{"id":60442,"date":"2025-08-21T14:52:08","date_gmt":"2025-08-21T14:52:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/60442\/"},"modified":"2025-08-21T14:52:08","modified_gmt":"2025-08-21T14:52:08","slug":"dallatto-sessuale-alla-fecondazione-fino-al-parto-nascere-nello-spazio-sarebbe-possibile-che-cosa-dice-la-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/60442\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;atto sessuale alla fecondazione fino al parto: nascere nello spazio sarebbe possibile? Che cosa dice la scienza"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">In vista di futuri viaggi su Marte gli scienziati stanno cercando di capire se la specie umana \u00e8 in grado di riprodursi in spazi extraterrestri: microgravit\u00e0 e radiazioni cosmiche gli ostacoli principali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come sarebbe <b>nascere nello spazio<\/b>? O meglio, sarebbe effettivamente possibile una gravidanza? E come potrebbe avvenire un<b> parto in assenza di gravit\u00e0<\/b>? Fino ad oggi l\u2019argomento \u00e8 stato relegato a pura fantascienza. Non \u00e8 mai nata una specie extraterrestre, nonostante le numerose missioni che si sono susseguite negli anni prima sulla Luna e poi alla Stazione Spaziale Internazionale. Il sesso \u00abspaziale\u00bb per la Nasa \u00e8 un tab\u00f9: l\u2019Agenzia non gradisce domande sull\u2019argomento. Le astronaute assumono la pillola per bloccare il ciclo. Eppure, se vogliamo davvero abitare altri mondi \u00e8 necessario affrontare il problema: <b>possiamo riprodurci nello spazio?<\/b><\/p>\n<p>    Alla conquista di Marte<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con l\u2019accelerazione dei programmi di <b>esplorazione e colonizzazione spaziale verso Marte<\/b> gli scienziati stanno approfondendo l\u2019argomento, ma le pubblicazioni si basano su dati limitati perch\u00e9 <b>nessun mammifero si \u00e8 mai riprodotto in territorio extraterrestre<\/b>.  Se gli esseri umani avessero una base su Marte non potremmo continuare a tornare indietro di 225 milioni di chilometri, con viaggi di 7-9 mesi, per avere figli sulla Terra. Gli esseri umani avranno bisogno di avere bambini nello spazio, ambiente ostile per il corpo umano, con<b> alti livelli di radiazioni<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse ancora per molto tempo, soprattutto per questioni etiche, bisogner\u00e0 accontentarsi della fantasia di scrittori e registi: la recente serie tv sud-coreana intitolata \u00abLe stelle parlano di noi\u00bb racconta proprio la storia di un gruppo di astronauti-scienziati che effettua esperimenti sulla riproduzione di topi e moscerini nello spazio. Fino a quando, a nascere tra le stelle, tra mille rischi e paure, non sar\u00e0 proprio un bambino.<br \/>\u00a0<br \/>Sull\u2019eventualit\u00e0 di una nascita nel corso di una missione gli scienziati non vogliono trovarsi impreparati. \u00abUn viaggio di ritorno su Marte fornirebbe un tempo pi\u00f9 che sufficiente per tutti i processi della riproduzione umana. Una tale eventualit\u00e0 \u00e8 al di fuori dei piani di missione, ma deve essere considerata per sapere come gestirla qualora si verificasse. Ci\u00f2 aprirebbe opportunit\u00e0 per lo studio di un caso unico, non pianificato ma accettabile della missione\u00bb scrive<b> Arun Vivan<\/b> Holden, professore emerito di biologia computazionale alla University of Leeds in un articolo di review pubblicato alcune settimane fa sulla rivista <a href=\"https:\/\/physoc.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1113\/EP092290\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Experimental Physiology<\/a>.<\/p>\n<p>    L&#8217;atto sessuale nello spazio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In tutte le fasi della gravidanza di un mammifero, dal concepimento al parto, l\u2019<b>ostacolo <\/b>principale nello spazio \u00e8 l\u2019<b>assenza di gravit\u00e0<\/b>.<br \/>Avere un rapporto sessuale in condizione di microgravit\u00e0, con il corpo senza peso, fluttuante nello spazio, potrebbe essere particolarmente complicato. Per non parlare della <b>privacy<\/b>, (l\u2019ISS \u00e8 tappezzata di telecamere) e delle <b>condizioni igieniche piuttosto precarie<\/b>. L\u2019atto sessuale \u00abrichiederebbe manovre simili a quelle per baciarsi e fare sesso mentre si \u00e8 in acqua profonda e si galleggia in mare\u00bb scrive lo scienziato britannico. \u00abNessuno \u00e8 sopra, qualsiasi spinta porta alla separazione\u00bb. Serve fantasia. In sostanza bisogna legarsi e avere un appoggio a cui appigliarsi per riuscire ad avvicinarsi al partner. Secondo gli scienziati, il rapporto sessuale potrebbe comunque concludersi.