{"id":604220,"date":"2026-07-27T07:09:13","date_gmt":"2026-07-27T07:09:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604220\/"},"modified":"2026-07-27T07:09:13","modified_gmt":"2026-07-27T07:09:13","slug":"lomicidio-di-yara-gambirasio-cosi-si-arrivo-alla-madre-di-bossetti-cosa-accadde-quella-sera-una-testimone-li-avevo-gia-visti-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604220\/","title":{"rendered":"L&#8217;omicidio di Yara Gambirasio, cos\u00ec si arriv\u00f2 alla madre di Bossetti. Cosa accadde quella sera? Una testimone: \u00abLi avevo gi\u00e0 visti insieme\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Armando Di Landro<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Quando la paura di una famiglia si trasform\u00f2 in ansia collettiva, le indagini e i colpi di scena: la nave fermata in mezzo al mare, la caccia all&#8217;uomo nero, il Dna e la pi\u00f9 grande inchiesta genetica di sempre. Il figlio illegittimo, le parole di Marita Comi in carcere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 una verit\u00e0 che manca. E non \u00e8 quella sul responsabile dell\u2019omicidio di  Yara Gambirasio, 13 anni. <b>Ma \u00e8 una risposta sul perch\u00e9, su cosa \u00e8 successo quella sera, su quali fossero i rapporti tra la vittima e il suo carnefice,<\/b> vero punto mai esplorato compiutamente. Manca, insomma, la verit\u00e0 di Massimo Bossetti, inchiodato da un Dna inossidabile, al quale hanno creduto non uno ma circa 40 giudici, tutti quelli che il carpentiere bergamasco ha incontrato sul suo percorso giudiziario, dalle indagini preliminari fino alla sentenza di Cassazione di ormai otto anni fa. Colpevole, per tutti. Ergastolo.<\/p>\n<p>    Le parole in aula<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A invocarla, quella verit\u00e0, fu la stessa famiglia Gambirasio, in aula, con <b>l\u2019avvocato di parte civile Andrea Pezzotta: \u00abSiamo disposti a rinunciare al risarcimento fissato dal giudice in cambio della verit\u00e0 da parte dell\u2019imputato\u00bb.<\/b> Lui rest\u00f2 in silenzio. Quella era la richiesta di una famiglia che nutriva il dubbio doloroso, ma anche doveroso, che la figlia fosse finita travolta dalla banalit\u00e0 del male anche per via delle sue  evasioni da tredicenne, per una curiosit\u00e0 che l\u2019aveva portata a incrociare la persona sbagliata. La risposta, forse attesa ancora oggi, sarebbe stata utile non solo ai Gambirasio ma a molte altre famiglie, per capire quanto la normalit\u00e0, l\u2019entusiasmo e lo slancio di un\u2019adolescente che tutto vuole per s\u00e9 e le pagine del suo diario, possano celare dei rischi pur senza avere colpe. Fu una testimone a dire in aula: \u00abNel periodo di settembre vidi una ragazzina che saliva sull\u2019auto grigia parcheggiata vicino alla mia, al volante c\u2019era un uomo dagli occhi di ghiaccio. Era Bossetti\u00bb. E oggi un investigatore di allora, che nel frattempo ha fatto carriera in polizia, conferma: \u00abL\u2019idea, per molti di noi, \u00e8 che il movente fosse da ricercare in una relazione, o in un adescamento, nato prima del giorno della scomparsa\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 una storia, quella dell\u2019omicidio di Yara Gambirasio e del colpevole Massimo Bossetti, <b>iniziata con la paura dell\u2019uomo nero, dello straniero, e finita alla porta (quasi) accanto di una famiglia simile a quella della vittima:<\/b> un carpentiere libero professionista, un furgone e qualche aiutante, i cantieri, una casa ristrutturata in un immobile  dei suoceri, tre figli, una moglie casalinga.