{"id":605192,"date":"2026-07-27T20:35:16","date_gmt":"2026-07-27T20:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/605192\/"},"modified":"2026-07-27T20:35:16","modified_gmt":"2026-07-27T20:35:16","slug":"tumori-cellule-malate-travestite-da-batteri-per-risvegliare-le-difese-immunitarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/605192\/","title":{"rendered":"Tumori, cellule malate \u201ctravestite da batteri\u201d per risvegliare le difese immunitarie"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nel tumore i macrofagi<\/strong> dovrebbero comportarsi come \u201cspazzini\u201d armati: riconoscere le cellule anomale, inglobarle e distruggerle. <strong>Il microambiente tumorale<\/strong>, per\u00f2, pu\u00f2 spegnere questa funzione e spingerli verso uno stato favorevole alla crescita della malattia. Un gruppo internazionale guidato dalla <strong>Inha University<\/strong>, in Corea del Sud, ha provato allora a ribaltare il problema con un\u2019idea tanto semplice da raccontare quanto complessa da realizzare: <strong>far sembrare le cellule tumorali dei batteri agli occhi dell\u2019immunit\u00e0 innata<\/strong>. Lo studio, pubblicato il 27 luglio 2026 su Signal Transduction and Targeted Therapy, descrive una piattaforma chiamata <strong>BAMPIRE<\/strong>, pensata per riattivare i macrofagi gi\u00e0 presenti nel tumore senza doverli modificare geneticamente fuori dall\u2019organismo.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/105774\/parodontite-scoperti-gli-avamposti-immunitari-che-consumano-losso-intorno-ai-denti.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_27\/ChatGPT_Image_27_lug_2026%2C_14_54_57-1785157039884.jpg--parodontite__scoperti_gli__avamposti_immunitari__che_consumano_l_osso_intorno_ai_denti.jpg?1785157041981\"\/><\/a><\/p>\n<p>I ricercatori hanno preparato nanoparticelle contenenti <strong>PAMP<\/strong>, cio\u00e8 segnali molecolari associati ai patogeni, ottenuti da membrane di <strong>Escherichia coli<\/strong> e <strong>Staphylococcus aureus<\/strong> e combinati con lipidi sintetici. Grazie alla <strong>carica positiva<\/strong>, le particelle aderiscono alla superficie, negativamente carica, delle cellule tumorali: una sorta di <strong>\u201cetichetta batterica\u201d<\/strong> intercettata dai recettori di riconoscimento dei macrofagi. <strong>Il tumore non viene trasformato in un batterio e non vengono introdotti microrganismi vivi<\/strong>: viene modificato temporaneamente il modo in cui appare al sistema immunitario. In coltura, <strong>circa il 70% dei macrofagi<\/strong> ha fagocitato le cellule cos\u00ec rivestite, contro circa il 20% nei controlli. Sono aumentati anche segnali infiammatori come <strong>interleuchina-6<\/strong> e <strong>TNF-alfa<\/strong>, mentre l\u2019analisi dell\u2019espressione genica ha mostrato <strong>una risposta simile a quella attivata contro un\u2019infezione<\/strong>.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/105626\/diabete-lidrogel-che-prova-a-rimettere-in-moto-la-riparazione-delle-ossa.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_27\/ChatGPT_Image_27_lug_2026%2C_07_49_52-1785131414065.jpg--diabete__l_idrogel_che_prova_a_rimettere_in_moto_la_riparazione_delle_ossa.jpg?1785131414523\"\/><\/a><\/p>\n<p>La strategia \u00e8 stata poi sperimentata in topi con diversi modelli di tumore. Le nanoparticelle sono state <strong>iniettate direttamente nella massa tumorale<\/strong>, dove si sono associate alle membrane cellulari e hanno rallentato la crescita. Quando i macrofagi venivano eliminati sperimentalmente, <strong>l\u2019effetto scompariva<\/strong>: un indizio importante che il meccanismo dipendeva davvero da queste cellule immunitarie. Il risultato pi\u00f9 netto \u00e8 emerso associando <strong>BAMPIRE alla doxorubicina<\/strong>, un chemioterapico capace anche di favorire una <strong>morte cellulare immunogenica<\/strong>. Nel modello <strong>MC38<\/strong>, due animali trattati con le sole nanoparticelle e tre sottoposti alla combinazione hanno raggiunto una <strong>remissione completa<\/strong>; il vantaggio della combinazione \u00e8 stato osservato anche in modelli murini di tumore del colon e <strong>carcinoma mammario triplo negativo<\/strong>. In alcuni animali guariti, una nuova inoculazione di cellule tumorali non ha prodotto una nuova crescita, suggerendo la possibile formazione di <strong>memoria immunitaria<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_27_lug_2026,_17_10_44-1785165051047.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/p>\n<p>Il dato \u00e8 promettente, ma la distanza dalla clinica resta ampia. <strong>Non esistono ancora prove di efficacia o sicurezza nell\u2019uomo<\/strong>, e un\u2019<strong>iniezione intratumorale<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 facilmente applicabile a masse accessibili che a malattie diffuse o metastasi profonde. Restano inoltre da chiarire la <strong>durata del rivestimento<\/strong>, il <strong>controllo dell\u2019infiammazione<\/strong>, la <strong>selettivit\u00e0 verso le cellule malate<\/strong> e la <strong>riproducibilit\u00e0 su tumori umani<\/strong>, molto pi\u00f9 eterogenei dei modelli sperimentali. Nei topi non sono emersi aumenti rilevabili delle citochine sistemiche monitorate n\u00e9 alterazioni dei principali indicatori biochimici dopo il trattamento, ma <strong>questi risultati non possono essere tradotti automaticamente in garanzie per i pazienti<\/strong>. Lo studio indica comunque una direzione originale: <strong>anzich\u00e9 insegnare da zero all\u2019immunit\u00e0 a riconoscere il cancro, si potrebbe rendere il cancro simile a qualcosa che l\u2019immunit\u00e0 sa gi\u00e0 attaccare molto bene<\/strong>.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Song S., Yu D., Kang H. et al., \u201cBacteria-mimicking cancer cells reprogram macrophages via multiple pattern recognition receptor pathways for cancer immunotherapy\u201d, Signal Transduction and Targeted Therapy, volume 11, articolo 302, pubblicato il 27 luglio 2026. DOI: 10.1038\/s41392-026-02856-5.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41392-026-02856-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel tumore i macrofagi dovrebbero comportarsi come \u201cspazzini\u201d armati: riconoscere le cellule anomale, inglobarle e distruggerle. 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