<\/p>\n<p>    Le incognite della fecondazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pi\u00f9 incognite sulla fase successiva, la fecondazione. \u00ab<b>Non sappiamo ancora se nello spazio pu\u00f2 effettivamente  avvenire la fecondazione<\/b> in un mammifero: l\u2019ovulo, pur spinto dal fluido viscoso verso le tube, arriva nell\u2019utero fondamentalmente grazie alla forza di gravit\u00e0\u00bb riflette <b>Matteo Cerri<\/b>, docente di fisiologia a Bologna e coordinatore del gruppo di ricerca sull\u2019ibernazione dell\u2019Esa (Agenzia spaziale europea), che con <b>Mariano Bizzarri<\/b>, professore di Patologia clinica all\u2019Universit\u00e0 di Roma ha firmato una revisione pubblicata sulla rivista <a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/journals\/physiology\/articles\/10.3389\/fphys.2025.1558711\/full\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Frontiers in Physiology<\/a> nel maggio scorso sull\u2019impatto della microgravit\u00e0 sulla salute riproduttiva delle donne.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La <b>specie umana <\/b>parte a dire il vero svantaggiata. \u00ab<b>Solo un terzo dei concepimenti si conclude con un parto<\/b>; il 40-50% delle fecondazioni termina con aborti spontanei\u00bb ricorda Holden. Questo avviene sulla Terra, ma in un ambiente ostile come lo spazio \u00e8 verosimile che l\u2019efficacia riproduttiva diminuisca.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo i resoconti aneddotici degli astronauti rientrati sulla Terra <b>la microgravit\u00e0 non dovrebbe inibire la funzione erettile<\/b> o l\u2019eiaculazione, sebbene l\u2019assenza di gravit\u00e0 possa influenzare la circolazione e ridurre la produzione di <b>testosterone<\/b>. \u00abIn condizioni normali il sangue tende ad andare verso il basso e il cuore deve fare un maggiore sforzo per pomparlo verso la testa; ma in assenza di gravit\u00e0 il cuore pompa il sangue con la stessa forza in tutte le direzioni e dunque fluir\u00e0 meno sangue verso gli arti, rendendo l\u2019<b>erezione potenzialmente pi\u00f9 difficoltosa<\/b>\u00bb\u00a0dice Cerri.<\/p>\n<p>    Il parto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dare alla luce un bambino nello spazio potrebbe essere comunque davvero complicato: \u00abDurante il parto, sulla Terra, la forza di gravit\u00e0 contribuisce a spingere il feto; nello spazio la donna dovrebbe far affidamento alle sole contrazioni uterine\u00bb ricorda Matteo Cerri. E dal momento che nulla \u00e8 fermo e tutto fluttua \u00e8 facile immaginare che cosa succederebbe ai <b>fluidi rilasciati<\/b> (e fluttuanti) durante questa fase tanto delicata: al sangue, sudore e lacrime si uniscono il liquido amniotico e le perdite di urina. Il parto \u00e8 qualcosa di molto disordinato anche sulla Terra, nello spazio potrebbe diventare \u00abdisgustoso\u00bb. Vista dalla parte del neonato, probabilmente la<b> nascita sarebbe meno traumatica<\/b> dal momento che<b> il feto cresce galleggiando nel liquido amniotico<\/b> all\u2019interno dell\u2019utero, in una condizione molto simile a quella della microgravit\u00e0. \u00abIn un certo senso l\u2019<b>utero \u00e8 un simulatore di microgravit\u00e0<\/b>\u00bb scrive Holden.<\/p>\n<p>    La crescita<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se la nascita avesse successo un bambino che cresce in condizione di microgravit\u00e0<b> si muoverebbe in modo molto diverso da uno nato sulla Terra<\/b>: <b>non imparerebbe a gattonare, ma a fluttuare<\/b>, spingendosi usando le braccia. L\u2019assenza del carico gravitazionale potrebbe avere <b>effetti devastanti per la formazione di ossa <\/b>(che vanno incontro a demineralizzazione)<b> e muscoli<\/b> (che perdono massa). <br \/>\u00abI bambini, a differenza degli astronauti adulti, non potrebbero eseguire esercizi per contrastare questi affetti- sottolinea \u2013 Cerri- Probabilmente crescerebbero con<b> gravi alterazioni muscolo-scheletriche <\/b>che potrebbero impedire loro una normale deambulazione una volta ritornati sulla Terra\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sulla base delle osservazioni sugli astronauti \u00e8 stato visto che la microgravit\u00e0 provoca<b> cambiamenti nel sistema cardiovascolare e nervoso<\/b> e non si sa che impatto potrebbero avere queste variazioni su un feto in rapida formazione. \u00abIl cuore si troverebbe sottoposto a dinamiche pressorie diverse e probabilmente diventerebbe pi\u00f9 rotondo e meno forte\u00bb avverte Matteo Cerri.  