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accadde quel venerd\u00ec sera di <b>novembre 2010, il 26, mentre cadeva la prima neve dell\u2019anno<\/b> anche sul quel chilometro quadrato circa di villette ordinate a Brembate Sopra: lottizzazione anni 80 come tante, strade dritte che si incrociano affacciate su siepi, giardini curati, marciapiedi. Nulla \u00e8 cambiato, 16 anni dopo, la villetta dei Gambirasio resta avvolta dalla debole privacy di una traversa a fondo chiuso. Ottocento metri, non di pi\u00f9, separavano Yara dal centro sportivo: palestra, piscina, campi da calcio,  casa del custode, bar, parcheggi, da un lato le ville, dall\u2019altro le aziende. E il buio. L\u00ec tra le 18.44 e le 18.59 si materializz\u00f2 la paura di ogni famiglia: la figlia adolescente che esce di casa e scompare nel nulla.  Doveva solo andare a portare un registratore in palestra alla maestra di ginnastica ritmica, lei era una piccola campionessa.<\/p>\n<p>    La paura diffusa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel giro di mezz\u2019ora, conoscendo le sue abitudini, a mamma Maura e pap\u00e0 Fulvio fu chiaro che era successo qualcosa. Poche ore dopo il caso esplose anche per tv e giornali: un Paese, l\u2019Italia (e non pi\u00f9 solo Brembate Sopra) con il fiato sospeso, un\u2019ansia collettiva che sembr\u00f2 trovare una risposta esattamente otto giorni dopo, la sera di sabato 4 dicembre. <b>Una nave salpata da Genova per Tangeri fermata in mezzo al mare, <\/b>fatta rientrare in porto, un uomo sceso in manette e portato a Bergamo dai carabinieri. Il suo nome: Mohamed Fikri, 22 anni, piastrellista marocchino che aveva lavorato al cantiere di un centro commerciale a  Mapello, solo un chilometro dalla palestra di Brembate Sopra. La risposta perfetta alla normalit\u00e0 violata.<\/p>\n<p>    Il primo sospettato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Arma sentiva la svolta vicina. <b>Ma l\u2019intuizione della sostituta procuratrice Letizia Ruggeri <\/b>\u2014 che anni dopo si present\u00f2 a una festa della Lega a mangiare una pizza con Matteo Salvini ed ebbe a dire \u00abmica siamo tutti di sinistra noi magistrati\u00bb \u2014 fu inattesa quanto azzeccata: la colpevolezza di Fikri non la convinceva, la frase in arabo interpretata da una traduttrice della Procura, \u00abl\u2019hanno uccisa davanti al cancello\u00bb, non le tornava. Chiam\u00f2 altre persone di lingua araba, alcune trovate tra i corridoi, fece ritradurre, la parola \u00abuccisa\u00bb non risultava a tutti. E l\u2019indagato aveva anche l\u2019alibi di una cena con il suo datore di lavoro  padovano. Fu la stessa pm, voltando le spalle ai carabinieri, a chiedere la scarcerazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un caso senza soluzioni? Dove \u00e8 Yara? E perch\u00e9 l\u2019ipotesi formulata dalla Procura \u00e8 subito quella di omicidio<\/b> e non solo di sequestro? Se lo chiede la famiglia Gambirasio, cercando risposte anche nella formalit\u00e0 di un fascicolo. Risposte che non arrivano fino a quando tutto cambia, il 26 febbraio 2011. Yara \u00e8 morta, stesa supina con le braccia all\u2019indietro in un campo dall\u2019erba alta vicino alla zona industriale di Chignolo d\u2019Isola, una decina di chilometri da Brembate Sopra. \u00c8 stata ferita pi\u00f9 volte, uccisa: ci\u00f2 che resta di lei \u00e8 ancora avvolto nei vestiti che aveva addosso quella sera, un bomber, i leggings neri, le sneakers, indumenti strappati  e tagliati. Tre mesi di freddo, acqua, neve, eppure, il corpo martoriato ha tenuto con s\u00e9 qualcosa di chi l\u2019ha guardata per l\u2019ultima volta negli occhi. C\u2019\u00e8 del materiale organico, forse sangue, forse liquido seminale, non si sa, ma \u00e8 leggibile, sugli slip, all\u2019altezza dell\u2019inguine. \u00c8 un Dna maschile, una firma. \u00c8 l\u2019Ignoto 1 da cercare.