{"id":604515,"date":"2026-07-27T11:35:11","date_gmt":"2026-07-27T11:35:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604515\/"},"modified":"2026-07-27T11:35:11","modified_gmt":"2026-07-27T11:35:11","slug":"parkinson-dietro-il-tremore-e-il-danno-ai-neuroni-ci-puo-essere-un-virus-o-un-batterio-il-sistema-immunitario-potrebbe-essere-lanello-di-congiunzione-che-manca-per-capire-la-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604515\/","title":{"rendered":"Parkinson: dietro il tremore e il danno ai neuroni ci pu\u00f2 essere un virus o un batterio: il sistema immunitario potrebbe essere l&#8217;anello di congiunzione che manca per capire la malattia"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni il <strong>morbo di Parkinson<\/strong> non viene pi\u00f9 considerato esclusivamente una malattia neurodegenerativa legata all&#8217;invecchiamento. Sempre pi\u00f9 studi suggeriscono che, almeno in una parte dei pazienti, <strong>infezioni<\/strong>, <strong>microbiota intestinale<\/strong> e <strong>risposta immunitaria<\/strong> possano contribuire ad avviare o accelerare il processo che porta alla perdita dei <strong>neuroni dopaminergici<\/strong>. \u00c8 un cambio di prospettiva che non sostituisce le <strong>cause genetiche e ambientali<\/strong> gi\u00e0 note, ma le integra in una visione pi\u00f9 ampia della malattia.<\/p>\n<p>Una delle revisioni pi\u00f9 complete sull&#8217;argomento, pubblicata su <strong>Frontiers in Neurology<\/strong>, analizza il possibile ruolo di <strong>virus e batteri<\/strong> nello sviluppo del <strong>parkinsonismo<\/strong> e, in alcuni casi, del <strong>Parkinson idiopatico<\/strong>. Gli autori sottolineano che il legame non \u00e8 ancora dimostrato in modo definitivo, ma esistono numerosi <strong>indizi biologici<\/strong> che meritano attenzione.<\/p>\n<p><strong>Dall&#8217;influenza all&#8217;Herpes: quando le infezioni lasciano il segno<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi nasce da osservazioni effettuate oltre un secolo fa, dopo la <strong>pandemia influenzale del 1918<\/strong>, quando alcuni pazienti svilupparono una forma di <strong>parkinsonismo<\/strong> successiva all&#8217;<strong>encefalite letargica<\/strong>. Oggi si ritiene che il <strong>virus influenzale<\/strong> non sia una causa diretta del Parkinson, ma possa favorire una <strong>risposta infiammatoria persistente<\/strong> nel cervello, capace di rendere i neuroni pi\u00f9 vulnerabili ad altri fattori di rischio. Anche altri virus sono stati studiati:<\/p>\n<p><strong>Herpes simplex (HSV-1)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Epstein-Barr (EBV)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Virus della varicella-zoster<\/strong><\/p>\n<p><strong>Epatite C<\/strong><\/p>\n<p><strong>Virus del Nilo Occidentale (West Nile)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Virus dell&#8217;encefalite giapponese<\/strong><\/p>\n<p><strong>HIV<\/strong><\/p>\n<p>Per ciascuno di questi agenti patogeni sono stati descritti possibili meccanismi di <strong>neuroinfiammazione<\/strong>, <strong>danno neuronale<\/strong> o <strong>attivazione autoimmune<\/strong>, sebbene le <strong>prove<\/strong> siano di forza diversa e spesso ancora preliminari.<\/p>\n<p><strong>Il mimetismo molecolare<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei meccanismi pi\u00f9 affascinanti \u00e8 il cosiddetto <strong>molecular mimicry (mimetismo molecolare)<\/strong>.<\/p>\n<p>Alcuni virus possiedono proteine molto simili a quelle presenti nei nostri neuroni. Quando il <strong>sistema immunitario<\/strong> produce <strong>anticorpi<\/strong> contro il virus, questi possono riconoscere anche proteine dell&#8217;organismo, in particolare l&#8217;<strong>alfa-sinucleina<\/strong>, la proteina che tende ad accumularsi nel cervello dei pazienti con Parkinson.<\/p>\n<p>In questo modo una risposta nata per eliminare un&#8217;infezione potrebbe, in <strong>soggetti geneticamente predisposti<\/strong>, contribuire ad alimentare una <strong>reazione autoimmune<\/strong> e favorire l&#8217;<strong>aggregazione dell&#8217;alfa-sinucleina<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il microbiota entra in gioco<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni il ruolo dell&#8217;<strong>intestino<\/strong> \u00e8 diventato centrale.