Crescere in microgravit\u00e0 potrebbe interferire con i riflessi posturali e la coordinazione: \u00e8 verosimile che i bambini non sarebbero in grado di riuscire a capire qual \u00e8 il sopra e il sotto.<\/p>\n<p>    Il pericolo dei raggi cosmici<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una minaccia ancora pi\u00f9 pericolosa \u00e8 rappresentata dai <b>raggi cosmici<\/b>. Si tratta di particelle ad alta energia che corrono nello spazio ad una velocit\u00e0 vicina a quella della luce. Quando il nucleo si scontra con il corpo umano possono verificarsi <b>gravi danni al Dna <\/b>che <b>innescano mutazioni cancerogene<\/b>; oppure provocare risposte infiammatorie molto forti che spingono il sistema immunitario a danneggiare anche i tessuti sani. E questo \u00e8 un problema particolarmente grave durante le prime fasi della gravidanza, quando le cellule dell\u2019embrione si dividono per formare tessuti e organi. \u00abAnche l\u2019esposizione a un solo raggio durante questa fase \u2013 dice Holden \u2013 potrebbe essere letale per l\u2019embrione. C\u2019\u00e8 da dire per\u00f2 che la probabilit\u00e0 che ci\u00f2 accada, date le dimensioni ridotte dell\u2019embrione, sono relativamente basse\u00bb. Ma con l\u2019avanzare della gravidanza le probabilit\u00e0 di essere colpiti dai raggi cosmici aumentano:<b> se succedesse, la gestazione si concluderebbe con un aborto.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rischio di radiazioni ionizzanti non scompare con la nascita. Il cervello di un bambino continua a crescere e un\u2019esposizione alle radiazioni potrebbe causare danni permanenti, influendo potenzialmente sulle <b>funzioni cognitive, sulla memoria e sulla salute a lungo termine.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rischio dovuto ai raggi cosmici \u00e8 ad ogni modo variabile. Sulla Terra siamo protetti dalla maggior parte delle radiazioni cosmiche dalla spessa atmosfera del nostro pianeta. Ma n<b>ello spazio questa schermatura scompare<\/b>. \u00abLa Stazione Spaziale Internazionale \u00e8 ancora in gran parte protetta dal campo magnetico terrestre e a oggi gli unici esseri umani che sono stati esposti alle radiazioni cosmiche sono gli astronauti delle missioni Apollo, anche se per poco tempo\u00bb ricorda Cerri. Sappiamo che un viaggio di andata e ritorno su Marte esporrebbe l\u2019astronauta a radiazioni cosmiche che superano i limiti tollerati e ad oggi non esistono protezioni sufficientemente efficaci. Anche se tutto andasse bene con un rientro sulla Terra, <b>il rischio di tumore sarebbe aumentato e l\u2019aspettativa di vita ridotta<\/b>.<\/p>\n<p>    Gli studi sui topo e l&#8217;idea della colonia lunare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ad oggi sono stati condotti pochissimi studi per indagare il processo riproduttivo nello spazio, anche per la difficolt\u00e0 e la delicatezza etica dell\u2019utilizzo di animali per esperimenti nello spazio. La <b>Nasa<\/b> tempo fa ha <b>inviato nello spazio i primi campioni di sperma umano congelato<\/b>. Le cellule congelate sono state riattivate con successo, ma hanno mostrato <b>danni al Dna <\/b>e si muovevano in modo diverso, e questo probabilmente ridurrebbe le loro possibilit\u00e0 di fecondare un ovulo. Pi\u00f9 incoraggiante \u00e8 stato il fatto che lo sperma di topo liofilizzato che ha trascorso diversi mesi nello spazio ha prodotto una cucciolata di topi sani quando fecondato sulla Terra: sebbene il Dna dello sperma fosse cambiato, il danno \u00e8 stato riparato al contatto con l\u2019ovulo femminile. Due ratte sono state inviate in orbita gravide, ma sono rientrate sulla Terra prima del termine della gravidanza (e sono nati cuccioli sani). Altre due coppie di topi sono state mandate nello spazio,<b> ma non si sono accoppiate.