{"id":605894,"date":"2026-07-28T08:32:10","date_gmt":"2026-07-28T08:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/605894\/"},"modified":"2026-07-28T08:32:10","modified_gmt":"2026-07-28T08:32:10","slug":"il-modello-giuditta-lualdi-si-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/605894\/","title":{"rendered":"Il modello Giuditta: Lualdi si racconta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giuditta Lualdi<\/strong> \u00e8 un nome molto noto a <strong>Busto Arsizio<\/strong>. Se vi capita di entrare in un bar, in un negozio o in un ristorante e pronunciare il suo nome, \u00e8 difficile trovare qualcuno che non la conosca. Il legame con il mondo della <strong>pallavolo<\/strong> \u00e8 indissolubile: pap\u00e0 <strong>Massimo<\/strong> e la cugina <strong>Anna<\/strong> hanno riportato <strong>Villa Cortese<\/strong> dalla <strong>Serie B<\/strong> all&#8217;<strong>A3<\/strong> nella scorsa stagione; anche mamma <strong>Paola<\/strong> giocava a pallavolo mentre il fratello <strong>Filippo<\/strong> ha giocato per anni e oggi segue le orme del padre nel ruolo di assistente allenatore. Lo sport in casa Lualdi \u00e8 un affare di famiglia, ma non \u00e8 l&#8217;unico anello di congiunzione tra Giuditta e la comunit\u00e0 bustocca. Nel <strong>2022<\/strong> nasce infatti <strong>Cuore Pieno<\/strong>, l&#8217;associazione benefica di cui <strong>Filippo<\/strong> \u00e8 <strong>presidente<\/strong> e <strong>Giuditta<\/strong> <strong>vicepresidente<\/strong>. Attraverso lo sport si propone di aiutare le famiglie pi\u00f9 bisognose. L&#8217;evento <strong>Busto Arsizio Sport<\/strong> ne rappresenta la testimonianza pi\u00f9 concreta.<\/p>\n<p><strong>Giuditta<\/strong>, guardando alla tua carriera, si pu\u00f2 dire che sei rimasta poco tempo lontana da casa, tornando a Busto piuttosto presto. \u00c8 stata una tua scelta?<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Sono uscita di casa presto (a <strong>Casale Monferrato<\/strong> nel <strong>2014<\/strong>, ndr), ma ho avuto un brusco cambio di prospettiva con l&#8217;avvento del <strong>Covid<\/strong>. Mi trovavo a <strong>San Giovanni in Marignano<\/strong> e mi sono spaventata molto. La situazione era totalmente instabile e, in pi\u00f9, vedevo soffrire persone vicine a me e alla mia famiglia. Tutto questo mi ha fatto capire che non avrei pi\u00f9 voluto vivere lontano da casa. Cos\u00ec, nella <strong>stagione 2020-21<\/strong>, firmai con la <strong>Futura<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Hai giocato in entrambe le realt\u00e0 di <strong>Busto Arsizio<\/strong>, <strong>Futura<\/strong> e <strong>Uyba<\/strong>. Come mai le due societ\u00e0 non riescono, o non vogliono, unire le proprie forze? Dovrebbero farlo?<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un argomento spinoso perch\u00e9 riguarda le persone pi\u00f9 che lo sport. Giocare in <strong>Serie A<\/strong> nella mia citt\u00e0 \u00e8 stato un sogno che si \u00e8 realizzato, compreso quello di condividere il campo con <strong>Carli Lloyd<\/strong>, uno dei miei idoli. Da sempre io e la mia famiglia eravamo abbonati al <strong>PalaYamamay<\/strong> e ogni domenica eravamo sugli spalti. Si pu\u00f2 immaginare la mia emozione quando <strong>Enzo Barbaro<\/strong> mi chiam\u00f2 per chiedermi di giocare alla <strong>Uyba<\/strong>. Inoltre sono sempre stata molto attratta dal modo in cui la <strong>Yamamay<\/strong> prima e la <strong>Uyba<\/strong> poi hanno gestito comunicazione, marketing e immagine, tanto da sceglierle come argomento della mia tesi di maturit\u00e0. Venendo alla domanda, le due societ\u00e0 lavorano in modo diverso e trasmettono valori e modelli differenti. La <strong>Futura<\/strong> \u00e8 una societ\u00e0 molto solida, ma investe ancora troppo poco sull&#8217;<strong>immagine<\/strong> e, sotto questo aspetto, ha spesso vissuto all&#8217;ombra della <strong>Uyba<\/strong>. Da bustocca e da tifosa, la loro unione sarebbe auspicabile perch\u00e9 consentirebbe di alzare il livello e ambire a risultati ancora pi\u00f9 importanti. Tuttavia, se le persone che guidano le due societ\u00e0 resteranno le stesse, credo sia difficile che possa accadere: le ragioni sarebbero le stesse che portarono alla separazione di una decina d&#8217;anni fa\u00bb.<\/p>\n<p>Quali sono, secondo te, le ragioni della disaffezione dei tifosi verso la <strong>Uyba<\/strong> negli ultimi anni? Esiste una ricetta per invertire la tendenza?