{"id":605334,"date":"2026-07-27T22:27:16","date_gmt":"2026-07-27T22:27:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/605334\/"},"modified":"2026-07-27T22:27:16","modified_gmt":"2026-07-27T22:27:16","slug":"oriente-occidente-di-rampini-guerra-e-caro-energia-quanto-ci-guadagna-lamerica-e-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/605334\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Guerra e caro-energia: quanto ci guadagna l&#8217;America, e perch\u00e9?"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Nell\u2019incertezza che circonda la strategia di Trump in Medio Oriente, ogni tanto sembra affiorare un punto fermo:<b> l\u2019America comunque vada ci guadagna, il rialzo del petrolio l\u2019arricchisce<\/b>. Nel vasto fronte mondiale anti-trumpiano il tema \u00e8 ricorrente, il tycoon forse non ha una vera \u00abdottrina\u00bb geopolitica, ma sa fare i conti e si fa guidare soprattutto dalla logica degli affari. Cosa c\u2019\u00e8 di vero in questa teoria? <b>Di sicuro l\u2019America continua a consolidare il proprio primato energetico globale<\/b>. Non \u00e8 una storia nuova e neppure recente. Super\u00f2 Arabia saudita e Russia come produzione di petrolio e gas fin dai tempi di Obama, grazie alla rivoluzione tecnologica del fracking, horizontal drilling, e col boom dello shale gas. I concorrenti da parte loro hanno subito degli arretramenti per varie cause e anche qui Trump non c\u2019entra: <b>l\u2019Iran venne sottoposto a sanzioni decenni fa, in Venezuela i regimi Chavez-Maduro tra corruzione e inefficienza indebolirono l\u2019industria energetica<\/b>, la Russia incapp\u00f2 a sua volta nella sanzioni sulle vendite di gas ai tempi di Biden. Il quadro si evolve da tempo in favore del primato americano, gli ultimi eventi hanno solo consolidato una tendenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 un anniversario che racconta la trasformazione dell\u2019America. Il 24 febbraio 2016 una nave lasci\u00f2 il terminale di Sabine Pass, in Louisiana, trasportando il primo grande carico di gas naturale liquefatto (GNL) esportato dagli Stati Uniti. Dieci anni dopo l\u2019America \u00e8 il primo esportatore mondiale di GNL. H<b>a superato Qatar e Australia, due potenze che sembravano destinate a dominare questo mercato a lungo<\/b>. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno fornito il 26 per cento di tutto il gas liquefatto scambiato nel mondo, contro il 21 per cento dell\u2019anno precedente. Da soli esportano pi\u00f9 di un quarto del GNL globale.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il primato del gas liquefatto \u00e8 solo la parte pi\u00f9 visibile di una rivoluzione pi\u00f9 vasta. Gli Stati Uniti sono contemporaneamente il primo produttore mondiale di petrolio e di gas naturale; sono esportatori netti di energia; vendono all\u2019estero quantit\u00e0 record di greggio, prodotti raffinati, propano ed etano.<b> Nel 2025 le esportazioni energetiche americane hanno raggiunto il massimo storico di 31 quadrilioni di Btu<\/b>. Il saldo netto, cio\u00e8 la differenza tra esportazioni e importazioni, \u00e8 arrivato a 11 quadrilioni di Btu: un record, superiore del 20 per cento a quello del 2024. Il petrolio e i suoi derivati rappresentano il 63 per cento dell\u2019export energetico, il gas naturale un altro 29 per cento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un rovesciamento storico. Per buona parte del Novecento, e ancora all\u2019inizio di questo secolo, la dipendenza energetica era considerata una delle vulnerabilit\u00e0 strategiche dell\u2019America. <b>Ogni crisi mediorientale evocava lo spettro delle file ai distributori, dell\u2019inflazione importata, del ricatto esercitato dai produttori stranieri<\/b>. Washington proteggeva le rotte del Golfo Persico anche perch\u00e9 la propria economia sembrava condannata a importare quantit\u00e0 crescenti di petrolio. Ancora nei primi anni Duemila si progettavano terminali portuali per importare gas liquefatto negli Stati Uniti. Poi arrivarono la fratturazione idraulica e le perforazioni orizzontali. Shale gas e shale oil liberarono risorse che esistevano da sempre ma non erano fino a quel momento economicamente sfruttabili.<b> Il cambiamento non fu deciso da un piano statale<\/b>. Nacque dall\u2019incontro fra innovazione tecnologica, capitale privato, imprenditori indipendenti, propriet\u00e0 privata dei diritti minerari e una vasta rete di oleodotti e gasdotti.