{"id":604317,"date":"2026-07-27T08:40:13","date_gmt":"2026-07-27T08:40:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604317\/"},"modified":"2026-07-27T08:40:13","modified_gmt":"2026-07-27T08:40:13","slug":"pagine-gialle-la-rassegna-stampa-del-tour-de-france-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604317\/","title":{"rendered":"PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Club dei Cinque Tour<\/strong>, che ricorre nella titolazione di <strong>Equipe<\/strong> e <strong>Gazzetta<\/strong>, spalanca le porte e stende il suo tapis jaune a Tadej Pogacar. Qualcosa di esclusivo quell\u2019appartenenza, con lo sloveno gi\u00e0 pronto, ricorda Ciro Scognamiglio su la rosea, ad un nuovo assalto al record: adesso la Vuelta per la tripla corona. Dopo aver inscenato lo spettacolo insieme a Vdp, l\u2019iridato ha confessato: \u00abSono senza parole, atmo\u00adsfera paz\u00adze\u00adsca Pec\u00adcato per il ritiro di Vin\u00adge\u00adgaard\u00bb.\n            <\/p>\n<p>Il condensato di emozioni parigino \u00e8 stato sublime: \u00abIl momento pi\u00f9 emo\u00adzio\u00adnante del Tour de France 2026 sono stati gli ultimi 14 minuti della tappa di ieri, i 10.700 metri dalla col\u00adlina di Mont\u00admar\u00adtre ai Campi Elisi, colmi di pub\u00adblico come dieci stadi di cal\u00adcio\u00bb\u00a0&#8211; aggiunge su <strong>Corriere<\/strong> Marco Bonarrigo. Un riposo meritato sul campo da inviato per Cosimo Cito di <strong>Repubblica<\/strong>, che consegna un incipit di luce intensa: \u00abNella sera pi\u00f9 bella del mondo Mathieu Van der Poel ha trovato qualcosa in fondo al rettifilo degli Champs-\u00c9lys\u00e9es, proprio dove l\u2019Arc de triomphe si staglia contro il sole che scende\u00bb. Poi, la sottolineatura delle folle oceaniche viste in tutta la Grande Boucle, fattore confortante ripreso anche da<strong> La Stampa<\/strong>, i cui lettori avevano bisogno di uno spazio cos\u00ec importante dedicato al ciclismo, come quello dell\u2019edizione odierna. Entusiasta Daniela Cotto: \u00abAltro che passerella finale. L&#8217;ultima giornata del Tour de France \u00e8 una tappa vera, spettacolare e bellissima. Un corpo a corpo tra Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar che fa battere il cuore, regala brividi ed emozioni. Il primo, 31 anni olandese con uno stipendio da 4 milioni di euro, spinge come se stesse correndo una Monumento e si prende la tappa nella suggestiva atmosfera di Montmartre\u00bb.\n            <\/p>\n<p>Torniamo al club dei cinque, che diventa Le Club des cinq sull\u2019<strong>Equipe<\/strong>. La sostanza non cambia. E Yohann Hautbois ha esordito: \u00abPrima di tornare alla quiete \u2013 libera da traffico e folla \u2013 che vivono solo una volta all&#8217;anno, ieri gli Champs-\u00c9lys\u00e9es sono stati teatro della consueta frenesia post-Tour, riempiendosi delle grida gutturali e corali dell&#8217;intera squadra UAE Emirates-XRG\u00bb.\u00a0Che la festa abbia inizio.<br \/>\u00a0<br \/><strong>GAZZETTA DELLO SPORT<\/strong><br \/><strong>POGACAR SEI NEL MITO<\/strong><br \/>\u00c8 stato leg\u00adgenda fino all\u2019ultimo di un Tour de France domi\u00adnato, il quinto vinto come i miti Anque\u00adtil, Merckx, Hinault e Indu\u00adrain: chi non aveva cre\u00adduto al fatto che Tadej Poga\u00adcar avrebbe cer\u00adcato di vin\u00adcere anche l\u2019ultima tappa, beh, aveva fatto male. Pogi si \u00e8 rial\u00adzato solo ai 300 metri dalla linea bianca, al ter\u00admine di una gior\u00adnata di cla\u00admo\u00adrosa bel\u00adlezza ago\u00adni\u00adstica e ambien\u00adtale. E men\u00adtre uno stra\u00adto\u00adsfe\u00adrico Mathieu Van der Poel si pren\u00addeva il tra\u00adguardo dei Campi Elisi di Parigi, lo slo\u00adveno ini\u00adziava a godersi l\u2019enne\u00adsima impresa tita\u00adnica, per\u00adch\u00e9 di que\u00adsto si tratta se si rie\u00adsce a domi\u00adnare la corsa pi\u00f9 grande del pia\u00adneta. \u00abSono senza parole e forse senza voce\u2013 le prime parole del cam\u00adpione del mondo, visi\u00adbil\u00admente emo\u00adzio\u00adnato.\u00a0(Ciro Scognamiglio)<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>CORRIERE DELLA SERA\u00a0<\/strong><br \/><strong>LA MANITA DI POGACAR, MA VDP GLI TOGLIE L&#8217;ULTIMO URRAH<\/strong><br \/>Non i Pire\u00adnei, non le Alpi, non le cin\u00adque vit\u00adto\u00adrie di tappa, non il quinto trionfo finale di Tadej Poga\u00adcar. Il momento pi\u00f9 emo\u00adzio\u00adnante del Tour de France 2026 sono stati gli ultimi 14 minuti della tappa di ieri, i 10.700 metri dalla col\u00adlina di Mont\u00admar\u00adtre ai Campi Elisi, colmi di pub\u00adblico come dieci stadi di cal\u00adcio.