{"id":604424,"date":"2026-07-27T10:11:16","date_gmt":"2026-07-27T10:11:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604424\/"},"modified":"2026-07-27T10:11:16","modified_gmt":"2026-07-27T10:11:16","slug":"stardust-pink-floyd-la-canzone-dei-pink-floyd-che-per-gilmour-era-impossibile-da-cantare-gli-speciali-di-ondarock","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604424\/","title":{"rendered":"Stardust &#8211; Pink Floyd &#8211; La canzone dei Pink Floyd che per Gilmour era impossibile da cantare :: Gli Speciali di OndaRock"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una canzone dei <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/pinkfloyd\/\" data-type=\"post\" data-id=\"111221\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pink Floyd<\/a> che <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/artista\/david-gilmour\/\" data-type=\"post\" data-id=\"16013\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">David Gilmour<\/a> ha definito praticamente \u201cimpossibile\u201d da cantare. Non per l\u2019estensione vocale o per qualche passaggio melodico particolarmente arduo, ma per una ragione molto pi\u00f9 concreta: <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/rogerwaters\/\" data-type=\"post\" data-id=\"108690\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Roger Waters<\/a> aveva scritto talmente tante parole che Gilmour, semplicemente, non riusciva a gestirle. Quella canzone era \u201cDogs\u201d, il monumentale brano di 17 minuti che occupa gran parte di \u201cAnimals\u201d, album pubblicato dai Pink Floyd nel 1977.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>You\u2019ve Got To Be Crazy<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scritta e composta da Waters e Gilmour, \u201cDogs\u201d \u00e8 uno dei pezzi pi\u00f9 lunghi del repertorio della band e anche uno dei pi\u00f9 rappresentativi della fase in cui gli equilibri creativi all\u2019interno del gruppo stavano rapidamente cambiando. La sua storia, per\u00f2, era cominciata diversi anni prima. Il brano nacque infatti con il titolo \u201cYou\u2019ve Got To Be Crazy\u201d \u2013 spesso abbreviato in \u201cGotta Be Crazy\u201d \u2013 e faceva gi\u00e0 parte del repertorio dal vivo dei Pink Floyd nel 1974, insieme a \u201cRaving And Drooling\u201d, futura \u201cSheep\u201d. Entrambe le composizioni vennero sviluppate prima di \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/pink-floyd-wish-you-were-here-50-anni-album\/\" data-type=\"post\" data-id=\"50807\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Wish You Were Here<\/a>\u201d e avrebbero potuto trovare posto nell\u2019album del 1975. Roger Waters prefer\u00ec per\u00f2 accantonarle per concentrare il disco attorno a \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/speciali\/pink-floyd-brano-distrutto-rifatto-capolavoro-shineonyoucrazydiamond\/\" data-type=\"post\" data-id=\"50678\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Shine On You Crazy Diamond<\/a>\u201d e agli altri brani legati ai temi dell\u2019assenza, dell\u2019alienazione e dell\u2019industria musicale. Una decisione sulla quale Gilmour non era particolarmente d\u2019accordo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due pezzi tornarono utili poco dopo, quando Roger Waters concep\u00ec \u201cAnimals\u201d, un album molto pi\u00f9 cupo e aggressivo, costruito attorno a una feroce rappresentazione della societ\u00e0 britannica della met\u00e0 degli anni 70. Liberamente ispirato al meccanismo allegorico di \u201cAnimal Farm\u201d di George Orwell, il disco divide gli esseri umani in categorie animali: i maiali rappresentano le classi dominanti, le pecore la massa passiva e manipolabile, mentre i cani sono gli arrivisti, gli uomini d\u2019affari e gli spietati predatori sociali disposti a tutto pur di raggiungere il successo. \u00c8 proprio questa la figura raccontata in \u201cDogs\u201d: un individuo che deve imparare a essere freddo, opportunista, diffidente e pronto a colpire gli altri prima di essere colpito. La scalata sociale diventa una forma di addestramento alla sopraffazione. Ma dietro il successo si nasconde inevitabilmente la solitudine: il \u201ccane\u201d finisce consumato dalla paura, dalla vecchiaia e dall\u2019isolamento, vittima dello stesso sistema al quale ha dedicato la propria esistenza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Musicalmente, \u201cDogs\u201d sviluppa questa atmosfera attraverso una costruzione lenta e articolata. Il brano si apre con la chitarra acustica di Gilmour e una progressione armonica sospesa sulla quale entra la sua voce. Alla dimensione inizialmente quasi intima si contrappongono progressivamente gli interventi della chitarra elettrica, fino alla lunga sezione strumentale centrale, dominata