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 2016 gli Stati Uniti esportavano appena mezzo miliardo di piedi cubi di GNL al giorno. Nel 2025 sono arrivati a 15 miliardi. Alla fine del 2026 si prevede che l\u2019export raggiunga i 17 miliardi; nel 2027 pi\u00f9 di 18 miliardi. <b>La crescita non \u00e8 finita. Nuovi impianti sono in costruzione lungo il Golfo del Messico, in Louisiana e Texas<\/b>. La capacit\u00e0 americana potrebbe quasi raddoppiare entro la fine del decennio. L\u2019International Energy Agency prevede che la quota statunitense sul mercato mondiale del GNL salga dal 25 per cento circa del 2025 a un terzo entro il 2030. Il modello statunitense ha alcune caratteristiche particolari. <b>I terminali non sono finanziati dallo Stato, ma da investitori privati<\/b>. Prima di aprire i cantieri, che possono durare cinque o sette anni e costare molti miliardi di dollari, le societ\u00e0 firmano contratti di fornitura di quindici o vent\u2019anni. Questi impegni garantiscono alle banche che l\u2019impianto avr\u00e0 clienti e ricavi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il GNL americano offre una flessibilit\u00e0 maggiore rispetto a molte forniture tradizionali. Una parte dei contratti non impone una destinazione rigida. <b>Quando la nave \u00e8 stata caricata pu\u00f2 essere dirottata verso il mercato disposto a pagare di pi\u00f9 o verso la regione dove la necessit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 urgente<\/b>. \u00c8 una differenza importante rispetto ai gasdotti, che uniscono in modo permanente il produttore a un compratore e creano rigidit\u00e0: dipendenze geografiche difficili da modificare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Europa \u00e8 diventata il cliente principale. <b>Il 65 per cento delle esportazioni americane di GNL si dirige oggi verso il mercato europeo<\/b>; in alcuni momenti successivi all\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina la quota ha sfiorato l\u201980 per cento. Gli Stati Uniti sono il primo fornitore europeo di GNL e il secondo fornitore complessivo di gas, dopo la Norvegia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il GNL \u00e8 il fenomeno pi\u00f9 nuovo, non l\u2019unico. Nel petrolio gli Stati Uniti hanno raggiunto un risultato ancora pi\u00f9 impressionante. Nel 2025 hanno prodotto in media 13,6 milioni di barili di greggio al giorno, il massimo mai raggiunto da qualsiasi paese. Il record precedente apparteneva agli stessi Stati Uniti. <b>La produzione americana \u00e8 risultata superiore di circa il 40 per cento a quella della Russia e dell\u2019Arabia Saudita<\/b>. Dopo l\u2019abolizione, nel 2015, del divieto di esportare greggio, le vendite all\u2019estero sono cresciute rapidamente. Nel 2024 hanno superato in media 4,1 milioni di barili al giorno. Nell\u2019aprile 2026 hanno toccato temporaneamente 5,6 milioni, un nuovo massimo mensile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019America \u00e8 anche una potenza della raffinazione. Nel 2025 ha esportato 2,4 milioni di barili al giorno dei tre principali carburanti per il trasporto: diesel e altri distillati, benzina e combustibile per aerei.<b> \u00c8 il primo esportatore mondiale di benzina, con una quota che negli ultimi dati comparabili superava il 16 per cento del mercato globale<\/b>. Le raffinerie americane trasformano anche greggio importato e rivendono il prodotto finito in America Latina, Europa e altri mercati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019altra componente poco conosciuta \u00e8 quella dei liquidi del gas naturale. Il boom dello shale produce insieme con il metano grandi quantit\u00e0 di propano, etano e butano. <b>Nel 2025 le esportazioni americane di propano hanno raggiunto il record di 1,8 milioni di barili al giorno<\/b>. Cina, Giappone e Corea del Sud sono fra i maggiori clienti, perch\u00e9 il propano non serve soltanto per il riscaldamento: \u00e8 una materia prima dell\u2019industria petrolchimica. Anche le esportazioni di etano, usato per produrre etilene e plastiche, continuano ad aumentare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019insieme di questi primati non rende gli Stati Uniti immuni dalle crisi energetiche mondiali. Il prezzo del petrolio \u00e8 globale: <b>se un passaggio marittimo viene chiuso o un grande produttore interrompe le esportazioni, anche la benzina americana rincara<\/b>. I terminali di GNL lavorano gi\u00e0 vicino o sopra la capacit\u00e0 nominale e non possono sostituire da un giorno all\u2019altro tutto il gas che venisse a mancare dal Golfo Persico. Nel 2025 quasi il 20 per cento del commercio mondiale di GNL attraversava lo stretto di Hormuz, soprattutto dal Qatar.