{"id":611681,"date":"2026-07-31T22:35:21","date_gmt":"2026-07-31T22:35:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/611681\/"},"modified":"2026-07-31T22:35:21","modified_gmt":"2026-07-31T22:35:21","slug":"live-report-savatage-vision-divine-castello-carrarese-este-pd-28-07-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/611681\/","title":{"rendered":"Live Report: Savatage + Vision Divine @ Castello Carrarese, Este (Pd), 28\/07\/2026"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n                Vario            &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p class=\"article_disclaimer\">Truemetal vive grazie al suo pubblico. Quando compri qualcosa dai nostri link, potremmo guadagnare una commissione. <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/privacy-policy\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p>                                <img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Savatage_Este_2-576x324.jpg\" alt=\"Live Report: Savatage + Vision Divine @ Castello Carrarese, Este (Pd), 28\/07\/2026\"\/>                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marted\u00ec 28 luglio 2026: Castello Carrarese, Este, provincia di Padova. Dopo la data con orchestra sinfonica all\u2019Anfiteatro di Pompei (ve ne abbiamo parlato <a href=\"https:\/\/youtu.be\/d71YAcNh2S4?si=491mpwhQTk4pKn5v\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>, n.d.a.), i leggendari Savatage toccano l\u2019Italia con una seconda data del \u201cPrelude to Madness European Tour 2026\u201d. Un tour imperdibile, capace di regalare emozioni a non finire, serata dopo serata. Noi di Truemetal.it non potevamo certo mancare. Ci siamo quindi diretti in quel di Este carichi di aspettative, emozionati come ragazzini.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p data-insertion=\"1\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1245827 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Savatage_Este_1-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"640\"  \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Live report a cura di Marco Don\u00e8<\/strong><\/p>\n<p data-insertion=\"1\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo al Castello Carrarese d\u2019Este attorno alle 19:30. Raggiungiamo la cassa per svolgere le solite incombenze e nel tragitto incontriamo tantissime facce note, i cui occhi tradiscono grande eccitazione. I Savatage sono i Savatage, c\u2019\u00e8 poco da fare. Sono una delle formazioni pi\u00f9 iconiche della musica dura, una band visionaria, che ha saputo conquistare i cuori di pi\u00f9 generazioni. Senza accorgercene, ci ritroviamo con una birra in mano, a dialogare con vari metalhead su cosa potrebbe riservarci la serata. Ci soffermiamo inoltre ad ammirare la location: il Castello Carrarese regala sempre grandi emozioni ed \u00e8 la giusta cornice per un evento di tale rilevanza. L\u2019ingresso in scena dei Vision Divine \u00e8 sempre pi\u00f9 vicino: prendiamo quindi posto, pronti a gustarci lo show.<\/p>\n<p>Vision Divine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 20:20, puntuali come un orologio svizzero, tocca ai Vision Divine aprire le danze. La band di Olaf Thorsen ha da poco pubblicato un nuovo EP, intitolato \u201cA Clockwork Reverie\u201d, con cui celebrare il ritorno in formazione di Michele Luppi e Oleg Smirnoff. Ma \u00e8 \u201cStream of Consciousness\u201d il lavoro su cui i Vision Divine decidono di puntare per la scaletta odierna. Il disco del 2004 \u00e8 forse il loro album di maggior successo, un lavoro che port\u00f2 alla ribalta una line-up stellare. E c\u2019\u00e8 poco da fare: sentire canzoni come \u2018The Secret of Life\u2019 o \u2018Versions of the Same\u2019 e rivedere insieme Thorsen, Luppi, Smirnoff e Andrea Torricini