<\/p>\n<p>Tra i batteri maggiormente studiati figura <strong>Helicobacter pylori<\/strong>, responsabile di gastrite e ulcera. Numerosi studi hanno osservato una maggiore frequenza dell&#8217;infezione nei pazienti con Parkinson e, in alcuni casi, un <strong>miglioramento dei sintomi motori<\/strong> dopo l&#8217;<strong>eradicazione<\/strong> del batterio.<\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi \u00e8 che l&#8217;infezione cronica favorisca una produzione continua di <strong>citochine infiammatorie<\/strong>, alteri la <strong>barriera intestinale<\/strong> e, attraverso l&#8217;<strong>asse intestino-cervello<\/strong>, contribuisca alla <strong>neuroinfiammazione<\/strong>. Anche qui il <strong>mimetismo molecolare<\/strong> potrebbe avere un ruolo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Altri lavori hanno inoltre evidenziato come alterazioni del <strong>microbiota (disbiosi)<\/strong> possano aumentare la <strong>permeabilit\u00e0 intestinale<\/strong>, favorire l&#8217;<strong>infiammazione sistemica<\/strong> e promuovere l&#8217;<strong>aggregazione dell&#8217;alfa-sinucleina<\/strong> lungo il <strong>nervo vago<\/strong> fino al cervello.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La neuroinfiammazione come motore della malattia<\/strong><\/p>\n<p>Secondo il modello proposto dagli autori, <strong>virus e batteri<\/strong> potrebbero attivare la <strong>microglia<\/strong>, le cellule immunitarie del cervello. Una volta attivate, queste rilasciano <strong>citochine infiammatorie<\/strong> come <strong>TNF-\u03b1<\/strong>, <strong>IL-1\u03b2<\/strong> e <strong>IL-6<\/strong> che, se persistono nel tempo, possono danneggiare progressivamente i <strong>neuroni dopaminergici della sostanza nera<\/strong>. La <strong>barriera emato-encefalica<\/strong> diventa inoltre pi\u00f9 permeabile, permettendo ad altre molecole infiammatorie di raggiungere il cervello. Il diagramma riportato nello studio (pagina 7) illustra proprio questa cascata biologica che conduce al danno neuronale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>L&#8217;alfa-sinucleina: da proteina patologica a possibile difesa<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio propone anche un&#8217;interpretazione innovativa dell&#8217;<strong>alfa-sinucleina<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa proteina, tradizionalmente considerata soltanto <strong>responsabile dei corpi di Lewy<\/strong>, potrebbe svolgere anche una <strong>funzione di difesa<\/strong> contro virus e batteri. L&#8217;aumento della sua produzione durante un&#8217;infezione potrebbe rappresentare inizialmente un meccanismo protettivo. Il problema nascerebbe quando la <strong>risposta diventa cronica<\/strong>: l&#8217;<strong>alfa-sinucleina si aggrega<\/strong>, perde la sua funzione fisiologica e contribuisce alla <strong>neurodegenerazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Cosa sappiamo davvero<\/strong><\/p>\n<p>Le <strong>evidenze<\/strong> oggi disponibili indicano che alcuni agenti infettivi possono contribuire alla <strong>neuroinfiammazione<\/strong> e, in persone predisposte, aumentare la vulnerabilit\u00e0 dei <strong>neuroni dopaminergici<\/strong>. Tuttavia non esiste alcuna prova che il <strong>Parkinson sia una malattia infettiva<\/strong> o che un singolo virus o batterio ne rappresenti la causa. La malattia resta il risultato di una complessa interazione tra <strong>genetica, ambiente, invecchiamento e risposta immunitaria<\/strong>.<\/p>\n<p>La prospettiva futura \u00e8 quella di identificare <strong>biomarcatori precoci<\/strong>, comprendere quali pazienti siano maggiormente suscettibili alla <strong>neuroinfiammazione<\/strong> e sviluppare strategie preventive capaci di <strong>modulare il microbiota<\/strong>, <strong>controllare le infezioni croniche<\/strong> e <strong>limitare i processi infiammatori<\/strong> prima che il danno neuronale diventi irreversibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negli ultimi anni il morbo di Parkinson non viene pi\u00f9 considerato esclusivamente una malattia neurodegenerativa legata all&#8217;invecchiamento. 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