<\/p>\n<p>    La caccia a Ignoto 1<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inizia cos\u00ec la pi\u00f9 grande indagine genetica della storia giudiziaria italiana, con la raccolta di 21 mila Dna prelevati nella zona, a residenti e non. Con un colpo di fortuna, per\u00f2: una discoteca vicina al campo del ritrovamento \u00e8  un circolo, che registra  nome e  cognome di tutti i clienti. Tra loro ce n\u2019\u00e8 uno con un Dna simile a Ignoto 1, perch\u00e9 l\u2019aplotipo Y (la linea maschile) corrisponde. Quando poi si scopre che sua madre aveva lavorato come colf a casa Gambirasio, si diffonde l\u2019idea di essere vicinissimi alla vera svolta. E invece, se si cerca un ignoto l\u2019aplotipo non vuol dire nulla,  \u00e8 solo un ceppo genetico vasto nel quale scavare. Allora nella famiglia estesa di quel cliente della discoteca si cercano maschi che abbiano un Dna sempre pi\u00f9 simile  a quello di Ignoto 1: fino a quando si arriva a due gemelli che sono sicuramente suoi fratelli naturali. Ma loro, stando all\u2019anagrafe,  di fratelli non ne hanno. <b>Quindi, \u00e8 la conclusione dei consulenti della pm, \u00e8 probabile che il loro pap\u00e0, morto nel 1998, abbia avuto un figlio fuori dal matrimonio.<\/b> Sar\u00e0 riesumato: \u00e8 il pap\u00e0 di Ignoto 1. Bisogna allora trovare la mamma, per il risultato finale: vengono selezionate oltre 500 donne emigrate dalla Val Seriana, dove viveva l\u2019uomo deceduto nel \u201998, alla zona di Brembate Sopra. I loro profili vanno confrontati con quello di Ignoto 1. Ma per un certo periodo, scoprir\u00e0 il laboratorio di biologia forense di Pavia, il confronto viene fatto con il profilo di Yara.  Un errore grave (materiale per i complottisti e per tutto quel filone mass mediatico che ha nutrito dubbi sulle indagini e poi il processo, chiamando in causa inutilmente anche le insegnanti di ginnastica o il custode della palestra). Ma l\u2019inchiesta procede, fino a quando la madre di Ignoto 1 viene trovata e il profilo di uno dei suoi figli corrisponde perfettamente all\u2019uomo cercato da tre anni: si chiama Massimo Bossetti, il suo secondo nome, Giuseppe, \u00e8 uguale a quello del padre naturale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 quindi una storia di vecchie relazioni extraconiugali, dentro le indagini, che non dovrebbe interessare a nessuno ai fini della soluzione di un delitto. <b>Se non fosse che l\u2019illegittimit\u00e0 dei figli nati fuori dal matrimonio (Bossetti ha una gemella) dimostra la validit\u00e0 della ricostruzione genetica<\/b>:  il Dna sul corpo di Yara ha indicato che Ignoto 1 era probabilmente figlio illegittimo dell\u2019uomo morto in Val Seriana nel \u201998 e quando quell\u2019Ignoto \u00e8 stato trovato, i controtest hanno confermato tutto.<\/p>\n<p>    Le frasi, l&#8217;arresto, le condanne<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl Dna non mente, mamma\u00bb, lo dice lo stesso Bossetti subito dopo l\u2019arresto. E la moglie Marita Comi,  volto da rotocalco e una tristezza infinita per una vita che va a rotoli, a lui in carcere dir\u00e0, intercettata: \u00abTi ricordi che anche prima (prima dell\u2019arresto, del clamore, ndr) ti chiedevo di quella sera&#8230;\u00bb. E perch\u00e9 mai una moglie avrebbe dovuto chiederne conto al marito se non per un sospetto atroce? Bossetti e i suoi avvocati talvolta ci riprovano: a