{"id":607808,"date":"2026-07-29T13:10:18","date_gmt":"2026-07-29T13:10:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/607808\/"},"modified":"2026-07-29T13:10:18","modified_gmt":"2026-07-29T13:10:18","slug":"pressione-ed-eta-possono-rivelare-quanto-stanno-invecchiando-le-arterie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/607808\/","title":{"rendered":"Pressione ed et\u00e0 possono rivelare quanto stanno invecchiando le arterie?"},"content":{"rendered":"<p>Le arterie non invecchiano tutte allo stesso modo. Nel tempo le loro pareti possono diventare meno elastiche e trasmettere pi\u00f9 rapidamente <strong>l\u2019onda di pressione<\/strong> prodotta da ogni battito cardiaco. \u00c8 su questo principio che si basa la <strong>velocit\u00e0 dell\u2019onda del polso<\/strong>, uno degli indicatori impiegati per descrivere la rigidit\u00e0 arteriosa. Un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports ha provato a osservare non una singola misurazione, ma il percorso seguito negli anni da una versione stimata di questo parametro. La ricerca ha coinvolto <strong>4.123 adulti cinesi di almeno 45 anni<\/strong>, appartenenti agli <strong>stadi da 0 a 3 della sindrome cardiovascolare-renale-metabolica<\/strong>. <strong>L\u2019obiettivo era capire se traiettorie persistentemente pi\u00f9 elevate fossero associate a una mortalit\u00e0 maggiore negli anni successivi.<\/strong> L\u2019idea \u00e8 importante perch\u00e9 una fotografia isolata pu\u00f2 non raccontare quanto rapidamente stia cambiando il profilo vascolare di una persona.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/ultime-scoperte\/106139\/fibromialgia-lo-studio-genetico-su-2-5-milioni-di-persone-cambia-la-mappa-della-malattia.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_28\/ChatGPT_Image_28_lug_2026%2C_16_05_22-1785247544856.jpg--fibromialgia__lo_studio_genetico_su_2_5_milioni_di_persone_cambia_la_mappa_della_malattia.jpg?1785247545549\"\/><\/a><\/p>\n<p>Gli autori hanno utilizzato la <strong>ePWV<\/strong>, cio\u00e8 la <strong>velocit\u00e0 dell\u2019onda del polso stimata<\/strong>. A differenza della misurazione diretta, che richiede apparecchiature dedicate, questo valore viene calcolato attraverso una <strong>formula basata sull\u2019et\u00e0 e sulla pressione arteriosa media<\/strong>. I dati raccolti in <strong>tre rilevazioni, tra il 2011 e il 2015<\/strong>, hanno permesso di suddividere i partecipanti in <strong>quattro traiettorie: bassa, moderatamente bassa, moderatamente alta e alta<\/strong>. Il gruppo pi\u00f9 numeroso era quello moderatamente basso, mentre circa un partecipante su otto rientrava nella fascia pi\u00f9 elevata. <strong>Il punto innovativo non \u00e8 stabilire se un valore sia alto in un determinato giorno, ma osservare se l\u2019indice rimanga su livelli elevati nel corso del tempo.<\/strong> Si tratta per\u00f2 di una stima statistica: <strong>non \u00e8 stata misurata direttamente la velocit\u00e0<\/strong> con cui l\u2019onda percorreva le arterie di ciascun partecipante.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/105953\/fibromi-uterini-un-cortisonico-nellarteria-riduce-il-dolore-dopo-lembolizzazione.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_07_28\/ChatGPT_Image_28_lug_2026%2C_09_16_01-1785222969287.jpg--fibromi_uterini__un_cortisonico_nell_arteria_riduce_il_dolore_dopo_l_embolizzazione.jpg?1785222969736\"\/><\/a><\/p>\n<p>Nel periodo di osservazione, <strong>dal 2015 al 2020<\/strong>, sono stati registrati <strong>318 decessi, pari al 7,71% del campione<\/strong>. Dopo gli aggiustamenti per caratteristiche demografiche, stili di vita e condizioni cliniche, la traiettoria moderatamente alta era associata a un hazard di mortalit\u00e0 <strong>2,24<\/strong> volte quello osservato nel gruppo con i valori pi\u00f9 bassi; nella traiettoria alta il rapporto saliva a <strong>2,61<\/strong>. Per la fascia moderatamente bassa, invece, l\u2019aumento non risultava statisticamente significativo. <strong>Lo studio mostra dunque un\u2019associazione progressiva: quanto pi\u00f9 elevata era la traiettoria della ePWV, tanto maggiore appariva la mortalit\u00e0 durante l\u2019osservazione.<\/strong> Un hazard ratio di <strong>2,61<\/strong>, per\u00f2, non significa che il 261% delle persone morir\u00e0 e neppure che il rischio assoluto individuale sia aumentato della stessa percentuale: indica che gli eventi si sono verificati con una frequenza relativa superiore rispetto al gruppo di riferimento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_28_lug_2026,_20_19_08-1785262777322.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\"\/><\/p>\n<p>\u00c8 proprio qui che <strong>serve cautela<\/strong>. La ricerca <strong>\u00e8 osservazionale<\/strong> e <strong>non dimostra che ridurre la ePWV faccia automaticamente vivere pi\u00f9 a lungo<\/strong>. Inoltre il parametro <strong>non misura direttamente le arterie<\/strong>: deriva da una formula nella quale l\u2019<strong>et\u00e0, gi\u00e0 fortemente collegata alla mortalit\u00e0, ha un peso centrale<\/strong>. Gli <strong>intervalli di confidenza delle stime pi\u00f9 elevate erano ampi<\/strong>, segnalando una notevole incertezza, mentre il campione comprendeva adulti cinesi con specifici profili cardiovascolari, renali e metabolici. La rivista ha anche precisato che si tratta di una <strong>versione anticipata<\/strong>, ancora non sottoposta all\u2019editing editoriale definitivo. <strong>La ePWV pu\u00f2 diventare un segnale utile per classificare il rischio, ma non \u00e8 una diagnosi, non sostituisce la valutazione clinica e non pu\u00f2 essere trasformata in un test fai-da-te dell\u2019\u201cet\u00e0 delle arterie\u201d.<\/strong> Il valore della ricerca sta piuttosto nell\u2019idea di <strong>seguire la salute vascolare come una traiettoria<\/strong>, ricordando che pressione arteriosa, metabolismo e funzione renale cambiano nel tempo e meritano controlli regolari.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Zhang J-z, Huang L-h, You X-y. Associations between estimated pulse wave velocity trajectories and all-cause mortality in participants with cardiovascular-kidney-metabolic syndrome stages 0\u20133. Scientific Reports. Pubblicato il 28 luglio 2026. DOI: 10.1038\/s41598-026-64045-2.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-64045-2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le arterie non invecchiano tutte allo stesso modo. 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