\u00a0<br \/>Sei\u00adcento metri prima, Poga\u00adcar e il divino Mathieu Van Der Poel ave\u00advano sbra\u00adnato il lastri\u00adcato pari\u00adgino per cer\u00adcare l\u2019ultima vit\u00adto\u00adria, quella negata nel 2025 a Pogi da Wout Van Aert, quella che Mvdp aveva \u00absognato e pro\u00adget\u00adtato veden\u00addola in tele\u00advi\u00adsione\u00bb. Soli sul valico, soli alla base della discesa con 15\u201d di van\u00adtag\u00adgio sul gruppo che voleva a tutti i costi togliere alla cop\u00adpia la glo\u00adria, slo\u00adveno e olan\u00addese si sono dati cambi rego\u00adlari, tirando alla morte.\u00a0(Marco Bonarrigo)<\/p>\n<p><strong>REPUBBLICA<\/strong><br \/><strong>IL TRIONFO DI RE POGACAR TRA LE FOLLE OCEANICHE CHE HANNO INVASO IL TOUR<\/strong><br \/>Nella sera pi\u00f9 bella del mondo Mathieu Van der Poel ha trovato qualcosa in fondo al rettifilo degli Champs-\u00c9lys\u00e9es, proprio dove l\u2019Arc de triomphe si staglia contro il sole che scende. \u00abHo pescato le forze dalla punta delle dita dei piedi\u00bb ha detto l\u2019olandese, scappato con Pogacar a Montmartre e pi\u00f9 forte del ritorno furioso del gruppo. Lui e Pogi sono andati in tandem fino ai 700 metri, poi solo Mathieu. Pogacar raggiunge per\u00f2 Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain: sono in cinque, ora, ad aver vinto cinque Tour de France. Tadej \u00e8 il pi\u00f9 giovane di sempre a tagliare questo traguardo. Un obiettivo, mai un\u2019ossessione. (Cosimo Cito)<\/p>\n<p><strong>LA STAMPA<\/strong><br \/><strong>POGACAR &amp; VAN DER POEL, DUELLO SHOW. TADEJ FESTEGGIA IL QUINTO TRIONFO AL TOUR\u00a0<\/strong><br \/>Altro che passerella finale. L&#8217;ultima giornata del Tour de France \u00e8 una tappa vera, spettacolare e bellissima. Un corpo a corpo tra Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar che fa battere il cuore, regala brividi ed emozioni. Il primo, 31 anni olandese con uno stipendio da 4 milioni di euro, spinge come se stesse correndo una Monumento e si prende la tappa nella suggestiva atmosfera di Montmartre. Il secondo, 27 anni sloveno e 12 milioni di euro all&#8217;anno (tra ingaggio dalla squadra, bonus e sponsor), alza il trofeo al cielo. La Grande Boucle \u00e8 sua per la quinta volta. Un record per Pogacar che aggiunge il successo del 2026 a quelli del 2020, 2021, 2024 e 2025. Ed entra nell&#8217;esclusivo club dei miti che prima di lui hanno confezionato una magia simile: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain.\u00a0(Daniela Cotto)<\/p>\n<p><strong>L\u2019EQUIPE\u00a0<\/strong><br \/><strong>IL CLUB DEI CINQUE<\/strong><br \/>Prima di tornare alla quiete \u2013 libera da traffico e folla \u2013 che vivono solo una volta all&#8217;anno, ieri gli Champs-\u00c9lys\u00e9es sono stati teatro della consueta frenesia post-Tour, riempiendosi delle grida gutturali e corali dell&#8217;intera squadra UAE Emirates-XRG. Persino Brandon McNulty \u2013 malato e costretto al ritiro \u2013 ha sforzato le corde vocali insieme a Tadej Poga\u010dar e ai compagni di squadra, tutti allineati come spiedini contro le transenne che, miracolosamente, hanno retto.<br \/>Il sorriso radioso di Tadej Poga\u010dar al traguardo, ieri, la diceva lunga sull&#8217;orgoglio e la gioia provati per la vittoria del suo quinto Tour de France.\u00a0(Yohann Hautbois)\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Club dei Cinque Tour, che ricorre nella titolazione di Equipe e Gazzetta, spalanca le porte e stende&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":604318,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[256732,1824,1825,1537,90,89,3421,245,244,1531,1826],"class_list":["post-604317","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-tdf2026","tag-ciclismo","tag-cycling","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-record","tag-sport","tag-sports","tag-tadej-pogacar","tag-tour-de-france"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116991048282507634","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=604317"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604317\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/604318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=604317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=604317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=604317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}