{"id":604920,"date":"2026-07-27T17:02:17","date_gmt":"2026-07-27T17:02:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604920\/"},"modified":"2026-07-27T17:02:17","modified_gmt":"2026-07-27T17:02:17","slug":"porsche-taglia-altri-5mila-posti-la-crisi-che-ha-fatto-crollare-gli-utili-del-93","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/604920\/","title":{"rendered":"Porsche taglia altri 5mila posti: la crisi che ha fatto crollare gli utili del 93%"},"content":{"rendered":"<p>Porsche prepara una nuova, pesante cura dimagrante. La casa automobilistica tedesca ha annunciato la riduzione di altri 5mila posti di lavoro entro il 2035, nell\u2019ambito di un accordo raggiunto con i rappresentanti dei dipendenti e i sindacati. Considerando i tagli gi\u00e0 programmati, la forza lavoro del gruppo sar\u00e0 ridotta complessivamente di circa 8.900 unit\u00e0.<\/p>\n<p>Il piano fotografa la profondit\u00e0 della crisi attraversata da quello che per anni \u00e8 stato uno dei marchi pi\u00f9 redditizi dell\u2019intero gruppo Volkswagen. Nel 2025 l\u2019utile operativo di Porsche \u00e8 crollato da 5,64 miliardi a 413 milioni di euro, con una flessione del 92,7 per cento. Il margine operativo sulle vendite, uno dei principali indicatori della redditivit\u00e0 industriale, \u00e8 precipitato dal 14,1 all\u20191,1 per cento.<\/p>\n<p>Come saranno tagliati i posti di lavoro<\/p>\n<p>La nuova riduzione di 5mila dipendenti sar\u00e0 distribuita nell\u2019arco di quasi dieci anni e, almeno secondo gli accordi raggiunti, non avverr\u00e0 attraverso licenziamenti collettivi per motivi economici.<\/p>\n<p>Porsche intende diminuire progressivamente il personale facendo ricorso al turnover naturale, al mancato rimpiazzo di chi lascia l\u2019azienda, all\u2019invecchiamento della forza lavoro, a un programma ampliato di pensionamento parziale e ad accordi di uscita volontaria.<\/p>\n<p>L\u2019intesa \u00e8 stata raggiunta tra il consiglio di amministrazione e il consiglio aziendale generale, con il coinvolgimento dei sindacati tedeschi, tra cui IG Metall. In cambio dei sacrifici richiesti ai lavoratori, Porsche ha esteso fino alla fine del 2035 la garanzia sull\u2019occupazione e sulla permanenza dei principali siti produttivi tedeschi. Fino a quella data sono quindi esclusi i licenziamenti determinati esclusivamente da ragioni economiche.<\/p>\n<p>I nuovi 5mila tagli si aggiungono alle 3.900 riduzioni gi\u00e0 programmate, portando il totale a 8.900 posti. A queste operazioni si affianca la soppressione di oltre 500 impieghi legata alla chiusura di tre societ\u00e0 controllate: Cellforce Group, Porsche eBike Performance e Cetitec. Quest\u2019ultima misura rientra in un intervento separato, deciso per concentrare le risorse sulle attivit\u00e0 considerate centrali per il futuro del marchio.<\/p>\n<p>Gli utili Porsche sono quasi scomparsi<\/p>\n<p>La crisi non dipende soltanto da un temporaneo rallentamento delle vendite. Porsche sta affrontando contemporaneamente una diminuzione dei volumi, costi industriali elevati, pesanti investimenti per modificare la propria gamma e difficolt\u00e0 commerciali in alcuni dei mercati pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Nel 2025 i ricavi sono scesi del 9,5 per cento, passando da 40,08 a 36,27 miliardi di euro. Le consegne sono diminuite del 10,1 per cento, da 310.718 a 279.449 automobili. Ma la contrazione dell\u2019utile operativo, superiore al 90 per cento, \u00e8 stata molto pi\u00f9 marcata rispetto al calo del fatturato.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 stato condizionato anche dai costi straordinari sostenuti per ripensare la strategia industriale. Porsche aveva puntato con decisione sulla crescita delle automobili elettriche, ma il mercato si \u00e8 sviluppato pi\u00f9 lentamente rispetto alle previsioni. La societ\u00e0 ha quindi dovuto rivedere i programmi, prolungando la vita dei motori tradizionali e delle motorizzazioni ibride e sostenendo nuovi investimenti su piattaforme e modelli differenti.<\/p>\n<p>La casa tedesca si trova cos\u00ec a finanziare contemporaneamente pi\u00f9 tecnologie: auto elettriche, ibride e vetture con motore a combustione. Una scelta necessaria per adattarsi alla domanda, ma molto costosa.