10mila bambini delle scuole elementari e medie portati in gita scolastica al museo: difficile immaginare spettatori pi\u00f9 recalcitranti di un gruppo di ragazzini di fronte a un quadro, eppure dopo una giornata al museo il pensiero critico \u00e8 risultato pi\u00f9 sviluppato e i ragazzi si sono rivelati pi\u00f9 contenti, tolleranti e ben disposti verso il prossimo.<\/p>\n<p>    Attivit\u00e0 cerebrale legata all\u2019osservazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Viene da chiedersi se l\u2019<b>arte contemporanea<\/b>, talvolta imperscrutabile e spesso lontana dai canoni del bello classico, possa essere altrettanto utile. Proprio studi di Semir Zeki hanno mostrato che per aumentare l\u2019apprezzamento estetico di qualsiasi dipinto basta accompagnarlo con una didascalia che lo ubichi in una famosa galleria: ci\u00f2 influenza l\u2019attivit\u00e0 cerebrale legata all\u2019osservazione, perch\u00e9 se sappiamo di avere davanti qualcosa che viene definito arte lo sguardo ci si sofferma di pi\u00f9 e pu\u00f2 smuovere nel cervello i meccanismi di apprezzamento, piacere e benessere che si accendono davanti alla bellezza senza compromessi di un Michelangelo, pure se meno potenti perch\u00e9 indotti dalle circostanze.<\/p>\n<p>    Vantaggi dell\u2019arte praticata<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma se l\u2019arte osservata fa bene, \u00e8 ancora pi\u00f9 netto il vantaggio dell\u2019<b>arte praticata<\/b>: il Nord-Trondelag Health Study norvegese, uno dei pi\u00f9 ampi con 130 mila intervistati, ha dimostrato che gli habitu\u00e9 delle manifestazioni culturali sono meno ansiosi e depressi, pi\u00f9 soddisfatti della loro vita e in uno stato di salute migliore, ma anche che <b>si possono avere ancor pi\u00f9 benefici provando a dipingere, scolpire, recitare, ballare<\/b>: non stupisce perch\u00e9 l\u2019<b>arteterapia<\/b>, oltre ad aumentare le connessioni fra le cellule del cervello, \u00e8 ritenuta un utile alleato delle terapie standard in molte situazioni cliniche, dalla depressione e l\u2019ansia ai disturbi dell\u2019apprendimento, fino al miglioramento cognitivo in anziani con malattie neurodegenerative come <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/neuroscienze\/25_settembre_20\/alzheimer-si-puo-prevenire-e-come-ridurre-il-rischio-i-sintomi-a-chi-chiedere-aiuto-se-ho-un-familiare-malato-la-guida-382e156c-21f9-415a-949f-b8eff4354xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alzheimer<\/a> o <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/morbo-di-parkinson\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Parkinson<\/a>. Uno degli esempi pi\u00f9 recenti riguarda proprio il <b>Parkinson<\/b>: una revisione delle ricerche sul tema pubblicata su Frontiers in Psychology sottolinea il <b>valore dell\u2019arteterapia nel migliorare la funzionalit\u00e0 motoria dei pazienti<\/b>, specificandone il potenziale positivo se viene aggiunta ai programmi di neuroriabilitazione. Attenzione per\u00f2: non \u00e8 arte-terapia un corso di disegno, serve la presenza di un professionista che \u00abguidi\u00bb le sedute e il processo creativo in modo che sia connesso con il disturbo da gestire.<\/p>\n<p>    Per le opere d\u2019arte vale la prevenzione come per la salute<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019arte cura, ma ha bisogno di cure. Per questo la medicina non \u00e8 affatto un mondo a parte rispetto ai musei, anzi: come spiega Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani: \u00abL\u2019approccio che si utilizza oggi per salvaguardare le opere d\u2019arte e preservarle per il futuro ha molte similitudini con quello caratteristico della medicina. Ogni anno, per esempio, \u00e8 previsto un monitoraggio di tutte le opere presenti nei sette chilometri delle gallerie dei Musei Vaticani e nei depositi: iniziamo a gennaio con la Cappella Sistina per concludere a fine dicembre con l\u2019ultimo dei 95 depositi ed \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 di prevenzione simile a quella dei check-up di salute, per una diagnosi preventiva delle criticit\u00e0 che consenta di impostare le giuste \u201cterapie\u201d, ovvero i restauri da programmare con maggiore o minore urgenza\u00bb. Proprio nel 2026 grazie al check-up preventivo si \u00e8 scoperto che il Giudizio Universale di Michelangelo, nella Cappella Sistina, aveva bisogno di una manutenzione straordinaria per eliminare una patina biancastra superficiale di lattato di calcio. \u00abDipende dall\u2019afflusso dei visitatori ed \u00e8 localizzato soprattutto alla porta di ingresso: lo abbiamo rimosso con acqua distillata e carta velina giapponese e il risultato \u00e8 sorprendente, come aver tolto una leggera cataratta\u00bb, dice Jatta. I<b> laboratori scientifici dei Musei Vaticani<\/b>, oltre a curare le opere, <b>danno<\/b> anche <b>informazioni utili ai medici di <\/b>oggi<b> analizzando casi clinici di ieri<\/b>: \u00abIndaghiamo per esempio le <b>mummie della necropoli paleocristiana<\/b> di San Pietro e di quella ancora precedente di Santa Rosa: <b>capire la causa delle morti o quale fosse l\u2019alimentazione di allora <\/b>offre indicazioni interessanti anche per i medici attuali, per comprendere meglio l\u2019origine delle malattie e non solo\u00bb conclude Jatta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-23T18:18:47+02:00\">25 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Elena Meli Lo sport, la lettura, il contatto con la natura sono gli \u00abingredienti\u00bb capaci di 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