{"id":611686,"date":"2026-07-31T22:38:20","date_gmt":"2026-07-31T22:38:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/611686\/"},"modified":"2026-07-31T22:38:20","modified_gmt":"2026-07-31T22:38:20","slug":"le-statine-ai-trentenni-la-vera-rivoluzione-e-curare-il-rischio-prima-dellinfarto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/611686\/","title":{"rendered":"Le statine ai trentenni? La vera rivoluzione \u00e8 curare il rischio prima dell\u2019infarto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Uno studio statunitense pubblicato su JAMA<\/strong> stima che <strong>21,5 milioni di persone in pi\u00f9<\/strong> diventeranno eleggibili a una terapia preventiva con <strong>statine<\/strong>. In totale, <strong>oltre 87 milioni di americani<\/strong>, cio\u00e8 <strong>pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione tra i 30 e i 79 anni<\/strong>, potrebbero rientrare tra i candidati al trattamento.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 non riguarda soltanto l\u2019abbassamento di alcune soglie di colesterolo: cambia l\u2019impostazione complessiva. Le <strong>nuove linee guida<\/strong> considerano il <strong>rischio cardiovascolare<\/strong> non pi\u00f9 solo a 10 anni, ma anche su un orizzonte di <strong>30 anni<\/strong>. Del resto, <strong>l\u2019aterosclerosi<\/strong> non esordisce a sessant\u2019anni: spesso inizia <strong>tra i trenta e i quaranta<\/strong>, quando il danno procede in modo silente ma costante.<\/p>\n<p><strong>E in Italia?<\/strong> Applicare pedissequamente i criteri americani al nostro <strong>Servizio sanitario<\/strong> non sarebbe appropriato: <strong>popolazione, epidemiologia e organizzazione differiscono<\/strong>. <strong>Una stima ragionata<\/strong>, tuttavia, \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Nel nostro Paese vivono circa <strong>39-40 milioni<\/strong> di persone fra 30 e 79 anni. Se l\u2019incremento osservato negli USA (<strong>circa il 14% della popolazione adulta<\/strong>) fosse anche solo parzialmente riproducibile, fra <strong>4 e 5,5 milioni<\/strong> di italiani potrebbero diventare nuovi candidati a una <strong>valutazione per la terapia con statine<\/strong>, non automaticamente a una prescrizione.<\/p>\n<p>Significherebbe <strong>milioni di visite<\/strong>, <strong>calcoli del rischio cardiovascolare<\/strong>, esami di laboratorio e <strong>decisioni condivise<\/strong> tra medico e paziente.<\/p>\n<p><strong>Capitolo costi.<\/strong> Qui emerge il dato inatteso. Le <strong>statine<\/strong> sono in gran parte disponibili come <strong>equivalenti<\/strong>, a prezzi contenuti. Considerando i <strong>generici<\/strong>, la spesa media per paziente oscilla orientativamente tra <strong>30 e 80 euro l\u2019anno<\/strong>, a cui vanno aggiunti monitoraggi e follow-up. Se <strong>5 milioni<\/strong> di italiani intraprendessero una prevenzione farmacologica, il solo costo dei medicinali si collocherebbe tra <strong>150 e 400 milioni di euro annui<\/strong>, cui sommare gli oneri organizzativi per screening, visite ed esami.<\/p>\n<p>Una cifra rilevante? <strong>S\u00ec.<\/strong> Ma va rapportata all\u2019impatto delle <strong>malattie cardiovascolari<\/strong>, che assorbono ogni anno in Italia <strong>decine di miliardi di euro<\/strong> fra ricoveri, interventi, riabilitazione, invalidit\u00e0, assistenza domiciliare e perdita di produttivit\u00e0. Anche una riduzione relativamente modesta di <strong>infarti e ictus<\/strong> potrebbe compensare una parte significativa dell\u2019investimento. Le statine, quando impiegate in modo appropriato, figurano tra gli interventi con il <strong>miglior rapporto costo-beneficio<\/strong> nella medicina preventiva.<\/p>\n<p>Il vero rischio, per\u00f2, \u00e8 un altro. Il dibattito non dovrebbe essere \u201cstatine s\u00ec o statine no\u201d. La domanda cruciale \u00e8: <strong>siamo in grado di identificare con precisione chi ne ha davvero bisogno?<\/strong> Prescrivere milioni di trattamenti senza un\u2019adeguata <strong>stratificazione del rischio<\/strong> trasformerebbe una buona intuizione in una vasta operazione di <strong>medicalizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Serve, invece, una <strong>prevenzione di precisione<\/strong>. <strong>Pressione arteriosa<\/strong>, <strong>fibrillazione atriale<\/strong>, <strong>diabete<\/strong>, <strong>obesit\u00e0<\/strong>, <strong>anamnesi familiare<\/strong>, <strong>funzione renale<\/strong>, <strong>colesterolo LDL<\/strong>, <strong>lipoproteina(a)<\/strong>, eventuale <strong>score coronarico con TAC<\/strong> nei casi dubbi, dati del <strong>Fascicolo Sanitario Elettronico<\/strong> e, in prospettiva, <strong>algoritmi di intelligenza artificiale<\/strong> dovrebbero costituire la cassetta degli attrezzi per personalizzare gli interventi. <strong>Qui sta la vera rivoluzione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia ha davanti una scelta:<\/strong> limitarsi ad aumentare le prescrizioni oppure tradurre queste nuove evidenze in un <strong>grande programma nazionale di prevenzione cardiovascolare<\/strong>, a partire dai <strong>quarantenni<\/strong> e dai soggetti a rischio.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 <strong>la migliore statina \u00e8 quella che previene un infarto che non avverr\u00e0 mai<\/strong>. Ed \u00e8 questo il punto: <strong>il successo della prevenzione \u00e8 invisibile<\/strong>. Nessuno applaude un infarto evitato. Nessuno vede un ictus che non si \u00e8 verificato. Eppure \u00e8 l\u00ec che si misura la <strong>qualit\u00e0 di un sistema sanitario moderno<\/strong>: <strong>non dal numero di pazienti curati, ma da quanti riesce a non far ammalare.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ChatGPT_Image_29_lug_2026,_11_48_06-1785318528321.jpg\" alt=\"\" width=\"1198\" height=\"1313\"\/><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno studio statunitense pubblicato su JAMA stima che 21,5 milioni di persone in pi\u00f9 diventeranno eleggibili a una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":611687,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[233553,263106,83406,239,1537,90,89,108058,337119,87433,30917,240,242,199098],"class_list":["post-611686","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-american-college-of-cardiology","tag-american-heart-association","tag-colesterolo","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-jama","tag-linee-guida-2026","tag-prevenzione-cardiovascolare","tag-rischio-cardiovascolare","tag-salute","tag-stati-uniti","tag-statine"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117016993017966738","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=611686"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611686\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/611687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=611686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=611686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=611686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}