<\/p>\n<p>Il crollo delle vendite in Cina<\/p>\n<p>Uno dei problemi principali arriva dalla Cina, che per molti anni ha rappresentato uno dei mercati pi\u00f9 redditizi per le case automobilistiche premium tedesche. Porsche deve ora confrontarsi con produttori locali capaci di offrire automobili elettriche tecnologicamente avanzate a prezzi spesso pi\u00f9 competitivi.<\/p>\n<p>La pressione non si \u00e8 arrestata nel 2026. Nei primi sei mesi dell\u2019anno Porsche ha consegnato complessivamente 122.306 vetture, il 16 per cento in meno rispetto alle 146.391 dello stesso periodo del 2025. La societ\u00e0 ha attribuito la flessione alle difficolt\u00e0 del mercato cinese, alla conclusione della produzione della 718 con motore a combustione e alla fine di alcuni incentivi fiscali statunitensi per le automobili elettriche e ibride.<\/p>\n<p>Anche i primi conti del 2026 hanno confermato la pressione sulla redditivit\u00e0. Tra gennaio e marzo i ricavi sono diminuiti del 5,2 per cento, a 8,4 miliardi di euro, mentre l\u2019utile operativo \u00e8 sceso del 21,9 per cento, da 762 a 595 milioni. Il margine operativo si \u00e8 ridotto dall\u20198,6 al 7,1 per cento.<\/p>\n<p>Il peso dei dazi americani<\/p>\n<p>Alle difficolt\u00e0 in Cina si aggiungono quelle negli Stati Uniti. Porsche non possiede stabilimenti produttivi americani e importa negli Usa le vetture costruite prevalentemente in Europa. Il marchio risulta quindi particolarmente esposto ai dazi sulle automobili importate.<\/p>\n<p>Per il 2026 Porsche ha stimato costi legati alle tariffe commerciali per circa 700 milioni di euro. La societ\u00e0 prevede inoltre oneri straordinari compresi tra 800 e 900 milioni per sostenere la riorganizzazione e il riposizionamento della gamma. Per l\u2019intero esercizio sono attesi ricavi tra 35 e 36 miliardi di euro e un margine operativo compreso tra il 5,5 e il 7,5 per cento: un recupero rispetto al disastroso 2025, ma ancora molto distante dai livelli di redditivit\u00e0 raggiunti in passato.<\/p>\n<p>Gli investimenti negli stabilimenti tedeschi<\/p>\n<p>Il piano non prevede soltanto tagli. Porsche ha promesso investimenti per complessivi 2,1 miliardi di euro nei siti di Zuffenhausen e Weissach, nel sud-ovest della Germania.<\/p>\n<p>Zuffenhausen \u00e8 lo storico stabilimento nel quale vengono prodotte alcune delle vetture pi\u00f9 rappresentative del marchio. L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 assicurare che anche nel lungo periodo le sportive a due porte continuino a uscire dalle sue linee di montaggio. Weissach rester\u00e0 invece il centro nel quale saranno concentrate le attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo per tutte le famiglie di modelli.<\/p>\n<p>Il compromesso raggiunto con i lavoratori \u00e8 quindi chiaro: meno occupati, riduzione strutturale dei costi e maggiori sacrifici, ma nessuna chiusura immediata dei due siti principali e nessun licenziamento economico fino al 2035.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/economia\/finanza\/volkswagen-crisi-taglio-lavoratori-modelli.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Il colosso dimezzato: Volkswagen pu\u00f2 perdere 50mila lavoratori e met\u00e0 dei modelli<\/a>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Porsche prepara una nuova, pesante cura dimagrante. La casa automobilistica tedesca ha annunciato la riduzione di altri 5mila&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":604921,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89,6243,6525],"class_list":["post-604920","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-porsche","tag-volkswagen"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116993022459877958","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604920","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=604920"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604920\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/604921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=604920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=604920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=604920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}