ci riporta indietro nel tempo di almeno vent\u2019anni. La prova del combo toscano mette in luce le qualit\u00e0 dei singoli: spiccano Mattia Peruzzi alla batteria, autentico randellatore di pelli, e la fenomenale ugola di Luppi. Per lui il tempo sembra davvero non passare mai. I suoni risultano un po\u2019 impastati nelle battute iniziali, ma migliorano con il passare dei minuti. Anche la risposta del pubblico cresce canzone dopo canzone. D\u2019altronde, la qualit\u00e0 dei pezzi \u00e8 elevata, un aspetto che porta a vivere con trasporto lo spettacolo. Se a questo aggiungiamo la personalit\u00e0 di Luppi, possiamo ben comprendere come i presenti siano stimolati a supportare la prova di Thorsen e compagni. Il tempo scorre rapidamente e i Vision Divine decidono di chiudere la performance con due pezzi da novanta. Arriva infatti la sentita \u2018Identities\u2019, dove Luppi chiede al pubblico di inginocchiarsi, dando lui stesso l\u2019esempio sul palco, seguito da Thorsen e Torricini. La parte iniziale del brano, con voce e tastiere, viene eseguita cos\u00ec. All\u2019attacco della batteria, platea e band si alzano all\u2019unisono, creando un momento dal grande impatto visivo. Luppi \u00e8 semplicemente superlativo al microfono, e i vocalizzi finali sul lick melodico di Thorsen sono impressionanti. Il cantante introduce poi l\u2019ultimo brano in scaletta, \u2018La Vita Fugge\u2019, che tante soddisfazioni ha regalato alla band toscana. Il pubblico \u00e8 caldo al punto giusto e canta con trasporto il ritornello. L\u2019acuto finale di Luppi \u00e8 disumano. Sono le 21:00 quando i Vision Divine salutano Este con la classica foto dal palco. Prova convincente quella messa a segno dal quintetto italiano, anche se una seconda chitarra avrebbe dato maggiore spessore alla prestazione. Ma questi sono dettagli: i Vision Divine sono una delle istituzioni del metallo tricolore e questa sera hanno dato ampia dimostrazione delle proprie qualit\u00e0. Aspettiamo con ansia il nuovo album.<\/p>\n<p><strong>Setlist:<\/strong><\/p>\n<p>Sator Rotas<br \/>A Clockwork Reverie<br \/>The Secret of Life<br \/>18 (It Feels like Heaven)<br \/>God Is Dead<br \/>Versions of the Same<br \/>Identities<br \/>La vita fugge<\/p>\n<p>Savatage<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Redigere un live report sulla performance dei Savatage \u00e8 un compito arduo, davvero arduo. Chi ha vissuto il concerto di Este pu\u00f2 ben capire a cosa ci stiamo riferendo. La prova del combo americano \u00e8 stata semplicemente fuori scala. E non ci riferiamo al mero lato tecnico, dove i Savatage hanno spiccato (e con una line-up del genere c\u2019erano davvero pochi dubbi in merito, n.d.a.). A impressionare \u00e8 stata l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019esecuzione, l\u2019interazione con il pubblico, la capacit\u00e0 di trasmettere emozioni. Uno show caratterizzato da una scaletta sensazionale, che ha saputo diffondere in tutto il Castello Carrarese teatralit\u00e0, drammaticit\u00e0 e pathos. L\u2019atmosfera non \u00e8 stata semplicemente magica, ha toccato note superiori. Ogni singolo metalhead presente a Este ha avuto la consapevolezza di assistere a un evento unico, irripetibile, destinato a essere leggenda. E tutto questo \u00e8 stato possibile senza ricorrere a scenografie da urlo o a un\u2019immagine artefatta, con il chiaro intento di generare uno shock visivo. Non ci sono stati fuochi, cryo jet o gerb. I Savatage hanno badato al sodo, hanno lasciato che fosse la musica a parlare; hanno sfoggiato tutta l\u2019eleganza di una visione artistica peculiare. Ma proviamo ad andare per gradi. I Savatage irrompono in scena alle 21:30 e attaccano con la sottovalutata \u2018Morphine Child\u2019. I suoni rasentano la perfezione: ogni strumento \u00e8 definito