da sintetizzatori, effetti e versi di cani elaborati elettronicamente. La frase \u201cdragged down by the stone\u201d diventa quasi un mantra e introduce uno dei passaggi pi\u00f9 stranianti della composizione. Quando ritorna il giro armonico iniziale, \u00e8 invece Waters ad assumere il ruolo di cantante, conducendo \u201cDogs\u201d verso una conclusione sempre pi\u00f9 aspra e minacciosa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le obiezioni di Gilmour<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma proprio la parte affidata a Gilmour era stata inizialmente molto pi\u00f9 difficile da interpretare. Waters aveva scritto un testo talmente fitto da risultare quasi impraticabile dal punto di vista vocale. Gilmour lo ha ricordato cos\u00ec: \u201cOgni tanto mi capitava di trovare qualcosa di scomodo da cantare. La prima serie di parole che Roger aveva scritto per \u2018Dogs\u2019, quando si chiamava \u2018You\u2019ve Got To Be Crazy\u2019, era semplicemente troppo lunga da cantare. \u2018Dogs\u2019 aveva cos\u00ec tante parole che fisicamente non riuscivo a farcele stare. Alla fine abbiamo eliminato due terzi del suo testo per renderla possibile\u201d.<br \/>La soluzione fu dunque drastica: tagliare buona parte delle parole di Waters per permettere alla linea vocale di respirare e adattarsi alla struttura musicale. <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019episodio rivela come \u201cDogs\u201d fosse anche il risultato dell\u2019incontro tra le due principali personalit\u00e0 creative dei <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/pinkfloyd\/\" data-type=\"post\" data-id=\"111221\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pink Floyd<\/a> di quel periodo. Waters portava in dote soprattutto il concept, i testi e la visione politica; Gilmour contribuiva in maniera decisiva alla costruzione musicale, all\u2019arrangiamento e all\u2019identit\u00e0 sonora del pezzo. In \u201cAnimals\u201d questo equilibrio esisteva ancora, ma cominciava a divenire fragile. Waters stava assumendo un controllo sempre maggiore sulla direzione artistica del gruppo e il processo sarebbe arrivato alle estreme conseguenze con \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/pietremiliari\/pinkfloyd_thewall\/\" data-type=\"post\" data-id=\"96623\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Wall<\/a>\u201c. Durante la realizzazione del doppio album del 1979, le tensioni interne aumentarono fino all\u2019allontanamento di Richard Wright, mentre Gilmour rimase uno dei pochi interlocutori musicali in grado di confrontarsi realmente con Waters, come dimostra soprattutto la <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/news\/pink-floyd-comfortably-numb-david-gilmour-roger-waters-demo-video\/\" data-type=\"post\" data-id=\"22792\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">genesi di \u201cComfortably Numb\u201d<\/a>.<br \/>Da questo punto di vista, \u201cDogs\u201d rappresenta uno degli ultimi grandi esempi della collaborazione compositiva Waters-Gilmour prima che i rapporti si deteriorassero definitivamente. \u00c8 una composizione nella quale convivono la scrittura concettuale e polemica di Waters e il senso melodico, chitarristico e armonico di Gilmour, all\u2019interno di una struttura che conserva qualcosa delle grandi suite psichedeliche dei Pink Floyd dei primi <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/classifiche\/anni70\/\" data-type=\"post\" data-id=\"116193\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anni 70<\/a> ma anticipa al contempo la durezza e il pessimismo della fase successiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il ritorno nel 2018<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDogs\u201d \u00e8 tornata alla ribalta con \u201c<a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2022-pinkfloyd-animalsremix\/\" data-type=\"post\" data-id=\"64379\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Animals 2018 Remix<\/a>\u201c, nuova versione dell\u2019album realizzata nel 2018 e pubblicata nel 2022 dopo una lunga gestazione, anche in versione surround 5.1. Una nuova occasione per riscoprire uno dei brani pi\u00f9 ambiziosi dei <a href=\"https:\/\/www.ondarock.it\/monografie\/pinkfloyd\/\" data-type=\"post\" data-id=\"111221\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pink Floyd<\/a>: 17 minuti di tensione, alienazione e virtuosismo, nati da una canzone che, nella sua forma originaria, aveva cos\u00ec tante parole da risultare, almeno secondo David Gilmour, fisicamente \u201cimpossibile\u201d da cantare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una canzone dei Pink Floyd che David Gilmour ha definito praticamente \u201cimpossibile\u201d da cantare. 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