{"id":606066,"date":"2026-07-28T11:02:17","date_gmt":"2026-07-28T11:02:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/606066\/"},"modified":"2026-07-28T11:02:17","modified_gmt":"2026-07-28T11:02:17","slug":"fibromi-uterini-un-cortisonico-nellarteria-riduce-il-dolore-dopo-lembolizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/606066\/","title":{"rendered":"Fibromi uterini, un cortisonico nell\u2019arteria riduce il dolore dopo l\u2019embolizzazione"},"content":{"rendered":"<p>I fibromi uterini sono le formazioni benigne pi\u00f9 comuni dell\u2019apparato riproduttivo femminile e, quando diventano sintomatici, possono provocare mestruazioni molto abbondanti, anemia, pressione pelvica, dolore, bisogno frequente di urinare e difficolt\u00e0 riproduttive. Quando i farmaci non bastano o non sono indicati, una delle possibilit\u00e0 \u00e8 l\u2019<strong>embolizzazione dei fibromi uterini<\/strong>. Il radiologo interventista raggiunge attraverso un sottile catetere le arterie che portano sangue all\u2019utero e vi rilascia microsfere capaci di ridurre l\u2019afflusso diretto ai noduli, favorendone il progressivo restringimento. La procedura \u00e8 minimamente invasiva, permette di conservare l\u2019utero e in genere comporta una ripresa pi\u00f9 rapida rispetto alla chirurgia. Ha per\u00f2 un punto debole: nelle prime ore pu\u00f2 comparire un dolore pelvico anche intenso, accompagnato da nausea, stanchezza, malessere e febbricola. <strong>Il dolore post-embolizzazione nasce soprattutto dall\u2019ischemia e dalla conseguente reazione infiammatoria dei tessuti trattati.<\/strong><\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/ultime-scoperte\/105904\/la-pillola-origami-del-mit-che-potrebbe-restare-piu-a-lungo-nello-stomaco.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_28\/ChatGPT_Image_28_lug_2026%2C_02_21_42-1785198110766.jpg--la_pillola__origami__del_mit_che_potrebbe_restare_piu_a_lungo_nello_stomaco.jpg?1785198111142\"\/><\/a><\/p>\n<p>Per provare ad attenuare questa risposta direttamente alla fonte, i ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Miami hanno condotto uno studio randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco. Sono state arruolate 42 donne tra 20 e 50 anni; dopo due esclusioni, l\u2019analisi finale ha riguardato 40 partecipanti, divise in due gruppi da 20. Durante l\u2019embolizzazione, dopo aver trattato ciascuna arteria uterina, i medici hanno iniettato attraverso lo stesso microcatetere <strong>10 milligrammi di desametasone<\/strong> oppure una soluzione salina indistinguibile. Tutte le pazienti hanno comunque ricevuto la normale terapia antidolorifica prevista dal centro. <strong>L\u2019idea era concentrare il cortisonico nel punto in cui si sviluppa l\u2019infiammazione, ottenendo un\u2019azione locale pi\u00f9 intensa rispetto alla somministrazione in vena.<\/strong> Il dolore \u00e8 stato poi registrato ripetutamente per sette giorni, mentre sintomi, qualit\u00e0 di vita e volume dell\u2019utero e dei fibromi sono stati controllati fino a tre mesi.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/105582\/candida-ricorrente-scoperto-il-possibile-interruttore-che-riaccende-linfiammazione.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_26\/ChatGPT_Image_26_lug_2026%2C_19_59_56-1785088803820.jpg--candida_ricorrente__scoperto_il_possibile_interruttore_che_riaccende_l_infiammazione.jpg?1785088804607\"\/><\/a><\/p>\n<p>La differenza \u00e8 comparsa immediatamente. Su una scala da zero a dieci, il dolore medio subito dopo la procedura era pari a <strong>4 nel gruppo desametasone e a 6,1 nel gruppo placebo<\/strong>. Il vantaggio risultava ancora statisticamente significativo dopo 24 ore, con punteggi di 2,5 contro 4,2; dopo 48 ore, 2,7 contro 5; e dopo 96 ore, 2,4 contro 4,5. Considerando l\u2019intera settimana, il punteggio medio \u00e8 stato di 2,63 con il cortisonico e 4,28 con il placebo. <strong>La riduzione complessiva di circa 1,6 punti supera la soglia di un punto generalmente considerata percepibile e clinicamente importante per il paziente.<\/strong> Il beneficio, tuttavia, non \u00e8 comparso in ogni singola rilevazione e non si \u00e8 tradotto in una diminuzione statisticamente significativa dell\u2019idromorfone utilizzato. Neppure nausea, vomito e febbre sono risultati chiaramente diversi tra i gruppi. <strong>Il farmaco sembra quindi incidere soprattutto sul dolore, non sull\u2019intera sindrome post-embolizzazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_28_lug_2026,_09_26_07-1785223576937.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/strong><\/p>\n<p>A uno e tre mesi, entrambi i gruppi mostravano un miglioramento dei sintomi legati ai fibromi e della qualit\u00e0 di vita. Tra le 26 partecipanti che hanno completato la risonanza magnetica di controllo, il volume uterino si era ridotto in media del <strong>37,4% con desametasone e del 29,6% con placebo<\/strong>, una differenza non significativa. Anche la riduzione del fibroma principale era simile, mentre non si sono verificate complicanze maggiori in nessuno dei due gruppi. <strong>Non sono quindi emersi segnali che il cortisonico compromettesse l\u2019efficacia dell\u2019embolizzazione o ne aumentasse i rischi immediati.<\/strong> La prudenza resta per\u00f2 necessaria: lo studio \u00e8 stato realizzato in un solo centro, su appena 40 donne, e il 35% non ha completato il controllo radiologico a tre mesi. Inoltre erano escluse le pazienti con diabete o prediabete, nelle quali i corticosteroidi possono richiedere particolare cautela. La strategia appare semplice e promettente, ma prima di diventare uno standard dovr\u00e0 essere valutata in studi multicentrici pi\u00f9 ampi, capaci di chiarire anche l\u2019effetto sul consumo di oppioidi e sugli altri sintomi.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Briley K, Reddy R, Cavada A, et al. Intraarterial Dexamethasone for Pain Relief After Uterine Fibroid Embolization: A Randomized Clinical Trial. JAMA Network Open. 2026;9(7). Pubblicato online il 27 luglio 2026. doi:10.1001\/jamanetworkopen.2026.25004.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamanetworkopen\/fullarticle\/2852119\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I fibromi uterini sono le formazioni benigne pi\u00f9 comuni dell\u2019apparato riproduttivo femminile e, quando diventano sintomatici, possono provocare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":606067,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[331650,126440,334239,334238,239,1537,90,89,334241,35869,334240,103461,240,334243,334242],"class_list":["post-606066","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-desametasone","tag-dolore-pelvico","tag-embolizzazione-fibromi-uterini","tag-fibromi-uterini","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-microcatetere","tag-placebo","tag-radiologo-interventista","tag-risonanza-magnetica","tag-salute","tag-sintomi-fibromi","tag-universita-di-miami"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116997269855734481","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/606066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=606066"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/606066\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/606067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=606066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=606066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=606066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}