{"id":610292,"date":"2026-07-31T02:17:37","date_gmt":"2026-07-31T02:17:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/610292\/"},"modified":"2026-07-31T02:17:37","modified_gmt":"2026-07-31T02:17:37","slug":"integratori-e-influencer-il-rapporto-dello-iap-il-30-e-ingannevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/610292\/","title":{"rendered":"Integratori e influencer: il rapporto dello IAP. Il 30% \u00e8 ingannevole"},"content":{"rendered":"<p>                Un\u2019analisi dello IAP mostra che quasi un contenuto su tre dedicato agli integratori sui social viola le regole o presenta criticit\u00e0. Ma tra i limiti dello IAP e lo scarso ricorso ai poteri dell\u2019Antitrust, i controlli restano poco efficaci.<\/p>\n<p>Ogni giorno, sui social media, capita di vedere post, video e altri contenuti che parlano di un integratore per dormire meglio, di una pillola contro lo stress, di un prodotto che assicura un dimagrimento sicuro, di un flacone firmato da un farmacista-influencer. C\u2019\u00e8 poi il multivitaminico che \u201cd\u00e0 energia\u201d e quello che \u201cti rimette a posto\u201d. Il consumatore spesso non capisce se sta ascoltando un consiglio professionale, una testimonianza personale o una promessa scorretta. A confermare questo scenario arriva il report <a title=\"Beauty e integratori alimentari: i dati del monitoraggio 2025 sulla trasparenza degli influencer\" href=\"https:\/\/www.iap.it\/notizie\/beauty-integratori-monitoring\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Influencer marketing e integratori alimentari 2025<\/a> firmato dall\u2019Istituto di autodisciplina pubblicitaria e curato da Nicoletta Vittadini dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano.<\/p>\n<p>Quasi un contenuto su tre presenta criticit\u00e0<\/p>\n<p>Da oltre 49 mila contenuti estratti, i ricercatori hanno individuato 1.888 contenuti pubblicitari riferiti agli integratori alimentari. Solo 1.019 contenuti risultano conformi, ovvero circa due terzi dei messaggi rispettano le regole. Ma il rovescio della medaglia \u00e8 meno tranquillizzante: 333 contenuti violano apertamente le norme e altri 250 si collocano in una zona grigia, perch\u00e9 non sono trasparenti o contengono claim non verificati.<\/p>\n<p>Non siamo davanti a un problema marginale. Gli integratori non sono magliette o scarpe da ginnastica. Sono prodotti venduti per il sonno, lo stress, il dimagrimento, l\u2019energia, la memoria, la concentrazione, il microbiota, i capelli, la pelle, la performance sportiva. Sono ambiti in cui il confine tra pubblicit\u00e0, consiglio di salute e promessa quasi terapeutica diventa sottile. E per questo le regole dovrebbero essere rispettate con rigore, non aggirate con hashtag nascosti, formule ambigue o linguaggio pseudo-scientifico.<\/p>\n<p>Secondo gli autori, la maggioranza dei post analizzati \u00e8 conforme e una parte dei contenuti riguarda avvertenze poco visibili, incomplete o collocate in punti non immediatamente percepibili. Per cui non sempre si pu\u00f2 parlare di malafede. Resta per\u00f2 un dato inconfutabile, un contenuto su cinque viola apertamente le regole e, trattandosi di un settore che tocca salute e benessere, sarebbe opportuna una riflessione che pochi sono interessati a fare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/influencer-Depositphotos_481563952_L.jpg\" rel=\"lightbox[246080]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-208208\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/influencer-Depositphotos_481563952_L.jpg\" alt=\"Beauty influencer registra un contenuto per i social network da cellulare con ringlight\" width=\"940\" height=\"627\"  \/><\/a>Secondo il report dello IAP, circa un terzo dei contenuti pubblicitari sugli integratori veicolati da influencer viola le norme o presenta criticit\u00e0<br \/>\nQuando gli integratori sono presentati come farmaci<\/p>\n<p>Secondo quanto riferito nel dossier, fra i contenuti in violazione ci sono circa 60 casi in cui si utilizza una terminologia medica impropria per prodotti che non sono medicinali e circa 70 casi in cui sono vantate caratteristiche che assomigliano a quelli di un farmaco. Un integratore non pu\u00f2 essere presentato come una medicina. Non pu\u00f2 promettere effetti terapeutici. Non pu\u00f2 trasformarsi, grazie al linguaggio di un influencer, in una soluzione per ansia, insonnia, memoria, concentrazione, dimagrimento o altri disturbi. Eppure sui social questa sovrapposizione tra informazione sanitaria e comunicazione commerciale \u00e8 continua.