<\/p>\n<p>\u00abLa prima \u00e8 il <strong>calo del livello della rosa<\/strong> e, di conseguenza, dei risultati: vincere porta inevitabilmente pubblico, \u00e8 una legge non scritta dello sport. Credo poi che il recente <strong>aumento dei prezzi dei biglietti<\/strong> abbia infastidito molti tifosi, soprattutto quelli pi\u00f9 affezionati. Su questo, per\u00f2, non mi sento di criticare la societ\u00e0: \u00e8 giusto non svalutare il nostro sport e, se questo significa pagare qualcosa in pi\u00f9, io lo farei volentieri per sostenere il movimento. Aggiungo che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da grande incertezza e poca chiarezza, a partire dalla vicenda <strong>Velasco<\/strong>. Quando cambiano cos\u00ec spesso le figure societarie \u00e8 difficile creare senso di appartenenza. L&#8217;immagine pi\u00f9 evidente \u00e8 quella della <strong>curva degli ADF<\/strong>, oggi molto meno popolata rispetto al passato. Anche la presenza di un numero sempre maggiore di <strong>giocatrici straniere<\/strong>, pur rappresentando un vantaggio tecnico e mediatico, non aiuta a riempire il palazzetto: la barriera linguistica rende pi\u00f9 difficile coinvolgerle nelle iniziative con il territorio e, inoltre, la loro permanenza a Busto \u00e8 spesso molto breve\u00bb.<\/p>\n<p>Che cosa ha significato essere il <strong>capitano<\/strong> della <strong>Uyba<\/strong> negli ultimi anni della tua carriera?<\/p>\n<p>\u00abQualcosa che non osavo nemmeno sognare. Quando si cap\u00ec che <strong>Julio Velasco<\/strong> sarebbe diventato l&#8217;allenatore, avevo gi\u00e0 il contratto per la stagione successiva. Non mi scelse lui come giocatrice, ma qualche mese dopo, al termine della preparazione, mi chiam\u00f2 per propormi di diventare <strong>capitano<\/strong>. In quel momento mi sono sentita riconoscere qualcosa che andava oltre la pallavolo e riguardava il mio modo di essere dentro e fuori dal campo. Non bisogna essere per forza dei fenomeni per fare la differenza. Sentii anche che Julio era andato oltre l&#8217;episodio dell&#8217;incidente, dimostrandomi che <strong>un errore non pu\u00f2 definire una persona<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Quando <strong>Caprara<\/strong> lasci\u00f2 improvvisamente la <strong>Uyba<\/strong>, <strong>La Prealpina<\/strong> titol\u00f2 &#8220;Modello Giuditta e Gianni se ne va&#8221;. Vuoi raccontare come andarono davvero le cose?<\/p>\n<p>\u00abAll&#8217;epoca si diffuse la convinzione che l&#8217;addio del coach e di <strong>Borruto<\/strong> fosse legato al fatto che io non stessi giocando, ma non era cos\u00ec. L&#8217;allenatore decise di mettermi fuori rosa ritenendomi la principale causa dei problemi della squadra, che arrivava da tre sconfitte consecutive. Il problema, per\u00f2, non era tecnico, bens\u00ec personale. Non mi sarei mai permessa di contestare una scelta tecnica, anche perch\u00e9 sono figlia di un allenatore. Col senno di poi, il mio errore fu restare in una squadra dove sapevo di non essere gradita da alcune persone. Ma non avrei mai indossato un&#8217;altra maglia che non fosse quella di Busto, e per questo rimasi\u00bb.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 stata l&#8217;esperienza da <strong>team manager<\/strong> e perch\u00e9 \u00e8 durata soltanto una stagione?<\/p>\n<p>\u00abAvevo deciso di smettere di giocare con l&#8217;idea di mettere su famiglia, cosa che poi non si \u00e8 realizzata e ha cambiato i miei programmi. La <strong>societ\u00e0<\/strong> aveva manifestato la volont\u00e0 di tenermi al suo interno e cos\u00ec \u00e8 stato. \u00c8 stata un&#8217;esperienza molto positiva: mi sono trovata benissimo con le ragazze, che mi hanno aiutata tanto. Da fuori ho compreso le dinamiche che da giocatrice non vedevo e quanto lavoro ci sia dietro ogni stagione. Me ne sono andata perch\u00e9 era diventato impossibile svolgere serenamente il mio lavoro: i rapporti con alcuni membri del club si erano deteriorati per questioni personali\u00bb.<\/p>\n<p>Quali sono i tuoi progetti adesso e che ruolo avr\u00e0 la pallavolo nella tua vita?<\/p>\n<p>\u00abOggi lavoro come <strong>consulente<\/strong> in un&#8217;azienda del territorio e questa nuova esperienza mi sta piacendo molto. Mi stimola imparare un mestiere diverso e sono grata a chi mi ha dato questa opportunit\u00e0. Torner\u00f2 anche a giocare, in <strong>Serie B<\/strong>, con la <strong>Giocosport Barzan\u00f2<\/strong>, una societ\u00e0 nella quale mi riconosco per i valori che trasmette. Porter\u00f2 in palestra la stessa passione e la stessa dedizione di sempre, ma tengo a precisare che la pallavolo, da oggi in poi, sar\u00e0 soltanto un <strong>hobby<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Giuditta Lualdi \u00e8 un nome molto noto a Busto Arsizio. 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