e valorizzato, con il basso di Johnny Lee Middleton che pulsa sullo sterno. L\u2019ultimo a salire sul palco \u00e8 Zak Stevens, accolto dal boato del pubblico. Il suo ingresso d\u00e0 il via allo show. I Savatage, con un passaggio elegante e curato, utilizzano l\u2019intro strumentale di \u2018Morphine Child\u2019 come trampolino di lancio per \u2018Dead Winter Dead\u2019, che trova subito la partecipazione dell\u2019intero Castello Carrarese. Bastano queste prime note per capire che assisteremo a uno show clamoroso. Zak \u00e8 in forma strepitosa, Jeff Plate \u00e8 potente, preciso ed elegante nei movimenti. Middleton crea spessore e groove: \u00e8 la spina dorsale della band. Chris Caffery e Al Pitrelli sono ormai da tempo una delle coppie d\u2019asce pi\u00f9 quotate in circolazione. Alle tastiere, ad accompagnare la compagine di Tampa in questo tour, troviamo Paulo Cuevas e Shawn McNair. I due regalano una presenza scenica energica, oltre a dare man forte sui cori, esibendo grandi doti canore. La scenografia \u00e8 minimale: uno schermo alle spalle della batteria e due, pi\u00f9 piccoli, ai lati del palco. Nel corso della serata verranno proiettate animazioni dedicate per ogni traccia, oltre al logo Savatage, spesso rosso fiammante. La scaletta \u00e8 da urlo: in breve tempo veniamo travolti da \u2018Dead Winter Dead\u2019, \u2018Jesus Saves\u2019, \u2018Taunting Cobras\u2019 e \u2018Tonight He Grins Again\u2019. La platea patavina \u00e8 caldissima: canta ogni canzone, accompagna la prova del combo americano con cori e battiti di mani ritmati. Ma il pubblico \u00e8 ancora ignaro di cosa stia per arrivare. S\u00ec, perch\u00e9 come una sorta di crescendo rossiniano emozionale, il pathos della serata dilaga, viene amplificato dopo ogni brano. Arrivano infatti \u2018Lights Out\u2019 \u2013 in cui Zak \u00e8 semplicemente sontuoso \u2013 la passionale e drammatica \u2018Handful of Rain\u2019 e la superlativa \u2018Chance\u2019, con il coro polifonico finale che vede in azione Zak, Chris, Paulo e Shawn. Ogni nota \u00e8 suonata e cantata. Non ci sono basi. L\u2019esecuzione \u00e8 disarmante, intensa. \u00c8 quasi irreale, tanto che ci troviamo l\u00ec, imbambolati, a chiederci se sia tutto vero quello a cui stiamo assistendo. L\u2019atmosfera \u00e8 da pelle d\u2019oca. Il pubblico ipnotizzato. Zak \u00e8 un frontman di razza e sa come aizzare la folla. Ogni qualvolta ne chieda il supporto, la risposta e la partecipazione della platea \u00e8 totale. I Savatage tengono il palco con esperienza: si muovono con eleganza, occupano ogni angolo dello stage e cercano il contatto visivo con le prime file. \u00c8 come se ci trovassimo all\u2019interno di una bolla in cui il tempo e lo spazio si sono fermati, lasciando alle emozioni il compito di dettare le regole. Finita \u2018Chance\u2019 le luci si spengono e la band si ritira nel backstage per rifiatare. Subito dopo ritornano in scena le tastiere e Pitrelli, che d\u00e0 il via alla splendida \u2018Temptation Revelation\u2019. I tre vengono raggiunti da Plate, Middleton e Caffery, per virare insieme su \u2018Prelude to Madness\u2019. Fino a questo momento \u00e8 Caffery a occuparsi della fase solistica: a lui spettano le parti del compianto Criss Oliva e di Alex Skolnick. Nel finale di \u2018Prelude to Madness\u2019 Plate piazza un energico assolo di batteria e, poco dopo, arriva la prima sorpresa della serata. S\u00ec, perch\u00e9 i Savatage sfoderano l\u2019abrasiva \u2018Warriors\u2019, cantata da Caffery. Il chitarrista pu\u00f2 sfoggiare la sua voce al vetriolo, che ricorda \u2013 e non poco \u2013 la timbrica di Jon Oliva. Zak ritorna in scena e annuncia \u2018Sirens\u2019. Il ritornello \u00e8 tutto del pubblico, il cui coro quasi sovrasta la band. Ma non c\u2019\u00e8 un attimo di