<\/p>\n<p>Le violazioni non sono distribuite in modo uniforme. I primi 10 influencer sono responsabili del 57% di tutte le infrazioni; i primi 20 arrivano all\u201981,3%. Tradotto: non siamo davanti a 110 creator che sbagliano tutti un po\u2019. Siamo davanti a pochi profili che producono un numero elevato di contenuti scorretti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i controlli non riescono a fermare il fenomeno<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non si interviene? La risposta sta anche nei limiti del sistema italiano. Lo IAP pu\u00f2 elaborare regole, fare monitoraggi, promuovere la cultura della correttezza pubblicitaria e intervenire dentro il perimetro dell\u2019autodisciplina. Ma non \u00e8 un\u2019autorit\u00e0 pubblica, non ha i poteri sanzionatori dell\u2019Antitrust e soprattutto non pu\u00f2 incidere davvero su Instagram, TikTok, YouTube, shop online, profili personali, microbrand, farmacisti-influencer, nutrizionisti-divulgatori, creator fitness e beauty.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Depositphotos_310913452_L.jpg\" rel=\"lightbox[246080]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-204015\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Depositphotos_310913452_L.jpg\" alt=\"Mano tiene smartphone o iPhone con lo go di TikTok; concept: social media, influencer\" width=\"940\" height=\"669\"  \/><\/a>Lo IAP non ha poteri per intervenire direttamente sulle grandi piattaforme, come TikTok, Instagram, Facebook e YouTube<\/p>\n<p>Cinquant\u2019anni fa la pubblicit\u00e0 passava soprattutto da televisioni, giornali, radio, concessionarie e grandi agenzie ed era concentrata e pi\u00f9 facilmente controllabile. Chi restava fuori, come nel caso delle televendite alla Wanna Marchi trasmesse sui \u2018nuovi\u2019 circuiti televisivi, era l\u2019eccezione. Oggi il quadro \u00e8 rovesciato. Una parte rilevante della comunicazione commerciale pi\u00f9 aggressiva nasce sui social, dove il controllo praticamente non esiste e l\u2019autodisciplina non arriva, trattandosi di circuiti che non aderiscono.<\/p>\n<p>Anche il secondo presidio contro la pubblicit\u00e0 ingannevole, l\u2019AGCM, appare quasi del tutto assente. L\u2019Antitrust avrebbe gli strumenti per intervenire ma negli ultimi anni le decisioni pubbliche in materia di pubblicit\u00e0 o messaggi ingannevoli di alimenti e integratori sono quasi del tutto sparite. Il risultato \u00e8 una zona grigia: lo IAP pu\u00f2 poco se i soggetti non aderiscono all\u2019autodisciplina, l\u2019AGCM interviene raramente, le piattaforme non hanno interesse a ridurre il flusso dei contenuti commerciali e gli influencer continuano a monetizzare. D\u2019altro canto il mercato degli integratori \u00e8 una Mecca per tutti gli operatori \u00a0produttori, editori, piattaforme tv e social. Basti pensare che ogni italiano spende pi\u00f9 di 80 euro l\u2019anno per integratori. Questo avviene sulla base di consigli falsi e ingannevoli veicolati da messaggi pubblicitari che nessuno controlla.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata Foto: Depositphotos<\/p>\n<p><a title=\"dona ora\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/sostenitore-del-alimentare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-240926\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/giallone-bis-11.03.2026.png\"   alt=\"\" width=\"848\" height=\"551\"\/><\/a><a title=\"dona ora\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/sostenitore-del-alimentare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-240925\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giallone-bis-11.03.2026-B.png\"   alt=\"\" width=\"838\" height=\"127\"\/><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-240924\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giallone-bis-11.03.2026-C.png\"   alt=\"\" width=\"841\" height=\"121\"\/><\/p>\n<p>                <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/roberto-la-pira.jpg\" width=\"100\" height=\"100\" alt=\"\" itemprop=\"image\"\/><\/p>\n<p>Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus\u2026). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi &amp; consumi di RaiNews 24<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un\u2019analisi dello IAP mostra che quasi un contenuto su tre dedicato agli integratori sui social viola le regole&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":610293,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[38273,8560,198095,52645,239,19375,19376,1537,90,89,336378,19380,240,8786],"class_list":["post-610292","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-agcm","tag-antitrust","tag-autorita-garante-della-concorrenza-e-del-mercato","tag-claim-salutistici","tag-health","tag-iap","tag-integratori-alimentari","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-nicoletta-vittadini","tag-pubblicita-ingannevole","tag-salute","tag-social-media"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117012192385374211","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/610292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=610292"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/610292\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/610293"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=610292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=610292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=610292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}