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proprio per capire meglio il tema della procreazione tra le stelle Matteo Cerri e alcuni suoi colleghi hanno<b> presentato all\u2019Agenzia Spaziale Europea<\/b>  un progetto in corso di valutazione che prevede l\u2019<b>invio di una colonia permanente di topi  sulla Luna<\/b>: \u00abLa scelta \u00e8 caduta sul satellite terrestre perch\u00e9 quel poco di gravit\u00e0 potrebbe aiutare a costruire una struttura per ospitare gli animali, con un campo di radiazione a livelli intermedi tale da permetterci di comprendere se sarebb<b>e possibile far nascere i primi topi lunari<\/b>\u00bb La strada della conoscenza sembra per\u00f2 ancora molto lunga.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-20T10:39:47+02:00\">21 agosto 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In vista di futuri viaggi su Marte gli scienziati stanno cercando di capire se la specie umana \u00e8&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":60443,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[763,11827,48488,4924,48489,48490,5270,15237,5263,48476,10406,1026,48483,25222,788,694,2333,921,6880,48491,48474,483,1503,8915,2490,48492,3858,3591,24514,790,48477,48478,13611,3081,6036,420,48493,1278,5225,2640,6018,48484,48494,7504,5935,5936,2697,20534,48495,16843,2097,313,41527,48496,48479,1944,32137,1974,4941,946,1232,44427,239,25498,1390,48497,832,1537,90,89,32420,48498,14707,18494,11818,48485,11817,48499,114,48480,48473,1351,11863,33266,272,48486,7871,4565,10422,11833,48481,28582,48482,9452,2441,240,1942,1943,1466,36944,14117,6502,17053,11822,8041,4739,48487,2369,3185,48475,4674,5920,7604,613,1940,1941],"class_list":{"0":"post-60442","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-agenzia","9":"tag-agenzia-spaziale","10":"tag-agenzia-spaziale-europea","11":"tag-ambiente","12":"tag-ambiente-ostile","13":"tag-amniotico","14":"tag-animali","15":"tag-argomento","16":"tag-assenza","17":"tag-assenza-gravita","18":"tag-astronauti","19":"tag-atto","20":"tag-atto-sessuale","21":"tag-avvenire","22":"tag-bambini","23":"tag-bambino","24":"tag-base","25":"tag-campo","26":"tag-capire","27":"tag-cellule","28":"tag-cerri","29":"tag-cio","30":"tag-colonia","31":"tag-complicato","32":"tag-condizione","33":"tag-condizione-microgravita","34":"tag-condizioni","35":"tag-corpo","36":"tag-corpo-umano","37":"tag-corso","38":"tag-cosmiche","39":"tag-cosmici","40":"tag-cresce","41":"tag-crescere","42":"tag-cuore","43":"tag-danni","44":"tag-danni-dna","45":"tag-davvero","46":"tag-diverso","47":"tag-dna","48":"tag-dovrebbe","49":"tag-embrione","50":"tag-esperimenti","51":"tag-esposizione","52":"tag-esseri","53":"tag-esseri-umani","54":"tag-europea","55":"tag-eventualita","56":"tag-extraterrestre","57":"tag-fantasia","58":"tag-far","59":"tag-fase","60":"tag-fasi","61":"tag-fasi-gravidanza","62":"tag-fecondazione","63":"tag-femminile","64":"tag-feto","65":"tag-formazione","66":"tag-grado","67":"tag-gravi","68":"tag-gravidanza","69":"tag-gravita","70":"tag-health","71":"tag-holden","72":"tag-impatto","73":"tag-incognite","74":"tag-internazionale","75":"tag-it","76":"tag-italia","77":"tag-italy","78":"tag-liquido","79":"tag-liquido-amniotico","80":"tag-livelli","81":"tag-luce","82":"tag-luna","83":"tag-mammifero","84":"tag-marte","85":"tag-marte-scienziati","86":"tag-matteo","87":"tag-matteo-cerri","88":"tag-microgravita","89":"tag-missione","90":"tag-missioni","91":"tag-nascere","92":"tag-nascita","93":"tag-ovulo","94":"tag-parto","95":"tag-possibile","96":"tag-potrebbero","97":"tag-radiazioni","98":"tag-radiazioni-cosmiche","99":"tag-raggi","100":"tag-raggi-cosmici","101":"tag-ricorda","102":"tag-rischio","103":"tag-salute","104":"tag-salute-femminile","105":"tag-salutefemminile","106":"tag-sangue","107":"tag-sani","108":"tag-scienziati","109":"tag-scrive","110":"tag-sessuale","111":"tag-spaziale","112":"tag-spazio","113":"tag-specie","114":"tag-sperma","115":"tag-stelle","116":"tag-terra","117":"tag-topi","118":"tag-umana","119":"tag-umani","120":"tag-umano","121":"tag-utero","122":"tag-womens-health","123":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60442"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60442\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}