respiro. Arrivano subito \u2018Miles Away\u2019 \u2013 in cui Caffery regala un assolo pazzesco e la platea canta all\u2019unisono con Zak tutto il pezzo \u2013 la suadente \u2018Strange Wings\u2019 e \u2018This Is the Time (1990)\u2019, in cui \u00e8 Pitrelli a occuparsi delle parti solistiche. I presenti vivono con trasporto ogni istante e, a partire da \u2018This Is the Time (1990)\u2019, accompagnano i momenti pi\u00f9 sentiti con la classica onda del braccio, regalando emozioni su emozioni. E che partecipazione nel ritornello. Ci stiamo piano piano avvicinando alle battute conclusive dello show, ma i Savatage hanno ancora tanto in serbo per il pubblico patavino. Dopo un\u2019incisiva \u2018Power of the Night\u2019, classico immancabile in ogni scaletta del combo americano, arriva una \u2018All that I Bleed\u2019 non adatta ai deboli di cuore. La prestazione di Zak al microfono \u00e8 impressionante, cos\u00ec come la partecipazione dei fan. Stevens questa sera \u00e8 in uno stato di forma incredibile, con una voce calda ed espressiva, che non perde un briciolo di potenza e precisione. Si ritorna indietro nel tempo con \u2018Unusual\u2019, che coglie impreparato pi\u00f9 di qualche appassionato, per poi dare spazio a un ulteriore crescendo emotivo. \u00c8 infatti giunto il momento della maestosa e teatrale \u2018The Hourglass\u2019, in cui spicca l\u2019ennesimo coro polifonico, interpretato a quattro voci. Il pubblico \u00e8 completamente coinvolto e nelle parti pi\u00f9 cadenzate scandisce il tempo con un fragoroso battito di mani ritmato. Il finale \u00e8 pura poesia: Zak rimane sul palco, accompagnato dalle tastiere di Paulo, e interpreta uno dei passaggi pi\u00f9 delicati ed eleganti dell\u2019intera serata: che classe. Non c\u2019\u00e8 un attimo di respiro: il cantante annuncia che, sebbene non sia presente, Jon ha comunque voluto portare un messaggio speciale. Sul grande schermo viene lanciata una registrazione di Jon al piano, che ringrazia i fan e d\u00e0 il via all\u2019immortale \u2018Believe\u2019. Caffery compare sul palco e invita la platea ad accendere la torcia dei telefoni. Subito dopo i Savatage ritornano in scena per la parte conclusiva del brano. Il ritornello viene cantato dall\u2019intera Este e durante l\u2019assolo di Caffery sullo schermo compaiono in rotazione varie foto di Criss Oliva. Le emozioni sono troppe e una lacrima finisce per solcare il volto dei presenti. Ma non \u00e8 finita qui: i Savatage chiudono il proprio set con \u2018Gutter Ballet\u2019 ed \u2018Edge of Thorns\u2019, giusto per incrementare la dose di teatralit\u00e0 della serata. In \u2018Edge of Thorns\u2019 fa impressione il muro di suono creato da Middleton e Plate, su cui Caffery pu\u00f2 dare libero sfogo a uno degli assoli pi\u00f9 iconici della band. I Savatage salutano Este e si ritirano nel backstage. Il pubblico non ci sta. Ne vuole ancora. All\u2019appello manca almeno una canzone. La compagine di Tampa lo sa e rientra subito in scena, sfoderando \u2018Hall of the Mountain King\u2019. La suonano con un tiro pazzesco e il ritornello \u00e8 cantato dall\u2019intero Castello Carrarese. \u00c8 l\u2019apoteosi. Il finale si trasforma in un\u2019autentica festa, con una pioggia di plettri sul pubblico. Plate lancia sei bacchette alla folla e raggiunge gli altri per il classico saluto con inchino. Giusto il tempo dell\u2019immancabile foto dal palco e alle 23:25 i Savatage, soddisfatti ed emozionati, ringraziano i fan in visibilio e rientrano nei camerini. Serata epocale.