fine giugno hanno chiesto di poter riesaminare i vestiti e il Dna residuo raccolto durante l\u2019indagine. \u00c8 una battaglia in corso da tempo con il tribunale di Bergamo. Solo di rado, per\u00f2, la parola \u00abrevisione\u00bb entra nel dibattito, giusto per uscirci. <b>E chiss\u00e0 quante volte in cella  il carpentiere di Mapello avr\u00e0 pensato a quelle parole: \u00abBossetti, ci dica la verit\u00e0\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-27T08:16:56+02:00\">27 luglio 2026 ( modifica il 27 luglio 2026 | 08:16)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Armando Di Landro Quando la paura di una famiglia si trasform\u00f2 in ansia collettiva, le indagini e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":604221,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[16519,5867,1495,1391,333198,139926,453,317,1687,94512,123055,6478,921,3905,874,249683,104,34871,12593,7022,147614,3591,139927,14,93,94,92978,40536,2640,333199,333200,1909,333201,56108,333202,2731,3384,2716,333203,333204,846,322,333194,21799,10210,128,38978,333205,29983,51,950,486,1537,90,89,8427,4045,4002,4964,333206,2050,184346,333207,23167,1285,50538,11079,8866,1229,300,13402,7244,22542,7,1693,51542,15,1890,1728,333195,333196,6843,690,7793,4979,5238,333208,1667,2439,282,2717,1434,4172,17739,12285,13287,92485,9879,333209,1567,1886,11608,37531,96,11,84,91,12,85,92,9294,94511,333197,549],"class_list":["post-604220","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-accadde","tag-adolescente","tag-altre","tag-ansia","tag-ansia-collettiva","tag-aplotipo","tag-arresto","tag-aula","tag-bergamo","tag-bossetti","tag-brembate","tag-caccia","tag-campo","tag-carabinieri","tag-carcere","tag-carpentiere","tag-centro","tag-chilometro","tag-collettiva","tag-colpevole","tag-comi","tag-corpo","tag-corrisponde","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-custode","tag-discoteca","tag-dna","tag-dna-simile","tag-dna-simile-ignoto","tag-famiglia","tag-famiglia-gambirasio","tag-fermata","tag-fermata-mare","tag-figli","tag-figlia","tag-figlio","tag-figlio-illegittimo","tag-fikri","tag-finita","tag-fratelli","tag-gambirasio","tag-genetica","tag-ginnastica","tag-idea","tag-ignoto","tag-ignoto-aplotipo","tag-illegittimo","tag-inchiesta","tag-indagine","tag-indagini","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lavorato","tag-madre","tag-mamma","tag-manca","tag-mapello","tag-mare","tag-marita","tag-marita-comi","tag-maschile","tag-massimo","tag-massimo-bossetti","tag-materiale","tag-matrimonio","tag-moglie","tag-morto","tag-nave","tag-nero","tag-neve","tag-news","tag-nome","tag-normalita","tag-notizie","tag-occhi","tag-omicidio","tag-omicidio-yara","tag-omicidio-yara-gambirasio","tag-palestra","tag-papa","tag-parola","tag-parole","tag-paura","tag-paura-famiglia","tag-periodo","tag-pm","tag-procura","tag-profilo","tag-resta","tag-risposta","tag-risposte","tag-se","tag-sera","tag-seriana","tag-simile","tag-simile-ignoto","tag-storia","tag-successo","tag-svolta","tag-testimone","tag-uccisa","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia","tag-verita","tag-yara","tag-yara-gambirasio","tag-zona"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604220","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=604220"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604220\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/604221"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=604220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=604220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=604220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}