{"id":607742,"date":"2026-07-29T12:16:16","date_gmt":"2026-07-29T12:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/607742\/"},"modified":"2026-07-29T12:16:16","modified_gmt":"2026-07-29T12:16:16","slug":"dormi-meno-di-notte-e-sempre-piu-di-giorno-dopo-gli-80-anni-potrebbe-non-essere-soltanto-stanchezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/607742\/","title":{"rendered":"Dormi meno di notte e sempre pi\u00f9 di giorno? Dopo gli 80 anni potrebbe non essere soltanto stanchezza"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019et\u00e0 \u00e8 comune addormentarsi prima, svegliarsi pi\u00f9 spesso e distribuire diversamente il riposo nelle 24 ore. Ma attribuire ogni cambiamento agli anni che passano pu\u00f2 essere fuorviante. <strong>Negli ultraottantenni, infatti, ci\u00f2 che sembra pi\u00f9 informativo non \u00e8 una singola notte difficile, bens\u00ec una trasformazione persistente del rapporto tra sonno notturno, sonnellini e attivit\u00e0 diurna.<\/strong> \u00c8 il messaggio di uno studio pubblicato il 28 luglio 2026 su Communications Medicine, che ha esaminato una fascia d\u2019et\u00e0 ancora poco rappresentata nella ricerca sul sonno. Le indicazioni generali restano valide: anche gli anziani hanno bisogno in media di circa <strong>sette-nove ore di sonno<\/strong>, sebbene malattie, farmaci e disturbi specifici possano modificarne quantit\u00e0 e qualit\u00e0.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/106222\/tetano-e-over-70-oltre-1-caso-su-4-e-fatale-perche-il-richiamo-puo-salvarti-la-vita.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_28\/ChatGPT_Image_28_lug_2026%2C_21_55_10-1785268516537.jpg--tetano_e_over_70__oltre_1_caso_su_4_e_fatale__perche_il_richiamo_puo_salvarti_la_vita.jpg?1785268516957\"\/><\/a><\/p>\n<p>I ricercatori hanno analizzato <strong>704 donne<\/strong> che vivevano autonomamente nella comunit\u00e0, con un\u2019et\u00e0 media di <strong>82,9 anni<\/strong> all\u2019inizio dell\u2019osservazione. Il sonno non \u00e8 stato ricostruito soltanto attraverso ricordi o questionari: le partecipanti hanno indossato al polso un actigrafo per quattro notti e cinque giorni, ripetendo la misurazione circa cinque anni dopo. Sono stati valutati durata ed efficienza del sonno notturno, tempo trascorso sveglie dopo l\u2019addormentamento, durata e frequenza dei sonnellini e diversi parametri del ritmo circadiano. <strong>Dall\u2019insieme dei dati sono emersi tre profili: sonno sostanzialmente stabile, peggioramento del sonno notturno e aumento della sonnolenza nell\u2019intero arco delle 24 ore.<\/strong> Quest\u2019ultimo profilo non significava soltanto dormire di pi\u00f9 di giorno, ma combinava sonnellini crescenti, maggiore tempo di sonno complessivo e un ritmo attivit\u00e0-riposo meno robusto.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/ultime-scoperte\/106139\/fibromialgia-lo-studio-genetico-su-2-5-milioni-di-persone-cambia-la-mappa-della-malattia.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_28\/ChatGPT_Image_28_lug_2026%2C_16_05_22-1785247544856.jpg--fibromialgia__lo_studio_genetico_su_2_5_milioni_di_persone_cambia_la_mappa_della_malattia.jpg?1785247545549\"\/><\/a><\/p>\n<p>Dopo la seconda rilevazione, le donne sono state seguite per una mediana di <strong>2,1 anni<\/strong>: <strong>90 sono morte, 35 per cause cardiovascolari<\/strong>. Rispetto al gruppo con sonno stabile, chi mostrava un calo del sonno notturno presentava un tasso di mortalit\u00e0 generale circa doppio, con un <strong>hazard ratio di 2,16<\/strong>; un valore simile, <strong>2,09<\/strong>, \u00e8 stato osservato nel gruppo con crescente sonnolenza nelle 24 ore. <strong>L\u2019aumento marcato della durata dei sonnellini era associato a un rischio pi\u00f9 che doppio di morte per qualsiasi causa e quasi triplo di morte cardiovascolare.<\/strong> Anche la forte riduzione del sonno notturno risultava legata a una mortalit\u00e0 cardiovascolare pi\u00f9 elevata. I risultati sono rimasti rilevanti dopo aver considerato et\u00e0, istruzione, indice di massa corporea, diabete, ipertensione, precedente infarto, uso di antidepressivi, autonomia, salute percepita e funzione cognitiva. Le stime cardiovascolari presentano per\u00f2 intervalli di confidenza ampi, segnale di una considerevole incertezza dovuta al numero limitato di eventi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_29_lug_2026,_07_24_09-1785302659703.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/p>\n<p>Il punto decisivo \u00e8 proprio questo. <strong>Lo studio non dimostra che i sonnellini o il sonno pi\u00f9 breve provochino direttamente la morte; potrebbero invece essere la spia di un organismo che sta cambiando.<\/strong> Apnea ostruttiva, patologie sottostanti, depressione, riduzione dell\u2019attivit\u00e0 fisica e alcuni farmaci possono aumentare stanchezza e sonnolenza. Inoltre, il campione comprendeva soltanto donne bianche, il controllo successivo \u00e8 stato relativamente breve e non \u00e8 stata eseguita una polisonnografia capace di identificarne l\u2019apnea del sonno. Il risultato, quindi, non \u00e8 un invito a vietare il riposo pomeridiano n\u00e9 a inseguire rigidamente un numero di ore. \u00c8 piuttosto un suggerimento pratico: <strong>se dopo gli 80 anni una persona comincia progressivamente a dormire molto pi\u00f9 di giorno, molto meno di notte o a perdere il consueto ritmo sonno-veglia, il cambiamento merita di essere riferito al medico<\/strong>, soprattutto in presenza di russamento intenso, pause respiratorie, calo della memoria, umore depresso o peggioramento dell\u2019autonomia.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Leng Y, Milton S, Yaffe K, et al. Multidimensional sleep-wake changes and risk of all-cause and cardiovascular disease mortality in oldest-old women. Communications Medicine. Pubblicato il 28 luglio 2026. DOI: 10.1038\/s43856-026-01789-y.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s43856-026-01789-y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con l\u2019et\u00e0 \u00e8 comune addormentarsi prima, svegliarsi pi\u00f9 spesso e distribuire diversamente il riposo nelle 24 ore. 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