<\/p>\n<p><strong>Setlist:<\/strong><\/p>\n<p>Morphine Child (Intro strumentale)<br \/>Dead Winter Dead<br \/>Jesus Saves<br \/>Taunting Cobras<br \/>Tonight He Grins Again<br \/>Lights Out<br \/>Handful of Rain<br \/>Chance<br \/>Temptation Revelation<br \/>Prelude to Madness<br \/>Warriors (Chris alla voce)<br \/>Sirens<br \/>Miles Away<br \/>Strange Wings<br \/>This Is the Time (1990)<br \/>Power of the Night<br \/>All That I Bleed<br \/>Unusual<br \/>The Hourglass<br \/>Believe<br \/>Gutter Ballet<br \/>Edge of Thorns<\/p>\n<p><strong>Encore:<\/strong><\/p>\n<p>Hall of the Mountain King<\/p>\n<p>Conclusioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evento indimenticabile quello vissuto al Castello Carrarese d\u2019Este. Con la loro performance, i Savatage hanno effettuato una dimostrazione pratica del significato della parola artista. Hanno suonato magistralmente, divertendosi, evidenziando affiatamento e rispetto reciproco. Sottolineiamo la scelta di lasciare quasi tutte le parti solistiche a Chris Caffery, che ha sfoderato una prova sontuosa. Pitrelli, invece, ha potuto sfoggiare la sua classe nei brani tratti da \u201cDead Winter Dead\u201d e \u201cThe Wake of Magellan\u201d, i dischi dei Savatage in cui \u00e8 stato attore protagonista. Abbiamo assistito a un concentrato di classe, eleganza ed espressivit\u00e0, con l\u2019esaltazione dell\u2019impatto emotivo di ogni singolo brano. I Savatage hanno puntato su una scaletta che permettesse di realizzare tutto questo, con il chiaro intento di creare un legame indissolubile con i fan. La reazione del pubblico e i commenti estasiati a fine concerto sono un chiaro segnale di come la band abbia giocato alla perfezione le proprie carte. E per chi ha avuto la fortuna di vederli in azione in passato, fa quasi impressione constatare come questi Savatage suonino meglio di quelli di venti e pi\u00f9 anni fa. D\u2019altronde, lo si sa: il vino di pregio migliora con gli anni. A fine serata abbiamo avuto inoltre la fortuna di incontrare la band. Abbiamo s\u00ec trovato dei musicisti disponibili con i fan ma, soprattutto, siamo entrati in contatto con il lato umano di ognuno di loro. Abbiamo cos\u00ec conosciuto degli artisti umili, con i piedi per terra, che hanno voluto assaporare le reazioni a caldo dei presenti, immergendosi tra loro. Un aspetto che eleva ulteriormente la caratura della compagine floridiana. La location si \u00e8 rivelata splendida, con gli spazi gestiti ottimamente. E dopo la serata all\u2019Anfiteatro di Pompei, possiamo dire che i Savatage hanno buon gusto nel selezionare le sedi dei propri eventi. Concludiamo il nostro articolo menzionando i Vision Divine, che hanno regalato un\u2019ottima prova. La formazione toscana ci ha riportato indietro nel tempo, grazie a una line-up capace di smuovere ricordi ed emozioni. Ora attendiamo il nuovo album: le aspettative sono elevatissime. Noi ci fermiamo qui. L\u2019appuntamento, come sempre, \u00e8 per il prossimo concerto. Horns up!<\/p>\n<p><strong>Marco Don\u00e8<\/strong><\/p>\n<p>                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; Vario &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Truemetal vive grazie al suo pubblico. Quando compri qualcosa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":611682,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539,191532,177655,337118],"class_list":["post-611681","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-musica","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-music","tag-musica","tag-savatage","tag-still-hot","tag-vision-divine"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117016981468596203","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=611681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611681\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/611682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=611681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=611681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=611681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}