{"id":607064,"date":"2026-07-29T01:29:22","date_gmt":"2026-07-29T01:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/607064\/"},"modified":"2026-07-29T01:29:22","modified_gmt":"2026-07-29T01:29:22","slug":"milano-il-distributore-piu-caro-ditalia-perde-linsegna-ip-rimossi-loghi-e-marchio-dalle-pompe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/607064\/","title":{"rendered":"Milano, il distributore pi\u00f9 caro d\u2019Italia perde l\u2019insegna Ip: rimossi loghi e marchio dalle pompe"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong><a href=\"https:\/\/www.affaritaliani.it\/economia\/benzina-a-milano-prezzi-record-in-un-distributore-il-litro-supera-i-263-euro.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">distributore indicato come il pi\u00f9 caro d\u2019Italia<\/a><\/strong> non espone pi\u00f9 il marchio Ip. <strong>Dopo l\u2019eco mediatica suscitata dai prezzi praticati nell\u2019impianto di via Correggio, in zona Buonarroti a Milano, la compagnia ha infatti rimosso l\u2019insegna e coperto i loghi presenti sulle pompe<\/strong>. A raccontarlo \u00e8 Il Giorno, secondo cui sull\u2019area di servizio sarebbe stata passata una mano di vernice per eliminare i riferimenti riconducibili al gruppo petrolifero. Una presa di distanza arrivata dopo la diffusione dei dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, rielaborati dal Codacons, che hanno collocato il piccolo benzinaio di quartiere in cima alla classifica nazionale dei carburanti pi\u00f9 costosi. Nel cartellone esposto davanti all\u2019impianto, <strong>il diesel servito viene proposto a 2,735 euro al litro, mentre la benzina raggiunge i 2,699 euro. Valori nettamente superiori ai prezzi medi indicati nello stesso prospetto: 2,179 euro per il gasolio e 1,976 euro per la verde.<\/strong><\/p>\n<p>Ip cancella i loghi dopo il clamore sui prezzi<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primato, per\u00f2, non avrebbe portato vantaggi ai gestori. Al contrario, dopo l\u2019attenzione ricevuta dal distributore, alcuni automobilisti avrebbero iniziato a rivolgere insulti e contestazioni al personale, accusandolo direttamente per il costo del carburante. \u00c8 in questo contesto che Ip avrebbe deciso di intervenire, eliminando il proprio marchio dall\u2019impianto. Via l\u2019insegna e cancellati anche i loghi sulle colonnine, in quella che appare come una scelta dettata dalla volont\u00e0 di non associare il nome dell\u2019azienda alla pubblicit\u00e0 negativa generata dal caso. Il calo dei clienti, riferisce ancora Il Giorno, sarebbe gi\u00e0 evidente:<strong> in un\u2019intera mattinata si sarebbero fermate soltanto cinque automobili.<\/strong><\/p>\n<p>I gestori: \u201cNon siamo noi a stabilire il prezzo\u201d<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi conduce il punto vendita dal 2007 sottolinea per\u00f2 di non avere il controllo diretto sul prezzo finale. La cifra esposta alla pompa \u00e8 il risultato di diversi elementi: il costo della materia prima, le accise, l\u2019Iva, il margine riconosciuto alla societ\u00e0 distributrice e, soltanto in ultima battuta, la quota destinata al gestore. L\u2019impianto offre esclusivamente un servizio assistito, garantito dalle 7 alle 20 anche la domenica e nei giorni festivi. Gli automobilisti non devono scendere dall\u2019auto n\u00e9 utilizzare le colonnine automatiche, un servizio che contribuisce ad aumentare il prezzo rispetto alle stazioni self-service. In via Correggio il pieno di una piccola utilitaria pu\u00f2 arrivare a costare circa 80 euro, mentre per una vettura di grossa cilindrata o una supercar si possono sfiorare i 170 euro.<strong> Prezzi che hanno trasformato una piccola stazione di servizio di quartiere in un caso nazionale, al punto da indurre Ip a cancellare il proprio nome dalle pompe<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il distributore indicato come il pi\u00f9 caro d\u2019Italia non espone pi\u00f9 il marchio Ip. Dopo l\u2019eco mediatica suscitata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":607065,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,334778,148488,1537,90,89,28],"class_list":["post-607064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-distributore-benzina","tag-ip","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-milano"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117000677938828361","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/607064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=607064"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/607064\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/607065"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=607064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=607064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=607064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}