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La nuova abbondanza cambia per\u00f2 il punto di partenza. L\u2019America \u00e8 il pi\u00f9 grande produttore mondiale di petrolio e gas e il principale esportatore di GNL. <b>Pu\u00f2 rifornire alleati, conquistare mercati, influire sui prezzi e offrire alternative a fornitori ostili<\/b>. Gas e petrolio sono tornati ad essere \u2013 come nella prima e seconda guerra mondiale e fino al 1956, anno della crisi di Suez \u2013 una componente della potenza americana, accanto al dollaro, alla tecnologia e alle forze armate. Trump ama presentare questo risultato come una conseguenza della sua politica di \u00abdominio energetico\u00bb. In realt\u00e0 la rivoluzione energetica era gi\u00e0 in corso sotto Barack Obama ed \u00e8 proseguita sotto Joe Biden; ha beneficiato di innovazioni e investimenti accumulati per decenni. <b>Le amministrazioni possono accelerare o rallentare i permessi, aprire o chiudere terreni federali, incoraggiare o ostacolare oleodotti e terminali<\/b>. Ma la forza profonda viene dalla geologia, dalla tecnologia e dal mercato. Il dato politico pi\u00f9 importante \u00e8 proprio questa continuit\u00e0. Mentre una parte del dibattito occidentale annunciava \u2013 prematuramente \u2013 il tramonto delle energie fossili, gli Stati Uniti ne sono diventati il produttore pi\u00f9 efficiente e il maggiore venditore. Nello stesso tempo investono in solare, eolico, nucleare e nuove tecnologie. Non hanno sostituito una fonte con un\u2019altra.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Hanno aggiunto potenza energetica a potenza energetica. <b>Il risultato \u00e8 un\u2019America che esporta ci\u00f2 che vent\u2019anni fa temeva di non avere abbastanza neppure per s\u00e9<\/b>. La superpotenza digitale e finanziaria \u00e8 tornata a essere anche una superpotenza mineraria, industriale e marittima. Il primo carico partito da Sabine Pass nel 2016 sembrava un esperimento. Dieci anni dopo appare come l\u2019inizio di una nuova epoca.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-07-27T19:21:03+02:00\" content=\"2026-07-27\">27 luglio 2026, 17:18  &#8211; modifica il 27 luglio 2026 | 19:21<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nell\u2019incertezza che circonda la strategia di Trump in Medio Oriente, ogni tanto sembra affiorare un punto fermo: l\u2019America&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":475960,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[287775,333833,333834,2537,2032,333835,333836,4717,6508,536,6510,3357,3358,94392,92806,14745,6815,2903,333837,304269,1039,17722,64818,333838,333839,665,25382,9943,7714,14,164,165,16480,5316,3451,29477,78779,27011,3566,3882,76245,333830,333840,3886,333841,5427,333831,3085,3889,15188,541,333842,333843,31492,6316,69447,9873,333844,48447,4183,13843,1149,206788,56476,6937,333845,333846,77,48,263893,9874,69450,1285,1412,1353,333832,166,9863,7,15,273,9864,20018,3522,6715,15312,20820,333828,494,12621,9609,4411,3421,6811,2718,171,333829,200234,379,11,167,12,168,3414,161,162,163],"class_list":["post-605334","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-affiorare","tag-affiorare-punto","tag-affiorare-punto-fermo","tag-altra","tag-america","tag-america-vada","tag-america-vada-guadagna","tag-americana","tag-americane","tag-americano","tag-aprire","tag-arabia","tag-arabia-saudita","tag-arricchisce","tag-barili","tag-benzina","tag-biden","tag-boom","tag-boom-shale","tag-btu","tag-capacita","tag-carico","tag-circonda","tag-circonda-strategia","tag-circonda-strategia-trump","tag-clienti","tag-componente","tag-contratti","tag-crisi","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-decenni","tag-dieci","tag-differenza","tag-energetica","tag-energetiche","tag-energetico","tag-energia","tag-entro","tag-esportato","tag-esportatore","tag-esportatore-mondiale","tag-esportazioni","tag-esportazioni-americane","tag-estero","tag-etano","tag-europa","tag-europeo","tag-export","tag-fermo","tag-fermo-america","tag-fermo-america-vada","tag-fornitore","tag-gas","tag-gas-liquefatto","tag-gas-naturale","tag-gas-tempi","tag-gasdotti","tag-globale","tag-gnl","tag-golfo","tag-golfo-persico","tag-greggio","tag-guadagna","tag-guadagna-rialzo","tag-guadagna-rialzo-petrolio","tag-guerra","tag-importante","tag-importare","tag-incertezza","tag-liquefatto","tag-massimo","tag-mercato","tag-mondiale","tag-mondiale-gnl","tag-mondo","tag-naturale","tag-news","tag-notizie","tag-nuova","tag-petrolio","tag-petrolio-gas","tag-possono","tag-potenza","tag-primato","tag-produttore","tag-propano","tag-punto","tag-quantita","tag-quota","tag-raggiunto","tag-record","tag-risultato","tag-rivoluzione","tag-russia","tag-shale","tag-terminali","tag-trump","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/605334","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=605334"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/605334\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=605334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=605334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=605334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}